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Lucia Tancredi

L’umanità vulnerabile del crepuscolo

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2019

Questo articolo si concentra sulle riflessioni di Andreani a partire dal suo lavoro Twilight. La filosofia della vulnerabilità e indaga la nuova immaginazione sim-bolica, la sfida etica della responsabilità, i nuovi legami che legano gli universi ma-schile e femminile.

Andrea Armocida, Marzia Marzagalia, Cristina Cattaneo

Monia Andreani e la Rete Milanese Vulnerabili

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2019

Ho incontrato Monia Andreani durante i miei studi presso l’Università Carlo Bo a Urbino. A quel tempo lavoravo da diversi anni presso l’Ufficio Rifugiati del Co-mune di Milano. Una volta concluso il ciclo universitario, Monia, consapevole delle forti connessioni professionali e dei modelli relazionali della Rete sulle vulne-rabilità del Comune di Milano, mi ha chiesto di farne parte. Si è concentrata sull’argomento da sviluppare e sul processo di lavoro da intra-prendere per perseguire l’obiettivo di scrivere un libro, con contributi multipli, basa-to su lingue diverse e diversi codici deontologici, nel tentativo di integrare il sistema giuridico, medico, lingue psicosociali e antropologiche. Ha svolto il ruolo di facilitatrice in questo tentativo di contaminazione intellettuale ed è stata il pilastro del processo di ampliamento della visione. Monia è morta nel maggio 2018, nel Mar Mediterraneo, a causa di un’emorragia cerebrale: un’immagine evocativa delle battaglie sociali che ha combattuto come accademica, intellettuale e attivista.

Roberto Lala , Luca Nave

Caregiving: etica e relazione di cura

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2019

L’articolo esplora lo scenario biopolitico e bioeconomico per riproporre l’antica domanda ippocratica in medicina: "cosa significa fare il bene del paziente?". Nel paradigma dell’autonomia del paziente, le competenze di counseling sono uno strumento eccellente per garantire l’alleanza terapeutica, fondamento del bene in medicina.

Simone Brunetti

No one should feel out of place. Novissimo dialogo fra Mondi e Axel

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2019

Monia Andreani aveva interessi scientifici amplissimi. Pur non avendo mai scritto specificamente di musica e di opera lirica, ha spesso tenuto conferenze su questi temi. Il ricordo personale da una parte e l’analisi del materiale riguardante le conferenze dall’altro hanno permesso all’autore di identificare alcuni filoni principali: rifles-sioni di genere sulla voce lirica, i personaggi en travesti dell’opera, le opportunità e gli svantaggi della carriera lirica per una cantante. Sarebbe stato difficile isolare un solo tema, privilegiarlo rispetto agli altri e offrirlo nella cornice di un breve articolo scientifico, dettagliato e specifico. Così, alcuni temi cari a Monia sono stati sviluppati sotto forma di dialogo lucianeo (e questa particolare veste letteraria vuole essere una dedica alla nostra studiosa che amava Luciano e, soprattutto, Leopardi). La sfida, se si vuole, è anche nella forma: non un’esposizione assertiva, ma un confronto dialogico - sempre fondato su una prospettiva scientifica - che lascerà spazio al punto di vista di un terzo protagonista mai menzionato eppure ‘incluso’: il lettore.

Giovanna Vingelli

Figlie pietrificate? Genealogie e (nuove) relazioni politiche

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2019

L’articolo esplora il pensiero e le pratiche genealogiche femministe, concentrandosi sulle tensioni e sui problemi derivanti dal concetto stesso e dalla questione della trasmissione tra le generazioni. A partire dagli scritti di Monia Andreani, si analiz-zerà come le genealogie tengano conto della soggettività femminista, del modo in cui si trasmette il femminismo, delle complesse dinamiche della trasmissione nel femminismo, degli effetti sul pensiero tra riconoscimento e relazione tra diverse generazioni di femministe.

