RISULTATI RICERCA

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Maria Anna Donati, Jessica Boncompagni, Adriana Iozzi, Caterina Primi

Il gioco d’azzardo nelle adolescenti: analisi del comportamento e dei fattori di rischio attraverso la Gambling Behavior Scale-For Adolescents (GBS-A)

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2020

Sebbene sia documentata una maggiore prevalenza del gioco d’azzardo nei ragazzi, tale comportamento sembra interessare sempre più le ragazze. Tuttavia sono relativamente pochi gli studi sulla specificità del gambling nelle adolescenti e mancano lavori di ricerca che abbiano utilizzato strumenti per il comportamento di gioco d’azzardo invarianti per genere. Scopo di questo lavoro era analizzare le caratteristiche del comportamento in adolescenti italiane (Studio 1) e testare un modello in cui sensation seeking e pensiero superstizioso, attraverso la media-zione delle distorsioni cognitive sul gioco d’azzardo, influenzano il comportamento problema-tico di gioco d’azzardo (Studio 2). Per realizzare tale scopo, è stata utilizzata la Gambling Be-havior Scale-For Adolescents, uno strumento che è risultato invariante per genere negli adole-scenti italiani e che permette di rilevare sia le caratteristiche comportamentali che i sintomi di comportamento problematico secondo il DSM-5. Al primo studio hanno partecipato 1527 ado-lescenti femmine (età: M = 15.86; DS = 1.81) ed al secondo 552 adolescenti femmine (età: M = 15.99; DS = 1.34). I risultati hanno confermato che le ragazze prediligono giochi di tipo non strategico, giocano prevalentemente con i familiari, ed intorno agli 11 anni conoscono il gioco d’azzardo. Il 7% delle giocatrici è a rischio di sviluppare problematiche e il 3% ha problemi di gioco. Il modello di mediazione ipotizzato è stato inoltre confermato. Tale modello può quindi essere considerato per la messa a punto di interventi di prevenzione genere-specifici.

Michele Capurso, Stefano Federici, Riccardo Palomba, Eleonora D’Urzo

Pornography use, sexual behaviours, and emotional intelligence in italian adolescents

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2020

Sexually explicit material (SEM) is easily accessed by adolescents. This cross-sectional study examined the characteristics of 413 Italian adolescents (aged 17-22, 55% female) who use SEM. We examined the associations of SEM use with relationship status, religiosity, and emotional intelligence. All of the respondents reported accessing SEM while underage, with males using SEM more than females and accessing SEM at an earlier age; earlier exposure to SEM was also found to influence later SEM use. The reasons for watching pornography also differed be-tween the genders. There was a partial connection between the EQ-I:YV, SEM use, and recent sexual activity. The gender differences in terms of the prevalence and reasons for the use of SEM may be connected to a more general gender cultural stereotype.

Mimma Tafà, Luca Cerniglia, Giulia Ballarotto, Eleonora Marzilli, Michela Di Trani, Michela Erriu, Silvia Cimino

Difficoltà alessitimiche e funzionamento familiare in adolescenza: uno studio sui cluster familiari

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2020

Numerosi studi hanno sottolineato l’importanza della capacità di identificare e descrivere le emozioni, come centrale rispetto al benessere psicologico in adolescenza. Sono pochi gli studi che hanno però indagato le difficoltà alessitimiche degli adolescenti, in relazione al funzionamento familiare. Nel presente studio gli autori si sono posti l’obiettivo di indagare le difficoltà alessitimiche di adolescenti appartenenti alla popolazione generale, in relazione al loro funzio-namento familiare, tenendo in considerazione il proprio rischio psicopatologico. Il campione era composto da N = 314 famiglie con adolescenti. Gli adolescenti hanno compilato alcuni questionari self-report per la valutazione delle difficoltà alessitimiche e del rischio psicopatologico e madri, padri e adolescenti hanno compilato un questionario per la valutazione del funzionamento familiare. Al fine di verificare la presenza di eventuali differenti funzionamenti familiari, gli autori hanno condotto una cluster analysis, identificando quattro profili distinti di funzionamento familiare. È stata poi condotta un’analisi di covarianza che ha evidenziato una maggiore somatizzazione e ostilità in adolescenti con famiglie che mostrano una minore coesione e flessibilità e maggiori livelli di ipercoinvolgimento, o disimpegno. Inoltre, gli adolescenti appartenenti a queste famiglie, riportavano maggiori difficoltà a descrivere le emozioni ed un pensiero maggiormente concreto.

