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Robert Oelsner

L’altro Edipo ovvero decostruire Bion che decostruisce l’Edipo

PSICOANALISI

Fascicolo: 2 / 2019

In questo scritto l’autore mette in evidenza elementi della vita e del lavoro di Bion e li col-lega alla sua versione del mito di Edipo. L’edipo intellettuale, come lo chiamava Bléandonu, è quindi anche un ritratto dello stesso Bion. Come nell’analisi dei sogni, Bion libera gli elementi del mito dalla narrazione formale e classica e li riassembla in modo diverso per far emergere nuovi significati: «mito e sogno dovrebbero essere considerati come calcoli algebrici e quindi capaci di cedere, dopo un esame, gli strumenti che possono interpretare, attraverso la loro ido-neità a rappresentare un problema, il problema stesso e quindi aprire la strada alla sua soluzio-ne» (Bion, 1992, p. 230). L’autore mostra come questo "altro Edipo" sia intimamente correlato alla teoria del pensiero di Bion e alle sue deviazioni, nonché uno strumento utile per gli psicoa-nalisti nel lavoro clinico. L’applicazione delle formulazioni di Bion all’analisi dei disturbi dell’apprendimento e allo sviluppo del pensiero, sono l’eredità che uno dei grandi maestri della psicoanalisi ci ha lasciato da approfondire.

Antonio Pérez-Sánchez

Il corpo nel "qui ed ora"

PSICOANALISI

Fascicolo: 2 / 2019

Se «l’Io è anzitutto un’entità corporea» (Freud), la vita psichica non può esprimersi senza la sua partecipazione. L’articolo focalizza l’attenzione sulle manifestazioni corporee dovute all’interazione tra paziente e analista nel "qui ed ora" della seduta analitica. Descrive in detta-glio due sedute analitiche con due diversi pazienti, con manifestazioni corporee differenziate: in un caso, sensazioni viscerali, nell’altro, coinvolgimento dell’apparato muscolare. L’obiettivo dell’articolo è duplice. Primo, illustrare come sia inevitabile, per capire il paziente nell’intera-zione con l’analista (principalmente nel transfert e controtransfert), tener conto delle manifesta-zioni corporee; secondo, sollevare la questione se le diverse forme di manifestazioni fisiche indichino gradazioni diverse di psicopatologia o se non sia più importante la natura della scis-sione, patologica o meno.

Patrick Miller

Elaborare l’Io-corpo nel processo analitico

PSICOANALISI

Fascicolo: 2 / 2019

Il lavoro tratta dell’elaborazione della presenza del corpo nel processo psicoanalitico, non soltanto di quello del paziente ma anche di quello dell’analista e del loro essere ambedue contemporaneamente in gioco. Vengono riportati esempi clinici legati all’esperienza personale o riferiti in letteratura. Sono prese in esame alcune delle questioni connesse, come l’idea che tra analista e paziente si crei uno spazio che non appartiene a nessuno dei due e, al tempo stesso, ad entrambi, il bisogno di ricorrere ad una concettualizzazione delle pulsioni nel senso freudiano del termine, il concetto di zone erogene e la possibilità di connettere fantasia inconscia ed eccitazione sessuale, l’esperienza del soddisfacimento allucinatorio primario. Tutto ciò comporta la necessità di ricorrere a modelli psicoanalitici che prevedano lo sviluppo della vita men-tale come conseguenza di una relazione primitiva fondante fra due corpi, come, per alcuni aspetti, quella di Winnicott. Le successive conoscenze neuroscientifiche, come la realtà della plasticità, sia neuronale che fenotipica, consentono di ipotizzare un’influenza persino maggiore dell’ambiente primario e dell’azione della funzione materna sul corpo dell’infante durante lo sviluppo e di pensare ad una analoga situazione possibile durante la peculiare relazione analitica fondata su transfert-controtransfert.

