RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105739 titoli

L’ambito di ricerca selezionato è quello delle crisi adottive in adolescenza che sfociano nel processo al minore1. Il processo al minore, disciplinato dal Dpr 22 settembre 1988 n. 448 si fonda su principi quali la minima offensività e la de-stigmatizzazione. La ricerca2 si è posta tre obiettivi: 1) raccogliere elementi informativi rispetto alle crisi adottive conosciute dall’Ufficio di servizio sociale per i minorenni (Ussm) di Milano; 2) indagare la rappresentazione che gli assistenti sociali hanno della "crisi adottiva"; 3) analizzare l’intervento professionale degli stessi al cospetto del disagio acuto a carico di un minore adottato e/o di altri membri della famiglia adottiva. Dopo una sintetica descrizione del quadro concettuale e del contesto in cui si colloca l’azione professionale dell’Ussm di Milano si è inteso soffermarsi sulla "voce" degli operatori. Basata su dieci interviste, la ricerca illustra i percorsi degli adolescenti adottati, la rappresentazione della crisi adottiva e i punti di forza e di debolezza, le minacce e le opportunità legate all’intervento professionale. Alla luce di quanto emerso l’elaborato si conclude con alcune considerazioni sul ruolo dei servizi sociali nelle crisi adottive. La finalità è di restituire un quadro conoscitivo capace di stimolare interventi per migliorarne l’efficacia.

Francesco Cerullo

Crisi nelle adozioni e tutela dei minori

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2020

Nell’affrontare il tema della tutela dei minori nella crisi della famiglia adottiva, l’autore prende le mosse esaminando l’identità particolare di questo nucleo, ricostruendo la crisi delle relazioni come l’espressione di una violazione del tratto identitario autentico della famiglia adottiva. Esamina la crisi, intesa come espressione di dinamiche comportamentali irregolari poste in essere dal minore adottato; il tempo dell’adolescenza, come momento tipico per l’espressione dei comportamenti trasgressivi che mettono in crisi le relazioni adottive; la lettura emotiva della trasgressione, intesa come strumento per mettere alla prova gli adulti di riferimento, nel momento in cui ritorna, in questa fase di crescita, il dolore dell’abbandono e quindi del tradimento delle relazioni originarie. Illustra gli interventi dell’autorità: il primo vaglio, la comprensione della gravità della problematica, quindi la distinzione delle crisi dai fallimenti, gli interventi di recupero e ristrutturazione adeguati, rivolti all’intero nucleo, se gli adulti dello stesso sono ancora dotati di risorse idonee; o ai soli minori adottati, nel caso di genitori adottivi privi delle risorse e chiusi rispetto a proposte di lavoro che richiedano cambiamenti. In ordine al minore, il modello di sostegno e rieducazione non deve essere di tipo frontale e punitivo ma di tipo terapeutico evolutivo prendendo le mosse proprio dal bisogno emotivo espresso con la condotta irregolare.

Carla Luisa Miscioscia, Maria Caterina Pugliese

Prevenire le crisi adottive: esperienze di gruppo per adolescenti e adulti adottati

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2020

La letteratura definisce come molto complesso il passaggio dall’adolescenza e all’eta adulta per le persone adottate le quali devono fare i conti con un importante lavoro di integrazione tra diverse appartenenze, identita etnica, il possibile riemergere di vissuti di natura traumatica e l’assunzione del ruolo adulto. Queste sfide influiscono sul processo di individuazione e separazione, sullo svincolo dalla famiglia, sulla costruzione di una relazione di coppia matura e sul modo di vivere l’essere genitore. E evidente quanto sia importante accompagnare le famiglie adottive e i figli adottati sia nella fase che precede la costituzione della famiglia, sia soprattutto nelle fasi successive con proposte adeguate alla fase del ciclo di vita individuale e familiare. Scopo del presente lavoro e quello di illustrare due esperienze di gruppo, campus esperienziali per adolescenti adottivi e gruppi di confronto per adulti adottati condotti dalle autrici, quali proposte di particolare valore preventivo di possibili situazioni di crisi adottiva o disagio personale che valorizzano le risorse degli adottati.

