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Gaetano Fausto Esposito

Il circuito innovazione digitale e sostenibilità istituzionale. Uno schema per la valutazione degli effetti sul lavoro

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2021

L’articolo esamina l’impatto delle tecnologie digitali sull’impiego del lavoro attraversol’el aborazione di un modello qualitativo basato sul concetto di sostenibilità istituzionale, inteso come un circuito in cui il frame istituzionale consente il dispiegamento delle libertà e capacità individuali e la promozione di una maggiore equità e inclusione permette di cogliere le opportunità disponibili. In particolare l’analisi si concentra sull’impatto della digitalizzazione sull’Obiettivo 8 dei Sustainible Development Goals elaborato per l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Attraverso l’esame qualitativo della letteratura esistente si giunge alla conclusione, pur bisognosa di ulteriori approfondimenti e verifiche, che la digitalizzazione ha nel breve periodo un impatto negativo sull’occupazione se valutato in termini di sostenibilità istituzionale, in particolare per le mansioni di basso e medio livello aventi un carattere routinario.Di conseguenza sono necessarie, anche a livello aziendale, politiche di empowerment e di re-skilling digitale del capitale umano, per evitare il fenomeno di esclusione digitale (e-esclusion).

Maria Palazzo, Alfonso Siano

Fifth-generation (5G) communication networks and sustainability: A research agenda

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2021

Communication networks hugely improved many fields during the past decades (i.e. education, healthcare, engineering sector, management, etc.). However, the new fifth-generation (5G) communication networks is expected to be able to bring new developments in this sector even faster than the past technologies. This will happen, not only, as the technology will be presented in the field as a new way of approaching data and services, but also, as there is more pressure exerted on 5G, due to the rising need of data that companies and individuals feel in everyday life. The paper suggests that emerging trends in this filed will also be able to create improvements for society, economy, management and environment. Better use of energy, information sharing and resource efficiency, in fact, are some of the main goals that the 5G and the sustainability approach are aiming to achieve. This shows that 5G and sustainability have several features in common that are yet not fully explored nor in theory nor in practice. Thus, proposing a research agenda, the paper aims at analysing this common characteristics, but also to highlight that the 5G can be considered a strategic tool that enables companies to be involved in boosting sustainable development.

Silvia Cosimato, Roberto Vona, Francesca Iandolo, Francesca Loia

Innovazione sostenibile e piattaforme digitali per i beni culturali: il caso Clickproject.

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2021

Obiettivo del presente lavoro è contribuire alla ricerca su pratiche, interazioni e processi di fruizione e valorizzazione dei beni culturali a seguito dell’implementazione di piattaforme digitali che possano costituire un ecosistema in cui attori differenti, ispirati dai principi dello sviluppo sostenibile, orientano le proprie interazioni alla creazione di valore condiviso.A tal fine, partendo dall’analisi della letteratura in tema di beni culturali, con particolare attenzione al contributo che essi possono offrire ad uno sviluppo sostenibile, il lavoro si focalizza sul ruolo che l’innovazione tecnologica, con particolare riferimento alle piattaforme digitali, può offrire alla sostenibilità e circolarità dei beni culturali. Tale ruolo è esaminato per il tramite di uno specifico case study relativo ad una piattaforma transdisciplinare finalizzata a testare, implementare e condividere nuovi modelli sostenibili di finanziamento, business e governance da applicare al settore dei beni culturali. Dai dati analizzati, il contributo delle piattaforme alla sostenibilità dei beni culturali si qualifica come un tema meritevole di approfondimento.

Alberta Bernardi, Chiara Cantù, Elena Cedrola

Heritage marketing e valorizzazione del territorio: il percorso verso l’innovazione sostenibile nel settore tessile e moda

