RISULTATI RICERCA

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Roberta Maeran, Angelo Boccato, Massimo Bustreo, Valeria Micheletto

Gli itinerari della formazione per le professioni turistiche

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 4 / 2019

Per garantire innovazione in ambito delle professioni turistiche e dell’ospitalita e indispensabile che ci sia una nuova formazione. Una formazione adeguata che sappia preparare gli operatori turistici con competenze, strumenti e conoscenze derivanti da differenti discipline: psicologia, sociologia, geografia, antropologia, economia, marketing. Percorsi formativi supportati da politiche di gestione delle risorse umane capaci di considerare nuovi contenuti, innovative configurazioni dei ruoli e delle competenze e, di conseguenza, dei modelli di carriera. Progetti di sviluppo che oltre ad esser orientati ad aggiornare e integrare conoscenze e capacita, contribuiscano a sviluppare capacita di evoluzione e adattamento alle mutevoli condizioni organizzative, tecnologiche e di processo. Una formazione, quindi, che sia in grado di formare giovani professionisti ad entrare nelle dinamiche di un’industria, quella del turismo, in cui come altrove la globalizzazione dei mercati e la loro crescente competitivita hanno messo in discussione le tradizio nali modalita di lavoro nonche la stessa struttura funzionale delle organizzazioni. E che sempre di piu ha bisogno di riportare al centro la relazione tra mercato e consumatore, comprendendone la complessita ma risolvendola con semplicita.

Marina Mura

Turismo rurale: il contributo della psicologia al turismo sostenibile

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 4 / 2019

Gli studi di Psicologia del turismo, iniziati seguendo le intuizioni del prof. Marcello Cesa-Bianchi, hanno portato ad individuare nelle diverse forme di turismo sostenibile l’unica prospettiva di turismo compatibile con il rispetto dell’ambiente ecologico e sociale. Tra queste, il turismo rurale rappresenta un "prototipo" particolarmente significativo. La psicologia, in tutte le sue articolazioni disciplinari, offre al turismo sostenibile, e a quello rurale in particolare, modelli di analisi ed intervento inclusivi capaci di far diventare il turismo un’esperienza di vero benessere per tutti.

Paola Cavallero, Barbara Bertocci

Fruizione dei beni culturali ed ambientali: intergenerazionalità-interdisciplinarietà

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 4 / 2019

I Beni culturali ed ambientali contribuiscono alla nostra qualita di vita, perche sono espressione e custodi di una cultura che comunica le proprie impronte ed il cambiamento nel tempo. Incontrarli e viverli, in una dimensione socio collettiva, ci porta a valutarli come elementi della nostra identita sociale, ritenendoli anche una forte risorsa per la vita delle persone. A seguito di tale considerazione la nostra area di interesse ha riguardato in un primo periodo lo studio degli atteggiamenti delle persone verso i Beni sia culturali che ambientali, nel focalizzare l’attenzione sui turisti, sui cittadini e sulle diverse fasce di eta. Da tali ricerche abbiamo constatato che sia gli adulti e che anziani sembrano dedicarsi ai Beni e ne stimano il loro valore, nel comprendere quanto possono essere vitali per la formazione dell’identita sociale. I giovani, invece, apparivano poco consapevoli dell’importanza dei Beni. Nel ritenere che i Beni siano fondamentali per far si che i giovani sviluppino la loro identita personale, culturale e lavorativa, abbiamo proposto dei laboratori intergenerazionali su questa tematica. In questi "Laboratori aperti" i giovani, coinvolti in un percorso di ricerca-azione, si sono potuti avvicinare sia alla ricchezza della realta ambientale che alle altre generazioni. I Laboratori si incentravano ad esempio sulla visualizzazione e ricerca attiva di foto sia di persone che del patrimonio culturale ed ambientale. Le foto compiono due funzioni: quella della individuazione e quella di invitare a percorsi di interesse trasversale nel tempo e nello spazio. Le fotografie acquistano valore con il tempo, perche diventano ricordi rispetto alle emozioni provate in un tempo passato, attribuendo ai ricordi un valore. Altro impegno e stato quello di fare visitare ai giovani gli Archivi Parrocchiali e gli Archivi Comunali, Archivi storici del territorio insieme agli anziani, per ritrovare dati biografici circa le identita dei propri antenati e poter giungere ad una narrazione piu precisa della loro storia. Ciascun giovane "disponibile all’esperienza" si era impegnato a raccogliere anche nell’ambito familiare dati, informazioni, fotografie, tutto cio che illustrasse i propri antenati. Ai Laboratori hanno partecipato anche esperti di altre discipline per mostrare, ad esempio, ai giovani la diversa visione di una stessa problematica rispetto ad un Bene. Queste esperienze hanno permesso una condivisione empatica fra le diverse generazioni e ai giovani di vivere e parlare tra di loro della vita sociale dei propri antenati in una modalita nuova, nel riappropriarsi di una parte della loro storia. Il confrontarsi con la loro vita, aprire una nuova comunicazione fra loro ha significato pure avere una nuova comunicazione con gli anziani, percorrendo la strada del patrimonio comune del proprio territorio. L’esperienza di questi "Laboratori aperti" ci ha permesso di avanzare nella nostra ricerca azione- formazione, realizzando esperienze di "Alternanza scuola lavoro" con osservazione, studio e comunicazione, in un’ottica intergenerazionale ed interdisciplinare. Per cui si puo ritenere che la fruizione dei Beni (culturali ed ambientali) puo contribuire ad uno sviluppo della persona non solo dal punto di vista economico, ma anche professionale e sociale. In questa ottica conoscenza e rivalutazione storica possono essere i fattori utilizzati per rinforzare identita culturale, di luogo e la futura identita professionale dei giovani in uno scambio intergenerazionale ed interdisciplinare.

