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A cura della Redazione

Recensioni

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2020

Luca Semenzato, Clara Baldin, Maria Laura Mitra, Giuseppe Pappalardo, Laura Giovanna Giannoni, Massimo Di Grazia

Riflessioni sull’attuale percorso di transizione in Italia

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2020

In questo articolo gli autori esamineranno l’attuale situazione italiana per quanto concerne i trattamenti di conferma del genere (GCT) e, alla luce delle ulti-me ricerche e review della letteratura sui GCT, verranno analizzate e confrontate le linee guida dell’Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere (ONIG) e della World Professional Association for Transgender Health (WPATH). Gli autori mostreranno come l’attuale percorso, che prevede, prima dell’accesso ai GCT, la risoluzione di ogni altro disagio psichico presente, potrebbe essere modificato per mi-gliorare lo stato di benessere delle persone transgender e gender non-conforming (TGNC), trattando la disforia prima o contemporaneamente ai disturbi secondari. Si evidenzierà inoltre come la popolazione affetta da disforia di genere risulti par-ticolarmente suscettibile allo sviluppo di disturbi psichiatrici, con evidenti costi in termini di qualità di vita per la persona e per il sistema sanitario che deve farsene carico. Infine, verrà evidenziato che il miglioramento dei servizi sociosanitari per le persone transgender contribuirebbe a migliorare la qualità della vita della popola-zione TGNC italiana anche grazie ad una depatologizzazione delle identità non coerenti col genere assegnato.

Massimo Di Grazia, Michele Gnech, Massimo Iafrate

Breve guida al counseling psicosessuale in chirurgia andrologica

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2020

La prospettiva della sessualità umana coinvolge un gran numero di dimensioni di diversa natura: biologica, psicologica, antropologica, sociale, relazionale, cultu-rale e interpersonale. Queste dimensioni sono importanti per la lettura della do-manda sessuologica e consentono un assessment psicosessuologico del pazien-te/cliente/utente e la valutazione dell’idoneità ad essere sottoposto ad un interven-to di chirurgia andrologica. La lettura della domanda sessuologica, eseguita dal clinico, permette di rendere più consapevoli i pazienti/utenti/clienti prima del trat-tamento e consolida il rapporto di fiducia in quanto permette un care to care del soggetto. È necessario che il clinico sviluppi una particolare attenzione riguardo al "Saper Ascoltare ed al Saper Domandare". Il clinico si può anche avvalere di strumenti di misura sia psicologici sia sessuologici che gli consentono di aumentare la compliance di presa in carico dei pazienti/utenti/clienti. È opportuno che il clini-co ponga particolare attenzione alle complicanze e agli esiti attesi e non attesi dai pazienti/utenti/clienti, della chirurgia andrologica o di qualsiasi altro trattamento. Per un buon raggiungimento di soddisfazione dei pazienti/utenti/clienti sono importanti sia la significazione vitale che la ricontestualizzazione affettiva dei sog-getti stessi e questo deve essere tenuto conto sia da parte della terapia medica-farmacologica e/o chirurgica e sia dalla terapia psicosessuologica. I migliori risulta-ti terapeutici si ottengono con un approccio pluridimensionale e pluridisciplinare, proprio perché la sessuologia non è una scienza autonoma ma si fa contaminare da tante altre discipline.

Margherita Calella, Maria Grazia Porpora, Chiara Simonelli, Filippo Maria Nimbi

Vulvodinia e sessualità: uno studio comparativo sugli aspetti emotivi e psicologici

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2020

La vulvodinia è una sindrome complessa e multifattoriale che colpisce circa il 16% della popolazione femminile (Harlow et al., 2014) caratterizzata da disagio vulvare spesso descritto come bruciore/dolore che si verifica in assenza di rilevanti cause osservabili. Anche se numerosi progressi sono stati fatti nello studio di que-sta sindrome, esistono ancora oggi delle problematiche relative all’eziologia, che possono ulteriormente ostacolare il processo diagnostico e terapeutico. L’obiettivo del presente studio è stato quello di esplorare il funzionamento sessuale, emotivo e psicopatologico di donne affette da vulvodinia, ponendole a confronto con donne prive di patologie genito-pelviche. Lo studio è stato condotto su 69 donne che hanno compilato un questionario socio-anagrafico, il Female Sexual Function In-dex (FSFI), il Symptom Checklist -90- Revised (SCL-90-R), il Positive and Negati-ve Affect Schedule (PANAS) e lo Short Form McGill Questionnaire (SF-MGQ). I risultati emersi suggeriscono nelle donne vulvodiniche la presenza di un ridotto funzionamento sessuale (maggior dolore e ridotta lubrificazione); un livello maggiore di disagio psichico (soprattutto nelle dimensioni: ossessività-compulsività, psicoticismo e depressione) ed un’affettività più negativa rispetto al gruppo di con-trollo. Approfondimenti futuri potrebbero contribuire ad una migliore comprensio-ne dell’impatto che tale sindrome produce sul benessere sessuale e sulla qualità della vita delle donne che ne sono affette, indirizzando gli specialisti verso forme d’intervento multidisciplinare, che secondo il modello bio-psico-sociale, potrebbero essere più appropriate ed efficaci.

