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Massimiliano Vitali, Cristina Volpi

Tutti in casa! Il racconto del tempo vissuto durante la pandemia nei disegni delle bambine e dei bambini

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 4 / 2020

A partire dagli elaborati grafici raccolti nell’ambito del concorso nazionale di disegno Tutti in casa!, indetto nel maggio 2020 da Fondazione PInAC - Pinacoteca Internazionale dell’età evolutiva Aldo Cibaldi di Rezzato (BS), gli autori presentano le loro riflessioni su come minori di diverse fasce d’età abbiano scelto di rappresentare la loro personale esperienza del lockdown durante l’emergenza sanitaria Covid-19 e, nello specifico, i vissuti legati alla permanenza a casa. Le considerazioni raccolte si basano su elementi di analisi sociologica dei contesti di produzione, sulla valutazione degli specifici bisogni evolutivi degli autori dei disegni in relazione alle loro diverse età, sulla riflessione circa l’esposizione collettiva alle retoriche diffuse dai principali media nel periodo storico della pandemia.

La pandemia ha reso visibile il tema della povertà educativa ereditato dal passato. Si parla di generazione Covid che vede il futuro come incognita. La mancanza di attenzione da parte della politica verso la scuola, la ricerca e la cultura non è nuova. Lo sviluppo economico teso alla conquista del benessere, ha subìto una accelerazione senza precedenti e ha determinato nel mondo globalizzato lo sfruttamento illimitato delle risorse naturali con la conseguenza di catastrofi umanitarie. La violazione dei diritti umani solo formalmente conquistati ma di fatto negati hanno reso più fragili le nostre democrazie. Urge una mobilitazione civile, possibile se si ripensa il processo di formazione della persona. La sollecitazione alla resilienza e il ripristino del valore della relazione per ricreare la dimensione comunitaria, è compito degli educatori. La scuola è il luogo della cura, non il problema. Gariwo, Il Giardino dei Giusti dell’Umanità, propone un diverso approccio al lavoro storico nelle scuole, fondato sulla memoria del bene. I giusti che riconoscono il volto dell’altro, esemplificano il valore del coraggio, della libertà, dell’autonomia di pensiero e ripropongono il tema della responsabilità personale per affrontare le sfide del presente. Aprono al cambiamento e al futuro.

Alberto Zanutto

Le famiglie italiane tra vecchi e nuovi incubi: Covid-19 e resilienza

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 4 / 2020

In questo contributo l’autore si sofferma sui risultati delle prime indagini condotte per cogliere gli effetti sui bambini e sulla famiglie delle misure di restrizione adottate soprattutto nella prima fase della pandemia, riservando una particolare attenzione alle famiglie in condizione di deprivazione ed ai soggetti più vulnerabili.

Simonetta Armondi, Beatrice Moretti, Elisabetta Canepa, Federica Fava, Antonio Di Campli

Percorsi

TERRITORIO

Fascicolo: 95 / 2020

ornare sul campo per capire l’Italia. Una ricerca ‘non allineata’ su produzioni e territorio / La città portuale. Nuove tracce per la ricerca contemporanea / Dicotomia e simbiosi tra città e porto: nuovi paradigmi operativi / Essere spontanei nella città del XXI secolo, o dell’adattarsi / Riscritture della prossimità

La normativa degli ultimi venti anni dà ai piani comunali di protezione civile un valore crescente tra le attività di pianificazione del territorio, ma i relativi caratteri specifici stentano ad affermarsi tra gli addetti. Questo contributo, nella prima parte, restituisce il percorso, dalla genesi a oggi, della pianificazione di protezione civile nel nostro paese, ricostruendone l’evoluzione tra norme e indirizzi. L’esito culminato nel D.Lgs. 1/2018 definisce i ruoli di sindaci, strutture amministrative comunali, regioni, volontariato e prefetture. La seconda parte espone il nuovo ruolo del piano di protezione civile comunale nel quadro del ‘Sendai Framework for Disaster Risk Reduction’ e offre spunti per la cruciale direttiva nazionale sulla pianificazione di protezione civile in fase di stesura.

I cimiteri sono luoghi di lutto e memoria individuale e collettiva, di culto, di testimonianza architettonica, artistica, paesaggistica, ma sono anche ecosistemi contraddistinti da varietà ecologica e biodiversità. Territori in divenire, narrano la crescente diversificazione dei bisogni e dei valori culturali e simbolici degli abitanti, in relazione al presente e al futuro. La recente revisione del Piano regolatore dei cimiteri milanesi costituisce un’occasione per riflettere su queste condizioni e potenzialità e per rilanciare un progetto di multiculturalità e diversificazione ecologica degli spazi per la metropoli attuale. Il contributo sviluppa qualche spunto di riflessione ulteriore sul rapporto tra ricerca universitaria e attività amministrativa, nella costruzione di una proposta attenta all’innovazione dei processi.

