RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105739 titoli

Sergio Bellantonio

Essere oggi. Corporeità in movimento tra neuropedagogia e neurodidattica

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2020

Nel corso dei secoli il rapporto mente-corpo ha incontrato periodi di grande dicotomia che si sono susseguiti ad altri di auspicata integrazione, il che ha influenzato in maniera determinante tanto i modi di pensare quanto quelli di fare educazione. Seppur la fenomenologia, prima, e le neuroscienze, più di recente, abbiano sancito l’unione tra queste due componenti, sembrano ritornare alla ribalta nuove antinomie, che non interessano tanto la relazione mente-corpo, quanto quella che si stabilisce, piuttosto, tra corpo-oggetto e corpo-soggetto. Diventa necessario, allora, riflettere sul versante educativo, in modo da orientare i contesti formativi verso la costruzione di progetti di vita da intendere quali percorsi di formazione ecologica ed olistica del Sè. Può essere di una certa utilità, allora, ricorrere alle più attuali frontiere della neuropedagogia e neurodidattica, quali presupposti teorico-epistemologici ed interventi metodologici in grado di favorire il ricorso a strategie formative integrate che possano conferire al soggetto quelle formae mentis utili ad interpretare la complessità attraverso corporeità autentiche e in continuo movimento

Nel mondo digitale contemporaneo lo skills mismatch e la mancanza di opportunità di lavoro per i giovani rappresentano sfide non agevoli da affrontare. Per far fronte a tali difficoltà si ritiene che l’apprendistato possa giocare un ruolo chiave, in grado di consentire ai giovani di acquisire le competenze necessarie a facilitare la loro transizione dall’educazione al lavoro. La pedagogia è pertanto chiamata a riflettere sulla possibilità di pensare a modelli di apprendimento integrati, in grado di stabilire connessioni tra istruzione/formazione e lavoro con modalità nuove. Tra i criteri per apprendistati efficaci e di qualità appare centrale il supporto pedagogico, offerto da personale interno alle imprese, con l’incarico di collaborare strettamente con le istituzioni formali. Sebbene l’importanza del mentoring nell’apprendistato sia ampiamente riconosciuta, la ricerca non ha sempre prestato adeguata attenzione alle competenze educative che i mentori dovrebbero possedere per preparare gli studenti quali learning agent. Lo studio qui presentato intende fornire un contributo di ricerca, definendo un modello di formazione per mentori. Il saggio - che descrive il progetto di ricerca internazionale ApprEnt - presenta il prototipo elaborato per la formazione di mentori competenti.

Enrico Miatto

L’inclusione come un prisma: significati e prospettive di una incursione nel catalogo OPAC del SBN

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2020

Il termine 2inclusione" sul piano interpretativo e descrittivo dei fenomeni sociali si offre con una pluralità di significati e di caratteristiche che lo identificano, distinguendolo da altri fenomeni descrittivi dell’umano. Allo scopo di produrre uno stato dell’arte e di cogliere i macro ambiti in cui il termine viene utilizzato, l’articolo propone un’analisi sulla sua presenza nella pubblicistica italiana attraverso l’interrogazione dello strumento On-line Public Access Catalog del Servizio Bibliotecario Nazionale. Focus dell’analisi è il periodo dal 1999 al 2019. Dall’analisi delle occorrenze sono desumibili macrocatergorie a cui i titoli delle opere considerati sono stati ricondotti. Ne emerge un netto slittamento sul versante educativo che alimenta di certo i saperi disciplinari pedagogici

Moira Sannipoli

l Bullismo tra "paura fai da te" e scuola inclusiva: rotte in evoluzione

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2020

Il contributo affronta il tema del bullismo collocandolo culturalmente dentro la società post-moderna. La paura caratterizzata da liquidità e contingenza è diventata una delle manifestazioni dell’umanità di oggi, con tutti i meccanismi di difesa che, consapevolmente e non, vengono attivati anche tra i più giovani. Il fenomeno del bullismo, nella sua complessità, può essere letto come una espressione della "paura fai da te", una reazione scomposta, di attrazione e repulsione verso la diversità e la debolezza dell’altro, difficile da gestire anche in relazione alla propria fragilità. I dati del bullismo nel nostro Paese sono in diminuzione ma, se contestualizzati all’interno del sistema inclusivo che caratterizza il sistema italiano da più di quaranta anni, sono ancora troppo significativi. Le politiche, le culture e la pratiche scolastiche hanno il compito di crescere per permettere ad ogni diversità di essere riconosciuta e ad ogni differenza di essere promossa. Le sfide della formazione di base dei docenti, della progettazione integrata della classe e della cura educativa rappresentano possibili punti su cui investire

