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Luana Ceccarini, Salvatore Rao

"In-tre-cci: Casa - Cura - Comunità". Un progetto per promuovere una pratica di salute comunitaria

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 2 / 2020

Il presente contributo si propone di descrivere una sperimentazione avviata nel comune di Piossasco (Torino, Italia) a partire dal 2016. Ispirandosi all’approccio dell’Integrated Com-munity Care, viene proposta una pratica di "salute comunitaria", che mette al centro nuovi per-corsi e luoghi di cura, interventi e servizi di sostegno alla domiciliarità per la popolazione an-ziana, l’integrazione tra i Servizi Sociali e Sanitari, tra soggetti pubblici e del privato sociale e tra differenti professioni. Tramite l’attivazione di processi partecipativi, il progetto sperimenta nuove modalità per dare impulso a una comunità consapevole e responsabile, soggetto attivo del prendersi cura, in cui l’empowerment individuale si connette con quello collettivo e dove gli operatori divengono attivatori e connettori di risorse.

Lia Calloni, Anna Paola Capriulo, Aurora Torri, Giulia Parisi, Claudia Meroni, Simona Olivadoti, Corrado Celata

Una "comunità competente" per la prevenzione ed il contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico (GAP): esperienze in corso nei territori lombardi

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 2 / 2020

L’empowerment di comunità è una strategia centrale per la promozione della salute. Obiet-tivo del case-study è analizzare il ruolo delle "Comunità Competenti" nei programmi lombardi di prevenzione e contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico. Identificando cinque principi chiave emersi dai documenti "Salute in tutte le politiche" e "Tutti per la salute" si analizzerà la concretizzazione delle politiche lombarde in tema GAP, declinate localmente dalle Agenzie di Tutela della Salute (ATS). Sarà evidenziato come l’azione di governance e il coinvolgimento intersettoriale, la condi-visione di buone pratiche, la co-costruzione di interventi incrementino conoscenze, percezione di controllo e motivazioni delle comunità, estendendo il loro impatto anche ad altri determinanti di salute.

Glenn Laverack

Reinterpreting community development for health promotion in the 21st Century

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 2 / 2020

The role of community development for health promotion has been problematic, not least because of a lack of trust between government and civil society and the use of top-down pro-grams that have contributed to low community involvement. This paper discusses the much needed reinterpretation of community development for health promotion in the 21st Century. It is grounded in an understanding of its origins, in the role of community-based organisations and in its relationship with capacity building and community empowerment. Health promotion is political and a reinterpretation of community development has to reflect the extent to which communities can be politicized to take more control-over the determinants of their lives and health. In the 21st Century we can substitute the use of the term ‘community development’ with the use of ‘community empowerment’ in both discourse and practice in health promotion.

Comitato di Redazione

Abstracts

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 1 / 2020

Comitato di Redazione

Recensioni

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 1 / 2020

Nel gennaio 1932, a quasi dieci anni dalla riforma più importante e più discus-sa del fascismo, quella della scuola, l’ispettore scolastico Renato Moro preparò una dettagliata relazione sulla condizione della scuola elementare lontana da fina-lità propagandistiche e destinata ad uso interno del ministero dell’Educazione na-zionale. Ponendo a confronto la pubblicazione ufficiale prodotta pochi mesi dopo dal ministero con la relazione preparata da Moro, che qui viene riprodotta inte-gralmente, il saggio mette in luce il divario esistente tra gli obiettivi dichiarati dal fascismo e la realtà, tra i risultati propagandati e quelli effettivamente conseguiti. Ne emerge, tra l’altro, l’immagine di una società meridionale ancora arretrata ma non immobile, che anche nei suoi strati medio-bassi chiedeva allo Stato più istru-zione e la possibilità di accesso alle scuole medie, che la riforma aveva ostacolato in molti modi. Il regime, impegnato ad ottenere una più decisa fascistizzazione del-la scuola, sottovalutò gli effetti negativi prodotti dalla presenza invadente del par-tito e dell’Opera nazionale Balilla, e dal disordine normativo che ne accompagnò costantemente l’azione. Il succedersi continuo di provvedimenti, ripensamenti e adattamenti minò l’immagine di solidità e coerenza che il regime voleva dare di sé nel suo progetto di radicale trasformazione degli italiani.