Giovanni Cesa-Bianchi, Carlo Cristini

Turismo, invecchiamento, salute e benessere: riflessioni dai contributi del professor Marcello Cesa-Bianchi

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 4 / 2019

I viaggi turistici negli ultimi decenni hanno sempre piu coinvolto le persone anziane anche per mete molto lontane. Il Professor Marcello Cesa-Bianchi - egli stesso un grande viaggiatore, fino agli ultimi giorni della sua lunga vita - attraverso le sue numerose ricerche e le sue approfondite analisi ha costantemente considerato il viaggio come una particolare opportunita per sviluppare conoscenze, incontrare persone nuove, confrontarsi con comportamenti, abitudini e costumi diversi, sostanzialmente per imparare su di se e sull’ambiente con il quale si interagisce. Ha evidenziato come l’esperienza turistica possa nell’anziano apportare be nessere psicofisico, riattivare emozioni e ricordi, facilitare la comunicazione, ponendo una particolare attenzione su quella intergenerazionale, sviluppare la creativita e la crescita personale, educare al rispetto del territorio e dell’ambiente, promuovere il superamento di pregiudizi e una migliore cultura dell’integrazione. Ha sottolineato come il viaggio turistico possa anche rappresentare la metafora di un viaggio interiore che consenta l’espressione e la valorizzazione del sentimento di se, costituire un’esperienza positiva in grado di attivare nuovi e significativi percorsi di salute e benessere.

In un momento storico in cui le relazioni tra gruppi di giovani e anziani sono spesso inesistenti o superficiali, il Laboratorio Incontri Generazionali propone ricerche/ sperimentazioni volte ad affrontare il problema sociale della sempre crescente distanza tra le generazioni. I linguaggi informatici, uno dei principali ostacoli alla comunicazione intergenerazionale, sono stati adottati come strumenti di relazione tra anziani e giovani. I risultati di ulteriori studi hanno incoraggiato i ricercatori del Laboratorio ad arricchire le sperimentazioni in contesto turistico. Il turismo intergenerazionale e stato definito come: "uno dei nuovi turismi, occasione di conoscenza, attraverso un’esperienza turistico-culturale, tra partecipanti di diverse generazioni -non legati da vincoli di parentela- e definiti Nonni e Nipoti per il clima di gruppo, simile a quello familiare" (Albanese e Bocci, 2014a:56). Il turismo intergenerazionale prende avvio nel 2000 presso l’Universita di Milano. Le ricerche si avvalgono di un approccio multi-teorico e multi-metodo nell’area della psicologia sociale e sono fondati sugli studi della psicologia dell’invecchiamento coltivati dal Prof. Marcello Cesa-Bianchi. Le sperimentazioni sono monitorate dalla rete universitaria A.R.I.P.T. Fo.R.P. (Associazione Ricerche Interdisciplinari Psicologia del Turismo- Formazione, Ricerca, Progettualita). L’A.R.I.P.T. Fo.R.P. dal 2015/2016 ha realizzato Convenzioni di Alternanza Scuola Lavoro con Istituti Superiori, progettando vacanze intergenerazionali al nord e centro Italia. Nel quadro degli studi condotti in ambito nazionale, qui si focalizzano alcuni aspetti salienti delle ricerche/sperimentazioni che -avviate nel 2002- sono state recentemente condotte nell’area viterbese, ove l’Alternanza di classe si configura come ciclo d’incontri preparatori e motivazionali al turismo intergenerazionale. I risultati confermano le fasi di sviluppo della comunicazione introdotte da A. Albanese (2001). Le attivita di laboratorio informatico e fotografia digitale, percorsi storici e naturalistici durante la vacanza favoriscono la conoscenza e la relazione tra persone di diversa generazione, nel superamento di stereotipi e pregiudizi. Sia durante il laboratorio di informatica che nei momenti di tempo libero, la ricerca evidenzia l’evoluzione dei rapporti tra le generazioni, da una fase iniziale di avvicinamento, verso la conoscenza, per raggiungere momenti di vera e propria empatia. Il gruppo, consolidato attraverso le tre fasi, genera una nuova fase di creativita, espressa a Viterbo nel patto tra le generazioni in favore delle comunita locali e dell’ambiente. I risultati finora ottenuti negli studi intergenerazionali incentivano la realizzazione di ulteriori esperienze di Alternanza Scuola Lavoro (grazie anche al rinnovato interesse del MIUR) e di nuove ricerche/ sperimentazioni di turismo intergenerazionale, per una continua estensione/evoluzione del modello in ambito nazionale e internazionale. Infatti, il progetto ha mostrato la flessibilita necessaria per poter essere applicato in contesti e periodi diversi.

