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Luisa Corazza

Lo sciopero nei servizi pubblici essenziali alla prova dell’emergenza sanitaria

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 168 / 2020

L’articolo affronta le principali questioni che la crisi sanitaria ha posto con riferimento allo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Un tema cruciale è stato quello dei limiti all’esercizio del diritto di sciopero connesso alla necessità per i lavoratori di reagire a gravi eventi lesivi del-la salute, dal punto di vista degli strumenti non solo collettivi ma anche individuali. Altra que-stione affrontata è quella della nozione di servizio pubblico essenziale, nell’intreccio tra la no-zione prevista dalla l. 146/1990 e quella adottata dai provvedimenti governativi dell’emergenza. Infine, si analizza il ruolo della Commissione di garanzia nella gestione della crisi.

Edoardo Ales, Sabina Brevaglieri

Il lavoro in età moderna: un percorso di lettura

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 168 / 2020

Il saggio si propone di offrire un percorso di lettura del volume della Storia del lavoro in Italia dedicato all’Età moderna e curato da Renata Ago. L’obiettivo è di sollecitare l’attenzione del giurista positivo verso una storia lontana e distante come quella dell’antico regime, al di là della pura curiosità e dell’interesse occasionale. La conclusione del percorso è aperta e ha l’ambizione di provare a promuovere una ripartenza, evidenziando chiavi di lettura interdisci-plinari per ripensare gli interrogativi del diritto del lavoro e della sicurezza sociale e per contra-stare efficacemente quelle teorie che leggono nella fine del lavoro novecentesco (dipendente, locale, accentrato, stabile, continuo) il venir meno del senso stesso della protezione sociale. L’auspicio è che per lo storico l’incontro con il giurista positivo possa stimolare la possibilità di elaborare nuovi terreni condivisi di ricerca applicata, arricchendo così il bagaglio di strumen-ti interpretativi dell’attività posta in essere dai regolatori del passato, senza che essi diventino lenti deformanti e performative di realtà e contesti completamente diversi.

Giovanni Orlandini

Il distacco transnazionale dopo il d.lgs. 22/2020

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 168 / 2020

. L’articolo analizza le principali questioni giuridiche che rendono problematica l’applicazione della disciplina del distacco transnazionale nell’ordinamento italiano, contribuendo ad esporlo al dumping operato da imprese con sede in altri Stati. L’analisi si sofferma in particolare sulle novità introdotte dal d.lgs. n. 22 del 15 settembre 2020 che ha riformato il d.lgs. 136/16 rece-pendo la direttiva 2018/957. Il regime protettivo del lavoratore straniero distaccato in Italia, pur uscendo rafforzato dalla novella, continua a scontare gli effetti di un sistema di contrattazione collettiva patologicamente sregolato e della debolezza dell’azione ispettiva.

Jesús Cruz Villalón

Covid-19 e diritto del lavoro spagnolo

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 168 / 2020

La proclamazione dello stato di emergenza da parte del Governo spagnolo nel marzo 2020 ha provocato un impatto molto significativo in ambito giuslavoristico, essendo state adottate mi-sure legislative volte a dare priorità al telelavoro, a soluzioni di sospensione del rapporto di lavoro che evitino i licenziamenti, nonché ad importanti misure di protezione sociale per far fronte alle perdite di reddito per coloro che hanno smesso di lavorare. Il presente studio, la-sciando da parte il contenuto materiale delle misure adottate, intende analizzare il processo di elaborazione di queste norme emergenziali, l’intervento dei diversi poteri pubblici sia nel pro-cesso di approvazione che in quello di applicazione, nonché il ruolo inizialmente marginale della concertazione sociale, della contrattazione collettiva e della partecipazione dei lavoratori all’impresa, quest’ultimo almeno nella prima fase di sviluppo dello stato di emergenza. Da questo punto di vista, si analizzano le regole relative alle fonti del diritto, all’amministrazione del lavoro nonché il ruolo svolto dagli attori protagonisti abituali nello sviluppo del sistema spagnolo di relazioni industriali.

Luca Nogler

L’AI del 26.11.2020 e il sistema leader di bilateralità della microimpresa (con uno sguardo particolare ai fondi sanitari)

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 168 / 2020

Il saggio analizza le novità più recenti della c.d. bilateralità del settore dell’artigianato e della piccola impresa. Esso offre un quadro di sintesi della contrattazione collettiva nazionale del settore, dell’attività del Fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato nonché quella di tutti i fondi, sia nazionali che territoriali, contrattuali collettivi sanitari.

Corrado Malberti

L’environmental, social, and corporate governance nel diritto societario italiano: svolta epocale o colpo di coda?

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 168 / 2020

L’articolo esamina le implicazioni del dibattito sull’environmental, social, and corporate go-vernance nel diritto societario italiano. Dopo aver dato conto degli approcci tradizionali sul tema dell’interesse sociale, si esamina come il paradigma dello shareholder value abbia in-fluenzato il Codice di autodisciplina delle società quotate del 1999 e la riforma del diritto socie-tario del 2003. Successivamente, a partire dal 2006, si assiste però anche a un progressivo ri-pensamento di questo paradigma, sia a livello normativo, sia a livello di autodisciplina. A que-sto riguardo, particolarmente significativa è stata soprattutto l’evoluzione delle regole di self-regulation relative ai compensi degli amministratori. In questo contesto, il Codice di autodisci-plina del 2020 adotta un nuovo approccio e pone al suo centro il c.d. "successo sostenibile" della società. Il presente lavoro esamina se questa svolta possa considerarsi realmente innova-tiva o se essa miri piuttosto a limitare l’impatto che il dibattito sulla sostenibilità può avere sul diritto societario del nostro paese.