Libero Federici

Relazionalità e politicità nella filosofia di Monia Andreani

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2019

Questo saggio si concentra sulla condizione relazionale dell’essere umano e sulle sue implicazioni etiche e politiche all’interno del discorso filosofico di Monia Andreani. Gli esseri umani sono legati l’uno all’altro, sono costituzionalmente aperti l’uno all’altro e questa condizione può portare a varie forme di abuso o ad atteggiamenti di cura, dedizione e rispetto. Andreani mette in guardia contro gli elementi che possono trasformare le relazioni umane in sottomissione e sottolinea l’indispensabilità dell’atteggiamento di cura e solidarietà. La pluralità umana è una pluralità di esseri unici, di singolarità diverse l’una dall’altra. L’intersoggettività può mantenere la sua ricchezza di pluralità solo attraverso pratiche di cura e di responsabilità reciproca.

Alessandra Vincenti

Coltivare la differenza perché la soggettività eccede l’identità

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2019

In queste poche pagine intendo ripercorrere tre dei progetti di studio, ricerca e scrit-tura che ho condiviso con Monia, a partire dal seminario che ci ha fatto incontrare all’inizio dell’estate 1999: Sconfinare (1999), Unidiversità (2000-2002) e Coltiva-re la differenza (2011). Per coloro che hanno già avuto l’opportunità di conoscerli, sarà un modo per riscoprire ciò che - a mio parere - ha individuato importanti punti di analisi e identificato campi fertili di ricerca, quasi sempre in anticipo sui tempi e ancora oggi attuali. Per coloro per i quali questi progetti sono tutti da sco-prire, ho scelto di collegare ciascuno a un concetto preciso, cioè quello di confine, identità e differenza, il tutto nel quadro degli studi di genere e della transdisciplina-rità che ne ha caratterizzato l’analisi. Spero che la bibliografia che ho citato possa essere utile per coloro che sono interessati a questi temi e al lavoro di Monia, che ovviamente non si esaurisce nel lavoro svolto per questi tre progetti.

Rada Ivekovic

Cara Monia. Une réflexion sur ton travail et ta manière d’être au monde

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2019

Le texte décrit la variété de pensée de Monia Andreani qui a mûri rapidement et a peuplé d’arguments les questions les plus variées qui ont traversé son univers ima-ginaire. C’est entre la science-fiction, les histoires ordinaires d’horreur et les his-toires folkloriques qui bouleversent nos valeurs et les transposent au-delà de la na-ture et de l’immortalité, ce qui en fait l’emblème d’une sous-humanité souffrante qui signale la crise de l’individualisme et la crise générale (politique et sociale), celle du patriarcat, de ses formes sociales et politiques qui ont conduit à la ruine de l’espèce humaine. Elle était très intéressée par la philosophie, la théorie féministe, les droits de l’homme - en particulier le droit à la santé, les droits sociaux, culturels et bioéthiques, la théorie sociale, réalisant tôt l’intersectionnalité si appréciée au-jourd’hui. Il s’agit d’entendre les autres et d’apprendre des autres. Monia Andreani comprend très bien les nécessités de notre temps, l’exigence mise en évidence par l’échec et les limites de notre choix de civilisation patriarcale et capitaliste. Mots clés: humanité, différences, vulnérabilité

Francesca Palazzi Arduini

La giovane favolosa. Storia di Monia come storia di tutte/i

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2019

Partendo dal saggio Di Andreani "Il giovane favoloso", sul film recentemente prodotto sulla vita del poeta Giacomo Leopardi, è possibile tracciare i punti cardinali di orientamento nella filosofia di Monia Andreani, la quale ha proposto una nuova lettura del concetto di "cura" tracciato dal pensiero femminista come valore e come strumento per una nuova azione etica. Insieme a questo, l’articolo riflette sulla possibilità che la biografia dell’intellettuale Andreani sia una critica necessaria alla ragione accademica italiana, spesso non adatta a contenere e sostenere pensatori/trici innovativi/e, e attualmente in crisi così come il pensiero umanistico in generale.

