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Matteo Lupoli, Angelo Castellani

La settimana corta in Lamborghini: work-life balance, contrattazione sindacale e aspettative della forza lavoro

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 174 / 2026

Questo articolo esamina la sperimentazione della settimana lavorativa di quattro giorni introdotta da Automobili Lamborghini nel 2024. Avvalendosi di un approccio qualitativo, basato su interviste a rappresentanti sindacali e lavoratori, la ricerca ricostruisce sia il processo di negoziazione sia le percezioni dei dipendenti. I risultati mostrano che la riduzione dell’orario di lavoro è vista come un’opportunità per riequilibrare lavoro e vita privata, disporre di più tempo per sé stessi, viaggiare, dedicarsi alla formazione, alla cura di sé e alle relazioni familiari. Nonostante alcune preoccupazioni relative all’intensificazione del lavoro e alla perdita delle ferie retribuite, la risposta della forza lavoro è prevalentemente positiva. Il caso evidenzia il ruolo chiave della contrattazione collettiva e come la flessibilità da sola non sia sufficiente per un adeguato equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, poiché non riduce efficacemente l’orario di lavoro e può persino intensificare i carichi di lavoro. Al contrario, una reale riduzione dell’orario di lavoro crea spazio per attività alternative e un più forte senso di autonomia al di là dell’organizzazione del lavoro.

Costanza Guazzo, Gianmarco Peterlongo

Is work not working anymore? Negotiatingmeaning, boundaries and new practices of work in the ruins of employment

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 174 / 2026

This paper examines the shifting relationship between subjectivity and work in contemporary post-industrial societies, focusing on the ways in which workers are renegotiating the meaning, boundaries, and practices of employment amid the structural erosion of stable labour. Drawing on the metaphor of "ruins," the introduction argues that the decline of the Standard Employment Relation has not produced a simple collapse of work-centred identities, but rather a layered process of decay and reconfiguration, in which moral expectations surrounding work persist even as their material foundations are progressively undermined. Within these ruins, new interrogatives and a re-imagining of social priorities have led some individuals to rethink the relationship they have with their jobs, opening up spaces of possibility in which the contours of a new world of work are potentially beginning, unevenly, to take shape. Though often fragmented, these spaces of possibility reveal attempts to redefine the meaning, boundaries, and conditions of work, seeking to establish a more sustainable relationship from within the "ruins of stable employment”.

Chiara Vitucci

Ucraina e Gaza: il diritto internazionale alla prova dei conflitti contemporanei

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 311 / 2026

L’autrice riflette sulla tenuta delle attuali norme di diritto internazionale alla luce dei recenti conflitti in Ucraina e a Gaza. Dopo aver illustrato come si sono dapprima formate e poi modificate le regole sul divieto dell’uso della forza, sull’autodeterminazione dei popoli e sulla responsabilità penale individuale, l’autrice esamina le reazioni all’aggressione russa all’Ucraina e alla guerra scatenata da Israele a Gaza dopo gli attacchi del 7 ottobre. Da un lato analizza la reazione degli stati e dall’altro quella della Corte internazionale di giustizia e della Corte penale internazionale. L’atteggiamento degli stati assume particolare importanza al fine di valutare se le norme internazionali sul divieto dell’uso della forza, sull’autodeterminazione dei popoli e sulla responsabilità penale individuale sono state violate o se si stanno modificando.

La Lega nord è stata oggetto, nel corso della sua lunga vita, di numerosi studi a carattere politologico, sociologico e antropologico che, tuttavia, molto raramente ne hanno preso in considerazione la politica estera. L’autore propone qui una ricostruzione di questa dimensione, indagando in particolare il modo in cui i dirigenti leghisti: hanno inteso l’Europa e il federalismo europeo; hanno collocato una forza a vocazione autonomista tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica nell’ultimo decennio della Guerra fredda; e, infine, hanno affrontato le sfide del nuovo ordine internazionale, dopo il crollo del comunismo e fino alla guerra in Iraq del 2003. L’analisi conferma la scarsa rilevanza che ha avuto la politica internazionale nell’elaborazione del partito, ne evidenzia le contraddizioni e le discontinuità, chiarisce come le stesse dipendessero in ultima istanza dalle ricadute della dimensione internazionale sulla politica interna e sulle questioni migratorie.