Laura Ciglioni, Guido Panvini

Interviste sulla storia contemporanea. Risponde Federico Romero

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 1 / 2020

Da molti anni gli storici dell’età contemporanea, in Italia e all’estero, si stanno interrogando sullo "stato di salute" della disciplina. La proliferazione di nuovi campi di studio, la sempre più marcata specializzazione delle ricerche, la contaminazione con le altre scienze sociali, la formazione di un confronto storiografico "globale", favorito, in parte, dalla diffusione delle tecnologie digitali, il complesso rapporto con il dibattito pubblico, la difficile stagione, in termini sia di risorse che di ruolo, sperimentata dalle scienze umane: sono solo alcuni dei temi che animano la riflessione attorno alla storia contemporanea. In anni recenti un vivace dibattito internazionale sulle prospettive degli studi storici nel nuovo millennio è stato animato da studiosi e istituzioni di ricerca di primo piano. Mondo contemporaneo vuole fornire un contributo a questa discussione, rivolgendosi, attraverso lo strumento dell’intervista, a eminenti storici per un bilancio della storiografia sull’età contemporanea, per riflettere sul ruolo dello storico oggi e sulle sfide che la disciplina affronta nel nostro tempo. In questo fascicolo interviene su tali temi Federico Romero.

Renato Moro

Il tramonto di una nazione: discutendo un’interpretazione della crisi italiana

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 1 / 2020

Ernesto Galli Della Loggia, editorialista del Corriere della sera ma anche stu-dioso di storia, ha raccolto in un recente volume gli articoli da lui pubblicati sul maggiore quotidiano italiano negli ultimi anni. Nell’introduzione ha anche proposto una lettura della crisi italiana di oggi, definendola come «il tramonto di una nazione». Il suo libro fornisce così sia l’opportunità di ripercorrere quanto avvenuto nella società, nella politica, nella cultura del paese negli ultimi decenni, sia di riflet-tere su tutto ciò dal punto di vista storico. Il saggio analizza e discute la ricostru-zione e l’interpretazione di Galli Della Loggia, mette a confronto quest’ultima con altre ipotesi di lettura fornite dalla storiografia e conclude suggerendo l’opportunità di una profonda riconsiderazione dei limiti di lungo periodo della democrazia ita-liana.

La rappresentazione del nemico in armi, tramite la propaganda di guerra, può costituire un incentivo al combattimento e influire sulla compartecipazione emotiva dei soldati alla causa bellica. Questi aspetti diventano particolarmente evidenti in un episodio come la campagna italiana di Russia, dove lettere e diari dei combattenti permettono anche di testare il grado di politicizzazione del soldato medio in un conflitto presentato e vissuto come la guerra ideologica per eccellenza. Il vo-lontarismo in questa particolare campagna è un elemento significativo in tal senso. Il fronte orientale, con la sua durezza e il suo esotismo al negativo, dai soldati "mongoli" alle donne in armi, fu un terreno di coltura ideale per lo sviluppo di una narrazione sul nemico spesso leggendaria. Di qui pure il manifestarsi in combattimento di una violenza auto-giustificata, perché presumibilmente provocata dalle atrocità compiute dai "rossi". L’autore affronta anche il tema, ricorrente negli scritti dei soldati e nelle carte militari, della pretesa tendenza dei sovietici ad arrendersi e a disertare, secondo un’immagine al contempo in sintonia e in contrasto con la raffigurazione ufficiale del nemico.