In questo articolo vengono proposte alcune riflessioni sul significato della crisi adottiva, con specifica attenzione alla definizione, alle cause e alle strategie di intervento. In particolare si intende presentare un’esperienza condotta dall’autore relativa alla conduzione di un gruppo di genitori adottivi con figli adolescenti o giovani adulti, in situazioni di grave crisi che hanno comportato il coinvolgimento dei Servizi Sociali e del Tribunale per i minorenni con la disposizione, in numerosi casi, dell’allontanamento del ragazzo dalla famiglia e l’inserimento in comunita. L’articolo si sofferma sui contenuti emersi nel gruppo e sui criteri che possono essere utilizzati sia per dare senso a quanto avviene in queste situazioni, sia per stabilire come intervenire per affrontarle.

Tiziana Giusberti

Prendersi cura della famiglia adottiva per prevenire i fallimenti

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2020

E importante adattare i servizi che si occupano di adozione per sostenere nel tempo le famiglie che accolgono bambini difficili, al fine di prevenire i fallimenti adottivi e di contenere le sofferenze psicologiche e relazionali intrafamiliari. Il sostegno e rivolto sia alla singola famiglia sia ai gruppi di famiglie: i gruppi sono articolati per eta omogenee dei figli, vedono da una parte i genitori che si interrogano sulle proprie responsabilita e dall’altra i bambini e i ragazzi che a loro volta rielaborano la loro storia adottiva attraverso proposte specifiche. L’attivita psicologica di accompagnamento e sostegno leggero in tempi lunghi rappresenta un antidoto alla solitudine e aiuta i genitori a operare scelte educative e relazionali rispettose dei bisogni dei figli e in grado di tutelare le relazioni familiari.

Francesco Vitrano

Non più e non ancora: interventi pluridisciplinari nelle crisi adottive

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2020

L’articolo vuole essere una breve riflessione sulle problematiche relative alle crisi adottive e a come questi momenti di difficoltà non debbano considerarsi automaticamente come fallimenti, ma inseriti nella logica sistemica delle dinamiche familiari e trattati con un approccio multidisciplinare.

Monya Ferritti, Anna Guerrieri, Luca Mattei

Adozione e scuola: individuare i punti critici e accrescere la consapevolezza di genitori e insegnanti

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2020

Dal 2000 al 2018, i minorenni adottati (AI e AN) sono stati più di 68.000. La ricerca internazionale rileva come l’adozione, intervento di recupero tra i più efficaci in ogni area di sviluppo dei bambini, non riesca tuttavia a garantire altrettanto nell’area della performance scolastica1. Per tale motivo, nel 2014 il Miur, in collaborazione con il Coordinamento Care, ha pubblicato le Linee di indirizzo per il diritto allo studio degli alunni adottati. Osservandone una disomogenea conoscenza e attuazione, il Coordinamento Care ha promosso nel 2019 un’indagine qualitativa per esplorare il benessere scolastico degli alunni adottati attraverso la somministrazione in Cawi di questionari a insegnanti e genitori adottivi. Da tale indagine emerge che il 39,2% dei genitori dichiara di avere figli a cui è riconosciuto un Bes a fronte di una scarsa conoscenza e formazione degli insegnanti sul tema (21,1%). Il presente lavoro, approfondendo come la scuola sia significativa per i ragazzi e le ragazze adottati, analizza le principali criticità.

Gerardo Gallo, Simona Mastroluca, Salvatore Strozza

Integrazione dei figli e risorse familiari nelle adozioni internazionali

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2020

Sulla base dei dati del censimento della popolazione del 2011 è stato possibile individuare i bambini e i ragazzi adottati all’estero e metterli a confronto con altre tre categorie di minori residenti: i nati all’estero "ricongiunti" a genitori immigrati, i nati in Italia da genitori immigrati non italiani e i nati in Italia da nativi italiani dalla nascita. I risultati dell’analisi mostrano che il compimento della scuola dell’obbligo da parte dei ragazzi adottivi, per quanto ritardato, risulta diffuso allo stesso livello di quello registrato dagli altri ragazzi italiani. Fondamentale è il ruolo svolto dalle famiglie adottive che si caratterizzano per grado d’istruzione e condizioni economiche nettamente più elevati delle altre coppie con figli.