Roberta Maeran

Un approccio psicologico al turismo: i fondamenti teorici avviati dal Maestro

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 4 / 2019

Il presente lavoro si propone, innanzitutto, di evidenziare come lo studio del fenomeno turistico offra alla psicologia un terreno d’indagine proficuo come nelle diverse occasioni, dalla giornata di San Pellegrino Terme del 1984, Marcello Cesa- Bianchi ha piu volte sottolineato facendoci riflettere sul fatto che il turismo rappresenta un’area in cui convergono e si confrontano aspetti che riguardano l’uomo, le sue aspettative, l’economia e l’ecologia di un territorio e che implica problemi etici e legislativi. Per rispondere alle richieste di un fenomeno cosi complesso, che oggi puo offrire delle interessanti opportunita occupazionali, e necessaria una formazione non solo tecnica, ma in grado di rispondere alle sempre diverse richieste dei turisti. In secondo luogo presenta delle possibili spiegazioni sui motivi storici e culturali che hanno determinato la scarsa attenzione accademica in questo settore, in particolare affrontando il problema della definizione dell’oggetto di studio da un punto di vista epistemologico. Le difficolta nel trovare livelli di spiegazione idonei e nel condurre ricerche esaustive, pone la psicologia in una posizione privilegiata rispetto alle altre discipline sociali, poiche le diverse aree di interesse in cui opera possono offrire gli strumenti teorici, concettuali e pratici per la comprensione del fenomeno.

Il presente contributo e volto a ricostruire la storia della Psicologia del turismo in Italia attraverso la lente del Comitato Scientifico Interdisciplinare "Psicologia e Turismo" costituitosi nel settembre del 1984 durante la Giornata di Studio Post Congressuale XX Congresso degli Psicologi Italiani, Psicologia e Turismo svolta a San Pellegrino Terme (Bergamo), in una realta territoriale che evocava antiche forme di turismo. Dalla trasformazione del Comitato Scientifico da gruppo di ricerca ad Associazione di ricerca, nacque, quindici anni dopo, l’A.R.I.P.T. (Associazione Ricerche Interdisciplinari Psicologia del Turismo), nell’intento di consolidare le reti scientifiche venutesi a creare. Nel 2012 l’A.R.I.P.T. e arrivata a formalizzare le sue principali linee di intervento, attraverso la declinazione Fo.R.P.: Formazione (degli operatori in ambito turistico sia Pre che Post Lauream) Ricerca e Progettualita. In questo contributo si ripercorrono le principali tappe di un viag gio complesso e articolato durato oramai trentacinque anni, il cui filo conduttore, nell’evoluzione e nel potenziamento delle attivita svolte, e stato l’approccio interdisciplinare, grazie al ruolo catalizzatore della psicologia.

Guglielmo Gulotta

Aspetti psicologici del turismo esperienziale

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 4 / 2019

La psicologia turistica rappresenta un ambito di studio recente, il quale, allo stato dell’arte attuale, non appare aver riscosso il successo sperato dai suoi promotori. Soprattutto nel contesto italiano, dove il turismo costituisce una delle risorse piu importanti del paese, risulta di particolare interesse indagare gli aspetti psicologici sottostanti alle diverse forme che il viaggiare ha assunto. La psicologia turistica, secondo quanto ricordato da Marcello Cesa-Bianchi, fornisce oggi un contributo estremamente importante nel comprendere i cambiamenti che caratterizzano le attuali forme di turismo. Un fenomeno che sempre piu spesso viene descritto come improntato alla ricerca di esperienze autentiche, coinvolgenti e rigeneranti, attraverso cui riscoprire se stessi e gli altri. Le forme che assume il turismo attuale, denominato esperienziale, sono dunque molteplici. In letteratura infatti si riscontrano riferimenti a tipologie di turismo definite alternativamente come sostenibile, etico, alimentare, macabro, sessuale, spaziale per citarne alcune. Il presente articolo si propone dunque di fornire una panoramica delle numerose sembianze che il turismo esperienziale assume nella contemporaneita, sottolineandone peculiarita ed ambiguita.

