RISULTATI RICERCA

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L’analisi territoriale necessita di informazioni quantitative aggiornate, affidabili e di elevato dettaglio geografico. Tuttavia, in alcuni ambiti, come in quello culturale, è difficile produrre una tale informazione statistica a livello dettagliato. Per questa ragione i dati open provenienti dalla Volunteered Geographic Information (vgi) rappresentano una preziosa risorsa. È evidente però che l’informazione vgi deve garantire completezza e qualità dal punto di vista territoriale. In questo lavoro sarà sfruttata la fonte OpenStreetMap (osm) per rappresentare il panorama museale nel territorio italiano, confrontandola con l’indagine ufficiale Istat. I risultati mostrano buoni livelli di completezza (con l’86% dei musei rappresentati) e accuratezza posizionale, mentre emergono delle criticità circa l’affidabilità e la coerenza delle descrizioni dei contenuti.

Giovanni Gualdrini, Giulia Setti

Ahmedabad: identità urbana divisa. Strategie progettuali in "confini contesi"

TERRITORIO

Fascicolo: 90 / 2019

La segregazione sociale, all’interno di una città a seguito di un conflitto, impone una riflessione sui possibili luoghi nei quali il progetto di architettura può contribuire a creare spazi di incontro. Il saggio studia il contesto di segregazione sociale presente nella città di Ahmedabad (capitale del Gujarat, India), causato dai violenti scontri tra le comunità musulmane e indù culminate nelle rivolte del 2002. Questo articolo cerca di cogliere le ragioni di queste frizioni intercomunitarie, chiedendosi se lo spazio urbano si sia trasformato in seguito a tali tensioni rispondendo alle necessità di privacy delle due comunità. Attraverso lo studio di tre diverse condizioni spaziali di contatto tra musulmani e indù, il saggio evidenzia come il ‘confine conteso’ possa rappresentare un luogo per la sperimentazione di strategie sociali e architettoniche volte a creare spazi di relazione.

Con riferimento a una domanda crescente di rigenerazione di edifici e aree terziario-direzionali, in questo articolo sono analizzati in dettaglio i progetti di modificazione dei distretti della Part-Dieu a Lione e di Amstel iii ad Amsterdam. Sono progetti scelti per le loro differenze, complementari rispetto alla chiave interpretativa proposta. La Part-Dieu è un intervento unitario, prossimo al centro di Lione, realizzato a partire dagli anni ’60 e secondo un’immagine architettonica forte. Amstel è un office park periferico, con una proprietà parcellizzata, caratterizzato da un processo di crescita frammentato e senza caratteri e spazi comuni riconoscibili. I casi indagati permettono di chiarire i principi e i dispositivi di progetto per la rigenerazione delle aree terziarie, attraverso strategie e azioni tese a migliorare l’abitabilità dei distretti e degli edifici, le relazioni e l’attrattività alla scala urbana, il ruolo alla scala territoriale.

La modificazione dei distretti terziario-direzionali e le dinamiche economiche che li riguardano hanno una portata che non si limita al solo progetto degli edifici, ma presenta effetti spaziali in una dimensione urbana e territoriale. Il contributo affronta in dettaglio il tema del ripensamento di questi interventi, che intercettano oggi nuove domande di rigenerazione: in relazione a una diminuita attrattività, per problemi di dismissione puntuali, per cambiamenti legati alle forme del lavoro o per richieste crescenti di comfort e qualità degli spazi aperti e costruiti. Attraverso il richiamo a un dibattito e a casi sia italiani sia europei, l’articolo propone una mappatura e segnala le componenti comuni o distintive degli interventi terziario-direzionali, illustra le logiche compresenti che li riguardano, insieme alle ricerche esplorative e ai temi cruciali per una loro possibile modificazione e rigenerazione.

Francesco Causone, Mario Grosso, Anita Tatti, Francesca Villa

Energia e rifiuti in favela: da problema a risorsa

TERRITORIO

Fascicolo: 90 / 2019

Nei contesti informali, l’accesso all’energia e lo smaltimento dei rifiuti sono tra i principali problemi che affliggono la popolazione. Spesso i dati relativi a queste due tematiche sono difficili da acquisire, a causa di connessioni elettriche e servizi illegali o poco regolari, rendendo le attività di analisi e progettazione molto difficili. Energia e rifiuti sono però fortemente connesse ai comportamenti e alle abitudini delle persone e sono quindi risorse influenzabili attraverso azioni mirate sul luogo e sui cittadini. L’articolo propone un’analisi del contesto energetico e della gestione dei rifiuti nella favela di Rocinha (Rio de Janeiro, Brasile), individuando ipotesi di valorizzazione di questi settori per trasformarli in catalizzatori di rinnovamento urbano e sociale.