Davide Gallegati, Lucia Bertoni, Antonino Romeo, Nicola Gentili, Laura Solinas, Ilaria Massa, Mattia Altini

Modelli virtuosi di collaborazione pubblico-privato: la presa in carico della radioterapia di una AUSL da parte di un IRCCS oncologico privato

MECOSAN

Fascicolo: 111 / 2019

I sistemi sanitari regionali sono finanziati in gran parte con criterio pro capite, corretto dai costi e ricavi derivanti dalla mobilità dei residenti, spesso verso regioni o strutture più performanti. Laddove i servizi sono meno performanti, ovvero non vengono effettuati investimenti cruciali, si genera una duplicazione di costi per la Regione o per la AUSL di residenza: ai costi (in gran parte fissi) delle strutture pubbliche obsolete o poco performanti si aggiunge il costo dell’acquisto da terzi (mobilità passiva verso altri territori o verso il privato), senza parlare del disagio e dei costi sopportati dai pazienti per il trasferimento. Può così innescarsi un circuito vizioso, per il quale le opportunità di investimento vengono ulteriormente ridotte e - nonostante un finanziamento omogeneo pro capite - il gap tra territori rischia di allargarsi (vedi Nord-Sud Italia). L’articolo mostra una possibile soluzione al problema, descrivendo la presa in carico da parte di un IRCCS pubblico-privato di un servizio AUSL di radioterapia in stato di obsolescenza tecnologica. Tale intervento esita in un risultato win-win sia per l’AUSL sia per l’IRCCS, ma soprattutto per i cittadini, che vedono incrementare sensibilmente il livello di assistenza erogato alla popolazione a parità o riduzione dei costi pro capite, ossia il "valore sanitario di popolazione" inteso come livello dei servizi per euro pro capite speso.

Valeria Tozzi, Angelica Zazzera, Lucia Ferrara, Paolo Bordon, Immacolata Cacciapuoti, Manlio Cipriani, Giovanni De Luca, Maria Rosaria Di Somma, Marco Gabbianelli, Domenico Gabrielli, Maria Cristina Ghiotto, Francesco Locati, Isabella Mastrobuono, Luca Merlino, Lorenzo Roti, Paolo Tecleme

Position paper sulle politiche per la cronicità e sugli interventi per la gestione dello scompenso cardiaco

MECOSAN

Fascicolo: 111 / 2019

Il contributo rappresenta il documento di posizionamento sulle politiche e sui modelli di gestione delle patologie croniche, risultato della Consensus Conference che ha visto la partecipazione dei delegati di 14 istituzioni portatrici di interesse diretto sul tema, svolta nei mesi di ottobre e novembre 2018. Dopo un’analisi delle politiche sulla cronicità di 10 regioni italiane, il paper focalizza l’attenzione sui modelli di gestione rivolti a una delle popolazioni croniche intorno alle quali gli interventi regionali si sono concentrati: lo scompenso cardiaco. Lo scopo del presente paper è quello di: 1) accertare lo stato dell’arte delle politiche italiane sulla gestione delle patologie croniche tramite la mappatura di piani, programmi e progetti regionali; 2) identificare i trend principali che caratterizzano le politiche di gestione sulle patologie croniche e sullo scompenso cardiaco, tramite un’analisi comparata delle fonti legislative mappate; 3) individuare le caratteristiche dei progetti regionali relativi alla gestione delle cronicità e, ove presenti, dello scompenso cardiaco, grazie all’analisi dei progetti regionali maggiormente rappresentativi delle scelte regionali. Emerge come le politiche di gestione della cronicità si stiano muovendo lungo delle traiettorie che includono strategie di governo della domanda, gestione delle polipatologie e organizzazione della fruizione dei servizi. Il paper si conclude approfondendo 8 statement che rappresentano il punto di vista dell’expert panel group che ha preso parte alla Consensus Conference sui temi oggetto del lavoro.