La parola rottura si usa comunemente nel linguaggio quotidiano - sia in senso concreto, sia in senso metaforico - per indicare una brusca interruzione di continuità, che spezza l’integrità di un oggetto o la stabilità di un legame. Il termine si incontra frequentemente in tale duplice accezione anche in psicoanalisi, nel dialogo con i pazienti. Tuttavia, nella nostra disciplina non ha uno statuto teorico univoco. L’autrice esplora - a partire dall’esperienza clinica - il rapporto tra la suggestiva immagine delle rotture psichiche e il processo di separazione inter-personale e intrapsichico; in particolare indaga come i meccanismi di difesa dall’angoscia pos-sano talvolta mobilitarsi per evitare le rotture; oppure come altre volte le difese possano operare proprio attraverso le rotture di nessi. La metafora delle "rotture" può essere infatti un prezio-so indicatore del rapporto tra processo di sviluppo e meccanismi di difesa.

Jacqueline Amati Mehler

Psicoanalisi e Fascismo in Italia

PSICOANALISI

Fascicolo: 2 / 2019

Questo scritto mira a descrivere "i tentativi di un gruppo di pionieri dedicatisi a sviluppare la nostra disciplina in un clima così avverso". Sebbene sia stato scritto molto, ho scelto di descrivere i tentativi di questi pionieri. Nono-stante i molti articoli e i libri sul Ventennio fascista, alcuni dettagli riguardanti la storia iniziale della psicoanalisi in Italia, depositati negli Archivi nazionali italiani in un file riservato classifi-cato come "Società Psicoanalitica Internazionale" (International Psychoanalytical Society), so-no meno conosciuti. Intellettuali noti, sotto l’influenza della Chiesa, si riferirono alla psicoanalisi - durante il Ventennio - come a una "sporca scienza pansessualista". Pionieri come E. Weiss, E. Servadio, N. Perroti, e in seguito C. Musatti, erano rimasti i soli psicoanalisti in attività. Il Giornale psi-coanalitico creato da Weiss poté durare solo due anni. La vicenda di Servadio è strettamente intrecciata a questi eventi e l’articolo dedica informazioni dettagliate alla sua dolorosa storia personale. Gran parte delle informazioni sono tratte da documenti riservati conservati negli Archivi di Stato italiani, riprodotti da Bellanova in Le due Gradive e da me citati in parte. Documenti interessanti mostrano come Carmine Senise, capo della polizia fascista che non aveva alcuna competenza scientifica, ebbe un ruolo importante nel qualificare la psicoanalisi come scienza degenerata: «sebbene l’attuale governo austriaco abbia cercato di nascondere la sua avversione per gli intellettuali ebrei, soprattutto medici e avvocati, lavora con grande atten-zione per eliminare questi elementi considerati dannosi, soprattutto dal punto di vista politico. Grazie all’esperienza austriaca e tedesca, si può certamente affermare che il 99% di medici, filosofi e avvocati, nonché studenti ebrei di università tedesche, austriache e cecoslovacche, sono orientati a sinistra. Diversi medici, che ora non sono in grado di lavorare e guadagnarsi da vivere in Austria, sono già venuti o hanno in programma di venire in Italia. A tempo debito queste persone costituiranno certamente una sfida all’elemento nazional-italiano».

Alessandro Ghirardini, Baldo Ippolito, Francesco Bevere

Il ruolo di AGENAS per favorire lo sviluppo delle reti clinico-assistenziali

MECOSAN

Fascicolo: 109 / 2019

Rispondere ai bisogni di salute in maniera appropriata e con policies adeguate richiede di considerare l’evoluzione dei bisogni sanitari, per pianificare e definire l’offerta sanitaria sul territorio e garantirne la qualita e la sicurezza. La logica di rete sostiene lo sviluppo di nuove soluzioni organizzative, legate tra l’altro alla riconversione dei piccoli ospedali e al potenziamento dei centri di riferimento, sia per le malattie cronico-degenerative sia per le malattie neoplastiche. La programmazione delle Reti clinico-assistenziali e un elemento centrale, secondo una logica reticolare e di continuita tra ospedale e territorio, individuando soluzioni organizzative che mettano a fattor comune competenze specialistiche e strutture, attraverso l’approccio multidisciplinare e l’accessibilita a cure di qualita per tutti i pazienti, indipendentemente dalla loro residenza.

