RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105739 titoli

Massimo Fragola

L’azione dell’Unione europea

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 30 / 2020

La competenza dell’Unione europea in materia di turismo è una competenza minima e residuale giacché gli Stati membri non hanno espresso, sinora, la volontà politica di trasferirla all’Unione. Per questo motivo può dirsi che l’Unione non abbia una politica comune del turismo. Questo approccio è stato rispettato anche durante la pandemia da coronavirus

Marco Gestri

La risposta delle organizzazioni internazionali alla pandemia e profili di responsabilità dello Stato d’origine

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 30 / 2020

L'articolo ricostruisce il ruolo delle organizzazioni internazionali nella risposta alla pandemia, in particolare sotto il profilo normativo, con particolare riguardo al settore del turismo. Vengono analizzati l'azione dell'OMS e la portata del Regolamento sanitario internazionale, il ruolo dell'ONU e le importanti attività poste in essere dall'Organizzazione mondiale del turismo, che ha coordinato la risposta globale in riferimento a tale settore, traendo vantaggio dal fatto di rappresentare non solo gli Stati ma anche i soggetti privati. Nella seconda parte dell'articolo viene invece discussa la possibilità di far valere un'eventuale responsabilità dello Stato di origine della pandemia per i danni da essa provocati negli altri Stati, sia sul piano internazionale che mediante azioni civili presentate di fronte alle corti interne.

Vincenzo Zeno-Zencovich

Prefazione

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 30 / 2020

L’Autore ripercorre gli effetti della pandemia sul settore del turismo, soffermandosi sui profondi mutamenti di scenario attualmente in atto, per inviatre alla riflessione sulla fragilità dei nostri sistemi giuridici e sulla necessità della loro connessione con il contesto economico e sociale.

Vincenzo Franceschelli

Presentazione

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 30 / 2020

L’Autore presenta i contenuti del numero speciale della Rivista, mettendo in eveidenza la necessità di individuare le problematiche che attengono alla ripresa e fornire gli strumenti giuridici per "ricostruire il turismo"

Comitato di Redazione

Abstract

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 122 / 2020

Comitato di Redazione

Recensioni

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 121 / 2020

La lettura fluente si caratterizza per un’appropriata velocità, correttezza e prosodia. Recentemente è stato evidenziato il ruolo delle abilità prosodiche nel promuovere una lettura più rapida e una maggiore comprensione del testo nei bambini di scuola primaria. Il presente contributo si è occupato di esaminare come, attraverso un intervento di Lettura Espressiva orientato a sostenere le abilità prosodiche, sia possibi-le potenziare la Competenza Lessicale, implicata a sua volta nella velocità di let-tura e nella comprensione del testo. Dopo aver preso in esame la letteratura scientifica di riferimento, vengono in-dividuate delle Buone Prassi per la sistematizzazione di un intervento destinato a gruppi classe di bambini di scuola primaria, dalla seconda alla quinta classe, con e senza difficoltà o disturbi di apprendimento.

Guy Michel Franca, Silvia Reggi, Alessia Salvatori, Laura Pieroni

La metodologia dell’etica delle relazioni umane: uno studio di valutazione dell’effetto sugli stati dell’umore

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2020

L'obiettivo dello studio è quello di offrire una prima analisi quantitativa ap-profondita della formazione ERH etica delle relazioni umane per valutare i pos-sibili cambiamenti dell'umore nei soggetti coinvolti prima e dopo la formazione. Abbiamo utilizzato il Profile of Mood State Test con 51 soggetti (Età: M = 45,32) prima e dopo un corso di formazione per dirigenti ed insegnanti scolastici. I risultati mostrano una riduzione significativa dei fattori di tensione-ansia, depressione-deiezione, rabbia-ostilità, in linea con l'ipotesi sperimentale. I soggetti coinvolti nella formazione acquisiscono strumenti per cambiare in-ternamente i loro stati di ansia, rabbia e ostilità in uno stato di coscienza che è l'espressione del Vero sé: non è solo una questione di comprensione cognitiva o auto-persuasione, ma della capacità di regolazione di ciò che la persona speri-menta internamente. Nella nostra ipotesi il processo avviene grazie all’attivazione dello spazio di lavoro neuronale globale (Global Neuronal Workspace, GNW). L’attivazione del GNW consente la disponibilità globale dell’informazione proveniente dai centri sensoriali in concomitanza alle informazioni provenienti dal sistema limbico e le rende accessibili alla coscienza, grazie all’attivazione di neuroni ad assoni lunghi diffusi, particolarmente presenti nelle zone prefrontali e parietali. È grazie a que-sto processo che l’individuo è in grado non solo di percepire, ma anche di elabo-rare ed integrare consapevolmente quanto ha sperimentato internamente.