La vittoria sull’Austria nella prima guerra mondiale dava all’Italia insieme al sospirato confine al Brennero l’acquisto del Sudtirolo. Fra i problemi posti dal nuovo assetto ci fu dal lato ecclesiastico la situazione della diocesi a popolazione tedesca di Bressanone, una delle due diocesi, insieme a Trento, insistenti sul nuovo territorio italiano. La diocesi si trovava vacante da prima della fine della guerra ed era molto estesa, comprendeva infatti anche il Tirolo settentrionale, che sarebbe rimasto fuori dal nuovo confine italiano. Un vescovo, mons. Waitz, era stato in realtà nominato dall’imperatore d’Austria alla vigilia dell’abdicazione. Alle autori-tà italiane come alla S. Sede però era chiara la necessità di riconsiderare tanto la candidatura di Waitz, dal profilo politico troppo esposto in senso antitaliano, quanto di segnare nuovi confini alla diocesi, per separare definitivamente la parte austriaca dalla parte italiana. A questi intenti si opponevano la volontà di clero e popolazione locale di mantenere unita la diocesi in funzione di una futura riunione all’Austria e gli sforzi di Waitz per mantenere la propria candidatura. Il saggio rico-struisce analiticamente le tappe della laboriosa decisione attraverso il dialogo fra gerarchie cattoliche locali e romane e autorità italiane militari e civili sulla base di una documentazione archivistica edita e inedita.

Comitato di Redazione

Norme redazionali

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2020

Ilaria Tarricone, Federico Cesa, Federico Suprani, Giovanna Russo, Roberto Muratori, Marco Domenicali

Gioco responsabile e comportamenti di salute: un progetto di ricerca e intervento in Emilia-Romagna

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2020

Il gioco d’azzardo ha una diffusione pervasiva nella società contemporanea e può esitare nel disturbo da gioco d’azzardo - DGA - che determina gravi disagi personali, familiari e sociali. Il progetto di ricerca e intervento è stato svolto presso 8 sale bingo di 6 città della regione Emilia Romagna (Modena, Lugo, Bologna, Parma, Cesena, Cesenatico), con i seguenti obiettivi: a) valutare l’incidenza di indicatori di gioco problematico, di stigma per il gioco, di assunzione problematica di acolici, di distress psicofisico negli utenti delle sale bingo; b) valutare se le sale bingo e i loro operatori possano promuovere comportamenti di gioco responsabile; c) verificare la fattibilità e il gradimento di interventi di socio-psico-educazione per la promozione del benessere psicofisico nelle sale bingo. Il progetto è stato svolto in 3 fasi: I) screening dei giocatori; II) focus group per gli operatori; III) intervento di socio-psico-educazione. Dei 98 giocatori intervistati, il 40 % riferisce di avere un comportamento problematico e il 33% stigma per il gioco. Gli operatori hanno mostrato consapevolezza dei problemi psico-sociali legati al gioco d’azzardo e disponibilità a promuovere comportamenti sani. Gli interventi socio-psicoeducativi hanno attratto i giocatori, che hanno richiesto informazioni e talora supporto. I risultati del progetto incoraggiano l’implementazione di azioni che consentano la trasformazione sociale delle sale bingo da loghi dove occultare abitudini negative a luoghi dove promuovere comportamenti sani sia possibile.

Valutare le capacità genitoriali nel contesto giudiziario è un lavoro complesso. Le informazioni che si possono ricavare dall’uso di questionari selfreport e altri test analoghi hanno un valore limitato dovuto alla tendenza dei genitori alla dissimulazione e all’attivarsi di meccanismi di difesa primitivi che il contesto valutativo e la presenza di disturbi di personalità spesso presenti attivano. Per ovviare a questo limite è importante che i servizi sociosanitari abbiano a disposizione un tempo non breve per la valutazione, riescano a integrare le informazioni cliniche con quelle provenienti da altre agenzie in contatto con la famiglia, siano disposti a coinvolgersi autenticamente nella relazione col nucleo familiare. Scopo primario della valutazione è cercare di individuare non solo gli aspetti deficitari ma anche e soprattutto i punti di forza dei genitori, nell’ottica di un sostegno alla genitorialità che provi a garantire, se possibile, il diritto del minore a crescere nella propria famiglia.

