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Le vicende di una ragazza diciannovenne della comunità ebrea ultra-ortodossa americana, sono l’occasione per riflettere su quella paura che porta una persona ad adeguarsi al gruppo di cui fa parte, per occupare una posizione "conformistica" che lo induce a rinunciare allo svilup-po delle sue idee.
Un divorzio tardivo - Nel corso di poche giornate, prima della Pasqua Ebraica, Yehudà Kaminka torna dagli Stati Uniti d’America in Israele, per divorziare, tardivamente, dalla moglie Na’omi che, anni prima, aveva tentato di ucciderlo con una coltellata al petto. Scindere il lega-me che li univa comporterà un prezzo molto alto.
Il paradosso di Winnicott riguardo alla "capacità di essere solo" che il bambino raggiunge in presenza della madre, è applicato dall’autrice alla rete di relazioni familiari dentro cui si forma la soggettività. Vengono esaminati alcuni flash clinici per esemplificare gli effetti destabi-lizzanti di una mancata acquisizione della "capacità di essere solo in presenza", mostrando come non basti una separazione effettiva per scioglie il patto denegativo che è alla base di una dipendenza patologica. Vengono poi esaminati due casi letterari: Il riposo del guerriero romanzo utilizzato da Bleger per analizzare il legame simbiotico e le sue conseguenze catastrofiche e Forza maggiore, un film che descrive come una situazione traumatica avvenuta nella realtà innesca una crisi sentimentale di coppia e una rinnovata capacità di insight riguardo all’amore altruistico e l’amore egoistico.
In questo lavoro viene affrontato il caso delle coppie - sposate e more uxorio - eteroses-suali che si trovano ad affrontare un inaspettato tradimento omosessuale da parte di uno dei partner. L’infedeltà non necessariamente porta alla rottura del legame, può rappresentare una violazione di accordi impliciti o espliciti che avevano caratterizzato la relazione ma anche un’evoluzione. Nel caso del tradimento omosessuale i partner si trovano oltre che con il tema dell’infedeltà a dover fare i conti con la questione omosessuale nel rapporto di coppia, rispetto ai propri figli, ai genitori e al contesto familiare e sociale. Le idee della coppia sull’omosessualità costituiscono un elemento rilevante per affrontare il tradimento. Nel lavoro l’autore illustra come la questione dell’omosessualità sia stata e sia complessa anche per la teorizzazione psicoanalitica, una considerazione che permette di comprendere il disorientamento della coppia eterosessuale che si trova a dover affrontare il tradimento omosessuale.
Nella mia attività clinica seguo spesso famiglie che si trovano nel mezzo della vicenda se-parativa e l’ottica di lavoro è tesa ad individuare segnali di evoluzione possibile, di risorse che, pur nel dolore di perdite subite e di progetti non pienamente realizzati, permettano di poter transitare ad una nuova fase di vita familiare. L’impressione ricorrente è che elementi impor-tanti relativi alla storia della relazione di coppia e riguardanti eventi critici che l’hanno attraversata, rimangano sottointesi, ostacolando di fatto il transito ad una nuova fase di vita e di rior-ganizzazione familiare. Il presente articolo ha lo scopo di individuare alcuni di questi elementi fondamentali e necessari affinché si possa promuovere il passaggio ad una risposta familiare nuova che consenta una reale crescita delle singole persone e dei legami.
Racconterò la dinamica della relazione violenta rimanendo aderente alla lettura fenomeno-logica derivante dalla clinica con donne vittime di maltrattamenti afferenti ai servizi antiviolen-za. Seguirò il loro sguardo, la loro narrazione di sé in relazione al maltrattante, dal momento in cui un evento inatteso le ha costrette a nominarsi vittime di violenza, all’emancipazione dalla violenza stessa.
Le Autrici riflettono sulle dinamiche intersoggettuali e intrapsichiche che accompagnano la trasformazione del legame coniugale di fronte all’esperienza della genitorialità. La creazione del legame genitoriale richiede di rinunciare al rispecchiamento idealizzato e di rielaborare l’esperienza perturbante della terzietà, a partire dalle origini fondative della propria identità. Quando i processi terziari non sono sufficientemente compiuti, il bisogno di soggettivazione e differenziazione si tramuta in bisogno di separazione intersoggettuale. In questo caso, solo l’effettiva distanza consente, dopo aver attraversato fasi di dolore acuto, di poter fare davvero esperienza dell’Altro, riequilibrando la dialettica tra Eros e Thànatos. Questo processo viene riattivato dal pubertario del figlio adolescente, mobilitando quanto di rimosso o scisso è rima-sto nei procedenti assetti familiari e genitoriali. Nel lavoro istituzionale con la famiglia adole-scente, soprattutto nelle situazioni più difficili, la gruppalità psichica attivata dai dispositivi gruppali di supervisione e co-visione rappresenta un’esperienza di terzietà ineludibile, attivan-do quel fondamentale processo di scena primaria (Gaddini, 1974) che, ripetendosi continuati-vamente nel tempo, consente, a noi terapeuti, di accedere ed elaborare la nostra posizione di fronte al perturbante della famiglia e, ai genitori, di sentirsi accompagnati nell’attraversare il dolore della separazione intesa come trasformazione e non distruzione del loro legame.
