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La perestrojka rappresenta una stagione unica in termini di riforme, dibattiti aperti e mobilitazione dei cittadini dal basso. La stessa figura di Gorbacëv divenne molto popolare in quell’opinione pubblica occidentale che si rivolgeva al leader sovietico per chiedere un cambiamento politico, la pace e la conclusione della Guerra Fredda. In Italia, la "gorbymania" si manifestò in migliaia di lettere che politici, scienziati, artisti, ecclesiastici, accademici, o semplici cittadini inviavano al leader sovietico e alla moglie Raisa. La varietà di contenuti, di toni e di critiche furono caratteristiche delle lettere degli italiani. Incoraggiavano le svolte in politica estera, sostenevano il processo di rinnovamento del regime e ne condannavano apertamente i limiti. Il presente articolo vuole esaminare - attraverso le lettere inviate dall’Italia a Michail e Raisa Gorbacëv nel periodo 1988-1989 - la percezione e la risposta attiva degli italiani a quelle trasformazioni in atto in Urss, e offrire un livello analitico transnazionale delle relazioni italo-russe che andava oltre la dimensione istituzionale e coinvolgeva direttamente i singoli individui.

Emanuela Costantini

Gli albanesi che sognavano Celentano. La cultura popolare italiana nell’Albania comunista

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2020

La notevole influenza esercitata dalla musica leggera e in generale dal mondo dello spettacolo italiano sulla società albanese è un aspetto dato per acquisito dal-la storiografia, che non lo ha approfondito in modo sistematico. Si tratta di un processo che ha avuto le sue radici nel periodo comunista e rispetto al quale i mass media hanno svolto un ruolo centrale. Fino al 1973, pur alternandosi fasi di maggiore e minore apertura, la ricezione dei programmi italiani fu in parte possibile le-galmente e questo consentì la conoscenza della musica leggera e delle forme di spettacolo legate alla radio, alla televisione e al cinema. In seguito, la stretta repressiva imposta da Hoxha rese più difficile la circolazione di questi contenuti, ma non la fermò. La popolazione cercò i più creativi espedienti per continuare a captare il segnale proveniente da oltre Adriatico e ciò contribuì a sviluppare nell’immaginario collettivo l’idea dell’Italia come mondo alternativo rispetto a quello albanese, fatto di restrizioni e privazioni. All’inizio degli anni Novanta, questo fu uno dei fattori che spinse parte della popolazione albanese a cercare nuove opportunità proprio nella Penisola del Festival di Sanremo, del calcio e dei divi del cinema.

Lorenzo M. Capisani

The Role of Cultural Delegations in the Cold War: The Case of China and Italy (1953-1978)

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2020

The historical phenomenon of cultural delegations was characterized by several distinctive features during the Cold War and can be considered a significant aspect of cultural relations more in general. The Italian-Chinese case has a certain interest, as it underlines the existence of intricate local dynamics that acquired an increasingly in-ternational dimension throughout the years. Culture was both seen as an issue that stressed the distance between Italy and China and as a possible ground for dialogue. This approach to cultural phenomena shows how, in the context of the Cold War, cul-tural facts permeated political relations as well as commercial ones. The evolution of delegations has been marked by a gradual internationalization and, at the same time, by their being rooted in the national milieu. This process started with the Korean War and reached a turning point with the economic reforms under Deng Xiaoping.

Aurora Firta, Anamaria Gebaila, Corina Anton

Attori della mediazione culturale tra l’Italia e la Romania comunista: il caso Alexandru Balaci

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2020

Le relazioni culturali italo-romene dei decenni compresi tra il 1950 e il 1989 trovarono nell’accademico Alexandru Balaci (1916-2002), docente di letteratura italiana presso l’Università di Bucarest, membro dell’Accademia Romena, autore di un’ampia produzione scritta mirata a diffondere la letteratura e la lingua italiana (premesse, studi monografici, antologie, traduzioni, dizionari), uno dei promotori più assidui e più visibili. Pertanto, la presente ricerca ha lo scopo di interpretare la produzione scritta di Balaci e la sua attività diplomatica a Roma attraverso la lente dei suoi legami privilegiati con l’Italia, grazie ai quali riuscì a conservare il prestigio degli studi di italianistica sotto il regime comunista romeno, ma anche a compiere un’importante opera di divulgazione sia della cultura italiana in Romania, sia di quella romena in Italia. Si delinea così il ritratto di un mediatore che seppe trovare un equilibrio tra l’entusiasmo dell’uomo di cultura e gli inerenti compromessi che l’appartenenza al PCR presupponeva.