Obiettivo: la transizione relativa al trasferimento della persona anziana non autosufficiente dal domicilio a una struttura residenziale è complessa e caratterizzata da una vasta gamma di vissuti emozionali ambivalenti per tutti gli attori coinvolti. Obiettivo della ricerca qui presentata è quello di indagare e descrivere la percezione che gli operatori dell’équipe di cura e assistenza della RSA hanno dei vissuti e dei bisogni che accompagnano il familiare nella scelta dell’istituzionalizzazione e all’ingresso in RSA, dei vissuti e dei bisogni di cui gli operatori stessi fanno esperienza nella relazione con i familiari in questa fase del percorso di cura, non-ché delle possibili risposte a tali bisogni secondo il punto di vista dell’operatore. Metodologia: il disegno di ricerca adottato è di tipo qualitativo e si avvale di interviste somministrate a nove operatori facenti parte dell’équipe di cura e assistenza di una RSA del Nord Italia. Risultati: dalle interviste emerge un operatore consapevole sia delle molteplici e ambivalenti emozioni esperite dal familiare durante la transizione, sia delle motivazioni che lo portano a scegliere l’istituzionalizzazione del proprio caro. L’operatore riconosce inoltre l’importanza di spazi di confronto e incontro con i familiari, ma nel contempo riporta come, a livello fattuale, non esi-stano spazi di effettivo e reale coinvolgimento dei caregiver informali. La precisione con cui l’operatore riconosce emozioni e motivazioni del familiare non sempre però corrisponde ad altrettanta consapevolezza per i propri vissuti emotivi e per come essi agiscano nella relazione con il familiare, ad indicare una specifica area di bisogno formativo e di accompagnamento degli operatori in questa complessa relazione.

Giorgia Margherita, Anna Gargiulo, Alessia Caffieri

Sclerosi multipla online: un’analisi delle narrazioni dell’esperienza di sclerosi multipla (sm) tra illness e health blog

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2020

All’interno del panorama dell’e-health, la letteratura si è rivolta di recente ai blog quali spazi narrativi autobiografici che, in un continuum tra illness e health, rappresentano dei dispositivi narrativi preziosi nell’elaborazione dell’esperienza di malattia. In particolare, la sclerosi multipla (sm), quale malattia degenerativa cronica, spinge ad una continua risignificazione della propria esperienza. Ancora pochi sono oggi gli studi che hanno indagato l’esperienza di sm così come viene narrata all’interno dei blog. L’obiettivo dello studio è stato esplorare i temi presenti nei blog scritti da persone con sclerosi multipla individuando quali differenze esistono nella narrazione dell’esperienza di ma-lattia in base al tempo della comunicazione della diagnosi. Sono stati analizzati 7 blog scritti da donne con sm, che avevano ricevuto la diagnosi in età giovanile e in età adulta. Dall’analisi sono emersi quattro cluster tematici che sono stati proiettati sul piano fattoriale e letti attraverso tre vettori di senso: Il processo di integrazione dell’esperienza di sm nella propria identità; La narrazione online di malattia come strategia di agency; Riorganizzazione della relazione tra sé e altro. Dalla nostra ricerca, il blog si attesta come organizzatore di senso e risorsa in termini di miglioramento del benessere e promozione della salute nell’esperienza di convivenza con la malattia. .

Fabio Corvaja

Lo straniero e i suoi giudici

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 2 / 2020

L’autore inquadra il problema della tutela giurisdizionale dei diritti dello straniero rispetto alle decisioni amministrative relative all’ingresso e al soggiorno, evidenziando come le classiche garanzie costituzionali che operano in relazione ai diritti fondamentali (quali la riserva di legge, la riserva di giurisdizione ed il principio di eguaglianza) soffrano, in que-ti casi, di limiti strutturali che le rendono poco effettive. Lo scritto esamina quindi le questioni che si pongono avanti alle diverse giurisdizioni, analizzando le interferenze tra i giudizi con le connesse difficoltà di difesa, come accade nelle ipotesi di impugnazione di atti collegati ma ricorribili avanti a giudici diversi; le zone franche dalla tutela giurisdizio-nale, determinate o dalla mancata previsione di rimedi oppure dalla prevalenza insindacabile dell’interesse alla sicurezza dello Stato; le carenze sotto il profilo della qualificazione dei giudici chiamati ad esercitata competenze de libertate; la creazione di modelli proces-suali fortemente derogatori rispetto a quello comune.