This paper aims at exploring how corporate members involved in integrated re-port (IR) preparation assess the reliability of Big Data as a new source of infor-mation. It investigates IR preparation within a company operating in the Italian banking industry that has adopted Big Data since 2015. Using the epistemic au-thority lens (Kruglanski et al., 2005), this study reveals how corporate members draw mainly on their professional background and the Big Data-related initiatives to define the extent to which Big Data contributes to IR preparation, with educa-tional background and corporate circumstances playing a less incisive part. Con-structing performance indicators, identifying prospective information to contrast criminal phenomena and lending support to relational sustainability all act as in-formational and motivational factors that lead members to rely on Big Data while preparing the IR. The paper contributes to the infant literature on Big Data in cor-porate reporting by offering early practical insights into how Big Data informs IR preparation. It also provides evidence of a necessary intertwining between ac-counting-based knowledge and training initiatives on advanced analytics to fully exploit Big Data in IR preparation.
Using a sample of European listed companies between 2014 and 2017, we ex-a¬mine accounting factors that lead management to capitalize R&D costs, with a specific focus on the tax incentives in the form of government grants. In our analysis, we distinguish between companies which capitalize R&D costs ("capitalizers") and companies which expense R&D costs ("expensers"). The evidence shows that the choice to capitalize R&D costs is positively related to the recognition of grants as revenue. We also investigate the value relevance of tax incentives related to R&D expenditures. Our empirical findings show that investors draw a distinction between government grants associated with research costs (EXP) and those asso-ciated with development costs (CAP). This paper presents both theoretical and practical implications. It contributes to the current debate on expensing or capital-izing R&D costs through a study of tax incentives received by companies for their research activity. Moreover, it offers empirical evidence on the use of R&D cost capitalization for purposes of tax incentives, which can be utilized by standard set-ters to assess opportunistic behaviors adopted by companies.
In compliance with European regulations, the new Italian "Insolvency Code" introduced new tools to prevent future financial crises in businesses ("early warn-ings"). Their aim is to highlight future insolvency issues, to enable timely action in order to avert the potential crisis for as long as possible.V This mechanism will come into force on 15 August 2020. Based on a previous investigation that identified the most sensitive financial ratios for evaluating a go-ing concern, this study proposes and tests a possible approach which combines generic quantitative indicators with a case-by-case solution. A discriminant analysis was made on a pairwise sample of Italian non-listed small and medium-sized companies (SMEs). The proposed model overcomes the problem that arose from a combined interpretation of the indicators, and also it acts as a tool that can deter-mine the level of risk within each situation. This approach aims to limit the rigidity produced by common quantitative thresholds, thereby reducing false positives and negatives, ensuring an automatic reporting process that can preserve the efficiency of the early warning mechanism. Furthermore, our proposal is better suited to SMEs, since it is based on financial statements rather than forecasts.
The assessment of the organisation’s ability to create value over time through its human capital (HC) is crucial for every business. Several definitions of HC ex-ist, quite ambiguous and not unique. This fuzziness is impacting, in turn, the busi-ness practice. This study is grounded on the concept of HC, as defined by the Inte-grated Reporting (IR) and it is focused on testing the self-identification of HR managers with the IR definition. With this work, authors want to question the in-clusivity of the definition of HC, as well as, its practical suitability, recurring to a theoretical framework called dialogic-polylogic accounting. A first exploration of the HC definition from the IR framework has been con-ducted, representing the cause-effect links and some reflections on its semantics. Furthermore, the opinion of a purposive sample of key informants HR managers is explored through a qualitative content analysis on 19 semi-structured interviews. Such key informants have a first-hand knowledge about the community of Italian HR managers, and they have no experience in IR representing the voice of ex-cluded, but potential users. Despite an initial sympathetic reaction, the HC practi-tioners stressed an excessive technical rigidity in IR definition, quite distant from their field experience on HC.