Questo intervento è dedicato alla ‘Gazzetta del Frenocomio', un periodico pubblicato dall'amministrazione del manicomio San Lazzaro di Reggio Emilia fra il 1875 e il 1881. Se ne ricava l'immagine di una istituzione in forte crescita, desiderosa di affermarsi come luogo di formazione e di perfezionamento negli studi psichiatrici di assoluta eccellenza e come manicomio-modello per le altre realtà italiane e straniere.

Il presente lavoro si pone lo scopo di descrivere un intervento diretto ad un paziente con disabilità cognitiva e disturbo Bipolare e la valutazione degli esiti rispetto a: comportamenti di aggressività e furto, terapie farmacologiche assunte e Qualità della Vita. Metodo: È stato utilizzato un intervento integrato con tecniche di tipo Comportamentale e Cognitivo condotto dall’équipe riabilitativa a seguito di valutazione funzionale del caso con modello Comportamentale ABC (Antecedenti Behavior Conseguenze) con un paziente di 41 anni con disabilità cognitiva di tipo moderato e disturbo Bipolare. L’intervento è stato progettato con modelli di condizionamento operante e l’équipe riabilitativa è stata istruita. Al primo intervento è seguito un secondo additivo di token economy volto a rinforzare i comportamenti acquisiti. In fine è stato eseguito un intervento di tipo Cognitivo seguendo i principi della psicoeducazione ed è stato adattato alle capacità di comprensione dell’utente. Gli outcome sono stati il tipo e la quantità di farmaci assunti, il numero di comportamenti aggressivi e di comportamenti di furto, i risultati relativi alla Qualità della Vita percepita. È stato condotto uno studio di caso. Risultati: Sono diminuiti comportamenti di Aggressività e furto, diminuita l’assunzione di Benzodiazepine e di Antipsicotici, diminuita la somministrazione di terapie meccaniche restrittive quali terapia al bisogno Intra Muscolo e isolamento in camera, migliorata la Qualità della Vita nei domini Ruolo e salute Fisica, Salute in Generale, Vitalità, Attività Sociali Ruolo e Stato emotivo. Conclusioni: L’intervento si è dimostrato efficace a livello di decremento di comportamenti problema, diminuzione dei farmaci assunti e di Qualità della Vita percepita. Il lavoro offre spunti di riflessione relativi ai fattori del gruppo di lavoro e dei singoli che possono favorire l’intervento.