A cura della Redazione

Una novità

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 168 / 2020

L’articolo prende in esame un aspetto poco indagato dell’attività della Commissione d’Ornato di Milano nella prima metà dell’Ottocento, interrogandosi sugli effetti della presenza di esponenti della cultura prospettica, come Paolo Landriani e Francesco Durelli, in un organo destinato a sovrintendere l’edilizia cittadina. Attraverso una serie di indizi tratti dalle fonti d’archivio emerge infatti la loro disponibilità ad allargare i riferimenti espressivi dalle norme vitruviane alle più libere proporzioni del linguaggio bramantesco e la loro sensibilità per la dimensione complessa dello spazio urbano. Attitudini che svolgono un’azione erosiva nei confronti dei modelli culturali su cui la commissione era chiamata a vigilare, traghettando la sensibilità della cultura architettonica milanese dal rigido classicismo di inizio secolo al più variegato panorama degli anni preunitari.

Francesco Gastaldi, Federico Camerin

Progetti e proposte di Renzo Piano per il waterfront di Genova, 1981-2017

TERRITORIO

Fascicolo: 93 / 2020

Nel corso degli ultimi quattro decenni, le proposte di Renzo Piano hanno dato un contributo determinante al dibattito sulle prospettive di sviluppo della città di Genova che ha dovuto affrontare profonde trasformazioni urbane legate alla deindustrializzazione. Il contributo si occupa di un aspetto particolare delle proposte/realizzazioni progettuali di Piano, quelle alla scala urbana e per la linea di costa. L’unico progetto interamente realizzato è però frutto di una lunga riflessione culturale, istituzionale e politica. Le altre proposte, senza adeguato coinvolgimento degli attori locali sono naufragate perché troppo ambiziose o disgiunte dal contesto sociale ed economico, generando però attese, aspettative e idee.

Luca Trabattoni, Carlo Berizzi, Alessio Battistella, Sonia Luisi

Le tecnologie appropriate nell’architettura d’emergenza

TERRITORIO

Fascicolo: 93 / 2020

Negli ultimi decenni molti studi di architettura che operano in contesti di crisi umanitaria secondo l’approccio delle ‘tecnologie appropriate’ stanno provando a sviluppare soluzioni alternative al progetto d’emergenza: partendo da una attenta riflessione su tecnologia e materiali, non solo ricercano soluzioni efficienti e sostenibili ma anche un’estetica e un linguaggio capaci di trarre linfa vitale dalla specificità dei luoghi. Attraverso l’analisi dell’approccio progettuale di ARCò - architettura & cooperazione, studio di Milano che opera da più di dieci anni in contesti di guerra e povertà, si intende riflettere sulle tematiche specifiche dell’architettura d’emergenza: la sostenibilità, la ricerca formale, il linguaggio e la comunicazione sono i campi entro cui si ricercano risposte adeguate, sia tecnologiche sia progettuali.

Luca Orlandi, Velika Ivkovska

Istanbul’s heritage at risk: the Galata district

TERRITORIO

Fascicolo: 93 / 2020

Istanbul’s Galata district is a multicultural crossroad in the Mediterranean. Throughout Istanbul’s transformation into a modern metropolis Galata maintained its distinctive and cosmopolitan character due to the cultural diversity of its inhabitants. This aspect of Galata was perpetuated by the continuous arrival of foreigners, who brought their own culture, traditions, and religion. This study demonstrates the architectural richness of the district by examining its coexisting civilizations, past and present. The district today faces the alarming possibility of disappearance due to neglect and lack of improvements. It is important to define Galata and its past layers as a historical and cultural asset and to preserve the richness and multicultural origins of this integral part of Istanbul’s identity.

Letizia Carrera

Le politiche urbane per l’inclusione. Generare terzo spazio

TERRITORIO

Fascicolo: 93 / 2020

Oggi la città è più che in passato caratterizzata dalla multiculturalità, affrontata ancora con la logica del ‘melting pot’, quindi di omogeneizzazione delle differenze, piuttosto che di quella più complessa della ‘salad bowl’. Uno strumento strategico è rappresentato dalla (ri)progettazione dello spazio urbano in vista della realizzazione di processi di inclusione, attraverso interventi strutturali puntuali e diffusi nel territorio. Centrali gli spazi terzi, spazi fisici nei quali soggetti diversi hanno la possibilità di incontrarsi e di iniziare percorsi di riconoscimento e di costruzione di comunità territoriali fondate sulle differenze e sulla contaminazione. Alcune politiche hanno optato per strategie di attesa di processi spontanei di composizione virtuosa di quelle differenze, altre per la messa in campo di azioni di governo delle differenze stesse e di processi di inclusione attiva.