Andrea Arcidiacono, Silvia Ronchi

Servizi ecosistemici e Nature-based solutions. Un progetto di resilienza urbana per Rocinha

TERRITORIO

Fascicolo: 90 / 2019

La valutazione dei servizi ecosistemici ha permesso l’individuazione di situazioni di emergenza soggette a fenomeni di rischio e dissesto idrogeologico e la definizione di soluzioni progettuali nature-based finalizzate ad aumentare la resilienza urbana della favela di Rocinha, a Rio de Janeiro, attraverso un miglioramento delle performance ambientali. La sperimentazione dell’approccio ecosistemico in un contesto caratterizzato dall’informalità dello sviluppo urbano è la sfida progettuale che ha permesso di definire e localizzare azioni strategiche di rinverdimento in un ambiente intrinsecamente fragile, mirate alla regolazione del ciclo delle acque e, quindi, al miglioramento del micro-clima urbano e delle condizioni di vivibilità della favela.

Gabriele Masera, Massimo Tadi, Mohammad H. Zadeh

Prestazioni ambientali e inclusione sociale per Rocinha

TERRITORIO

Fascicolo: 90 / 2019

La favela di Rocinha a Rio de Janeiro è paradigmatica delle contraddizioni socio-economiche e ambientali della mega-city brasiliana, ma anche un caso studio significativo per programmi di slum-upgrading. Il progetto PolimiparaRocinha, sviluppato nell’ambito di ‘Polisocial’ (il programma di responsabilità sociale del Politecnico di Milano), integra progettazione urbana, competenze ambientali, efficienza energetica e strategie di trattamento delle acque e di gestione dei rifiuti in un approccio sistemico. La ricerca intende dimostrare che il miglioramento delle prestazioni ambientali, correlato ad un approccio bottom-up, è in grado di incrementare la qualità della vita degli abitanti.

Arturo Lanzani

L’Italia degli standard urbanistici. Che fare, oggi?

TERRITORIO

Fascicolo: 90 / 2019

La semplicità, la natura ibrida e l’efficacia fanno degli standard urbanistici un dispositivo tutt’ora influente entro i processi di trasformazione del territorio italiano. Diversamente declinati a seconda dei contesi insediativi, amministrativi e politici, gli standard hanno prodotto lasciti differenziati, ma nel complesso hanno reso possibile la composizione di un patrimonio di manufatti ricco e diffuso, spesso attraverso politiche di estensione del demanio e di cattura della rendita fondiaria. Questo patrimonio è oggi un’eredità importante, ma si accompagna a problemi manutentivi, di destinazione, di ridefinizione delle pertinenze, di modalità di gestione. Il saggio ripercorre la parabola degli standard urbanistici e argomenta due piste di lavoro per prefigurarne il prossimo futuro.

Rosalba D’Onofrio, Elio Trusiani

Salute, benessere e piano urbanistico: una sperimentazione incompiuta nell’Area Bazzanese

TERRITORIO

Fascicolo: 90 / 2019

Un nodo da sciogliere nella rigenerazione della città contemporanea riguarda la possibilità da parte delle istituzioni di recuperare competenze conoscitive, valutative e negoziali per rispondere alla domanda sociale di qualità della vita. Con riferimento agli strumenti del piano e del progetto urbanistico, affermare la centralità dei temi del benessere e della salute costituisce un utile richiamo per superare un approccio esclusivamente quantitativo agli standard urbanistici, a favore di un approccio qualitativo-prestazionale. Un’esperienza apripista è quella maturata all’interno del Piano strutturale comunale associato dei Comuni dell’Area Bazzanese, in Emilia Romagna che, nonostante la mancata attuazione, offre spunti di riflessione su come innovare processi e tecniche urbanistiche.

Sara Basso, Elena Marchigiani

Attrezzare piccoli e medi centri urbani. Pianificazione in Friuli Venezia Giulia

TERRITORIO

Fascicolo: 90 / 2019

I provvedimenti legislativi della Regione Friuli Venezia Giulia evidenziano una progressiva messa ‘a misura’ degli standard rispetto a differenti situazioni territoriali. Diversi piani comunali hanno dato seguito a questo processo, aprendo nuove prospettive di rigenerazione degli spazi urbani. In tali strumenti, dotazioni presenti ed ‘extra-standard’ supportano la riorganizzazione di formazioni insediative estese; sono il perno di un ‘progetto di suolo’ di natura incrementale; si confrontano con i temi della qualità, ricorrendo ad apparati normativi dettagliati e a nuove sinergie tra pubblico e privato. A fronte di quantità soddisfatte, gli standard riorientano l’attenzione al completamento di un telaio di ‘città pubblica’, il cui potenziale progettuale appare tutt’altro che esaurito.

