RISULTATI RICERCA

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Donato Berardi, Michele Tettamanzi, Samir Traini

Tariffa sostenibile: un ponte tra cittadini, operatori e regolatori

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 1 / 2020

L’articolo analizza la prima indagine nazionale sulla disponibilità a pagare (WTP); inoltre, la struttura dell’indagine permette di analizzare gli effetti della diffusione di informazioni ai partecipanti sulle percezioni e quindi sulla WTP. La Teoria del Comportamento Pianificato permette di identificare le maggiori determinanti della WTP, e come esse si mutino tramite l’informazione: generalmente l’informazione aiuta i partecipanti a rendere concrete le inclinazioni personali. Si osserva anche una "distanza" tra la qualità oggettiva e la qualità percepita; il grado di conoscenza del Servizio Idrico dei partecipanti aiuta a ridurre tale distanza e generalmente aumenta la WTP. La ricerca mostra anche come la quota di partecipanti favorevoli ad un miglioramento della qualità del Servizio Idrico aumenti a seguito dell’esposizione alle informazioni. I canali tramite cui ciò avviene sono essenzialmente la riduzione dei costi, la soddisfazione percepita e la fiducia nell’operato del gestore. In conclusione si mostra che l’informazione è strumento utile per la costruzione di una tariffa sostenibile nella prospettiva sociale, economica ed ambientale. Tale approccio, inoltre, invita ad un cambiamento del paradigma gestionale, in favore di un maggior coinvolgimento dei cittadini.

L’economia globale viene spesso descritta come deterritorializzata: i territori sarebbero destinati a marginalità, a tutto vantaggio di transazioni immateriali, coinvolgenti flussi finanziari e flussi digitali. L’immaterialità, in modo particolare quella della finanza e del world wide web, sembra costitutiva della nostra attuale immagine del mondo. Una tale conclusione non deve tuttavia essere assolutizzata. La stessa economia globale riserva un’attenzione privilegiata alla dimensione cittadina, quale luogo strategico. E anche la città manifesta, dal basso, un dinamismo che la rende sorprendente attrice dei processi politici internazionali.

Paolo Costa

Tra divisione del lavoro e affinità. La dialettica della solidarietà europea

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 1 / 2020

Il dibattito scientifico intorno al federalizing process europeo ha concentrato molta attenzione sulla possibilità di uno sviluppo qualitativo nella direzione di una costituzione formale europea. Tale prospettiva, soprattutto dopo il fallimento del «Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa» e i contraccolpi politici della crisi finanziaria, ha messo in ombra l’originaria "via funzionalistica" e forse ne ha sottovalutato i risultati. Il saggio, muovendo dalla riflessione di Léon Duguit sulla solidarietà sociale, tenta di mostrare come il funzionalismo, radicandosi in una «solidarietà di fatto», abbia generato, pur all’interno di una dialettica incessante tra giustizia commutativa e giustizia distributiva, vincoli solidaristici più intensi di quanto hanno potuto fare i richiami alla dimensione etica della solidarietà. In questa prospettiva, la solidarietà di fatto non contraddice quella etica ma può esserne premessa. La conclusione è una lettura meno pessimistica del processo di integrazione europeo; non tuttavia ingenua: alcune significative questioni tecniche inducono ad una costante prudenza.

Francesco Caprioli, Marzia Romanelli, Pietro Tommasino

Discretionary fiscal policy in the Euro area: Past, present and future

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 1 / 2020

During the years of the so-called "Great Moderation", monetary policy and automatic stabilizers were deemed sufficient for counter-cyclical purposes. However, the depth and the length of the recent crisis, together with policy interest rates at the zero lower bound, induced a more positive re-assessment of a countercyclical fiscal stance, especially in the euro area. Against this background, we look at discretionary fiscal policy in the euro area from three different perspectives. First, we provide evidence that the discretionary fiscal policy in euro area countries has been mostly acyclical even if our estimates suggest that it could have been useful, particularly during the crisis. Second, focusing on the short-run - i.e. taking as given the economic and institutional constraints that currently make a significant fiscal expansion quite unrealistic in Europe - we discuss some budget-neutral proposals aimed at fostering economic growth. Finally, taking a more forward-looking perspective, we discuss the issue of the appropriate fiscal stance for the euro area as a whole, and argue that the advantages of having a coordinated approach (e.g. through a fiscal capacity at the central level) can be substantial.

Nicola Branzoli, Elena Pisano, Ernesto Zangari, Giovanna Messina, Giacomo Ricotti

The taxation of savings: The Italian system and international comparison

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 1 / 2020

After a brief review of the economic literature, the paper offers a comparative analysis of the main features of capital income taxation in Italy, the EU and the US. The paper also analyses the recent evolution of capital taxation and portfolio allocation in Italy. The findings point to high heterogeneity in the choice of the type of tax system, taxation level and forms of preferential taxation, suggesting no convergence towards a single model of taxation among countries. However, a common feature of most systems is that capital income is taxed more lightly than labour income. The heterogeneity in the tax treatment of households’ savings is likely to persist in the future; recent developments at international level concerning the transparency of taxation are expected to increase governments’ degrees of freedom in choosing their preferred tax system. Empirical evidence for Italy suggests that the tax burden on financial assets has increased in recent years but the evolution of financial assets over time is not particularly sensitive to tax changes.