Tindara Caprì, Rosa Angela Fabio

Processi cognitivi complessi e aggressività

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2020

Gli studi presenti in letteratura hanno mostrato l'esistenza di fattori cognitivi, emotivi e genetici che influenzano l'aggressività. Mentre molte ricerche focaliz-zano la loro attenzione sui processi cognitivi sociali, lo scopo del presente studio è quello di indagare la relazione tra processi cognitivi complessi e aggressività. Abbiamo esaminato tale relazione in 236 bambini delle scuole elementari. L’obiettivo principale di questa ricerca è indagare se nei bambini che attuano comportamenti aggressivi, esistono differenze non solo negli aspetti socio-cognitivi (Fase 1 della ricerca), come rilevato dagli studi presentati, ma anche nei processi cognitivi complessi che ne sono alla base, come il pensiero critico ed il problem solving (Fase 2 della ricerca). Sono stati confrontati due gruppi: soggetti aggressivi e di controllo. Abbiamo ipotizzato che i bambini con comportamento aggressivo mostrino capacità di pensiero critico e di problem solving inferiori ri-spetto al gruppo di controllo. I partecipanti erano inizialmente 121 maschi e 115 femmine, di età compresa tra 10 e 11 anni. La ricerca è stata articolata in due fasi distinte. Nella prima sono state somministrate tre scale di self report e una scala di nomina dei pari per valutare rispettivamente: il comportamento aggres-sivo, l’autoefficacia e il disimpegno morale; inoltre due scale sono state sommi-nistrate agli insegnanti per valutare i comportamenti aggressivi, disattentivi e ipe-rattivi dei bambini. Nella seconda fase, 31 bambini sono stati selezionati dal campione iniziale e suddivisi in due gruppi (aggressivo vs controllo). Il pensiero critico e le capacità di problem solving sono stati testati da cinque strumenti. I risultati mostrano un'interessante relazione tra comportamenti aggressivi e le di-mensioni analizzate e rivelano differenze significative tra bambini con compor-tamento aggressivo e gruppo di controllo solo nel pensiero critico, e non nelle ca-pacità di problem solving. I risulati sono stati discussi alla luce della teoria dell'elaborazione delle informazioni sociali, secondo cui le abilità sociali e cogni-tive giocano un ruolo chiave nell'influenzare il comportamento aggressivo.

Sabrina Rago, Valentina Rita Andolfi, Alessandro Antonietti, Giuseppe Iannoccari, Nicoletta Porcu, Chiara Valenti

Potenziare la flessibilità cognitiva in età anziana: gli effetti di un training

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2020

L’aumento delle prospettive di vita invita a una riflessione sul tema dell’invecchiamento evidenziando l’importanza della presa in carico dell’anziano per promuoverne il benessere. In tale contesto la flessibilità cognitiva assume un ruolo fondamentale per i numerosi benefici che produce negli an-ziani. In questa prospettiva è stato condotto uno studio per verificare l’efficacia del training "Flexi-train - Programma di potenziamento della flessibilità cognitiva nell’invecchiamento", rivolto ad anziani sani, confrontando un gruppo sperimentale sottoposto all’intervento di potenziamento con un gruppo di controllo. I risultati mostrano che nel post-test i soggetti del gruppo sperimentale hanno ottenuto punteggi maggiori di flessibilità cognitiva rispetto al gruppo di controllo. Inoltre emerge una maggiore capacità riflessiva e una consapevolezza critica più eleva-ta nel primo gruppo rispetto al secondo. Il training appare essere uno strumento adeguato per sviluppare nell’anziano strategie cognitive e riflessioni sul funzio-namento mentale utili all’adattamento nella vita quotidiana.