Cristina Renzoni, Paola Savoldi

Le scuole tra piani, burocrazie e modelli. Il caso milanese

TERRITORIO

Fascicolo: 90 / 2019

Il contributo si interroga sulla relazione tra pianificazione della città e pianificazione dei servizi attraverso la lente della scuola, proponendo una lettura della produzione e trasformazione degli spazi scolastici che si sono depositati nella città di Milano nella seconda metà del Novecento, all’incrocio tra strumenti di governo del territorio, competenze progettuali, procedure tecniche e programmi settoriali. Dopo aver focalizzato l’attenzione sulla stagione di attrezzamento scolastico a cavallo dell’emanazione del decreto sugli standard urbanistici, vengono delineate alcune tendenze e proposte alcune linee di lavoro per l’edilizia scolastica in Italia attraverso una riflessione sulle fragilità e potenzialità di un patrimonio dalle forti valenze strategiche a diverse scale.

Massimo Bricocoli, Stefania Sabatinelli

La casa come servizio, la casa come standard? Riflessioni da Milano, Lombardia

TERRITORIO

Fascicolo: 90 / 2019

L’edilizia residenziale sociale è stata intesa come un servizio e, in quanto tale, rubricata tra gli standard. Tale evoluzione, fortemente legata alla riduzione del ruolo dell’attore pubblico quale ‘provider’ e all’entrata in campo di nuovi attori (operatori privati e organizzazioni non profit), ha aperto a programmi e interventi altrimenti più difficilmente realizzabili. A valle di prime sperimentazioni, tra i nodi che una rassegna delle pratiche e del dibattito consente di evidenziare, segnaliamo e discutiamo: l’estensione generalizzata della qualificazione ‘sociale’ in campo abitativo; la finanziarizzazione delle politiche abitative; le retoriche della collaborazione e della condivisione, che tendono a prevalere rispetto al tema più cruciale dell’affordability.

Mauro Baioni, Giovanni Caudo, Nicola Vazzoler

Il suolo conteso: intenzioni e sopravvenienze nel secondo peep di Roma

TERRITORIO

Fascicolo: 90 / 2019

Il testo ripercorre la vicenda del secondo peep di Roma, nato nei primi anni ’80 come strumento per rispondere alla domanda abitativa della capitale. Al piano viene anche affidato il compito di modificare le dinamiche espansive della città e riqualificare i tessuti urbani esistenti (anche abusivi), rimediando alla carenza di dotazioni e servizi. La destinazione pubblica del suolo è vista come argine nei confronti della speculazione edilizia. La necessità di rimediare a una crescita urbana non regolata ha quindi indotto l’amministrazione a caricare il peep di finalità aggiuntive. Tale impostazione non troverà riscontro nella fase di attuazione, portandoci a leggere questa esperienza come uno ‘specchio deformato’ in cui si riflettono alcune debolezze dell’urbanistica italiana e capitolina.

Stefano Munarin, Maria Chiara Tosi, Alessia Franzese

Il territorio veneto alla prova degli standard urbanistici

TERRITORIO

Fascicolo: 90 / 2019

In un territorio caratterizzato da fenomeni di dispersione insediativa come quello veneto, l’operatività degli standard urbanistici ha seguito una pluralità di percorsi, anche nel solco delle evoluzioni della normativa regionale, producendo un insieme vasto e diffuso di attrezzature e spazi collettivi. La crescente sensibilizzazione ambientale e l’emergere di nuove pratiche sociali hanno ad esempio portato alla realizzazione di complessi dispositivi ambientali estesi alla scala territoriale. Oltre ad agire come strumenti di miglioramento delle prestazioni ecosistemiche, questi spazi hanno rafforzato l’offerta di attività del tempo libero e sono andati a costituire un considerevole patrimonio di suoli pubblici.

Elena Marchigiani, Paola Savoldi

Sugli standard. Questioni e bilanci

TERRITORIO

Fascicolo: 90 / 2019

Muovendosi tra aspetti metodologici e indagine diretta di esperienze, il servizio restituisce alcuni esiti di una riflessione sugli standard urbanistici sviluppata da ricercatori afferenti a diverse università italiane. Territori e pratiche offrono una prima campionatura, selettiva ma varia, di situazioni in cui la reinterpretazione delle categorie tradizionali del decreto n. 1444 del 1968 evidenzia nessi possibili con altri spazi, strumenti e politiche urbane. Confermando l’utilità della norma, il quadro tratteggiato aiuta a delineare prospettive di evoluzione degli standard: dalla costruzione di un osservatorio nazionale che dia conto delle dotazioni (quantitative e qualitative) realizzate, alla trattazione di criticità e riduzioni che nel tempo ne hanno segnata la traduzione spaziale.