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2021

Le imprese sono chiamate ad innovare i loro processi e prodotti in chiave sostenibile per differenziarsi e raggiungere un vantaggio competitivo. Conciliare gli investimenti in innovazione sostenibile con la redditività aziendale potrebbe rappresentare un problema per molte imprese, ancora incerte su quali ne siano i pro e i contro, ma soprattutto su quali scelte strategiche debbano essere adottate al fine di sviluppare un’innovazione che sia sostenibile, in grado di creare valore per il mercato e per l’impresa. L’obiettivo di questo paper è contribuire al crescente corpus di letteratura che si interroga su cosa realmente sia l’innovazione sostenibile e sui driver che ne consentono l’ideazione e lo sviluppo. Nello specifico, vengono indagate le potenzialità strategiche dell’heritage marketing quale strumento per valorizzare la storia aziendale e i suoi valori, tra cui la sostenibilità e il territorio. Focus della ricerca è il settore tessile e moda a ragione della sua più volte denunciata insostenibilità – a livello ambientale, sociale ed economico – e scarsa apertura verso l’innovazione – nei processi, prodotti e modelli di business. Le evidenze empiriche derivanti dalla presentazione di un caso studio di un’azienda di moda italiana internazionalizzata suggeriscono che la gestione strategica del corporate heritage e del brand heritage (o del patrimonio storico e culturale dell’impresa e dei suoi valori) può consentire alle imprese di promuovere l’innovazione sostenibile. Ciò grazie alla valorizzazione della storia aziendale e ai valori che hanno contraddistinto lo sviluppo dell’impresa: sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale. Le due forme di sostenibilità spingono a considerare non solo la riduzione dell’impatto della produzione sull’ambiente, ma anche le azioni propositive che un’impresa può compiere nei confronti del territorio e della comunità locale. Emerge anche con forza la necessità per la filiera tessile di orientarsi ad una maggiore, se non totale, circolarità.

Salvatore Esposito De Falco

Editoriale

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2021

Giovannantonio Forabosco

Psicologia dell’umorismo. Un excursus

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2021

L’attenzione della psicologia per l’umorismo si è andata intensificando a partire dagli anni ’70. Da oggetto di ricerca occasionale e periferico ha acquistato una sensibile rilevanza documentata da pubblicazioni e convegni di numero e  qualità crescente.L’umorismo può essere utilmente inquadrato come un fenomeno processuale in cui a uno stimolo viene data una reazione di divertimento in funzione delle caratteristiche dello stimolo e delle variabili di personalità intervenienti. Gran parte dell’approccio psicologico mira ad analizzare e descrivere i termini di questo processo e le loro interazioni. L’umorismo si presenta come un’entità multidimensionale, in cui un ruolo chiave è svolto dalla dimensione cognitiva, insieme a quella dinamica e a quella relazionale. In questa prospettiva vengono anche riposizionate le cosidette “teorie tradizionali”, tra cui quelle dell’incongruità, del sollievo e della superiorità. Vengono inoltre delineati alcuni tra gli aspetti di cui l’indagine psicologica si è occupata, come il “senso dell’umorismo” e le funzioni dell’umorismo.

Loredano Matteo Lorenzetti

L’arte della lungimiranza

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2021

Il contributo verte su alcune attività di studio e ricerca che sono state portate avanti con l’istituzione della “Sezione di psicologia dell’arte”, attivata nell’Istituto di Psicologia, della Facoltà medica dell’Università di Milano, diretto dal prof. Marcello Cesa-Bianchi. L’Autore, studioso d’estetica della mente e della funzioneestetica della conoscenza e dell’esperienza, annota alcuni significativi progetti, resi con intenti inter-istituzionali e con approccio transdisciplinare, condivisi con il prof. Cesa-Bianchi, rendendo ragione della sua particolare sensibilità e lungimiranza per la ricerca originale e innovativa in psicologia.

La Psicologia del Turismo nasce nel 1984 ad opera del Comitato Scientifico Nazionale Interdisciplinare "Psicologia del Turismo", presieduto dal prof. Marcello Cesa-Bianchi fino alla sua scomparsa (marzo 2018).Questo contributo, nella gratitudine al Maestro, intende evidenziare le principali Ricerche di Psicologia del Turismo, approfondendo le diverse problematiche e tipologie di turismo, di rilevante attualità.Una particolare attenzione è rivolta alle ricerche/sperimentazioni di turismo intergenerazionale da noi avviate sin dall’anno accademico 1999-2000 nel territorio nazionale (Nord e Centro Italia) con l’arricchimento ed il sostegno degli studi di Psicologia dell’invecchiamento svolti da sempre dal prof. Marcello Cesa-Bianchi. Si sottolinea l’importanza di una formazione manageriale post-universitaria per un turismo di qualità.