Andrea Piccioli, Federica Riccio

Governance di rete: sfida complessa e innovazione consapevole

MECOSAN

Fascicolo: 109 / 2019

La corretta organizzazione delle reti clinico-assistenziali ha consentito di erogare a tutti i livelli (aziendale, regionale, nazionale) servizi e prestazioni la cui governance si caratterizza per efficacia, appropriatezza clinicoorganizzativa ed efficienza nell’uso "intensivo" di risorse dedicate e innovazione tecnologica. L’evoluzione della presa in carico del paziente dalla frammentazione dei processi all’unitarieta dei percorsi clinico-assistenziali ha avuto importanti ricadute sulla qualita dei servizi erogati in ambito preventivo, diagnostico, terapeutico, ma al tempo stesso ha richiesto un intervento importante sui fattori di spesa. Nel programmare una riqualificazione sostenibile dei servizi sanitari regionali, il Regolamento recante "la definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera" pone in essere un modello effettivo di cooperazione tra le strutture erogatrici, al quale assegnare ruoli specifici e strutturati secondo caratteristiche standard quali il bacino di utenza, i volumi di attivita erogati e gli esiti delle cure.

Il presente lavoro intende discutere il contributo che i sistemi di Programmazione e Controllo possano fornire al regolatore regionale nello sviluppo di politiche di rete in sanita. Lo scritto esamina le esperienze sulla costituzione e sull’amministrazione di reti sanitarie "spontanee" maturate da ISMETT (Istituto mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione), struttura ospedaliera istituita in Sicilia nel 1998 per l’erogazione di prestazioni di cura a elevata complessita. L’analisi del caso consentira di illustrare in che modo le reti sanitarie "spontanee" possano contribuire a un miglioramento della "salute" e generare outcome di carattere economico e sociale per l’intera comunita.

Walter Locatelli, Angela Testi, Filippo Ansaldi, Marta Giachello, Cinzia Panero, Valentino Tisa, Cecilia Trucchi

Governance delle reti sanitarie: i Dipartimenti Inter-Aziendali Regionali (DIAR) nel nuovo sistema sanitario ligure

MECOSAN

Fascicolo: 109 / 2019

Il lavoro prende spunto dalla recente riforma del sistema sanitario ligure verso un modello a rete, volto a rispondere ai bisogni di salute delle persone, integrando i processi di cura dei singoli erogatori. La caratteristica piu rilevante e costituita dal coordinamento delle ASL preesistenti, attraverso l’istituzione dei Dipartimenti Inter- Aziendali Regionali (DIAR) e di un’azienda capogruppo, A.Li.Sa. Lo studio ha due obiettivi. In primo luogo si descrive come, per accompagnare la delicata fase del cambiamento, si sia proceduto a intervenire sul contesto culturale di riferimento con un’attivita di formazione ai professionisti in collaborazione con l’Universita. In secondo luogo, si illustrano le attivita preliminari e i primi risultati prodotti dalla riforma, con riferimento al caso dell’area chirurgica del DIAR cardiovascolare.

Gianni Roberto Rossi, Marco Meneguzzo, Santhosh Mannamplackal, Giovanni Rabito, Andrea Marforio

"REHA Ticino". Governo e coordinamento strategico di una rete sanitaria pubblico-privata

MECOSAN

Fascicolo: 109 / 2019

"REHA Ticino" e una rete riabilitativa, attivata in modo volontario, che opera all’interno di un sistema di regolazione e pianificazione pubblica. Grazie a uno studio di caso, osservazione diretta e partecipata degli autori e un’indagine diretta agli operatori, il contributo si propone di analizzare le principali leve di azione utilizzate nel processo di costituzione della rete. Particolare attenzione verra dedicata agli elementi di convergenza e/o divergenza con altre esperienze di reti sanitarie e alla valutazione dell’efficacia delle logiche di network leadership e knowledge management. L’analisi permette di evidenziare come la cultura del servizio, unitamente a una logica di network leadership distribuita, possa senza dubbio rappresentare un fattore di successo per il governo e il coordinamento strategico di una rete sanitaria pubblico-privata.