Eleonora Clerici, Eva Andersson

Territorial stigmatization in action. The case of the outskirts of Stockholm

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 140 / 2026

The paper examines socio-spatial marginality in Stockholm through territorial stigmatization (Wacquant, 2008). It aims to (i) identify if and where such stigmatization occurs by exploring related imagery and mechanisms, and (ii) assess its impact on residents. Data derives from 26 interviews (March-May 2022) with experts and local organizations. The findings reveal how Stockholm outskirts’ marginality align with the description of territorial stigmatization and spotlight its impacts on residents.

Monica Bernardi

The City that could have been. Urban theory through the women of the Chicago School

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 140 / 2026

The article reconsiders the formation of urban sociology through the overlooked contribution of the women of the Chicago School. Focusing on Jane Addams, Florence Kelley, Edith Abbott and Sophonisba Breckinridge, it argues that their work developed a distinct way of knowing the city, grounded in situated observation, empirical proximity and attention to the social organization of inequality. By reconstructing this feminist-pragmatist genealogy, the article shows how questions of embodiment, intersectionality and everyday urban experience were already central to their research and reform practices. The discussion then examines Vienna, Barcelona, Toronto and Seoul as contemporary cases in which this legacy reappears, in different forms, through gender-sensitive planning, proximity policies, gender-responsive budgeting and women-friendly smart urbanism. Recovering this lineage allows urban sociology to rethink its conceptual foundations and to imagine more equitable urban futures.

Antonello D’Elia, Giusy Gabriele, Massimo Giuliani

Libri

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 140 / 2026

Eleonora Giulia Bono, Erika Broccoli, Giorgia Bruno, Naomi Davola, Deborah Lugarà, Caterina Merulla, Marzia Nocito

Notizie e Commenti

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 140 / 2026

Lucia Porcedda, Sara Ninu

Dipendenza affettiva e genitorialità. Un’analisi esplorativa in ottica sistemico-relazionale

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 140 / 2026

L’obiettivo del presente studio, di tipo esplorativoqualitativo, è osservare se la condizione di dipendenza affettiva all’interno della coppia genitoriale possa rappresentare o meno un fattore di rischio nell’ esercizio della genitorialità. Si tratta di uno studio clinician report, che raccoglie il parere indiretto di psicoterapeuti (n = 54) esperti nel lavoro con la tematica oggetto di studio, attraverso la compilazione, su base volontaria e anonima, di un questionario. Tale questionario, appositamente costruito per l’esplorazione delle dimensioni della genitorialità oggetto di studio, e i risultati ottenuti verranno esaustivamente presentati. Sebbene si tratti di uno studio esplorativo, i cui risultati non sono generalizzabili, i dati ottenuti confermano l’utilità di ulteriori approfondimenti metodologicamente rigorosi: le risposte degli informatori esperti sembrano infatti convergere verso frequenze significative, evidenziando fattori di rischio e di protezione nell’esercizio delle funzioni genitoriali.

Marco Cappellini

Eroi senza maschera. Supereroi e famiglie con figli adolescenti

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 140 / 2026

Dietro i supereroi spesso si celano infanzie e adolescenze traumatiche correlate a gravi criticità familiari e personali. Il costume o la trasformazione dell’eroe è la rappresentazione simbolica di un nuovo sé che cela quello reale e che lo avvicina a un’immagine di perfezione secondo le aspettative e gli stereotipi socioculturali. Il superpotere, invece, è lo strumento che serve a cambiare il mondo, provando a renderlo utopico. L’eroe indossa il costume o si trasforma per proteggere dal dolore e dalla fragilità il sé Reale e le altre persone che desidera salvare dal male. Anche l’adolescente cerca di fare lo stesso all’interno della famiglia “indossando un sé Ideale”, maschera di un sé Reale afflitto dagli insuccessi e dalle fragilità personali e familiari. L’impossibilità di raggiungere la perfezione scatena un’esperienza di fallimento che genera nei giovani un profondo senso di vergogna. Il fallimento individuale e familiare spesso si manifesta mediante una psicopatologia di cui l’adolescente si fa portavoce: il sintomo diviene il reale “superpotere” del giovane attraverso il quale cerca di salvare e proteggere il resto della famiglia dalla fragilità e dal fallimento.