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A cura della Redazione

Autori/Autrici

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 2 / 2019

Gilberto Fattori

La cessazione del rapporto di lavoro per ragioni di età nella recente giurisprudenza della Corte di Giustizia

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 2 / 2019

In materia di cessazione del rapporto di lavoro per ragioni di età la Corte di Giustizia dell’Unione Europea sta svolgendo un ruolo propulsivo nell’implementazione del diritto antidiscriminatorio. Tuttavia, come emerge dalle recenti sentenze su questo tema, le problematiche che emergono dal bilanciamento tra diritti sociali fondamentali dei lavoratori e scelte di politica economica ed occupazionale dei governi degli Stati membri dell’UE sono questioni che rimangono centrali nella giurisprudenza della Corte. In questa trattazione si analizzano due recenti sentenze particolarmente significative su questo tema: nella sentenza Rasmussen si mette in luce come la Corte riaffermi una volta di più la propria giurisprudenza sull’esistenza di un principio generale di non discriminazione per età nell’ordinamento europeo, sottolineando la forza delle conseguenze giuridiche che ciò comporta per gli ordinamenti degli Stati membri. Nell’analisi della causa Aber-crombie si mettono invece in luce aspetti problematici relativi al bilanciamento tra diritto alla non discriminazione per età e scelte di politica occupazionale dei gover-ni nazionali, e di come ciò abbia creato un notevole dibattito in dottrina.

Silvio Di Fabio

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PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 2 / 2019

Francesco Orazi

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PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 2 / 2019

Marco Moretti, Manuele Marsili

Resilienza come apprendimento

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 2 / 2019

L’articolo approfondisce il tema della resilienza da un punto di vista interdisciplinare, psico-socio-economico, secondo il paradigma sistemico. Dopo una prima distinzione fra la resilienza dei sistemi chiusi e aperti, si delineano due approcci alla resilienza: conservativo e trasformativo. Per mettere ordine tra i vari costrutti di resilienza ed evidenziare quali interrelazioni vi siano tra questi processi sono indagate le modalità di intervento adottate in risposta agli shock e i fattori protettivi che favoriscono la resilienza nonostante le vulnerabilità e, in particolare, il "senso di coerenza". Gli autori, quindi, propongono un modello positivo sistemico basato sull’apprendimento in cui sono delineati quattro livelli di resilienza, di cui quella conservativa e trasformativa sono considerate forme di apprendimento distinte. Viene inoltre individuato un livello superiore, e piuttosto raro, di resilienza trasmutativa o evoluzionaria. Questo modello si propone non solo di raccordare, organizzare e dare senso alle diverse declinazioni del concetto in esame, ma prevede anche la possibilità di accedere a livelli superiori della scala di resilienza. Quanto pro-posto potrebbe rappresentare uno stimolo ad incentivare la rivalutazione e la riorganizzazione, da parte del policy maker, dei vigenti modelli di governance. A que-sto proposito gli autori ritengono necessarie ulteriori ricerche, in particolare: appro-fondire le diverse modalità di accesso dai livelli inferiori a quelli superiori di resi-lienza, nonché le possibili declinazioni del modello proposto in modelli normativi. Dal momento che le sfide odierne si configurano sempre più come minacce di natura globale, esse impongono all’umanità un cambiamento epistemico e lo svilup-po di una resilienza che possa favorire un senso di identità comune basato sulla coscienza della comunità di destino umana.

Nicola Matteucci

E-government e capitale umano nella Pubblica Amministrazione italiana. Una prospettiva di medio periodo

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 2 / 2019

Italy has recently progressed in the aggregate DESI rank of the EU Digital Agendas, but remains a laggard member state for e-government, because of its critical digital public services. Owing to the scarcity of micro and territorial data, this work examines the main stylised facts, and interprets them with a transdisciplinary theoretical framework. On the one hand, we find that the digital delay of the Italian Public Administration (PA) is rooted in a peculiar mix of institutional obstacles, such as the legalistic juridical culture, normative chaos, political instability and patronage: these factors dampen the clarification and simplification of processes and the back-office, required by e-government to be effective. On the other hand, we posit that hiring policies and those of austerity (block of the personnel turnover in the PA) have increasingly lowered the quantity and quality of the digital public services. These policies may have created an original case of technological adoption disconnected from the necessary investment in human capital and organization of the PA (inadequate e-government supply). Finally, this work, while calling for a further appraisal of this policy case, recalls the deficit of statistics and open Government data which harm the study of the Digital Agenda of Italy.

Giulia Bettin

Il valore economico dell’immigrazione

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 2 / 2019

L’articolo analizza il contributo economico dell’immigrazione in Italia. La prima parte della trattazione muove dalla percezione generale dell’incidenza del feno-meno e delle sue conseguenze socio-economiche per la società italiana ed europea. Secondo i dati Eurobarometro, per entrambi gli aspetti prevale una percezione di-storta, soprattutto in Italia, con un diffuso atteggiamento negativo nei confronti dell’immigrazione, che avrebbe impatti negativi su criminalità, mercato del lavoro e welfare. L’evidenza fornita dalla letteratura economica tuttavia offre un quadro diverso. Per quanto riguarda la relazione con la criminalità, non si osserva alcun nesso di-retto di causalità dell’intensificarsi dei flussi in ingresso sull’aumento dei tassi di criminalità, né in Italia né a livello internazionale. Nel mercato del lavoro, le con-seguenze per i lavoratori nativi derivanti dall’afflusso di forza lavoro straniera sono per lo più positive, principalmente connesse con i fenomeni di crescente seg-mentazione dell’occupazione. Lavoratori nativi e stranieri tendono infatti a specializzarsi in settori diversi e, all’interno dello stesso settore, in occupazioni diverse, con gli immigrati concentrati nelle mansioni a più bassa qualifica. In termini di im-patto sulle finanze pubbliche, le stime esistenti mostrano come il contributo netto dell’immigrazione sia positivo, nonostante l’aumento dei costi dell’accoglienza dei richiedenti asilo in seguito all’emergenza registrata tra il 2014 e il 2016.

Nicola Matteucci, Raffaella Santolini

Editoriale

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 2 / 2019