RISULTATI RICERCA

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Partendo dall’analisi dei carteggi quattrocenteschi, il saggio approfondisce le questioni diplomatiche connesse al commercio del componente primario, e insostituibile, della polvere da sparo: il salnitro. Esaminando le strategie adottate da ambasciatori residenti ed agenti informali per intercettare le forniture del minerale, l’articolo ricostruisce gli orientamenti impressi dalle amministrazioni rinascimentali al mercato - pubblico e privato - degli armamenti, fortemente stimolato dalla contemporanea affermazione dei nuovi eserciti permanenti e dei monopoli statali delle artiglierie. I risultati della ricerca evidenzieranno pertanto l’interdipendenza dei potentati italiani nell’approvvigionamento delle «munitioni», ribadendo, da una prospettiva economica, la complementarità strutturale esistente tra guerra e diplomazia nell’età dell’«equilibrio».

Gandolfa Cascio, Ivana Cutugno, Serena Vitulo

Voci di viaggio. Un’esperienza di Photovoice con minori migranti

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2021

L’articolo presenta un’esperienza di Photovoice realizzata nell’ambito di un programma di supporto psicosociale rivolto a un gruppo di minori stranieri non accompagnati (MSNA). Dopo una breve rassegna della letteratura, le autrici presentano il percorso, descrivendone finalità, analisi dei dati e risultati. A partire dalla proposta di raffigurare il proprio viaggio attraverso le dimensioni temporali del passato, del presente e del futuro, i 7 MSNA coinvolti hanno selezionato 20 foto esempli-ficative dei seguenti temi emergenti: l’importanza di fare advocacy sulle violenze della migra-zione forzata vissuta come esperienza disumanizzante al limite tra la vita e la morte, le peculia-rità delle identità in transito che richiedono al soggetto di integrare le esperienze fatte attraverso i luoghi e nel tempo, la questione dell’incertezza del futuro, dimensione che viene poco affron-tata nei termini di un progetto di vita, la necessità di tararsi sulla concezione occidentale della minore età, la difficoltà di stringere relazioni con gli autoctoni, le tendenze passivizzanti caratteristiche dei centri di accoglienza. In linea con le evidenze della letteratura internazionale sul Photovoice, anche rispetto al target group dei MSNA, l’esperienza realizzata suggerisce le potenzialità della metodologia con riferimento alle possibilità di esprimere il proprio punto di vista e promuovere empowerment. Le peculiarità del percorso realizzato, inoltre, hanno messo in evidenza che, accolte alcune variazioni metodologiche, il Photovoice può presentarsi come contesto capace di supportare i partecipanti nell’elaborazione dei vissuti traumatici caratteristici dei loro percorsi migratori.

Chiara Maiorani, Sara Molgora, Emanuela Saita

Affrontare la tocofobia: presentazione del modello di intervento ARTEMIS ed evidenze preliminari di utilità

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2021

La tocofobia, ovvero una paura intensa del parto si configura come disturbo clinico che ri-guarda all’incirca il 14% delle gestanti. Diversi fattori, medici, psicologici individuali e relazionali-sociali sono stati messi in relazione con tale disturbo. Inoltre, numerosi studi si sono oc-cupati di indagare il legame tra tocofobia e disturbi di natura ansiosa e depressiva, senza giun-gere ad oggi a risultati univoci. La letteratura ha però sottolienato come la tocofobia possa ave-re un effetto negativo sul benessere della madre e sullo sviluppo del bambino anche nel post-partum. Tale dato suggerisce l’importanza di interventi per la tocofobia al fine di prevenire le conseguenze negative mediche e psicologiche durante la gravidanza e nel post-partum. Il presente contributo presenta uno specifico modello di intervento, chiamato ARTEMIS, che integra il modello psicosomatico e il modello di elaborazione adattiva dell’informazione attraverso l’utilizzo di alcune tecniche terapeutiche specificatamente sviluppate entro tali model-li (EMDR, mindfulness, ipnosi). Gli effetti dell’intervento sono stati valutati su 10 donne che hanno ricevuto il trattamento. Tale studio mette in luce come vi sia un decremento statisticamente significativo a seguito del trattamento sia della paura del parto, sia dell’ansia di stato e di tratto. I risultati, seppur prelimi-nari, suggeriscono la potenzialità del protocollo proposto e incoraggiano a proseguire nella sua validazione, sia mediante studi di esito su campioni più ampi, sia attraverso studi di processo volti a comprenderne i meccanismi di funzionamento.