Maura Crepaldi, Giulia Fusi, Maria Luisa Rusconi

Valutazione delle abilità creative: confronto fra un campione italiano di anziani sani e il campione normativo americano

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2020

Negli ultimi anni, osservazioni provenienti da studi in crescente aumento, mostrano quanto la creatività, nella forma di pensiero divergente e convergente, possa favorire il benessere psicologico e cognitivo grazie alle abilità di trovare strategie diverse di problem solving, di sviluppare al meglio le proprie potenzialità e di permettere ai soggetti più fragili, in particolare gli anziani, di trovare un sostegno per il superamento di difficoltà. È importante, quindi, avere a disposizione strumenti validi e condivisibili di valutazione delle abilità creative in ottica pre-ventiva, di promozione e di potenziamento. In questo articolo vengono presenta-ti i dati raccolti su un campione italiano di soggetti anziani sani tramite l’utilizzo del test di creatività ATTA (Abbreviated Torrance Test for Adults). Questo test in particolare è stato utilizzato in diversi studi descritti in letteratura ma è tarato solamente sulla popolazione americana. Risulta quindi utile fornire i dati di un campione di riferimento per ricerche future, presentando i dati preliminari ottenuti dalla somministrazione del test a adulti-anziani italiani, al fine di poter con-frontare questi con i dati normativi americani.

L’invecchiamento positivo è definito dal modello sistemico di Rowe & Khan (1997) come la presenza di elevate risorse a livello fisico e cognitivo, le quali consentono di mantenere una partecipazione attiva alla società. Il modello Life Skills Education, proposto dall’OMS (1994) come insieme di competenze tra-sversali utili allo sviluppo positivo dei giovani, è stato qui ipotizzato poter contri-buire anche in età anziana alla salute bio-psico-sociale, con adattamenti nei contenuti e nella metodologia di approccio, per il quale è stato adottato il modello della ricercaazione partecipata di ispirazione lewiniana (Lewin, 1946; Kagan, 2012). Un progetto di ricerca-azione partecipata che ha avuto come riferimento teorico-metodologico i programmi Life Skills Education in età anziana (Zam-bianchi, 2015) centrato su due Life Skills, il pensiero critico ed il decision making si è svolto a Bagnacavallo (RA) con il supporto delle Istituzioni politiche e sanitarie territoriali. Hanno partecipato 16 iscritti (età media = 71.13 a. 13 femmine e 3 maschi) che hanno compilato in ingresso ed in uscita il questionario sulle rappresentazioni sociali della salute, due item sulle credenze della dieta mediterranea e dell’attività fisica per la salute ed il questionario sugli stili decisionali. Dopo il per-corso formativo, i modelli Manova a misure ripetute hanno mostrato modificazioni positive sulle credenze sui comportamenti salutari, sulla rappresentazione della salute e sullo stile decisionale di pianificazione razionale.

Giulia Lopez, Giulia Marabelli, Rosa Rosnati, Raffaella Iafrate

L’adozione e le sue rappresentazioni nel contesto sociale

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2020

Le rappresentazioni dell’adozione ad oggi sono state scarsamente indagate. L’approfondimento di questo tema è rilevante in quanto potrebbe fornire utili indicazioni per l’attuazione di progetti di sensibilizzazione sulle tematiche dell’adozione. Esplorare quindi come l’adozione sia vista e percepita dalla popolazione adulta risulta un passo importante nell’ottica di promuovere una cultura dell’accoglienza nei confronti dei minori adottati e delle loro famiglie. A tal fine sono stati coinvolti 265 soggetti, ai quali è stato somministrato un questionario self-report contenente lo strumento del differenziale semantico che ha permesso di indagare la componente "atteggiamento" della rappresentazione relativamente all’adozione. In particolare, sono state indagate le emozioni relati-ve all’adozione e si è effettuato un confronto tra la rappresentazione di genitore e di genitore adottivo e quella di figlio e di figlio adottivo. I risultati mostrano un atteggiamento positivo che si esprime nella tendenza dei partecipanti ad associare al termine adozione emozioni positive. È risultata inoltre una significativa discrepanza tra l’immagine di "figlio" e di "figlio adottivo", più negativa per il secondo, mentre è emersa una visione tendenzialmente positiva dei genitori adottivi, visti come più concilianti e aperti al sociale rispetto ai genitori naturali. I risultati sono discussi in termini operativi.