Eloisa Dasara, Elisabetta Todaro

Curare l’uomo, non il sintomo: la promozione della salute sessuale nella sclerosi multipla secondo l’approccio integrato

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2020

La sclerosi multipla è una patologia autoimmune cronica e degenerativa, ad eziologia sconosciuta, che colpisce il sistema nervoso centrale. Da un’indagine AISM-CENSIS del 2017 emerge come circa il 50% delle persone affette da tale patologia lamentino sofferenza significativa nell’area di funzio-namento psicologico; tale dato viene ipotizzato strettamente correlato al tema del-la graduale diminuzione dell’autosufficienza percepita. Tale dimensione diviene ancora più presente qualora il soggetto si trovi in una relazione di coppia, la quale passa dall’essere simmetrica e paritaria all’essere caratterizzata da una iniqua di-stribuzione del senso di autonomia e autosufficienza. Stando a quanto diffusamente affermato dalla Dichiarazione dei Diritti Sessuali, dai documenti tecnici e dalla letteratura scientifica internazionale, la salute sessuale è fondamentale nella definizione del benessere individuale e relazionale. Di conseguenza, anche quando un soggetto si trovi in una condizione di patologia cronica ingravescente, è necessario non solo indagare l’eventuale presenza di disa-gi nella sfera sessuale, ma anche utilizzare strumenti di intervento integrato per po-terli affrontare adeguatamente. Dall’analisi della letteratura considerata emerge come, nonostante la mole di studi prodotti in direzione di una gestione integrata tra diverse competenze clini-che, emergano numerose difficoltà nell’armonizzare i diversi interventi in un mo-dello di cura integrato. Si ipotizza che tale scenario sia conseguenza della profonda scissione esistente, ancora oggi, nella presa in carico dei pazienti con patologia cronica, considerati "corpo" o "psiche", con una conseguente impossibilità di prendersi cura dell’uomo nella sua complessità.

Marta Girardi, Adele Fabrizi, Chiara Simonelli

Popolazione transgender over 50: un intervento clinico psicosessuologico

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2020

Il concetto di identità di genere è stato motivo di interesse e di studio negli anni fino a giungere alla sua concezione transgender, caratterizzata da un lungo percorso di depatologizzazione che parte dai primi studi di differenziazione tra sesso e genere fino ad arrivare alle classificazioni che i vari manuali diagnostici oggi ci presentano. La concezione transgender dei generi supera la concezione binaria, proponendo una visione fluida che legittima l’esistenza di una varietà di identità di genere in cui potersi riconoscere. I bisogni relativi all’invecchiamento e alla salute degli anziani LGBT sono scarsamente affrontati nei servizi, nelle politiche o nella ricerca. La popolazione transgender over 50, la quale ha vissuto in un contesto so-ciale e storico caratterizzato da forti discriminazioni, si trova ad affrontare una fase di transizione della vita in cui è importante considerare le caratteristiche peculiari di tale vissuto come transgender e gli aspetti relativi alla salute fisica e al supporto sociale. Affacciarci alla visione di invecchiamento transgender vuol dire adottare una prospettiva che si distanzia dagli script eteronormativi prevalenti nella società, e che si avvale di concezioni tipiche di tale vissuto, come quella di queer time e queer space. L’obiettivo di tale contributo è quello di evidenziare le problematiche e le esigenze della popolazione considerata per poter promuovere una figura di clinico attento e consapevole delle peculiarità dell’utenza considerata e un intervento clinico psicosessuologico ad hoc che adotti un approccio biopsicosociale.

A cura della Redazione

Recensioni

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 123 / 2020

Nico Bazzoli, Elisa Lello

Divari territoriali e cambiamento politico. Una geografia critica a partire dal caso marchigiano

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 123 / 2020

La dimensione territoriale dei mutamenti politici è al centro di un effervescente dibattito in cui si tende a interpretare l’emersione (neo)populista quale effetto delle disuguaglianze e dei cambiamenti sociali che incidono sulla domanda politica. Il presente lavoro, attraverso un caso di studio incentrato sulla regione Marche, intende evidenziare l’importanza rivestita dagli elementi che definiscono l’offerta politica. L’analisi mostra che i modelli di rapporto tra partiti e territorio e la qualità dell’amministrazione locale svolgono un ruolo centrale nell’orientare lo sposta-mento dei consensi dai partiti mainstream a quelli antiestablishment.