Antonella Mancini

Recensioni

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2020

Pier Francesco Galli, Alberto Merini

Tracce. Racconti di guerra. Psicoanalisi, salute mentale e pratiche istituzionali, ieri e oggi, in Italia

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2020

Dopo una breve premessa, viene ripubblicato il primo capitolo del libro a cura di Paola Cuniberti & Luigi Caparrotta Psicoanalisi in trincea. Esperienze, pratica clinica e nuove frontiere in Italia e nel Regno Unito (Milano: FrancoAngeli, 2012), in cui Pier Francesco Galli delinea il suo percor-so professionale, culturale e scientifico rispetto ad alcune questioni fondamentali della psichiatria e della psicoanalisi. Riprendendo brani tratti da lavori precedenti, vengono tracciati alcuni sviluppi storici e discussi, tra gli altri, i seguenti argomenti: questioni di metodo, tecnica e teoria della psi-coanalisi; identità terapeutica, diagnosi psichiatrica e diagnosi psicoanalitica.

Dario Alparone

Stupidità e psicoanalisi: una questione di etica

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2020

La restrizione intellettiva rientra nella categoria di debilità o ritardo mentale, che viene discussa dal punto di vista della psicologia dinamica con gli apporti degli orientamenti post-freudiani, rivisitati attraverso l’articolazione teorica lacaniana della nozione di debilità. Essendo la debilità una condizione potenzialmente costitutiva della vita psichica di ciascuno e non uno specifico stato patologico, la stupidità diventa il riflesso politico (in quanto concerne l’etica) del ritardo mentale. La condizione sociale contemporanea, in cui sembra prevalere la costituzione di legami sociali fondati su un piano immaginario, favorisce la costituzione di soggettività con caratteristiche difensive che possono portare a un funzionamento mentale tipicamente inibito. Le conseguenze di questo modello di soggettività dal pensiero ristretto possono essere politiche, come sembra dimostrare il caso Eichmann.

Elisabeth Allison, Peter Fonagy

Risposta agli interventi di Morris N. Eagle, Mauro Fornaro e George Silberschatz

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2020

L’articolo di Elizabeth Allison e Peter Fonagy "Quando è importante la verità?", pubblicato a pp. 17-44 di questo n. 1/2020 di Psicoterapia e Scienze Umane (e nell’edizione originale a pp. 275-303 del n. 2/2016 di The Psychoanalytic Quarterly), è stato discusso negli interventi di Morris N. Eagle, Mauro Fornaro e George Silberschatz, ai quali Elizabeth Allison e Peter Fonagy qui rispondono. Vengono ripresi vari temi sollevati nei tre interventi, tra cui il rapporto tra transfert e verità, la differenza tra mentalizzazione e funzione riflessiva, il significato di verità e di fiducia epistemica, il ruolo del trauma, l’ipervigilanza, i now moment, etc.

George Silberschatz

Riflessioni sulla fiducia epistemica e sul suo ruolo in psicoterapia

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2020

Fonagy e collaboratori hanno recentemente proposto che una carenza di fiducia epistemica è alla base dei gravi disturbi di personalità, e che una crescita della fiducia epistemica è essenziale per il processo terapeutico. Il loro modello deriva da importanti ricerche sullo sviluppo, ma manca di chiarezza e precisione nel definire il modo con cui costruire la fiducia. Si basa su un processo unidirezionale, in cui il terapeuta fornisce "stimoli ostensivi" che permettono al paziente di sospendere momentaneamente l’ipervigilanza e la sfiducia epistemica. Invece, un modello bidirezio-nale che tenga in considerazione anche gli stimoli ostensivi o i test che il paziente sottopone al terapeuta fornirebbe maggiore precisione, rigore clinico e validità clinica al modello.

Mauro Fornaro

"Verità": in che senso in psicoanalisi?

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2020

Allison & Fonagy (2016) non definiscono formalmente in che senso usano la parola verità: dopo aver ricordato la classica distinzione tra verità come corrispondenza e verità come disvelamento, l’Autore mostra come certe parti del discorso di Allison e Fonagy rientrano nell’una o nell’altra accezione di verità. Ma la tesi centrale, imperniata sulla nozione di fiducia epistemica, non sembra comportare quella sicurezza nel cogliere la verità che Allison e Fonagy vorrebbero attribuirle, in quanto il processo di mentalizzazione richiederebbe una serie di passaggi intermedi, di inferenze mentali.