L’articolo esamina il ruolo di Gabriele Mucchi (1899-2002) nel contesto delle relazioni culturali tra Italia e Repubblica democratica tedesca nel corso degli anni Cinquanta, quindi prima di un reciproco riconoscimento giuridico e della firma di accordi bilaterali. Pittore realista e militante comunista, Mucchi fu una figura chiave nel dibattito artistico della DDR, all’interno del quale il "Realismo" italiano costituì un contributo determinante al processo di autodeterminazione di un’arte tedesca e socialista. L’artista fu oggetto di una crescente attenzione da parte delle istituzioni culturali della DDR, che nel 1956 lo invitarono a ricoprire la cattedra di pittura presso la Scuola d’arte di Berlino Est, città dove avrebbe continuato a risiedere, pur alternandosi con l’Italia, anche in seguito alla caduta del Muro. Sulla base di documenti d’archivio inediti e di uno spoglio della stampa, l’articolo mette in luce le premesse e gli esordi della sua poliedrica attività nella DDR in ambito formativo, critico ed espositivo, analizzando al tempo stesso il suo particolare status come esempio di cooperazione tra Europa occidentale e orientale, e quindi come caso di studio della Guerra Fredda culturale.

La prima edizione del Festival dei due Mondi di Spoleto nel 1958 fu uno degli eventi artistico-culturali più importanti realizzati in Italia nel dopoguerra. Fu anche una manifestazione esemplare della diplomazia culturale americana in Europa negli anni della “coesistenza pacifica” fra i due blocchi. I maggiori finanziamenti provennero dal network pubblico-privato formato da Big Foundations e fondi governativi che ebbe come obiettivo la diffusione della cultura americana in Europa. Il fondatore del Festival, Gian Carlo Menotti, e gli artisti invitati ad esibirsi furono essi stessi protagonisti della diplomazia pubblica americana negli anni Cinquanta. Allo stesso tempo, un ruolo rilevante nella sua organizzazione venne svolto da alcuni attori locali italiani di diverso orientamento politico che si giovarono della visibilità internazionale per ottenere obiettivi di carattere economico. Il risultato finale si rivelò un successo sia per gli obiettivi propagandistici americani, sia per il tornaconto della locale amministrazione comunale a maggioranza comunista.

Marco Sabbatini, Evgeniya Litvin

La Comunità europea degli scrittori e l’Urss dal disgelo agli anni Settanta

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2020

L’articolo prende in esame le attività della Comunità europea degli scrittori (Comes) attiva tra il 1958 e i primi anni Settanta, colta nel periodo di cambiamento dei rapporti tra Italia e Urss durante il disgelo. Nata allo scopo di migliorare i rapporti tra scrittori europei e del resto del mondo, l’organizzazione prestò particolare attenzione al blocco socialista dell’Est Europa. Ideata da G.B. Angioletti, la Comes arrivò ad accogliere oltre 2.000 membri, tra cui noti scrittori, quali Sartre, Ungaretti e Golding. L’Italia ebbe un ruolo fondamentale nella nascita e nella gestione della Comunità. Vengono qui analizzati i documenti della organizzazione e la corrispondenza del segretario generale della Comes, G. Vigorelli, con i rappresentanti dell’Unione degli scrittori sovietici: Surkov, Tvardovskij, Bazan, Brejtburd. Le attività della Comes comprendevano l’organizzazione di congressi con la partecipazione di delegazioni sovietiche, la promozione di incontri internazionali di scrittori anche in Urss, la proposta di regolamentare in modo comune i diritti d’autore, la sensibilizzazione sul tema dei diritti civili, il sostegno agli scrittori vittime della censura e di repressioni politiche.

L’articolo ricostruisce le principali tappe della storia dell’Associazione italiana per i rapporti culturali con l’Unione Sovietica - conosciuta come "Italia-Urss" - fra il 1944 e il 1960. La genesi di "Italia-Urss" si inserisce nel contesto culturale internazionale del dopoguerra. La radicalizzazione dello scontro politico-ideologico nazionale e globale condusse l’associazione alla chiara virata politica: la lotta all’antisovietismo diventò celebrazione acritica dell’Unione Sovietica. "Italia-Urss" riuscì così in scarsa misura a essere un attore efficace della Guerra Fredda culturale, giacché poco capace di attrarre fasce di popolazione lontane dai socialcomunisti. La segreteria di Orazio Barbieri (1953-1958) volle rafforzare una conoscenza obbiettiva dell’Urss anche se il 1956 - così come il caso Pasternak - disorientarono una parte dei suoi membri. Paradossalmente, il dinamismo di Barbieri fu il vulnus principale nei rapporti con il Pci e gli interlocutori sovietici, che mal sopportavano l’autonomia di "Italia-Urss" nel lancio di iniziative considerate spesso troppo elitarie e lontane dalle masse. Il Pci intervenne per rafforzare il controllo politico sull’associazione proprio quando, invece, gli sforzi ufficiosi di "Italia-Urss" avevano contribuito alla firma dell’accordo culturale intergovernativo del 1960.