Alessandra Priore

The emotional component of teaching. A reflective training experience with teachers

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2020

The system of relationships and emotions that develop in the teaching-learning process define the complexity of teachers’ education and pose the challenge of bringing out the emotional and affective culture that guides school life. Several studies on teaching practices highlight the tendency to refer to technical aspectsas a key dimension of professionalism, rather than on relational and emotional dimensions that can promote the relationship with student. The creative and unprecedented reconfiguration of professional practice is configured as the outcome of a reflexive process of subjective construction and de-construction of the profession and its development.The paper proposes a reflective training experience, which involved 76 teachers, focused on emotional and relational dimensions on teaching and based on the use of the narrative-autobiographical instruments (diary, narrative, metaphor). The results achieved in the monitoring phase show that the training offered an opportunity to reflect on oneself and one’s personal and professional experience, starting from the use of alternative perspectives and interpretations than those that are already in use

Antonia Cunti

Changing the school through emotions. The role of reflective teachers’ training

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2020

The theme of emotions and relationships at school in recent years is acquiring a growing space in pedagogical literature. Their centrality for the purposes of successful teaching and learning is ascertained by numerous studies and research of different disciplinary fields. From the point of view of teacher behavior, the emotional dimension is no longer linked to character aspects but to specific skills that all teachers should possess. First of all, it is fundamental to know how to recognize one's own and others' emotions and to be able to manage them within the educational and didactic relationship. Teaching is a profession of high emotional intensity and, therefore, it is essential to train teachers to become aware of the emotional exchanges that take place within the classroom and to be able to direct them towards conditions of well-being for the students and for themselves. The goal of teachers education is to provide teachers with a reflexive habit that can act as a fulcrum for their constant personal and professional development and to establish a subjective space for «thoughtfulness», which represents a space for reflection and creativity.

Giuseppe Burgio

Una violenza normale. Maschilità, adolescenza, omofobia

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2020

Il contributo propone un cambio di prospettiva teorica relativa al modo in cui è stato finora trattato il bullismo omofobico. Piuttosto che analizzarlo come una forma peculiare di bullismo, caratterizzato dall’omofobia, si propone di leggerlo come una forma peculiare di omofobia, che ha la scuola come teatro. Vengono prima descritti i caratteri propri del bullismo omofobico che risultano dalle ricerche: esso è agito prioritariamente da maschi, perlopiù ai danni di altri maschi e, soprattutto, nel periodo adolescenziale. Tale descrizione viene posta a confronto con le ricerche sui casi di violenza omofobica diffusi nella società, che risultano avere come protagonisti soprattutto giovani maschi. A partire dall’analisi degli episodi di cronaca relativi ad assalti omofobici compiuti da singoli o da gruppi si ricavano infine elementi interpretativi del bullismo omofobico e si propongono direzioni operative di carattere pedagogico

Valeria Rossini, Francesco Pizzolorusso

Qualità dell’inclusione e didattica cooperativa. Una R-A in una scuola secondaria di secondo grado pugliese

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2020

Il presente contributo descrive un percorso di ricerca-azione realizzato in una scuola secondaria di secondo grado pugliese. La ricerca intende avviare una riflessione circa la qualità dell’inclusione scolastica, con il fine di apportare un miglioramento della professionalità docente e delle pratiche educative e didattiche. Lo studio descrive il processo di progettazione, realizzazione e valutazione di strategie inclusive, dall’osservazione del funzionamento degli studenti con bisogni educativi speciali secondo il modello ICF, alla sperimentazione di metodologie cooperative in classe. I risultati raggiunti mostrano l’importanza di una progettualità attenta sia al piano delle relazioni e sia a quello degli apprendimenti, in grado di integrarsi in una visione sistemica della qualità della scuola. La ricerca conferma inoltre come la partecipazione attiva di docenti e studenti nella promozione di una migliore convivenza scolastica risulti essere uno strumento fondamentale per rendere la classe (e la scuola) uno spazio aperto e accogliente, all’interno del quale l’inclusione sia intesa non solo come coinvolgimento di tutti, ma anche come valorizzazione di ciascuno.