Flavia Bonaiuto, Uberta Ganucci Cancellieri, Silvia Ariccio, Erica Molinario, Luca Pierelli, Marino Bonaiuto

Why donate stem cells? A pilot validation of new measures for studying antecedents of stem cell donation intention

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2020

Social sciences literature on stem cells one of the most promising research venues in biomedical sciences is fragmented and lacks standard tools. This paper aims at presenting a first pilot validation of some stem cells-relevant social-psychological constructs’ scales and an exploration of variables related bone marrow stem cells and umbilical cord blood stem cells donation intention. Eight scales were created for measuring the following variables: subjective knowledge on stem cells donation; objective knowledge on stem cells donation; attitudes toward stem cells donation; past tissue donation experience; positive incentives toward stem cells donation; negative incentives toward stem cells donation; intention of stem cells donation; importance of stem cells sustainabil-ity. A self-report questionnaire including new scales and existing scales from literature (norms, values, emotions) was administrated to 78 Italian subjects. Fac-torial structures were explored via factorial analyses with Principal Axis Factor-ing, Oblimin rotation and Cronbach’s alpha tests. Two stepwise regression anal-yses were conducted to explore which variables are more related to the two kinds of donation intention. Most scales have been found to have a satisfacto-ry factorial structure and internal consistency (a>.60). Both kinds of donation intention have been found to be associated to self-transcendence values and positive emotions; bone marrow stem cells donation intention is also associated to conservation values, subjective knowledge, and past tissue donation experi-ence. Results are discussed according to current literature and suggesting re-search developments.

Elena Canzi, Miriam Parise, Laura Ferrari, Maria Giulia Olivari

Conoscenze e comportamenti degli adolescenti in ambito affettivo-sessuale: una ricerca esplorativa

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2020

Il presente contributo propone i risultati di uno studio esplorativo circa le conoscenze, le fonti di informazioni e i comportamenti degli adolescenti in tema di affettività e sessualità, considerando le esperienze a rischio compiute sia nella vita reale che virtuale. I partecipanti sono 1522 adolescenti di nazionalità italiana, tra i 12 e i 18 anni d’età (44% maschi e 56% femmine), a cui è stato somministrato un questionario on-line. I risultati hanno messo in evidenza che, diversamente dalla loro percezione, la conoscenza dei ragazzi circa i temi in oggetto è molto scarsa; i loro interlocutori privilegiati sono i genitori, gli amici e, in percentuale rilevante, internet. Altrettanto significativa la percentuale di ragazzi sessualmente attivi che mettono in atto condotte a rischio, specialmente tra i più piccoli (12-14 anni), così come la percentuale di chi riceve o invia in internet proprie foto provocanti e a sua volta riceve richieste di fornire materiale personale, specialmente tra le femmine.