Stefano De Falco

Un’analisi geografica dei determinanti insediativi delle imprese a Napoli

TERRITORIO

Fascicolo: 95 / 2020

Il contributo riporta la sintesi di un’attività di ricerca triennale svolta nell’ambito di un progetto finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico. L’obiettivo del lavoro è verificare l’influenza di configurazioni topologiche delle imprese, in forma clusterizzata o indipendente, e tipologiche in termini di diverso settore industriale di loro afferenza, sui determinanti di scelta localizzativa in ambito urbano. L’analisi empirica ha riguardato l’area urbana di Napoli e il campione di imprese analizzate è stato selezionato in ottica della strategia regionale di sviluppo aziendale RIS3 (Research Innovation Smart Specialization Strategy) della Regione Campania per la piena conformità tra le linee di intervento ministeriali e quelle regionali.

Mauro Francini, Nicole Margiotta, Annunziata Palermo, Maria Francesca Viapiana

Guidelines for the development of a Natural Shopping Center

TERRITORIO

Fascicolo: 95 / 2020

Research documented here focuses on the urban regeneration of historical contexts, defining a specific intervention strategy for the historical center of Cosenza (Italy) through the multisectoral and inclusive approach used by the Natural Shopping Center (ccn). The main research aim was to (re)-define the aspects related to the organisational, operational and management methods of a ccn, following literature analysis and the study of best practices. Through the application case, a series of objectives have been defined, including the enhancement of tourism and craft sector and the redevelopment of urban furniture. This underlines the need to use innovative planning tools, which have to be able to develop concrete and integrated initiatives and be aimed at improving the well-being of different users.

Caterina Barioglio, Daniele Campobenedetto

La trasformazione ordinaria. Gli effetti della legge n. 106/2011 sulla forma urbana a Torino

TERRITORIO

Fascicolo: 95 / 2020

In un momento storico in cui le città europee sono teatro di modifiche progressive piuttosto che di massive espansioni, acquista importanza il ruolo della disciplina dell’attività edilizia e delle forme di regolazione che agiscono sulle trasformazioni ordinarie. Questo contributo mira a esplorare gli esiti di uno di questi strumenti - la legge n. 106/2011. Lo studio offre una mappatura delle trasformazioni edilizie attuate, o approvate, tramite questa legge a Torino fino al 2019. L’obiettivo è comprendere il rapporto tra le intenzioni espresse dallo strumento regolativo e i suoi effetti sullo spazio della città: l’analisi dei tipi di intervento, del cambiamento di destinazioni d’uso e superfici di ogni trasformazione è messa in relazione con le modifiche volumetriche, per studiare gli esiti morfologici delle pratiche private di trasformazione e il loro ruolo nel processo di ‘produzione di città’. Parole chiave: trasformazione urbana; morfologia urbana; codici urbani

Nadia Caruso, Alessandro Delladio, Elena Pede

Vuoti a rendere. Dublino e la gestione pubblica dei vuoti urbani

TERRITORIO

Fascicolo: 95 / 2020

A seguito della crisi economica del 2008, molti progetti di trasformazione urbana avviati negli anni precedenti hanno subito una forte decelerazione. La crisi ha avuto ripercussioni sui processi di pianificazione urbana, eclissando il potere decisionale delle istituzioni pubbliche già depauperato dall’affermarsi dell’approccio neoliberale e dal taglio di risorse finanziarie. L’articolo presenta l’esperienza di Dublino come interessante tentativo di regolamentazione e di controllo del fenomeno dei vuoti urbani da parte dell’attore pubblico. Seppure in un contesto fortemente neoliberale, gli strumenti introdotti dalla città per la gestione e il rilancio degli spazi abbandonati, unito ad altre politiche, hanno dato luogo a normative innovative per l’avvio di pratiche di uso temporaneo.

Paolo Bossi, Luca Maria Francesco Fabris

La Sala della Comunità. Preziosa eredità, pronta per il futuro

TERRITORIO

Fascicolo: 95 / 2020

Il contributo si propone di affrontare, in maniera necessariamente sintetica, due questioni tra loro strettamente correlate: da un lato la diffusione nella diocesi ambrosiana dei cinematografi parrocchiali nei primi decenni del xx secolo, accompagnata dal progressivo definirsi di sempre più specializzate strutture e dotazioni tecniche; dall’altro le criticità e le potenzialità con cui deve misurarsi oggi la valorizzazione di tali spazi, non a caso chiamati ‘Sale della Comunità’, per sottolineare la loro natura di ambienti polivalenti e rinnovare la loro funzione originaria ad uso delle parrocchie e delle loro comunità.