Elsa Maria Bruni

L’educazione nel tempo della post-verità. Pedagogia e mass-media

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2020

Il contributo intende ragionare in chiave pedagogica sulla configurazione che l’educazione e la scuola assumono o dovrebbero assumere in relazione ai cambiamenti in atto sul piano culturale e mediatico. In un tempo, che vive di post-verità, in cui l’intreccio finzione-realtà domina i modi di comunicare, di informare e di argomentare, una semiotica dell’educazione diventa funzionale a ridefinire i contorni della paideia intesa come processo continuo di prendere forma e di trasformarsi qualitativamente dell’individuo, invocata come farmaco per fronteggiare i diversi disorientamenti influenti sulla vita dei singoli e sulle sorti di intere comunità. In particolare, la vaghezza della e nella comunicazione, cui si intreccia il rischio dell’inattendibilità e del relativismo sempre più individualista a livello narrativo, reclama più che mai responsabilità, pensiero critico e capacità interpretative solide. Ad essere chiamata in causa ancora una volta è l’educazione e con essa il ruolo delle agenzie educative, della scuola in particolar modo, in virtù del ruolo, a cui sono tradizionalmente chiamate, di pensare e di governare i processi di formazione. In questo articolo ci si muove nella convinzione di ricentrare il tema formativo sulla dimensione culturale e intellettuale, sui fini di una pedagogia e di un’educazione che, lungi dal poter essere ridotta a atto tecnico e appannaggio di didatticismi alla moda, deve saper recuperare una narrazione incentrata sulla promozione di strumenti intellettuali, abiti mentali, atti a preparare i giovani a vivere il proprio tempo, a saper discernere, scegliere e agire in vista della piena realizzazione umana.

Il contributo propone, nella prima parte, un’analisi dei principali approcci e dei modelli teorici riguardanti le employability e le soft skills con un riferimento specifico alle recenti ricerche di Cedefop e Ocse. Nella seconda parte, invece, vengono presentati i risultati di un percorso di alternanza, condotto da un centro di ricerca di un ateneo romano, che ha previsto dei laboratori di orientamento e di autovalutazione, con il coinvolgimento di 50 studenti degli istituti superiori, delle skills ritenute più significative per garantire occupabilità e dirigersi nel lavoro del futuro

Fabrizio d'Aniello

Insieme è meglio. Riflessioni pedagogiche sul caso "Scarabò. Una città per educare"

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2020

Questo articolo presenta solo alcuni risultati emersi da una complessa attività di ricerca sul campo effettuata tra il 2018 e il 2019. La ricerca è stata motivata dalla partecipazione al progetto internazionale denominato Trans-Urban EU-China, dedicato alla «transizione verso la sostenibilità urbana attraverso città socialmente integrative nell’Ue e in Cina». Nello specifico, lo studio empirico si è concentrato su "Scarabò. Una città per educare", festival dell’educazione che si svolge ogni anno nel centro storico di Macerata, mettendo a disposizione dei bambini e di tutta la cittadinanza più di 40 laboratori educativi e varie attività ludiche. In questa occasione, vengono riportati i risultati delle interviste somministrate a 111 bambini partecipanti all’iniziativa e ci si sofferma pedagogicamente sui temi della città educante, colta secondo la prospettiva dell’educazione permanente, e degli spazi urbani come spazi di relazione significativa. "Insieme è meglio" è l’espressione che riassume le risposte dei bambini, le quali invitano a ripensare educativamente i luoghi della città.