Allo scopo di garantire le prestazioni lavorative richieste, è necessario che chi ricopre una mansione di coordinamento ricorra a pratiche manageriali fondate sull’evidenza scientifica, anziché farsi guidare solo dall’esperienza e dal senso comune. Questo articolo presenta i risultati di una ricerca realizzata su un campione di coordinatori appartenenti alle professioni sanitarie (N = 166), finalizzata a investigare la discrepanza tra quanto suggerisce la ricerca scientifica e le loro convinzioni in materia di gestione del personale (leadership e coordinamento, motivazione al lavoro, formazione e sviluppo, valutazione delle prestazioni, retribuzioni, premi e incentivi). L’articolo presenta le criticità emerse, ne discute le cause possibili e suggerisce le implicazioni per i coordinatori, i formatori, i responsabili del personale, i responsabili della formazione.

L’articolo esamina l’evoluzione normativa e i primi esiti empirici della riforma della Presa in Carico (PiC) proattiva della cronicità, attuata in Regione Lombardia a partire dal 2018. In particolare si sofferma sulle scelte dei pazienti cronici alla proposta di PiC, esaminate alla luce delle scienze sociali e organizzative: il processo decisionale analizzato dall’economia comportamentale, dalla psicologia cognitiva e dalla sociologia della gestione delle policies, con particolare riferimento alla relazione tra pazienti cronici, medici di medicina generale, gestori organizzativi e clinical manager ospedalieri.

La trasformazione del Servizio Sanitario Nazionale, con l’obiettivo principale di razionalizzare la spesa pubblica, ha avuto un notevole impatto sulle modalità di acquisto dei fattori produttivi. Tra le principali direttrici di cambiamento della politica degli acquisti si individua la diffusione di soluzioni di accentramento che, pur non essendo esenti da limiti, sembrano offrire maggiori vantaggi rispetto alla gestione decentralizzata. Attraverso l’analisi dell’esperienza del Lazio nell’approvvigionamento del servizio di ossigenoterapia domiciliare, l’articolo opera un confronto tra i due modelli di acquisto con l’obiettivo di valutarne l’efficienza. L’analisi dimostra che, benché la scelta della strategia più adatta vada valutata caso per caso, il modello centralizzato ha effettivamente consentito di conseguire una maggiore efficienza del servizio appaltato.

Agostino Bertolotti

La zakat islamica

QUADERNI DI ECONOMIA DEL LAVORO

Fascicolo: 110 / 2019

Questo saggio vorrebbe porre in risalto il fatto che a prescindere dagli scismi che hanno segnato la storia dei popoli Islamici e delle varie forme di governo nei paesi Musulmani, l’ideale di uno stato islamico fondato sulle regole del Corano rimane un ideale da perseguire e implementare dalle comunità Islamiche e dai singoli fedeli. La società che ha prodotto i principi, che regolano la riscossione delle tasse, stava espandendosi ben al di là dei confini dei territori tribali della Penisola Arabi-ca. Le conquiste militari e l’espansione conseguente, fecero insorgere, il problema della spartizione del bottino e della formazione di entità statali nei territori di recen-te conquista. La formazione di una potente base militare, prima a Kufa e più tardi a Raqqa, e l’attraversamento del fiume Amu Darya favorirono la formazione di sistemi amministrativi e fiscali per il califfato, che si stava espandendo con sempre nuove conquiste durante le tre decadi dei primi quattro califfi. Il califfato, dagli inizi dell’espansione Musulmana, assunse le caratteristiche dello stato islamico ideale, anche se sin dalla fine del periodo dei Rashidun la co-munità Islamica aveva cessato di essere una realtà esclusivamente Araba. Il califfo Omar creò il diwan per dare al califfato una stabilità finanziaria a lungo termine appropriandosi, in quanto autorità suprema della Umma, di larga parte del bottino ottenuto dalle conquiste. L’amministrazione califfale avrebbe agito per garantire il benessere generale della Umma. Nei territori conquistati i Musulmani rimasero a lungo una minoranza e tutta-via formarono la base per una lenta ma inesorabile islamizzazione e arabizzazio-ne di moltitudini nel Medio Oriente, in Nord Africa e in Asia. Le regole elencate nell’articolo vorrebbero mostrare come i capi religiosi, quelli militari, i califfi e le entità che formarono servendosi delle regole coraniche e della loro interpretazione, furono universalmente comprese e accettate dai Musulmani nella loro relativa semplicità ed elementarità.

