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Debora Di Gioacchino, Emanuela Ghignoni, Alina Verashchagina

Le scelte di fertilità e la durata della maternità in Italia: vincoli economici e norme sociali

QUADERNI DI ECONOMIA DEL LAVORO

Fascicolo: 110 / 2019

L’Italia è caratterizzata sia da un basso livello di partecipazione femminile al mercato del lavoro, sia da un basso tasso di fecondità. Contemporaneamente, molte donne usufruiscono di un periodo di astensione dal lavoro per maternità de-cisamente più lungo di quello obbligatorio, danneggiando in tal modo sia la possi-bilità di rientrare sul mercato del lavoro dopo il parto, sia le opportunità di carriera future. In questo paper utilizziamo un procedimento di stima a due stadi per ana-lizzare, in primo luogo, i fattori che influenzano la scelta di avere figli, e, in secon-do luogo, la scelta del periodo di tempo da dedicare in modo esclusivo alla loro crescita. In particolare, ci focalizziamo sul ruolo di fattori fin qui trascurati dalla letteratura, quali le norme sociali prevalenti a livello locale e la salute riproduttiva delle donne. I risultati ci dicono che i vincoli economici non hanno un forte impat-to sulle scelte di fertilità (che sembrano essere maggiormente influenzate da prefe-renze individuali e norme sociali), ma influenzano in modo significativo la durata del periodo di maternità. Il peggioramento delle condizioni di salute riproduttiva delle donne, dovuto anche all’innalzamento dell’età media al parto, sembra allun-gare significativamente il periodo di interruzione della carriera lavorativa post parto.

Marina Capparucci, Alina Verashchagina

Istruzione, fecondità e occupazione femminile: un trinomio su cui investire

QUADERNI DI ECONOMIA DEL LAVORO

Fascicolo: 110 / 2019

In questa nota si affronta il problema del calo demografico, associandolo a due aspetti importanti ad esso correlati: l’istruzione e l’occupazione, esaminati nel-la distinzione di genere e nelle differenze territoriali. L’ipotesi da suffragare è che le donne trovino nell’investimento in istruzione una relativa compensazione del "co-sto della maternità", inteso come minor reddito derivante da una maggiore discon-tinuità lavorativa, sia rispetto alle donne che non hanno figli, sia - a maggior ra-gione - rispetto agli uomini. Il prolungamento del percorso di studi potrebbe, tutta-via, rivelarsi una "trappola" per le donne, o quando le scelte di procreazione siano troppo tardive, sacrificando così la maternità effettiva, o quando questa sia trop-po precoce, incidendo negativamente sull’inserimento e/o sulla permanenza del mondo del lavoro. Dopo un breve richiamo all’approccio teorico qui prescelto, si procede in que-sto lavoro con l’analisi descrittiva del fenomeno in esame. Vengono, infine, indivi-duati alcuni interventi che si ritengono necessari a conciliare - sul piano microeco-nomico e familiare - la sfera produttiva con quella riproduttiva, nonché a consentire - sul piano macroeconomico e sociale - maggiori tassi di istruzione, di natalità e di occupazione.

Gabriella Pappadà

La condizione femminile in Italia: un confronto europeo sulla conciliazione famiglia-lavoro

QUADERNI DI ECONOMIA DEL LAVORO

Fascicolo: 110 / 2019

Questo articolo focalizza l’attenzione sulla conciliazione famiglia-lavoro che interessa il mondo femminile in modo accentuato. La prima parte presenta un confronto tra alcuni Paesi europei e le regioni italiane in merito ad indicatori del mercato del lavoro e del livello di istruzione delle donne. La parte successiva ana-lizza alcuni indicatori sui servizi di cura a supporto della maternità, mettendo in risalto i diversi modelli europei. L’articolo si conclude con una regressione logit sui microdati delle Forze di lavoro italiane e su delle riflessioni sulle politiche per favo-rire la conciliazione famiglia-lavoro.

Marco Guerrazzi, Ilham Ksebi

Measuring Unemployment by Means of Official Data and Administrative Records: Empirical and Theoretical Perspectives

QUADERNI DI ECONOMIA DEL LAVORO

Fascicolo: 110 / 2019

This paper addresses the measurement of unemployment in the Italian region-al context. Specifically, retrieving data from Tuscany, we compare the picture of unemployment that emerges by exploring official data and administrative records over the period after the burst of the Great Recession. Consistently with previous findings, we find that registered unemployment is higher, more persistent and more concentrated on women than its official measure. Nevertheless, we show that the cyclical behaviour of registered job seekers is similar to the one of official job seekers. Moreover, we provide a way to reconcile the two measures of unemploy-ment. Thereafter, we develop a model that provides a rationale for the coexistence of official and registered job seekers and we explore how it reacts to productivity shocks and its policy implications. Finally, we offer some insights about the desir-ability of an integrated use of these data.

Renata Livraghi, Azio Barani

Premessa

QUADERNI DI ECONOMIA DEL LAVORO

Fascicolo: 110 / 2019

Fausto Pacicco, Federico Rappelli, Massimiliano Serati

Reading the territory: supporting regional policy making with synthetic indicators from 100% Lombardia

TERRITORIO

Fascicolo: 90 / 2019

Policy makers cannot ignore a careful assessment of the territories involved in their actions, requiring quantitative information that should be robust and capillary, able to synthesize complex/cross-thematic phenomena, and organized in large statistical sets. However, many of these data sets are stuck on a macrolevel of detail (e.g. national/regional), unsuitable for micro-territorial analyses, and instead of being geared toward the support of territorial planning are mostly descriptive. The authors developed 100% Lombardia, a statistical platform able to fill this gap, providing more than 160 indicators for the Lombardy region with a timespan running from 2001 to 2015. 100% Lombardia has been designed to support territorial planning and it has been successfully used in various regional policies, discussed in the paper, thus constituting a valuable micro-territorial policy making tool.

Fulvio Adobati, Emanuele Garda

Land return: le azioni di de-sealing per il recupero del suolo nei contesti urbani

TERRITORIO

Fascicolo: 90 / 2019

Il recupero di suolo - permeabile - rappresenta un tema ineludibile nell’agenda urbana. Il tema della sicurezza dei sistemi urbani, strettamente connesso al livello di permeabilità dei suoli, funzionale a garantire un equilibrio idraulico, si intreccia con la crescente attenzione al livello dei servizi ecosistemici e al loro potenziamento in ambito urbano. L’attualità del tema suggerisce una ricognizione di alcune iniziative di de-impermeabilizzazione dei suoli (de-sealing) anche al fine di riconoscere contesti, strumenti e attori. Il contributo, richiamando alcuni esempi internazionali e nazionali, riconduce le azioni di de-sealing a cinque ‘famiglie’: (i) iniziative di compensazione del consumo di suolo; (ii) interventi di riqualificazione dei brownfield; (iii) processi di mitigazione e delocalizzazione; (iv) misure di drenaggio e riequilibrio idraulico; (v) interventi di riabilitazione dei fiumi.