Massimiliano Stramaglia

Su alcuni nodi problematici di ambito familiare

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2020

A muovere da alcuni assunti-chiave della pedagogia sociale e della famiglia, l’articolo si concentra sui problemi di natura relazionale che possono rinvenirsi all’interno delle compagini domestiche, aprendo a ulteriori piste di ricerca di valore e importanza emergenziali. Dapprima, è analizzato il sottosistema fraterno e/o sororale nelle ricadute evidenti che il modello di coppia coniugale incarna agli occhi dei figli, sino a fondare una o più "sottofamiglie" interne al sistema familiare nella sua complessità globale. Successivamente, si prende in considerazione il peculiare rapporto che la madre è solita intrattenere con i figli di sesso maschile, nel tentativo di argomentare le ragioni del maggiore investimento emotivo della madre medesima qualora la prole, in quanto sessualmente differente da lei, testimoni, a maggior ragione, la sua onnipotenza generativa. Infine, l’attenzione dell’autore si sposta su una modalità relazionale di marca paterna poco indagata in seno al sapere pedagogico contemporaneo, forse in ragione della tenerezza dei nuovi padri: il residuo patriarcale della competizione fra padre e figlio, che si tramuta, qualora il padre sia di giovane età, in una sorta di ideologia amicale, altrettanto tirannica rispetto alla relazione austera e autoritaria che lasciava il figlio, di fatto, orfano di padre.

Massimiliano Costa

Formatività e lavoro nella società delle macchine intelligenti

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2020

Nell’economia digitale e delle macchine intelligenti, il paradigma di lavoro - che è definito nella sua dematerializzazione cognitiva e produttiva - impone un nuovo collegamento tra azione, sviluppo economico e umano. La generatività dei nuovi contesti sociali e lavorativi del nuovo Cyber Phisical Systems (CPS) è caratterizzata da una più forte plasticità funzionale e da una riorganizzazione attiva e autonoma dei processi di conoscenza. Ciò rende fondamentale ripensare la formazione non come un fattore di produzione ma come una condizione di crescita integrale della persona all’interno di un modello di learnfare basato su un diritto di apprendimento e la promozione della capacitazione del cittadino. Questa sfida coincide, per la ricerca pedagogica, con la necessità di promuovere un modello di formazione capacitativo in grado di favorire un habitus riflessivo e aperto all’alterità. Questo nuovo habitus si basa sulla connessione tra competenza, abilità e capacità di formare una cultura tecnologica umanizzante non pensata come strumento di potere o controllo ma piuttosto di speranza, intersoggettività per uno sviluppo umano consapevole e partecipato

Michele Corsi

Il limite, il bisogno e il desiderio

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2020

L’articolo verte sulla triade limite, bisogno e desiderio. Partendo dal riconoscimento che il limite è consustanziale all’educazione. Anzi, che il limite è la meta-regola che dovrebbe ispirare le singole regole. Per passare, poi, ad analizzare il desiderio sulla scorta di Lacan, Freud e di altri Autori. Col desiderio che è altro dal piacere e dal godimento. E con l’oggetto del desiderio che è un fantasma o un’illusione. Col bisogno, infine, che è la risposta pedagogica al desiderio, definendo uno stato di urgenza reale, connotato fisiologicamente, del soggetto. Quello stesso bisogno, riconosciuto e limitato, che è la risposta a un godimento possibile e praticabile e, ugualmente, a una domanda ben posta e articolata. Un bisogno attualizzato, per quantità e qualità, dall’educazione. Nell’ottica delle tre grandi finalità dell’educazione: libertà, autonomia e responsabilità. E con la pedagogia medesima che non legifera, ma offre strumenti per il loro corretto esercizio. In grado così, il rapporto educativo, di educare i desideri, di sottometterli al principio del piacere e, laddove questo fallisse, di riportare il tutto al principio di realtà, faro e fondamento dell’educazione.

Fiorella Paone

Valorizzare le competenze genitoriali pagina dopo pagina

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2020

I processi formativi di sostegno alla genitorialità in carcere sono una fondamentale azione di tutela del diritto a mantenere una relazione significativa fra figli/e e padri e madri detenuti/e. Attraverso la narrazione dell’esperienza di "Abbracciami con un libro. Percorso progettuale, di valorizzazione delle competenze genitoriali, rivolto ai papà-detenuti nella Casa Circondariale di Lanciano", promosso dalla sezione abruzzese dell’Associazione Italiana Biblioteche in ambito del programma nazionale Nati per Leggere nell’anno 2019/20, si vogliono definire scientificamente alcuni dei nodi concettuali più significativi in relazione alla genitorialità in ambito carcerario. Si vuole, inoltre, far emergere le principali caratteristiche pedagogico-didattiche di un processo di formativo finalizzato all’acquisizione di buone prassi genitoriali attraverso la strategia comunicazionale della lettura condivisa. Quest’ultima può, infatti, contribuire, seppur tenendo conto dei vincoli dell’istituzione carceraria, ad aiutare padri e madri detenuti/e a svolgere in modo qualitativamente positivo il proprio ruolo, sostenendo funzioni e competenze alla base della genitorialità responsabile ed efficace