Emanuela Costantini, Olga Dubrovina, Stefano Pisu, Maurizio Zinni

Introduzione

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2020

Gerard Bikorimana, Charles Rutikanga, Didier Mwizerwa

Linking energy consumption with economic growth: Rwanda as a case study

ECONOMICS AND POLICY OF ENERGY AND THE ENVIRONMENT

Fascicolo: 2 / 2020

This paper analyzes the link between energy consumption and economic growth in Rwanda for the period 1985-2017. The ARDL bounds test was used to test for the existence of co-integration, while the Toda and Yamamoto granger causality test was applied to test for causal direction. The results from the estimation of the ARDL bounds test showed that there was no evidence of co-integration between the considered variables under study. Additionally, the empirical findings confirmed that there was no relationship between economic growth and energy consumption in Rwanda. The findings supported the "neutrality hypothesis" between energy consumption and economic growth. This implies that neither conservative nor expansive policies in relation to energy consumption have any effect on economic growth. Furthermore, the study found a uni-directional granger causality running from energy consumption to economic growth. The results of this findings are consistent with the "growth hypothesis" which postulates that energy consumption leads to economic growth

Andrea Molocchi

From production to consumption: An inter-sectoral analysis of air emissions external costs in Italy

ECONOMICS AND POLICY OF ENERGY AND THE ENVIRONMENT

Fascicolo: 2 / 2020

Aim of the paper is to attempt an estimate of the air emissions external costs related to activity sectors in Italy with both a production and demand perspective and to explore possible appli-cations of the approach in public policies. This is done by adopting an environmentally ex-tended national input-output modelling (about 20 substances are covered, among which CO2 emissions) and law recognized methods for calculating air emissions external costs in Italy. The external costs resulting from this exercise on 2015 emissions sum up to € 77.4 billion, € 51.7 billion of which are related to all economy sectors of activity, while € 25.7 billion are due to household activities. Total external costs of air emissions embodied in final demand sum up to 53.0 billion euro in 2015 if total activated production is considered (including external costs embodied in imports), while they decrease to 36.1 billion euro if only domestic activated pro-duction is considered (assuming zero external costs embodied in imports). The specific exter-nal costs embodied in final demand, calculated for each sector through input-output analysis, are then compared with the specific external costs of direct emissions of the same sector pro-duction, highlighting the additional information provided by input-output analysis: many branches with relatively low direct external costs show much higher external costs when the supply chain branches are included in the assessment. A final chapter discusses the main poli-cy application areas of the suggested approach, focusing particularly on national environmental fiscal reform, company level environmental management, public investments planning and sustainable finance.

Antonia Gkergki

The relationship between energy consumption and economic growth: New evidence from Greece

ECONOMICS AND POLICY OF ENERGY AND THE ENVIRONMENT

Fascicolo: 2 / 2020

This paper examines the relationship between the energy consumption and economic growth from 1968 to 2019 in Greece, by employing the vector error-correction model estimation. A series of econometric tests are employed concerning the stationary of the data, and the co-integration and the relationship among the variables during the long- and short-term. The em-pirical results suggest that there is no bidirectional relationship between economic growth and energy consumption. More specifically, GDP per capita does not affect the energy consump-tion of the three primary sources either in the long-term or the short-term. In other words, the economic crisis and its implications for GDP do not affect energy consumption, and they are not responsible for the considerable decrease in energy sources’ consumption. On the other hand, the energy consumption of oil and coal negatively affect the GDP per capita. These re-sults are different from previous studies’ conclusions for Greece; this is because the never been experienced before. These findings raise new research questions and also show the limi-tations of the Greek market, as it is regulated and controlled by the government.