Petra Barni, Laura Ferrari, Sonia Ranieri, Rosa Rosnati

Le crisi adottive: il punto di vista delle madri

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2020

La letteratura sull’adozione da non molti anni ha cominciato a focalizzare l’attenzione sul tema dei fallimenti adottivi, ma ancora pochi sono i contributi che si sono occupati di approfondire le situazioni di crisi, cioè quei casi in cui sono presenti rilevanti problematicità psicologiche e relazionali all’interno della famiglia adottiva, accompagnate da molte difficoltà nel farvi fronte. Il presente lavoro prende in esame, mediante un questionario costruito ad hoc, l’esperienza vissuta da 44 madri adottive che stanno affrontando una crisi ed esplora la loro percezione rispetto alle difficoltà emotive e comportamentali dei figli, alla relazione di coppia e alla percezione del supporto ricevuto dai servizi e da altri genitori adottivi. I risultati evidenziano che le madri adottive percepiscono un alto livello di difficoltà emotive e comportamentali nei propri figli, livelli medio-alti di soddisfazione per quanto riguarda la relazione con il partner, un alto livello di supporto ricevuto da altri genitori adottivi e un basso livello di soddisfazione per il supporto ricevuto da parte degli operatori dei servizi. I risultati ottenuti offrono alcune riflessioni per la progettazione di interventi specifici di sostegno e di accompagnamento per le famiglie adottive, così da prevenire in modo sempre più efficace le situazioni di maggiore rischio.

Erika Delvento, Leonardo Luzzatto

Famiglie e fantasmi di famiglia nell’adozione

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2020

L’articolo prende in considerazione il concetto di "fantasma" dei genitori originari e la parte che esso svolge nella costruzione del mondo relazionale del figlio adottivo in seno alla nuova famiglia e della sua identità personale. Gli autori, tramite riferimenti psicodinamici e sistemici, si muovono verso la proposta dell’adozione come un sistema relazionale aperto, avanzando ipotesi per un efficace lavoro di sostegno alla riuscita dell’adozione.

Francesco Vadilonga

Cura e presa in carico della crisi adottiva

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2020

Per lungo tempo si è voluto credere che i bambini collocati in adozione e i bambini vittime di traumi fossero due gruppi estranei tra loro; oggi alla luce dell’esperienza clinica abbiamo raggiunto la consapevolezza che si tratta degli stessi bambini osservati in differenti contesti. L’abbandono può essere considerato un’esperienza traumatica in quanto consiste in una perdita connotata da rifiuto; se la persona adottata non risolve il dolore per la perdita questo può avere un impatto disorganizzante. Pertanto se l’abbandono può essere considerato un trauma, la principale conseguenza post traumatica dell’abbandono può in alcune situazioni essere la dissociazione. Disconoscere la parte di sé spaventata, ferita, vulnerabile ha rappresentato una risposta adattiva che ha garantito la sopravvivenza. Questo "altro dentro di sé" sono le parti traumatizzate, disconosciute attraverso la perdita di consapevolezza e il distacco emotivo. Tramite la dissociazione i bambini continuano ad avere speranza per il futuro e ad andare avanti attraverso le avversità. Stabilire una connessione profonda tra le diverse parti, affinché tutte si sentano accolte e meritevoli, è il percorso da seguire in ogni adozione. Questo può portare al dissolversi della dissociazione ed aprire la strada a un incontro di grande importanza dal punto di vista emozionale tra figli e genitori adottivi.

Franca Olivetti Manoukian

Adozioni sostenibili: il contributo dei Servizi tra conoscenza e azione

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2020

L’articolo si propone di mettere in luce come le crisi nelle adozioni siano collegate a conoscenze preliminari delle situazioni dei minori e delle coppie, prevalentemente attente agli aspetti giuridico-formali e meno orientate a valorizzare le qualità delle relazioni su cui regge il progetto di vita familiare. I Servizi possono essere attivamente presenti per fornire e sviluppare, in collaborazione con i giudici, riconoscimenti sottili e perspicaci di motivazioni e investimenti affettivi, possono rilevare aspetti meno evidenti e tuttavia condizionanti per il benessere dei singoli e della famiglia. In un contesto generale attraversato da cambiamenti culturali stravolgenti e disorientanti le realtà familiari sono continuamente esposte a complessità di valutazioni e di scelte tendenzialmente più adeguate e pertinenti se sono condivise.