Leonardo Ramondetti

La città asiatica del XXI secolo attraverso tre progetti di Arata Isozaki

TERRITORIO

Fascicolo: 90 / 2019

Tre progetti del premio Pritzker Arata Isozaki - Incubation Process (1962), Mirage City (1992) e Solaris (2012) - descrivono differenti ambiti temporali e geografici di un racconto attraverso il quale Isozaki interpreta l’impatto generato, in estremo oriente, dal ‘global tsunami’ dell’urbanizzazione. Tale racconto mette in evidenza come per più di cinquant’anni la città asiatica sia stata un incredibile spazio in cui, proprio in risposta alle condizioni inedite prodotte dalla globalizzazione, si sono sperimentate nuove pratiche, tecniche e forme urbane. Osservare questi luoghi, e ripercorrere attraverso il lavoro di Isozaki come sono stati interpretati, è un modo per mettere in discussione la città contemporanea, non soltanto quella asiatica.

A cura della Redazione

Recensioni

SOCIOLOGIA E POLITICHE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2019

Francesca Campomori, Francesco Della Puppa, Giulia Storato

Il punto di vista degli "inascoltati". E narrazioni delle diseguaglianze sociali dei giovani di mestre e marghera, nella città di venezia

SOCIOLOGIA E POLITICHE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2019

La crisi economica ha inasprito le diseguaglianze sociali, colpendo alcune categorie sociali, tra le quali i giovani: il loro tasso di disoccupazione è aumentato e gli investimenti sociali a loro dedicati sono stati ridimensionati. Se tale quadro strutturale è stato ben approfondito dalla letteratura sociologica, i contributi sulle percezioni dei giovani circa le diseguaglianze sociali sono ancora piuttosto rari. Il presente articolo analizza le narrazioni relative alle diseguaglianze sociali di giovani con diversi background, ma residenti nelle medesime municipalità (Mestre e Marghera) della Città di Venezia. Gli autori mostrano come tali narrazioni siano modellate sulla base dell’intersezione tra classe sociale, appartenenza "etnico-razziale" e nazionale, genere, età e collocazione spaziale nei quartieri dei giovani intervistati.

Maurizio Bergamaschi, Manuela Maggio

Profili emergenti nell’accesso all’edilizia residenziale pubblica a bologna

SOCIOLOGIA E POLITICHE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2019

L’articolo propone una riflessione sul ruolo oggi assolto dall’edilizia residenziale pubblica quale strumento di welfare abitativo. Analizzando un insieme di dati quantitativi di secondo livello relativi a un’area urbana di medie dimensioni del nord Italia, la città di Bologna, l’articolo ha l’obiettivo di comprendere se e come la popolazione che accede oggi a questo supporto pubblico stia mutando. Nell’articolo verranno presi in esame diversi dati, relativi agli accessi più recenti (2012-2016), ai richiedenti degli ultimi anni (2008-2009-2015-2016) e ai beneficiari (2016), evidenziando le linee di tendenza emergenti in relazione ad età e cittadinanza dei richiedenti, composizione e reddito dei nuclei familiari.

Elena Macchioni

Famiglie della generazione sandwich: identità di coppia e reti di sostegno

SOCIOLOGIA E POLITICHE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2019

Il paper presenta uno studio esplorativo di tipo qualitativo condotto attraverso interviste semi-strutturate a 36 coppie della generazione sandwich residenti nel comune di Modena, di età compresa fra i 45 e i 55 anni. Gli obiettivi di ricerca hanno riguardato: l’individuazione dei carichi di cura, la composizione e la tipologia di risorse veicolate all’interno della rete di aiuti informali l’analisi dell’identità dei membri della coppia in relazione alle loro aspirazioni future. Gli intervistati derivano gran parte del significato della propria vita e della propria identità dalle relazioni familiari. Il mondo del lavoro viene vissuto in modo conflittuale a causa del carico eccessivo a fronte di tempistiche ristrette. I nonni sono una risorsa importante della rete di aiuti, così come le comunità etniche di appartenenza nel caso delle coppie straniere. Il futuro viene visto con timore soprattutto rispetto ai figli che vengono immaginati all’estero per studio e lavoro.