Alireza Ghadertootoonchi, Maryam Fani, Masoume Bararzadeh

The effect of energy subsidies on the sustainability of economy, society and environment: A case study of Iran

ECONOMICS AND POLICY OF ENERGY AND THE ENVIRONMENT

Fascicolo: 2 / 2020

The elimination of energy subsidies leads to the increase in CPI (Consumer Price Index) di-rectly and indirectly. In this study, the effects removing energy subsidies on the Iranian econ-omies have been investigated; though, the main innovation introduced in the study was to con-sider the effect of energy price realization on the economy with respect to the monetary policy (path) that can be regarded as the third option; that is, rising energy price creates new sources that can cover the deficits of the countries. The countries don’t need to cover their budget defi-cits by borrowing from the central bank; for this purpose, dynamic modeling in Vensim soft-ware was used via the equations obtained from the Time Series Data set prepared from 2000 to 2014. The results show that the annual increase of 10, 20, and 30 percent of prices after 2011 could have reduced liquidity volume in 2014 by 0.04, 0.11, and 0.75 million billion Rials respectively and leading to CPI reduction by 4, 7 and 10.3 units. Besides, the results indicated that the households reacted to gasoline price change more than the other two energy carriers; that is, gas and electricity. And the first income decile was the most sensitive decile of popula-tion towards price changes. compared to 2009, gasoline, gas and electricity consumption of the first decile declined by 68.5%, 21%, and 10% in 2010, respectively.

Maria Chiara D’Errico

Competition in the Italian electricity market: The unforeseen social welfare losses of reform

ECONOMICS AND POLICY OF ENERGY AND THE ENVIRONMENT

Fascicolo: 2 / 2020

The worldwide wave of reforms investing power industry has created new challenges to both supply demand side management. After deregulation, electric utilities restructured their opera-tions from vertically integrated mechanisms to open market systems in order to establish a new competitive sector. Reform has involved also the Italian power sector, but competition, as lar-gely shown by the empirical literature particularly in the first years of reform, has been far to be reached, and the electricity markets has been characterized by conditions of oligopoly and exercise of market power. This paper aims to analyze welfare loss and deviation from the competitive equilibrium recorded in the day ahead Italian electricity market after the first wave of reforms was almost implemented. The study presents a theoretical and empirical model to construct a competitive equilibrium, estimating market power, both, on the supply and demand sides of the day ahead electricity market. Results show the effect of non-competitive equilibriums for the hourly markets in the period 2013-2014. In an ideal competitive market, prices would be lower than historical prices by about 2-5% and quantities would be higher by about 0.5-1%.

Kabeya Clement Mulamba

Relationship between education and households’ electricity-saving behaviour in South Africa: A multilevel logistic analysis

ECONOMICS AND POLICY OF ENERGY AND THE ENVIRONMENT

Fascicolo: 2 / 2020

This paper examines the relationship between the education level of household heads and households’ energy-saving practices at the micro-level in South Africa. It uses the community survey of 2016 as data source. Multilevel logistic models are estimated to account for similari-ties between households in same municipalities. The results point to a significant and positive relationship between the education level of household heads and households’ energy-saving practices. One can therefore infer that a household whose head is educated is more likely to have light bulbs, switch off lights in the house when not in use, and switch off appliances at the wall (not with remotes) when not in use than households whose heads have no education. Therefore, education offers a tool to incentivise households to save electricity, which will also contribute indirectly to the effort of addressing the challenges of climate change, amongst oth-ers.

Krishna Muniyoor

Cost-benefit analysis of adopting the solar photovoltaic water pumping system: A case of Rajasthan

ECONOMICS AND POLICY OF ENERGY AND THE ENVIRONMENT

Fascicolo: 2 / 2020

Rajasthan, the largest state in India, occupies 10.5 per cent of the total geographical area of the country, although about two-thirds of its area is arid. The state has a predominantly agrarian economy, and agriculture is the mainstay of about two-thirds of the workforce. Interestingly, only 28 per cent of the net cultivable area in the state is irrigated, compared to the national average of 49.8 per cent. With the aim to improve irrigation facilities and increase agricultural productivity, the state government implemented the solar photovoltaic water pumping system (SPVWPS) in 2008-09 as an appropriate alternative to grid-connected water pumping. The aim of this paper is to assess the costs and benefits of adopting the SPVWPS using data from a field survey of 126 households. The findings show that use of the SPVWPS offers substantial benefits to adopters in the long run. In addition, government subsidy plays a major role in determining the payback period of adopters’ investment in the scheme. The paper suggests that, alongside timely implementation of the scheme, the government should facilitate domestic manufacturing of solar cells and panels to fully harness social benefits of the SPVWPS.