Teresa Menafra, Paolo Melani, Pio Enrico Ricci Bitti

Disposizione alla gratitudine e salute individuale

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2021

In anni recenti la ricerca in alcuni ambiti della psicologia, tra cui quello clinico e della per-sonalità, ha riscontrato l’importanza della disposizione alla gratitudine per la comprensione di diversi aspetti del benessere, ciononostante nell’ambito della psicologia della salute la gratitu-dine rimane ancora poco studiata. Sebbene alcuni interventi, scientificamente fondati, finalizzati all’induzione di gratitudine abbiano mostrato di migliorare la salute, i meccanismi che spiegano la relazione fra gratitudine e salute non sono ancora del tutto chiariti. Il presente lavoro ha in-dagato la relazione tra disposizione alla gratitudine e alcuni indicatori della salute individuale: orientamento positivo, qualità di sonno e veglia e benessere psicologico e le differenze fra soggetti con alti e bassi livelli di gratitudine disposizionale rispetto a tali parametri. Lo studio ha interessato 172 studenti universitari (42 maschi, 130 femmine, età media=21.16, DS=3.3) cui sono stati somministrati quattro questionari che misurano le variabili di interesse. I risultati ottenuti hanno evidenziato correlazioni significative fra disposizione alla gratitudine e parametri di salute e confermato differenze significative fra soggetti con alta e bassa gratitudine disposi-zionale rispetto a quasi tutte le variabili considerate. Questi risultati forniscono dati sul ruolo della gratitudine utili al miglioramento di alcuni indici relativi al benessere individuale eviden-ziandone al contempo l’importanza nell’ambito della psicologia della salute.

L’obiettivo dello studio è stato quello di indagare il ruolo di mediazione del Work-Study Conflict (WSC), considerato dalla letteratura un rischio psicosociale, nella relazione tra perce-zioni di autoefficacia studentesca e lavorativa e performance accademica (auto-riferita). Sono stati somministrati due questionari self-report all’inizio del semestre accademico (T1, N=134) e dopo sei mesi comprensivi di una sessione d’esame (T2, N=100), a studenti-lavoratori part-time iscritti a differenti corsi di laurea delle università campane. È stato implementato un mo-dello di path analysis con l’ausilio del software Mplus 8.0. In linea con le ipotesi il WSC è risultato mediatore totale della relazione tra autoefficacia lavorativa e performance accademica e mediatore parziale della relazione tra autoefficacia studentesca e performance. In un’ottica di sostegno alla carriera degli studenti l’università è chiamata a mettere in pratica strategie di in-tervento per la promozione del benessere e che facilitino la conciliazione tra i differenti ruoli che gli studenti stessi si trovano a ricoprire. In quest’ottica, lo studio si propone di evidenziare alcune variabili che vanno a facilitare la conciliazione studio-lavoro, migliorando l’efficacia nella prestazione.

Marilena Fatigante, Cristina Zucchermaglio, Francesca Alby, Mariacristina Nutricato

La struttura della prima visita oncologica: uno studio conversazionale

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2021

La prima visita in oncologia è un evento istituzionale (Drew e Heritage, 1992) altamente complesso sia per medico che per paziente e accompagnatori coinvolti. Il lavoro presenta uno studio conversazionale su un corpus di prime visite oncologiche volto all’esame delle distinte fasi che compongono questo evento. Il corpus di dati è costituito da 36 video registrazioni di visite oncologiche, condotte da due oncologi senior in due differenti ospedali romani. Lo stu-dio aderisce alla prospettiva teorico-metodologica dell’Analisi Conversazionale (Schegloff, 2007), in particolare applicata al contesto medico (Heritage e Maynard, 2006). A partire da indicatori empirici discorsivi e multimodali, sono state identificate 8 fasi attraverso le quali, con diverse durate e complessità, si realizza la visita oncologica: Apertura, Anamnesi, Presentazio-ne della malattia, Stadiazione, Indicazione di trattamento, Prescrizioni e Chiusura. L’analisi qualitativa mostra come paziente e accompagnatore si orientino ai passaggi tra fasi distinte, cooperando con il medico ad assolvere la specifica agenda di attività della visita. Sono discusse le implicazioni dello studio per la ricerca e la comprensione delle forme di partecipazione e strategie di empowerment disponibili ai pazienti per fronteggiare la complessità comunicativa dell’incontro con l’oncologo e ridurre possibili stati d’ansia che si associano a questo evento.