Giovanni De Girolamo, Valentina Candini, Laura Iozzino, Cristina Zarbo

Ricerca in salute mentale: un decennio di progetti all’IRCSS Fatebenefratelli

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2020

In Italia il sistema degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) rappresenta, da decenni, il pilastro fondamentale della ricerca condotta all’interno del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). L’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia è l’unico in Italia ad avere come area ufficiale di riconoscimento la psichiatria. L’obiettivo di questo capitolo è di descrivere e discutere le attività di ricerca condotte dall’Unità Operativa di Psichiatria Epidemiologica e Valutativa (UOPEV) dell’IRCCS Fatebenefratelli in oltre un decennio (2009-2020). Tali attività di ricerca si collocano all’interno di tre grandi aree: la ricerca epidemiologica, la ricerca clinica e la health services research. I progetti relativi alla ricerca epidemiologica presentati riguardano lo studio della prevalenza dei disturbi mentali e da uso di sostanze nella popolazione generale (WMHSI), le caratteristiche dei pazienti trattati nelle strutture residenziali (PERDOVE), i fattori prognostici di esito di pazienti anziani ospedalizzati (PERDOVE-anziani), la prevalenza e l’incidenza dei disturbi depressivi in persone affette da diabete di tipo 2 (INTERPRET-DD), le caratteristiche socio-demografiche, cliniche ed assistenziali di pazienti con una storia grave di violenza (VIORMED ed EU-VIORMED), e l’impiego di dispositivi di telemedicina per la gestione dei pazienti con depressione, sclerosi multipla o epilessia (RADAR-CNS). Tra i progetti di ricerca clinica verranno discussi in particolare un trial sull’impiego della ossitocina intranasale per il trattamento di pazienti con diagnosi di schizofrenia (OXIS), la psicoeducazione per pazienti con disturbo bipolare, e il progetto DIAPASON. Infine, nell’ambito del macro-settore di ricerca dei servizi di salute mentale sarà presentato il progetto MILESTONE. Tale excursus consentirà di intrecciare e discutere criticamente lo stato della pratica clinica e della ricerca in psichiatria, e consentirà di formulare delle proposte su aree di ricerca innovative nel prossimo decennio.

Federica Tuzza

La psicoterapia breve integrata tramite videoconferenza. Un caso clinico

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2020

La descrizione di un caso clinico consente di considerare l’effetto di sinergia tra la psicoterapia breve integrata e la modalità in videoconferenza di veicolazione della relazione terapeutica e della tecnica. La precoce e stabile alleanza terapeutica rappresenta un indicatore di esito positivo. Lo spostamento di setting deciso unilateralmente dalla paziente, ma incardinato all’interno delle coordinate intrinseche che delimitano e proteggono lo spazio di lavoro terapeutico, ha reso possibile un passaggio trasformativo.

Maria Bologna

La psicoterapia tramite videoconferenza

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2020

Sin dall’inizio degli anni ‘90 del Novecento cominciano a svilupparsi modalità di accesso ad opportunità di aiuto psicologico tramite Internet che giungono fino alle psicoterapie online. Si tratta di un’area di intenso confronto tra ricercatori e clinici, che riguarda non solo le modalità di comunicazione online, le trasformazioni del setting e l’alleanza terapeutica, ma anche inevitabili problemi etici e di salvaguardia della privacy. Oggi, anche in Italia, le modalità di incontro terapeutico che utilizzano tecnologie di comunicazione a distanza hanno assunto un interesse strategico per la crescente domanda di aiuto psicologico, l’incremento del numero di professionisti che le impiegano, la necessità di una valutazione empirica ed epistemologica, l’opportunità infine di formare un consenso su standard professionali, aspetti etici e normativi.

Sally Hardy, Fabian Van Essen, Luca Pingani

Computer incursion in psychiatry via e-mental health: Innovation and implications to keep in mind

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2020

The digital health technologies have gained dramatic levels of interest and offer potential for self-managed, at scale, cost effective e-mental health. In this discussion paper, we aim to outline some of the contemporary issues arising from the computer’s incursion in the field of psychiatry, as the global demand for improved mental wellbeing advances. The authors bring their personal reflections and areas of interest on the subject of e-mental health, taking into consideration both potential pitfalls and therapeutic possibilities. The paper outlines as an introduction what is meant by e-mental health and explores how it is being utilized in areas such as depression, anxiety management, alongside emergent outcome data on, for example, rates of admissions to hospital, as an initial measure of e-mental health’s success. Having undertaken a review of the published evidence from the past five years, it can be seen how the subject is gaining attention, yet results are as yet limited to small numbers, and thus there is a limited evidence base. However, we also consider the implications for inclusion, through the application of e-health strategies for people living with additional neurological aspects such as intellectual disabilities, which as a population tends to limit uptake and exposure to online digital activity to date. We conclude with consideration of two critical questions on how to monitor, evaluate and regulate e-mental health activities, plus the ethical implications of e-exposure.