Marisa Muzio, Luca Argenton

Psicologia dello sport: il benessere per la prestazione eccellente

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2021

Lo studio delle relazioni tra attività fisica e qualità della vita rappresenta una delle aree di maggiore interesse per diverse discipline psicologiche, dalla psicologia della salute a quella applicata allo sport, fino alla psicologia del ciclo di vita. La psicologia dello sport, in particolare, si presenta oggi come area teoricoapplicativa in cui convergono e si integrano i contributi delle scienze dello sport e delle discipline psicologiche. In linea con le attuali tendenze della Positive Psychology, l’approccio applicativo tende a costruire il modello di funzionamento ottimale dell’atleta – sia nell’età dello sviluppo che ad alto livello agonistico – e a supportarne e svilupparne le condizioni di funzionamento ottimale. ? in questo quadro di riferimento che si contestualizzano gli studi sulla peak performance e sui peak moments in generale. Tra questi, l’articolo evidenzia e approfondisce la centralità del costrutto di flow sia in chiave teorica che nelle sue ricadute operative.

Paolo Inghilleri

Una visione aperta: la psicologia transculturale

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2021

Il contributo evidenzia il ruolo di Marcello-Cesa Bianchi e dell’Istituto di Psicologia della Facoltà Medica dell’Università degli Studi di Milano nella nascita della moderna psicologia e psicoterapia transculturale in Italia. Attraverso ricerche sul campo in differenti culture, l’elaborazione teorica e il confronto con altre discipline come la psicologia evoluzionistica e l’antropologia, la scuola di Cesa-Bianchi apre nuove prospettive nei diversi campi della psicologia culturale. Di particolare interesse è la riflessione metodologica che integra l’approccio quantitativo della psicologia scientifica con i metodi di ricerca qualitativi delle scienze umane.

Carlo Cristini, Amelia Belloni Sonzogni

Psicopatologia e invecchiamento nell’opera di Marcello Cesa-Bianchi

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2021

In età senile, le più frequenti condizioni che implicano una sofferenza psichica e che acquisiscono spesso connotazioni psicopatologiche riguardano il disadattamento, le ansie e le paure, la depressione e il declino cognitivo. Sono ambiti esistenziali e clinici che il Professor Marcello Cesa-Bianchi ha più volte trattato nella sua lunga esperienza scientifica. Fra i suoi primi lavori si annovera in particolare il disadattamento dell’anziano rilevato e analizzato in diversi contesti esperienziali.Se ansie, paure e depressione – oltre al disadattamento – si registrano anche in altri periodi della vita, in vecchiaia vengono ad assumere peculiari caratteristiche.Inoltre il processo di invecchiamento comporta il rischio della comparsa di una demenza, nelle sue varie forme. Il declino cognitivo – senza naturalmente ignorare le sue manifestazioni cliniche e la sua ancora incognita eziologia – viene considerato nella sua multidimensionalità e ipercomplessità evidenziando soprattutto le dinamiche affettive, relazionali e creative.

Carlo Cristini, Giovanni Cesa-Bianchi, Rossana De Beni

Psicologia dell’invecchiamento e dell’età longeva: il contributo di Marcello Cesa-Bianchi

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2021

La psicologia dell’invecchiamento e dell’età longeva ha rappresentato nella vita scientifica e accademica del Professore Marcello Cesa-Bianchi un continuo filo conduttore, testimoniato da un imponente numero di pubblicazioni. Egli ha esaminato e approfondito svariati ambiti e temi dell’invecchiamento psichico. Inquesto contributo si evidenziano gli studi che lo hanno portato a definire, come sempre in anticipo sui tempi, i diversi fattori che influenzano l’invecchiamento, anche attualmente confermati da varie ricerche internazionali. Si pongono inoltre in particolare rilievo gli studi sulla creatività longeva, ai quali ha dedicato gli ultimi venticinque anni della sua lunga attività scientifica, analizzando le varie aree in cui essa si può manifestare e focalizzandosi soprattutto sull’ultima creatività espressa da numerosi personaggi dell’arte e della cultura.

Ottavia Albanese, Eleonora Farina, Caterina Fiorilli

Cognizione, linguaggio, emozioni: ricerche evolutive e interventi educativi. Il contributo di Marcello Cesa-Bianchi e della sua scuola

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2021

Tra i lavori di Cesa-Bianchi nell’ambito della psicologia dello sviluppo e dell’educazione, sono di particolare interesse i suoi contributi sul tema dello sviluppo atipico, sul rapporto che intrattiene il divenire del pensiero con il linguaggio nella crescita del bambino e, infine, sulle sue ultime riflessioni e indicazioni in tema di formazione del docente e dell’educatore. Particolarmente sensibile all’approccio piagetiano e maturazionista, Cesa-Bianchi non ha mancato di accogliere nella sua riflessione teorica, quanto nella ricerca scientifica, le sollecitazioni che provenivano dalla cultura post-piagetiana sin dalla prima metà del XX secolo, spingendo la sua attenzione alle dimensioni bio-psico-sociali dello sviluppo umano. Il presente lavoro ripercorre alcuni temi cardine del contributo di Cesa-Bianchi e dei suoi stretti collaboratori evidenziandone le correlazioni con lo scenario scientifico nazionale e internazionale.