Roberta Maeran

Introduzione

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 4 / 2019

Sara Mori, Silvia Panzavolta

Stili di memoria e strategie di studio: come le nuove tecnologie cambiano l’apprendimento?

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 4 / 2019

Come l’utilizzo delle nuove tecnologie in aula modifichi le metodologie di insegnamento, ma anche le modalita di apprendimento, e ad oggi un dibattito di vivo interesse. Il presente contributo indaga le differenze in merito a stili di memoria e strategie di studio in studenti che utilizzano i dispositivi in aula per la maggior parte del tempo scuola. Sono stati somministrati il RBMT-3 (Rivermead Behavioural Memory Test, Terza Edizione) per la valutazione degli stili di memoria e alcuni questionari tratti dalla batteria AMOS (Abilita e motivazione allo studio) per misurare le Strategie di Studio (QSS), l’Approccio allo Studio (QAS) e gli Stili Cognitivi (QSC) a studenti di 6 classi quarte di scuole secondarie di secondo grado: tre sperimentali, con uso diffuso dei dispositivi one to one in aula da parte di tutto il consiglio di classe, e tre di controllo. Per quel che riguarda gli stili di memoria i risultati mostrano differenze significative rispetto alla memoria prospettica, nella memoria visiva e dunque all’indice di memoria generale, superiore negli studenti che utilizzano le ICT sia in classe sia a casa per fare i compiti. Coerentemente questi risultano avere uno stile cognitivo prevalentemente di tipo visivo. Gli studenti che non fanno uso di ICT nello studio a casa, ne a scuola, sembrano avere strategie di studio piu efficaci rispetto ai compagni che le impiegano e una maggior consapevolezza rispetto ai metodi di studio.

Annalisa Valle, Davide Massaro, Valentina Cornetti, Ilaria Castelli, Antonella Marchetti

Teacher-child emotional matching: The role of attachment representation

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 4 / 2019

This study examines the role of children’s representation of attachment relationships in emotional matching as shown in teacher-child dyads engaged in Autobiographical Emotional Events Dialogue (AEED; Oppenheim, 2007). This task involves the dyad in the co-construction of narratives related to significant emotional episodes lived by the child and evaluates the participation of both partners during this process. Participants were thirty-seven children from five to seven years of age with their three teachers: the dyads completed the AEED and the children were tested with the Separation Anxiety Test - School Version, the Peabody Picture Vocabulary Test - Revised, and the Coloured Progressive Matricies. The results evidenced a link between the quality of teacher-child attach ment from the child’s point of view and the emotional matching: children who have a secure representation of attachment significantly increase the probability that the dyad will be emotionally matched.

La presente rassegna della letteratura nasce con la finalita di indagare l’efficacia dei pasti condivisi in famiglia come fattore di protezione contro i comportamenti a rischio (uso di alcol e sostanze stupefacenti, comportamenti sessuali nonprotetti, bullismo e cyberbullismo) durante l’adolescenza. 126 pubblicazioni risultanti dalle banche dati Pubmed, PsycArticles, Scopus e Psychology and Behavioural Science Collection, sono state sottoposte a una procedura sistematica di selezione. 12 pubblicazioni edite tra il 1999 e il 2017 sono state esaminate al fine di rispondere alla seguente domanda di ricerca: quali sono i comportamenti a rischio per i quali la frequenza dei pasti in famiglia risulta un efficace fattore protettivo? Allo stesso tempo, il presente lavoro considerera i comportamenti positivi nella vita dell’adolescente promossi dalla frequenza dei pasti in famiglia e quali sono le relazioni causali della variabile di interesse rispetto ad altre variabili confondenti misurate nel nucleo famigliare (es: coesione famigliare). La rassegna riassume e discute il panorama scientifico odierno sul fenomeno, offrendo potenziali spunti per la ricerca e l’intervento nel campo della prevenzione dei comportamenti a rischio e della promozione della salute degli adolescenti.

A cura della Redazione

Gli autori

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Fascicolo: 58 / 2019

A cura della Redazione

Recensioni

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Fascicolo: 58 / 2019