Il presente lavoro esplora i legami temporali negli enunciati costituiti da 1 gesto e 1 parola durante il primo sviluppo comunicativo-linguistico, distinguendo tra combinazioni sin-crone e asincrone. Si analizza la produzione spontanea di 10 bambini singoli nati a termine e 2 pretermine, senza danno neurologico, osservati longitudinalmente nei primi due anni di età mediante videoregistrazioni delle interazioni a casa con la mamma, a cadenza mensile-bimensile tra 10-12 e 23-25 mesi, in accordo con la metodologia standard utilizzata negli studi sulla raccolta ed analisi delle produzioni spontanee. I risultati evidenziano che i bam-bini a termine con sviluppo tipico utilizzano un numero maggiore di combinazioni cross-modali sincrone, rispetto a quelle asincrone fin dalle prime fasi di sviluppo e in tutto il periodo osservato, dimostrando una precoce capacità di coarticolazione, sia semantica che temporale. Di contro, i bambini pretermine evidenziano una iniziale prevalenza di combina-zioni asincrone, rispetto a quelle sincrone, con un incremento successivo delle combinazioni sincrone durante il periodo osservato. Questo pattern evolutivo sembra più evidente nel bambino pretermine con più bassa età gestazionale (più prematuro). L'uso maggiore delle combinazioni asincrone su quelle sincrone, durante il secondo anno di età, potrebbe essere espressione di una condizione di rischio e di vulnerabilità che si esprime sia sul piano comunicativo-linguistico che socio-cognitivo tra i bambini pretermine senza danno neurologico nelle prime fasi di sviluppo. Considerando l’importanza del ruolo predittivo delle combinazioni di un gesto e una parola per le prime acquisizioni verbali, l’uso di una "multimo-dalità" poco coordinata sul piano temporale, durante il secondo anno di vita, potrebbe influire sui successivi processi di acquisizione. Tale dato rappresenta una conferma rispetto all’evidenza di profili di sviluppo disarmonici tra i bambini pretermine fin dalle prime ac-quisizioni.

Palmira Faraci, Giusy Danila Valenti

Misurare le strategie di acculturazione in età adolescenziale: strumenti e metodi di indagine

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2020

A fronte dell’importanza cruciale di studiare le tematiche legate al processo di acculturazione, come fattore capace di influenzare il funzionamento psicologico e sociale dell’adolescente, poche e di non recente costruzione sono le misure sviluppate appositamente per tale fase dello sviluppo. Il presente contributo mira a fornire una rassegna degli strumenti di valutazione delle strategie di acculturazio-ne in età adolescenziale. Le scale di rilevazione allo stato dell’arte disponibili nel panorama della letteratura internazionale sono proposte attraverso una descrizione degli aspetti formali, delle proprietà psicometriche, dei punti di forza e degli elementi di criticità. Al fine di orientare la scelta tra le misure esistenti e indirizzare le future linee di ricerca verso la realizzazione di strumenti adeguatamente costruiti ad hoc, viene presentata una discussione in chiave metodologica sulle caratteristiche metrologiche da valorizzare.

Alessandra Monni, L. Francesca Scalas

Contributo alla validazione della versione italiana del regulatory focus Questionnaire di Higgins

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2020

Due teorie particolarmente rilevanti nello studio delle tendenze di approccio ed evitamento sono la Teoria della Sensibilità al Rinforzo di Gray e la Teoria dei foci regolatori di Higgins. La teoria di Gray descrive l’approccio e l’evitamento come due sensibilità biologiche che guidano gli individui a raggiungere bisogni primari. La teoria di Higgins al contrario, afferma che queste tendenze influen-zano la regolazione di sé e guidano gli individui a raggiungere bisogni secondari. Mentre per la teoria di Gray è stata sviluppata la validazione italiana della relati-va scala di misura BIS-BAS, per la teoria di Higgins manca la versione italiana dello strumento Regulatory focus questionnaire (RFQ) e lo scopo del lavoro è quello di fornire un primo contributo alla sua validazione. Dall’analisi fattoriale esplorativa (n = 83 studenti universitari, età media = 22.89, DS = 6.07) e dalla successiva analisi fattoriale confermativa (n = 360, età media = 34.91, DS = 13.41) è emersa una solida struttura fattoriale e una buona validità interna. Nell’analisi dell’invarianza, la struttura fattoriale è risultata equivalente per ma-schi e femmine con eccezione di un singolo item. Infine, nell’analisi della validità divergente è risultata una chiara distinzione tra i foci regolatori del RFQ e le scale BIS BAS. In conclusione, la versione italiana del RFQ mostra soddisfacenti proprietà psicometriche, brevità e facilità nella somministrazione e, pertanto, rappresenta un valido strumento per la misura dell’approccio-evitamento secondo la teoria di Higgins.