Gabriella Pravettoni, Ilaria Cutica

I contributi di Marcello Cesa-Bianchi alla psico-oncologia

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2021

Nell’ambito del vastissimo corpus di scritti e di ricerche di Cesa-Bianchi sulla psicologia della salute, si possono ritrovare alcuni concetti cardine della ricerca e della pratica in psico-oncologia, quali il ruolo della psicologia e dello psicologo in ambito sanitario, l’importanza del rapporto medico-paziente, il ruolo centrale della comunicazione, e la necessità di tener presenti nella cura le caratteristiche psicologiche del malato, in particolare quando questi deve confrontarsi con una malattia ad esito potenzialmente infausto.Questo capitolo descrive l’importanza dei suoi principali contributi su questi aspetti della psico-oncologia, sottolineando la sua capacità di cogliere in anticipo i cambiamenti, che si sono susseguiti negli anni, dei paradigmi teorici in psicologia della salute.

Giovanni Guerra

La relazione medico paziente: dialogo tra psicologia e medicina sull’adattamento

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2021

Il rapporto medico-paziente, tema ampiamente dibattuto in letteratura, viene qui proposto indicando l’adattamento come terreno di incontro nel quale medicina e psicologia possano dialogare, condividendo lo stesso punto di osservazione, pur mantenendo le loro specificità di lettura dei fenomeni e di intervento.La vita è un continuo processo adattativo la cui storia è il risultato deterministico e imprevedibile del gioco delle risorse, delle possibilità, dei vincoli, dei limiti, delle occasioni propri sia del soggetto sia della realtà.Questa formulazione dell’adattamento si applica tanto allo sviluppo biologico quanto allo sviluppo psicologico e, pur nella differenza dei “materiali” osservabili, offre un comune vertice di osservazione.La malattia è un evento quasi inevitabile della vita e coinvolge il soggetto in tutta la sua complessità bio-psico-sociale. Da qui, la sollecitazione a includere il malato con la sua soggettività (valori, storia, emozioni, fantasie …) all’interno del campo clinico. Tale inclusione, peraltro, pone due domande: da una parte, sulle ragioni dell’eclissi dell’interesse per la soggettività e, da un’altra parte, sul potenziale valore aggiunto apportato dalla presenza della soggettività del paziente nel campo clinico.La logica dello sviluppo del sapere e delle tecniche in medicina spiega le ragioni del progressivo disinteresse per la soggettività, ma lo stesso sviluppo implica la valorizzazione dell’individualità biologica. L’individualità non è, di per sé, la soggettività ma costituisce indubbiamente la via per prendere in considerazione la singolarità dei processi adattativi alla malattia.L’inclusione della soggettività se appare evidentemente vantaggiosa per il paziente, offre anche al clinico il vantaggio di una partecipazione attiva e di adesione ai percorsi diagnostici e terapeutici. Nella narrazione che il paziente fa della storia della malattia, infatti, si può rintracciare e comprendere anche la sua strategia adattativa. In particolare, si avanza la proposta di lettura della narrazione ipotizzando il vissuto della malattia e le aspettative nei confronti del curante come organizzatori della narrazione.

Albino Claudio Bosio

Uno sguardo psico-sociale sulla medicina e la salute

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2021

Sono qui rivisti i percorsi di ricerca sviluppati in collaborazione con Marcello Cesa-Bianchi. Sono anzitutto descritti i mutamenti di scenario – sul piano scientifico e sociale – che negli anni ’80 orientano gli sviluppi della medicina e che sollecitano l’adozione di un punto di vista psico-sociale nella ricerca. Sono poi illustrati i vari percorsi di ricerca focalizzati sui seguenti temi: professione medica e costruzione sociale della pratica medica, sviluppi della psicologia medica come disciplina, comunicazione sociale e prevenzione dei rischi di salute, qualità percepita e soddisfazione del cittadino per i servizi sanitari, culture e stili di salute della popolazione. Vengono discusse, infine, la rilevanza e l’attualità di questi percorsi di ricerca.