Il proposito di quest’articolo è proporre un concetto di benessere quale esito di processi di connessione e di aggregazione tra interessi delle comunità e salvaguar-dia/valorizzazione dei territori. Il welfare degli habitat si fonda sullo sviluppo di sistemi di intelligenza collettiva. Espressione di nuove forme di cittadinanza sociale, questi sistemi procedono alla revisione dei modelli di "stato sociale" attraverso la promozione di una diversa composizione di interessi tra la condizione dei territori e le nuove geografie conformazioni umane e sociali.

Domenica Farinella, Antonello Podda

Pratiche di welfare e innovatori sociali nelle aree rurali: il caso della Regione Sardegna

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 123 / 2020

Attraverso una ricerca qualitativa su alcuni casi studio, l’articolo indaga alcune pratiche di welfare rurale nella regione Sardegna, afflitta da spopolamento, crisi del tessuto economico, riduzione dei servizi e degli investimenti pubblici. Tra gli aspetti chiave di queste esperienze emergono: la centralità delle aziende agricole multifunzionali per la produzione di servizi sociali all’interno di nested markets; il ruolo degli innovatori sociali che diventano hub per la costruzione di reti; l’emergere di attori istituzionali locali in grado di operare come institutional entre-preneurs.

Carla Moretti

Agricoltura sociale: progettualità possibili nel welfare locale

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 123 / 2020

L’agricoltura sociale prefigura un nuovo modello di sviluppo dell’agricoltura che contribuisce a definire nuovi scenari di welfare, promuovendo percorsi innovativi di costruzione dei servizi, mediante il coinvolgimento e la partecipazione attiva di più soggetti. In questo contributo l’autore presenta gli elementi emersi in una ricerca, realizzata nella Regione Marche, volta ad analizzare le esperienze di agricol-tura sociale nel welfare locale, le progettualità possibili e gli orientamenti delle poli-tiche regionali.

Federica Viganò

Il Welfare rurale nella Provincia Autonoma di Bolzano. Alcuni esperimenti innovativi

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 123 / 2020

L’articolo analizza alcune pratiche innovative nella produzione di servizi di welfare in due comuni marginali della Provincia Autonoma di Bolzano. L’attivazione locale di organizzazioni del Terzo Settore consente di contrastare alcuni potenziali rischi sociali per la comunitá associati alla mancanza di servizi di assistenza a bambini e anziani. In una Provincia con una forte vocazione al welfare pubblico, queste iniziative costituiscono micro-esperienze di intreccio di politiche tra il pubblico e il terzo set-tore per la produzione di servizi di welfare in aree marginali basati sul supporto pubblico alle reti tra associazioni, cooperative sociali, no profit, cittadini locali e imprese. L’analisi si basa su due casi di studio qualitativi.

Angela Genova

Sociologia strumentale e riflessiva nella costruzione del welfare rurale

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 123 / 2020

Il welfare rurale è al centro di sguardi sociologici plurimi tra policy sociology e public sociology. Partendo da un caso studio nelle Marche, questo lavoro analizza il contributo della sociologia nella costruzione di una conoscenza strumentale e muovendo da questa propone un’analisi della relativa conoscenza riflessiva sul welfare rurale. La sociologia viene riconosciuta nel suo ruolo di promotrice e ga-rante di processi di innovazione socio-territoriale combinando letture professionali e critiche.

Giovanni Carrosio, Giorgio Osti

Il welfare nella trappola della marginalità territoriale

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 123 / 2020

Per quanto riguarda la versione italiana di abstract e parole chiave, chiederei conferma che l’abstract definitivo sia questo: La situazione del welfare nelle aree rurali fragili presenta tratti ambivalenti. Di fronte alla dinamica dominante determinata dalla spirale della marginalità, dove il ridimensionamento del welfare è allo stesso tempo conseguenza e causa dello spopolamento, vi sono segnali di nuove modalità di organizzare servizi alla popo-lazione, che mettono al centro la comunità. L’articolo riflette su questo nuovo re-gime emergente, all’interno di una più generale tendenza di ricalibratura dei sistemi di welfare secondo i principi della personalizzazione e della localizzazione. Si met-te in luce come questo doppio spostamento apre a nuove possibilità per le aree ru-rali fragili, ma allo stesso tempo può esacerbare le disuguaglianze sociali e territoriali, tenuto conto della forte variabilità dei contesti locali in termini di risorse e di capabilities.