Mariagrazia Fanchi

Andare al cinema a Milano. Fra trasformazioni nazionali e specificità locali

TERRITORIO

Fascicolo: 95 / 2020

Il saggio tratteggia la storia del rapporto fra cinema e pubblici a Milano attraverso quattro affondi che colgono altrettante svolte nell’esperienza degli spettatori del capoluogo lombardo: la costruzione di un modello ‘rilocato’ di fruizione del film, durante gli anni ’50; l’emergere di un’esperienza crepuscolare del cinema, nella seconda metà degli anni ’60; l’affermarsi, alle soglie del nuovo millennio, di un modello di intrattenimento esteso legato alla diffusione dei multiplex; la recente emersione di un’esperienza diffusa del film, sostenuta dalle piattaforme digitali come Netflix e dalla metamorfosi dello spettatore. Quattro momenti che anticipano e contribuiscono a innescare analoghi cambiamenti su scala nazionale.

Il contributo analizza le vicende edilizie di alcunesale cinematografiche milanesi - e in particolare diquelle realizzate o comunque attribuite all’architettoAlessandro Rimini - in un arco cronologico che si estendedall’inizio del secolo agli anni ’50 del Novecento.L’obiettivo è quello di puntare l’attenzione sullaquestione dell’autorialità che, anche nel caso diun professionista accreditato da una bibliografiaconsolidata, risulta talvolta di incerta definizione. Ilprogetto di una sala cinematografica è infatti il prodottodi competenze disciplinari diverse che costringono adallargare la rosa degli attori in gioco, invitandoci ariconsiderare alcune chiavi interpretative nell’analisidell’architettura del xx secolo.

Raffaele De Berti, Elena Mosconi

La via del cinema. Corso Vittorio Emanuele e l’evoluzione delle sale

TERRITORIO

Fascicolo: 95 / 2020

Il testo, che affronta l’evoluzione dell’eserciziocinematografico a Milano, si concentra sul casoesemplare del corso Vittorio Emanuele, principalestrada del centro cittadino dove si sono insediate lamaggior parte delle sale di prima visione. Attraversouna ricostruzione cronologica dai primi del Novecento aoggi vengono ripercorse le diverse fasi dei cambiamentiavvenuti come sintomi di più generali trasformazionidelle abitudini del consumo di film. Il contributoidentifica il passaggio dalla costruzione di piccoli localialle sale monumentali e più lussuose come Corso e Astranei primi quarant’anni, alla successiva edificazionedelle sale sotterranee ed eleganti del dopoguerra, pergiungere alla massima concentrazione dei primi anni ’70e vederne il rapido crollo nel giro di vent’anni.

Luca Tamini

Dal cinema monosala al fenomeno Netflix: temi urbanistici emergenti

TERRITORIO

Fascicolo: 95 / 2020

Il saggio restituisce alcuni temi aperti e questioniemergenti dal punto di vista urbanistico sulle dinamichee sugli scenari evolutivi delle sale cinematografiche in uncontesto di profondo mutamento.A partire dalla pluralità di geografie e tipologieinsediative presenti nell’area metropolitana milanese,il contributo prefigura alcune politiche attive diconsolidamento e potenziamento del sistema di offertain un’ottica di integrazione e complementarità trai tradizionali luoghi di fruizione collettiva e i nuoviprocessi di innovazione digitale.

Giovanna D’Amia, Luca Tamini

Cinema a Milano: luoghi urbani in trasformazione

TERRITORIO

Fascicolo: 95 / 2020

Il servizio raccoglie temi e questioni aperte sulle salecinematografiche a Milano con l’obiettivo di rilanciareun dialogo interdisciplinare, approfondire la loro storiae discuterne il ruolo nella connotazione dello spaziourbano.Oggi che la fruizione cinematografica avviene conmodalità assai diverse da quelle che hanno visto nascerecinematografi in tutti i quartieri cittadini, è infattinecessario riformulare le pratiche d’uso degli spazidella visione collettiva e ripensare le potenzialità dellesale storiche ancora esistenti. Soprattutto dopo che lapandemia da Coronavirus ne ha potenziato le criticità,ma ne ha anche ribadito il valore di luoghi urbanirappresentativi.