Francesca Biondi Dal Monte

I richiedenti asilo e i diritti dell’integrazione

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 2 / 2020

L’articolo analizza la condizione giuridica dei richiedenti asilo e la loro integrazione nella società di accoglienza, attraverso l’esame della legislazione di riferimento, derivante - prevalentemente - dal recepimento della direttiva dell’Unione europea in tema di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale. L’autrice analizza la disciplina in tema di accoglienza, iscrizione anagrafica, salute, assistenza sociale, abitazione, accesso al mer-cato del lavoro e istruzione, mettendo in luce gli ostacoli che di fatto sembrano impedire una piena integrazione di tale categoria di migranti, in attesa dell’ottenimento della protezione internazionale.

I fenomeni migratori sono un banco di prova importante per i sistemi di garanzia dei diritti umani. Gli organi di tutela si sono infatti spesso confrontati con il difficile bilan-ciamento tra il diritto individuale di migrare e il diritto degli Stati di controllare le proprie frontiere. In quest’ambito la Corte europea dei diritti dell’uomo ha tradizionalmente ricostruito la tutela dei diritti degli stranieri in termini di eccezione al diritto sovrano dello Stato di limitare l’accesso al territorio dei non cittadini. Siffatto percorso argomentativo ha condotto, soprattutto nella giurisprudenza più recente, ad una relativizzazione dei diritti fondamentali che non appare sempre coerente con i principi posti a fondamento del sistema stesso.

Paolo Bonetti

Migrazioni e stranieri di fronte alla Costituzione: una introduzione

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 2 / 2020

L’articolo introduce i temi giuridici delle migrazioni, fenomeno ordinario per l’umanità, e dello straniero, nozione artificiale creata dal diritto degli Stati sovrani, talvolta contraddi-cendo i propri principi fondamentali. Le riflessioni giuridiche classiche non impedirono alle forme di Stato liberale i controlli delle migrazioni e la concessione discrezionale dell’asilo. Anche nelle forme di Stato democratico-sociale le norme sugli stranieri sono decise da rappresentanti dei soli cittadini, che nell’epoca delle migrazioni globali tendono a limitare potenziali concorrenti a risorse scarse, ma devono rispettare i diritti fondamentali e il diritto di asilo garantiti dalle norme costituzionali, internazionali ed europee. Si approfondiscono la dottrina e la giurisprudenza costituzionale italiane.

Fulvio Cortese, Simone Penasa

Editoriale

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 2 / 2020

L’efficacia del principio di solidarietà ex art. 80 TFUE è stata influenzata dalle resistenze degli Stati membri sovranisti del c.d. gruppo di Visegrad sul ricollocamento dei richiedenti asilo giunti nell’UE durante la crisi migratoria. Nondimeno, il generale funzionamento della politica di asilo UE e la solidarietà tra Stati Membri risentono delle carenze strutturali degli elementi chiave dell’architettura del sistema europeo comune di asilo, quali la ripartizione delle responsabilità, la cooperazione, il sostegno finanziario dell’UE. In tale contesto, la Cor-te di Giustizia è intervenuta nella diatriba accesa dai Paesi Membri sovranisti chiarendo cau-tamente alcuni aspetti inerenti la discrezionalità dell’azione statale sui ricollocamenti e la portata del principio di solidarietà, come dimostra anche la recente sentenza Commissione c. Polonia, Ungheria e Slovacchia. Allo scopo di illustrare il ruolo del principio di solidarietà nella politica di asilo UE, il contributo esaminerà sia le carenze strutturali degli elementi chiave dell’architettura del sistema europeo comune di asilo sia la recente giurisprudenza della Corte di Giustizia in materia.