Marcello Cesa-Bianchi (1926-2018) è stato professore ordinario di Psicologia generale per 40 anni nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Statale di Milano. Una parte rilevante della sua attività istituzionale è stata indirizzata alla valorizzazione delle funzioni didattiche delle discipline psicologiche nellaformazione degli studenti dei corsi di laurea in Medicina e Chirurgia. Questo obiettivo è stato perseguito fin dagli anni ’70, in parallelo con a) l’evoluzione delle competenze richieste ai nuovi medici dal nuovo approccio centrato sul paziente in medicina, b) l’incremento di complessità delle attività cliniche all’interno degli ospedali generali, c) l’armonizzazione dei corsi di studio per la formazione dei medici come presupposto per la loro libera circolazione negli stati aderenti alla Comunità (poi Unione) Europea.L’avvio di questo processo di armonizzazione, all’inizio degli anni ’80, fornì l’opportunità di coordinare le indicazioni derivate da esperienze didattiche innovative realizzate in alcune facoltà mediche (in particolare, nelle Università di Milano Statale, Bologna, Napoli Federico II) e di presentarle alle commissioni ministeriali impegnate prima nella revisione dell’ordinamento didattico del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1986 (la cosiddetta Nuova Tabella XVIII) e nel suo adeguamento nel 1996, e poi al definitivo ordinamento, nell’ambito della generale riorganizzazione degli studi universitari disposta dal Decreto Legislativo n. 509 del 1999.Per stimolare le innovazioni nella didattica delle discipline psicologiche e la presentazione di proposte ufficiali per le modifiche degli ordinamenti didattici prima del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia e poi di tutti i corsi di laurea e laurea specialistica dell’area sanitaria Cesa-Bianchi promosse numerosi convegnia partire dal 1986 e la costituzione del Collegio dei docenti e ricercatori di discipline psicologiche nelle Facoltà di Medicina e Chirurgia nel 1993. Attraverso questo organismo vennero elaborate e presentate ufficialmente le proposte che hanno portato ad inserire definitivamente la psicologia generale tra le discipline per la formazione di base del medico e dei laureati delle professioni sanitarie, e la psicologia clinica tra le discipline caratterizzanti per gli stessi corsi di studio. Un risultato altrettanto importante e duraturo è stato l’inserimento di specifiche competenze professionali (comunicative relazionali) da acquisire attraverso le discipline psicologiche.

Giuseppe Vallar

La neuropsicologia italiana contemporanea e il contributo del gruppo di Milano

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2021

L’articolo si apre con una definizione di “neuropsicologia” e riassume le fasi iniziali dello sviluppo della neuropsicologia italiana contemporanea, con particolare riferimento all’approccio metodologico e alle prime attività del “Gruppo di Milano”, formatosi, nei primi anni ’60 del ‘900, attorno al neurologo Ennio DeRenzi, nella Clinica delle Malattie Nervose e Mentali dell’Università di Milano.La nascita di questo Gruppo, con lo sviluppo sistematico di ricerche su vari ed importanti temi (l’afasia e la sua riabilitazione, i deficit del riconoscimento degli oggetti, dell’intelligenza e del pensiero astratto, l’aprassia, la negligenza spaziale unilaterale) diede alla neuropsicologia italiana una visibilità internazionale mai raggiunta in precedenza. Prima dello sviluppo del Gruppo di Milano, in Italia gli studi neuropsicologici, per lo più di singoli pazienti con deficit appariscenti, pur presenti e con risultati talora di rilievo, erano rimasti episodi isolati, nel solco dei contributi maggiori degli autori Francesi, Tedeschi e dell’Impero Austro-Ungarico e Britannici, senza uno sviluppo organico di programmi di ricerca da parte di gruppi organizzati. Infine, sono ricordati i rapporti di Marcello Cesa-Bianchi con componenti il Gruppo di Milano e con l’autore di questo articolo.

L’articolo affronta lo sviluppo della psicologia dell’intelligenza dal suo esordio fino ai giorni nostri in una prospettiva storica. All’interno di questo percorso viene sottolineato il ruolo svolto da uno degli psicologi accademici italiani più ecclettico e facondo, Marcello Cesa-Bianchi, che, all’inizio della sua lunga carriera, si è occupato di intelligenza e di strumenti per misurarla.