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Gino Mazzoli

Senza corpo né tempo. Avventure della psiche individuale e sociale nell’epoca delle nuove tecnologie

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2020

La rivoluzione delle nuove tecnologie non ha l’aria di essere una delle tante svolte nella storia dell’umanità. È come se l’invenzione della ruota, del treno, dell’elettricità e del computer si fossero unificate come forza d’impatto e moltiplicate per un numero infinito di volte. Non stiamo parlando di una singola invenzione, ma di una catena di invenzioni a getto continuo. La velocità con cui vengono introdotte queste innovazioni impedisce un adattamento emotivo e cognitivo sul piano sia individuale che sociale. In particolare, le due variabili essenziali dell’esperienza umana (spazio e tempo) sembrano venire espulse. Questa rivoluzione impatta un immaginario collettivo dominato dalla bulimia di esperienze, beni e diritti che viene espanso all’ennesima potenza dalla performatività tecnologica. E tuttavia questa scena (vissuta in modo inconsapevole, a prezzo di nuovi disturbi psichici come la depressione che è diventata la malattia più diffusa nell’Occidente) è stata sospesa dal Covid, uno stop globale che ha consentito a tutti di vedere il brodo culturale in cui eravamo immersi e di nominare i problemi che ci attraversano. In particolare, la tenuta psichica dell’individuo può essere posta come un nodo politico che riguarda tutti. Una considerazione disincantata della scena può consentire di vedere il virtuale come veicolo non solo di manipolazione e bilocazione fuorviante in realtà aumentate e second life, ma anche come sviluppo della dimensione interiore. Proprio al culmine di una deriva antiumana si apre dunque uno spazio per far transitare nel nuovo mondo in arrivo la specificità e la complessità della nostra specie.

Gian Maria Galeazzi

Editoriale

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2020

Comitato di Redazione

schede

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 3 / 2020

Comitato di Redazione

Recensioni

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 3 / 2020

Roberta Curiazi, Fernando Martin Mayoral

Ancora sul distretto industriale ecuadoriano: l’agglomerazione manifatturiera del cuoio di Quisapincha (Ecuador)

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 3 / 2020

Nella fase II di un’indagine sui distretti manifatturieri dell’Ecuador analizziamo l’agglomerato di produttori di pelletteria di Quisapincha (Provincia del Tungurahua), con l’obiettivo di investigarne le caratteristiche come sistema di produzione locale e ragionare sul ruolo delle PMI locali come possibili vettori di sviluppo economico e sociale del territorio. La carenza di dati quantitativi e la difficoltà di accesso a informazioni in loco ci hanno spinto stavolta verso un’analisi in toto qualitativa, dinamica e di matrice comparativa, realizzata con il supporto di macro-categorie concettuali interpretative, diverse da quelle utilizzate nella fase I, che rispettano la natura immateriale e disomegenea di molti dei fattori analizzati come parte di una struttura più ampia di regole, procedure e convenzioni sociali, culturali e politiche del territorio. Quisapincha, ancora in uno stato di sviluppo distrettuale "embrionale", appare caratterizzato da una particolare "atmosfera industriale" e patisce l’assenza di una governance interna che produca "efficienza collettiva", di iniziative di outsourcing e di un adeguato supporto istituzionale. A questi fattori si aggiungono il marcato declino economico del paese in atto dal 2014 e la crescente concorrenza (settoriale e territoriale) degli ultimi anni, che hanno messo in pericolo la sopravvivenza stessa del distretto produttivo. Tuttavia questa sorte potrebbe essere invertita con processi di integrazione verticale e orizzontale tra microimprese, guidati da un potenziale agente coordinatore (l’impannatore), l’impresa Curtiembres Quisapincha1, l’unica realtà locale nelle condizioni di generare un possibile "effetto distretto" e permettere la sopravvivenza e il consolidamento del sistema produttivo locale.

Giuseppe Calignano, Luca De Siena

Does innovation drive economic resistance? Not in Italy, at least!

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 3 / 2020

Innovation is considered a key variable for determining regional economic resistance. However, a very few studies aiming to determine the existence of a relationship between innovation and regional resilience - in its various dimensions - have been carried out until now. Our paper aims at narrowing the gap in this regard by looking at the ability of ‘resistance’ showed by the Italian provinces (NUTS3 level) in the 2008-2014 recessionary period. Our statistical analysis reveals that innovation, proxied by employment variation rate in high tech sectors, is not clearly associated with ‘resistance’ at the regional level. Other variables such as diversity of regional economic activities, GDP variation rate, population density and geographical location are actually associated with a higher degree of resistance, while related variety shows an inverse and statistically significant correlation.