Monica Arbia, Annalisa Anzani, Antonio Prunas

L’utilizzo di app per incontri nella popolazione genderqueer: esperienze, vissuti e motivazioni

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2021

Background. Le persone genderqueer affrontano numerose sfide nel corso della loro vita e sono esposte ad un rischio aumentato di violenza e molestie dovute alla diffusione della cultura eterossessista e cisgenderista. Per ciò che concerne le relazioni sessuali e romantiche, negli ultimi anni, le app per incontri sono diventate sempre più popolari, cambiando il modo in cui le persone vengono in contatto con nuovi e potenziali partner. Scopo. Lo scopo di questo studio è quello di indagare le esperienze, le emozioni e le moti-vazioni delle persone genderqueer nell’ambito delle app per incontri. Attingendo alla cornice teorica delle microaggressioni gli autori hanno condotto tre interviste qualitative individuali con individui genderqueer adulti. Analisi dei dati. Per analizzare i dati emersi dalle interviste gli autori si sono serviti dell’analisi tematica. Risultati. Le esperienze dei partecipanti riflettono diverse forme di discriminazione, vitti-mizzazione e oggettivazione ma anche forme più positive di interazione, sottolineando così il potenziale positivo delle applicazioni per incontri. I risultati hanno rivelato tre tematiche principali: 1) utenza, motivazioni e benefici relativi all’utilizzo di app per incontri, 2) self-disclosure, 3) esperienze nel contesto delle app per incontri. L’ultimo tema comprende, a sua volta, tre sotto-temi: a) omologazione e morbosità, b) feticizzazione e oggettivazione, c) delegittimazione e discriminazione. Nonostante i suoi limiti, questo studio potrebbe aiutarci a fare luce sull’impatto psicologico che le diverse esperienze vissute nell’ambito delle app per incontri hanno, sul benessere della minoranza genderqueer.

Tiziana Di Palma, Luigia Simona Sica, Laura Aleni Sestito, Giancarlo Ragozini

Le esperienze lavorative precoci nella promozione dell’identità vocazionale e del benessere nei tardo adolescenti: il caso dell’esperienza di alternanza scuola-lavoro

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2021

Nonostante il mondo del lavoro abbia subito sostanziali trasformazioni il dominio identita-rio legato alla definizione di sé come lavoratore resta fondamentale (Guichard et al., 2012) e, in tal senso, rimane strettamente legato al benessere personale dell’individuo. Per rispondere in maniera congruente alle nuove sfide del mondo del lavoro, anche la scuola è chiamata a svol-gere un ruolo attivo essendo uno scenario di esperienze primario per gli adolescenti. Tramite un approccio centrato sui soggetti, il presente studio, utilizzando una cluster analysis di tipo non gerarchico (k medie), si propone di individuare gli stati dell’identità vocazionale prevalenti in un gruppo di studenti italiani di scuola superiore, inseriti nei percorsi di alternanza scuola/lavoro e di valutarne la relazione con il benessere eudaimonico. Un booklet di questionari self report volti ad indagare l’identità vocazione ed il benessere eudaimonico è stato sommini-strato a 412 studenti campani di scuola superiore (Età media=18.79 anni, SD=1.19). L’analisi dei cluster ha individuato sei stati dell’identità vocazionale, sovrapponibili a quelli individuati in precedenza in contesto italiano. Gli stati dell’identità vocazionale sono risultati significati-vamente differenziati tra loro in riferimento al livello di benessere eudaimonico percepito.

Mario Bertini

Editoriale

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2021

Pier Luigi Guida, Maurizio Monassi

La nuova ISO 21502

PROJECT MANAGER (IL)

Fascicolo: 45 / 2021