Antonio Massarutto

Economic regulation of waste management utilities: Taking stock of the Italian reform

ECONOMICS AND POLICY OF ENERGY AND THE ENVIRONMENT

Fascicolo: 2 / 2020

Since 2018, the economic regulation of Italian municipal waste utilities is attributed to an inde-pendent authority, ARERA. This original model is supposed to facilitate the transition towards the circular economy paradigm, that associates demanding public service obligations to recy-cling and valorization of waste, in the context of a vertically-integrated industry with a wide differentiation of conditions and maturity throughout the country. This paper analyzes the ex-perience of the first two years and discusses the outcomes reached. We start from a discussion of the fundamental economic characteristics of the waste management industry and of how the circular economy paradigm has radically changed it, raising rather new regulatory issues. We next analyze the structure of the Italian municipal waste management industry and its trajecto-ries of evolution face to the challenge to achieve the demanding targets imposed by the EU Circular Economy Package. We present then the regulatory approach adopted by ARERA in the first regulatory period (2020-2021) and discuss its advantages and drawbacks, based on the experience made in the early phase of its implementation.

Federica Deo, Augusto Fabio Cerqua

Progettare l’incertezza. Coesistere dopo la fine del mondo

CRIOS

Fascicolo: 19-20 / 2020

La condizione planetaria contemporanea, fortemente segnata dagli effetti della pan¬demia di coronavirus, ci pone con estrema violenza davanti ad un punto di non ritorno: il pianeta Terra sta collassando su sé stesso. Come osservare ed analizzare la realtà attuale? Che relazione sussiste tra il mondo umano e quello non-umano? E soprattutto, è possibile progettarne la coesistenza? Questo breve testo si compone di una introduzione alla figura e al pensiero di Timothy Morton, uno dei pensatori più interessanti nel panorama filosofico-ecologista contemporaneo, e della recensione di due dei suoi libri recentemente tradotti e pubblicati in italiano, Iperoggetti e Noi, esseri ecologici, in cui l’autore ci apre ad insondate e radicali prospettive ecologiche.

Mario Ferrara

Campagne napoletane. Archeologie degli ordinamenti scomparsi

CRIOS

Fascicolo: 19-20 / 2020

Lo scopo di questa ‘campagna fotografica’ è di leggere nel periurbano napoletano un ordine scomparso, attraverso la messa in forma di ricorrenze, analogie, allineamenti e altre tracce. Un lavoro da archeologo, che pone il fotografo in una posizione critica, che richiede un’attenta comprensione dei luoghi, mediante una loro lettura sistema¬tica, seriale. Una comprensione che potrà avvenire solo mettendo in atto quell’ope¬razione di immersione totale dell’autore nel paesaggio, richiamando quel concetto di criss-crossed landscape del filosofo Wittgenstein: conoscere un territorio vuol dire attraversarlo in lungo ed in largo, osservandolo da vari punti di vista. Di fondo, la con¬vinzione che la serialità della fotografia, come composizione armonica di un ordine invisibile, possa rivelare e mettere in mostra le potenzialità latenti dei luoghi. Nel caso del periurbano, spazio contradditorio e complesso, questa operazione consente di dare valore alla continua transizione città-campagna che in esso avviene, e alla sua latente possibilità di diventare spazio relazionale tra società e ambiente.

Fabio Amato, Giovanni Laino, Cristina Mattiucci

Ripensare l'ospitalità. I migranti nei paesaggi campani in trasformazione

CRIOS

Fascicolo: 19-20 / 2020

L’articolo presenta una sintesi di un’indagine sulla presenza degli stranieri in Cam¬pania, concepita come contributo alla descrizione interpretativa del paesaggio su scala regionale. I dati restituiscono un paesaggio abitato secondo traiettorie di residenza e di impiego da parte di stranieri che configurano in modo peculiare parti di territorio, facendo rilevare componenti di una path dependency cui corrispondono vocazioni territoriali, ovvero opportunità di attivare efficaci politiche territoriali e per il paesaggio. Sulla base dell’evidenza della componente straniera della popolazione, che connota di fatto il paesaggio e indica alcuni squilibri locali (demografico, del mercato del lavoro e degli alloggi), gli autori sostengono che l’indagine contribuisce al riconoscimento di una risorsa locale, che si configura come una opportunità per il governo del territorio e interroga politicamente lo statuto biunivoco dell’ospite. .