Paola Degani, Cristina Yasmin Ghanem

Migrant Women: a Critical Frame Analysis of EU integration policies

CITTADINANZA EUROPEA (LA)

Fascicolo: 1 / 2020

Il saggio propone un’analisi della narrazione utilizzata nel quadro degli scenari di policy orientati all’integrazione dei migranti relativamente alle questioni di genere e alla diversità in al-cuni documenti di particolare in questo ambito dell’intervento pubblico. L’analisi delle politiche pubbliche nei settori dell’integrazione e dell'uguaglianza di genere sviluppata utilizzando la rap-presenta il quadro di riferimento teorico proposto per la lettura in chiave critica di una selezione di documenti dell’UE adottati tra il 2004 e il 2018 relativi al tema dell’integrazione. È del tutto evidente la tendenza da parte delle istituzioni europee a disegnare in questi documenti scenari di policy nell’area dell’integrazione prevalentemente neutri sotto il profilo delle implicazioni di gene-re, mentre in chiave interserzionale, il binomio gender+inequalities sembra differire in modo si-gnificativo a seconda del metaframe entro il quale è inquadrato lo stesso discorso dell'integrazione, ovvero se prevalgano logiche umanitarie, securitarie piuttosto che economiche.

Il lavoro inquadra la genesi e la governance del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), anche in relazione all’ordinamento costituzionale, più di recente oggetto di un acceso dibattito pubblico sia con riguardo alle sue modifiche, quanto al suo impiego per risolvere la crisi sanitaria che ha investito la zona euro a dieci anni di distanza dalla crisi economica iniziata nel 2008. Nell’ambito delle numerose problematiche giuridiche che pone il MES, ci si concentra sul funzionamento delle condizionalità previste dal Trattato, l’impatto sull’indirizzo politico nazionale e il deficit di democraticità che si registra in questi meccanismi intergovernativi. Bisognerebbe chiedersi se sia realmente questa l’idea di Unione Europea auspicata dai padri fondatori e se siano maturi i tempi per operare una vera (e significativa) svolta, indispensabile per la sopravvivenza stessa del progetto europeo.

Con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, da più parti è stata sottolineata l’obsolescenza del tema dei limiti costi-tuzionali al primato del diritto UE. Si assiste invece ad un ‘ritorno di attualità’ della dottrina dei controlimiti e delle tensioni irrisolte che ruotano intorno alla tutela dei diritti fondamentali nel pluralismo costituzionale europeo. In tale contesto, il presente contributo mira a verifica-re se i crescenti conflitti interordinamentali costituiscano una minaccia per la tenuta dell’edificio europeo oppure se possano produrre anche una spinta propulsiva nel processo di costituzionalizzazione dell’Unione. A tal fine, saranno esaminati, da un lato, le tendenze osservabili nell’approccio (oppositivo vs. conciliativo) delle Corti costituzionali e della Corte di giustizia alle disarmonie nelle dinamiche relazioni tra ordinamenti, dall’altro, le eteroge-nee indicazioni emergenti dall’approccio orientato allo scontro o al confronto.

Silvio Gambino

I diritti fondamentali fra ‘Carta dei diritti UE’ e "costituzionalismo multilivello"

CITTADINANZA EUROPEA (LA)

Fascicolo: 1 / 2020

L’articolo esamina la protezione dei diritti fondamentali nella prospettiva del processo di in-tegrazione europea e delle sue relazioni con l’ordine costituzionale interno nel quadro del costituzionalismo multilivello. In tale contesto, recenti nuovi indirizzi della giurisprudenza costituzionale sottolineano come il giudice nazionale ordinario sia chiamato a occupare un ruolo di crescente importanza nei rapporti con il Giudice costituzionale e nel dialogo con il Giudice dell’Unione (CGUE). Tali indirizzi restituiscono una nuova centralità alla ‘dottrina dei controlimiti’ rispetto alla dottrina della CGUE sul primato del diritto dell’Unione con riguardo alle disposizioni costituzionali in tema di principi e di diritti fondamentali. In tale prospettiva, il testo esamina sia il tema dei rapporti fra libertà fondamentali economiche e processo di integrazione europea sia solleva interrogativi sul livello di protezione giurisdi-zionale di tali libertà fondamentali fra costituzioni nazionali e diritto primario dell’Unione.