Renata Livraghi

Etica ed economia: i fondamenti della teoria economica islamica

QUADERNI DI ECONOMIA DEL LAVORO

Fascicolo: 110 / 2019

Lo scopo di questo saggio è quello di evidenziare i principi economici dell’economia islamica che è fondata su principi religiosi fondamentali e immutabili, imposti da Dio (Allah), contenuti nel Corano e realizzati dagli uomini credenti, con modalità diverse di interpretazioni, dalla legge Shariah, intesa come "la via maestra per giungere alla salvezza". La ummah (comunità) è il fondamento della fede islamica. Allah ha progettato una comunità e sostiene che la realizzazione di ciascuna persona avviene nella dinamica della comunità. Nella teoria economica dell’Islam non vi è quindi un problema di scelta; vi è solo un problema di volontà, intesa come capacità di adeguamento della persona agli insegnamenti di Allah e di appartenenza all’ummah. Nel Corano, si legge che sia gli uomini, sia le donne pos-sono detenere proprietà e vanno concesse pari condizioni di accesso all’istruzione e ai benefici sociali. Ambedue i sessi devono però impegnarsi, per ampliare la pro-pria capacità intellettuale, preservare la propria salute e contribuire allo sviluppo economico e sociale dello stato. Il Profeta Muhammad considerava «l’impegno dopo la conoscenza» come «un precetto religioso per tutti i musulmani». Nel Co-rano si prevede che le persone diano la Zakat alla comunità, sotto forma di "decima", per eliminare la povertà e per disincentivare l’accumulazione della ricchezza, non destinata alla produzione. La legge della Shariah prevede poi interventi di po-litica economica che servono a correggere gli squilibri determinati dai mercati con-correnziali. Essi sono la Waqf che è la destinazione di una parte della ricchezza in-dividuale, per la creazione di sistemi particolari di welfare state e la Riba che vieta l’usura e cerca di disincentivare i redditi da interesse. Vi sono altre due pratiche che sono vietate: il divieto dell’incertezza o rischio eccessivo (gharar) e divieto della speculazione (maysir, letteralmente significa gioco d’azzardo). Il modello teorico, dell’economia islamica, è di natura normativa, pur privilegiando l’azione dei mer-cati concorrenziali. Gli individui appartengono a una comunità il cui compito è quello di contenere le diseguaglianze del reddito e di operare per la crescita dello sviluppo umano.

Il presente saggio vuole approfondire il rapporto tra lavoro, economia, cultura e religione attraverso il contributo offerto da Weber, Benjamin e Scheler, analiz-zando i percorsi di riflessione maturati dai tre autori partendo dal comune interesse per il ruolo etico e storico assunto dal fenomeno del capitalismo e concludendo con alcuni collegamenti tra le ipotesi teoriche avanzate dai classici con il pensiero sociale contemporaneo.

Il presente lavoro si pone l’obiettivo di interrogarsi sul valore della ricerca nelle scienze sociali. Muovendo dalla considerazione che il metodo, da solo, non sia sufficiente a discriminare la validità scientifica della ricerca, ci interroghiamo sulle questioni ontologiche, epistemologiche ed etiche che, insieme alle considerazioni di metodo, aiutino gli studiosi di scienze sociali a lavorare con mente aperta sul nuovo.