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Attraverso una rassegna della letteratura disponibile il saggio riflette sull’utilità e necessità di applicare una prospettiva di genere all’analisi della pandemia. A causa di preesistenti diseguaglianze di genere, le donne rischiano di essere maggiormente colpite dagli effetti del lockdown. Il saggio esplora alcune dimensioni: sanitaria, della cura, lavorativa, delle relazioni affettive e sociali, della violenza di genere. Particolare attenzione è rivolta al ruolo cruciale svolto dalle donne durante l’emergenza e alla necessità di collocare i loro bisogni, così come il loro attivismo, al centro delle attività di ricostruzione culturale, sociale, economica.
L’articolo ricostruisce e analizza alcune parole come salute, violenza, donne migranti, parole che si intrecciano e si legano inscindibilmente tra di loro, si riem-piono di significati e rimandano ad un solo grande concetto universale, quello di diritti fondamentali che dovrebbero appartenere a tutti gli esseri umani, ma che fanno fatica a sostanziarsi e da cui sembra che la comunicazione si sia allontana-ta e la conoscenza si sia impoverita.
I soggetti migranti si muovono all’interno di uno spazio pubblico e interconnes-so che viene ri-definito proprio dalle nuove tecnologie che rappresentano la loro condizione economica-sociale e attribuiscono significato alla loro mobilità, creano le condizioni inedite per forme di sperimentazione identitaria, favoriscono la spe-rimentazione di nuove forme partecipazione e sensibilità interculturale tra migran-te e società ospitante, tra spazi sociali e virtuali. Nell’ambito migratorio il giornali-smo, in particolare, ha ceduto nel tempo agli effetti trasformativi e distorcenti dell’intrattenimento, costruendo narrazioni che oscillano tra fiction e realtà, aspetti che sempre più evidenziano la presenza di una subcultura mediale e dell’informazione. Si prospetta così la necessità di andare "oltre" la fase di media-tizzazione e mediazione, introducendo così il concetto di "media-azione": la piena azione dei media come "azione di demarcazione", il punto d’incontro tra la rap-presentazione mediata del mondo e il mondo reale, tra mondo e quotidianità, tra il pubblico e il privato, tra pensiero e azione, tra discorso e giudizio. Valorizzare le identità e le differenze tra individui è possibile solamente attraverso una corretta informazione, il confronto e lo scambio con l’Altro, occasioni queste di apprendi-mento e d’incontro interculturale.