Monica Parri, Andrea Ceciliani

Riflettere sul genere, una proposta formativa per gli insegnanti di educazione fisica

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2020

Le pratiche degli/delle insegnanti di educazione fisica, possono riflettere assunti e credenze sul genere sviluppatisi normalmente in contesti eterosessuali e che non considerano visioni alternative di genere. La ricognizione sulle proprie influenze socio-culturali, richiede un processo riflessivo che indirizzi la decostruzione degli stereotipi di genere e le azioni didattiche. Ma la riflessività è un "habitus" che può essere acquisito e migliorato attraverso la pratica. L’obiettivo del presente contributo è quello di delineare una proposta di formazione/apprendimento per insegnanti o futuri/e insegnanti di educazione fisica, a partire da un approccio riflessivo sul genere. Nella letteratura relativa all’insegnamento delle scienze motorie e degli sport, gli studi sulla pratica riflessiva sono in aumento, ma è necessario arricchire la riflessione critica della dimensione etica e politica dell’insegnamento/apprendimento, inclusa la dimensione di genere. La formazione alle pratiche riflessive nei curricula universitari e nella formazione per futuri/e insegnanti aumenta la consapevolezza nei confronti delle pratiche e dei discorsi sul genere ed è riconosciuta nel processo di riforma del genere in educazione. L’idea pedagogica di un laboratorio riflessivo per gli insegnanti di educazione fisica e scienze motorie merita quindi un'attenta considerazione

Cristina Simone, Antonio La Sala, Antonio Laudando

Le industry platforms: dalla nascita alla strategia degli ologrammi

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2020

L'ibridazione delle tecnologie digitali ha reso i confini e le dinamiche evolutive delle industry platforms così sfocati che la letteratura ha introdotto il concetto di industry platforms ecosystem. Analizzando gli sviluppi delle industry platforms, lo studio mira ad approfondire i futuri scenari competitivi, caratterizzati da una concorrenza tra holographic industry platforms. Sebbene negli ultimi vent’anni tale fenomeno abbia acquisito crescente rilevanza, manca ad oggi un framework che evidenzi le proprietà olografiche e le modalità attraverso le quali una industry platform può diversificare il proprio business attaccando ed entrando in nuovi mercati. Con questa lettura olografica si evidenzia la possibilità per la industry platform di diversificare il proprio business attraverso economie di varietà e attraverso logiche dominanti. La ricerca contribuisce studiando le strategie di diversificazione messe in atto dalle industry platforms. Dopo un’ampia revisione della letteratura e con l’obiettivo di evitare che la holographic industry platforms diventi un concetto vuoto, la ricerca discute criticamente il fenomeno attraverso due casi di studio: Google e Amazon.

Angelo Castaldo, Andrea Billi, Gaia Orzi

Quanto è "complessa" la crescita? Un’analisi panel in 27 paesi Europei

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2020

Il presente lavoro mira a costruire un ponte tra la letteratura sulla complessità economica e i modelli teorici della crescita endogena. I modelli tradizionali di crescita, infatti, sembrano sottostimare l’impatto generato dalle interazioni sistemiche dei diversi fattori di crescita. Per colmare tale gap, si adatta il modello di Mankiw et al. (1992) al fine di poter includere una misura di complessità economica (i.e., Economic Complexity Index - ECI). L’analisi empirica è riferita ad un panel (2007-2018) di 27 paesi dell’area europea. Con il ricorso ad un approccio tradizionale (panel a effetti fissi e random), dinamico auto-regressivo (system-GMM) e semi-parametrico ad effetti fissi, l’analisi condotta evidenzia che il livello di complessità dei sistemi economici incide significativamente sui livelli di crescita economica e che la relazione funzionale è di tipo non lineare