Mario Del Vecchio, Anna Romiti, Domenico Mantoan, Gino Sartor

La governance delle reti cliniche in un contesto di trasformazione istituzionale: il caso della Rete Oncologica Veneta

MECOSAN

Fascicolo: 109 / 2019

L’articolo studia le reti cliniche e, in particolare, i mandated network. L’obiettivo e quello di verificare come il funzionamento di una rete clinica possa essere influenzato dalle dinamiche che attraversano un sistema regionale e dagli equilibri che vi si instaurano e al contempo indagare il ruolo della rete nella governance regionale. L’oggetto di indagine e la Rete Oncologica Veneta. La metodologia utilizzata e quella dello studio di caso, effettuato tramite interviste semi-strutturate agli stakeholder dei vari livelli istituzionali coinvolti nella rete. Dai risultati emerge che all’interno del sistema veneto e stato trovato un equilibrio in termini di dinamiche di potere tra i diversi livelli coinvolti e che all’interno della rete il funzionamento e garantito dalla presenza di governance mode diversi.

Francesco Fimmanò

Lo sviluppo del Mezzogiorno: dall'intervento straordinario alla strategia euromediterranea

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2019

Nel lavoro si svolge un originale excursus storico sull’intervento straordinario per il Sud d’Italia e si evidenziano nodi e criticità che ne hanno determinato l’insuccesso, ma anche aspetti positivi determinati dal boom economico degli anni 50-60, che legano il modello della Cassa per il Mezzogiorno e dell’intervento straordinario all’esperienza del New Deal ed alla capacità dell’economia pubblica di governare e favorire lo sviluppo del territorio.

Si rileva, in particolare, come la spina dorsale di questo modello economico fossero le banche pubbliche, che finanziavano l’economia sotto la guida di una forte governance pubblica. Negli anni Novanta, tuttavia, questo modello è stato definitivamente abbandonato e distrutto e, al suo posto, si è cercato di implementarne uno nuovo, basato su differenti strumenti finanziari, presupponenti l’esistenza di un effettivo ed efficace mercato dei capitali che, invece, non si è mai ben sviluppato in Italia.

Questo fallimento, in particolare, ha fatto emergere l’importanza, per il Sud, del nodo strategico del rapporto imprese-banche, evidenziando come, in una prospettiva economica liberale, occorra un intervento mirato e più sofisticato dello Stato nell’Economia che, evitando gli errori del passato, sia in grado di avviare nuove strategie e/o strumenti di finanziamento alle imprese meridionali (dalle ZES, al venture capital, all’equity crowdfunding, ect.).

Ivana Quinto, Giuseppe Scandurra, Antonio Thomas

Internal Resources and Stakeholders Engagement Affecting Environmental Innovations: An Exploratory Research.

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2019

The propensity towards the adoption of innovations has long been considered an essential condition ensuring firms competitiveness in an increasingly dynamic and turbulent globalized context. Today, however, companies must ensure that these innovations are consistent with the pursuit of a model of sustainable development that does not compromise the ability of future generations to reach at least similar levels of well-being. This need requires to implement production systems and processes that are as environmentally friendly as possible, as well as those of workers. To this aim firms have to adopt environmental innovations.

Also prompted by specific regulatory interventions, this subject is attracting the attention of many scholars from various disciplines. At managerial level, part of the interest is directed towards identifying the factors that can encourage or support investments in eco-innovations. In this context, the paper proposes an empirical survey focused on a population of Italian enterprises characterized by a strong predisposition to change and innovation in general. Findings shows a marked sensitivity of these companies towards environmental innovations, while the investments actually made still seem to be overall inadequate with respect to the objective of becoming first-movers at international level.

Piero Mastroberardino, Giuseppe Calabrese

Corporate Governance in Family Firms: towards a model based on Degree of Institutionalization (DI), Structuring Change (SC) and Destructuring Change (RC)

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2019

The family firm management literature underrates corporate governance issues both because in family firms the entrepreneur/owner tends to concentrate in his hands almost all the decision power and because the concept of family business is associated with that of small business. On the other hand, the ‘family’ character over firm governance have been traditionally analysed in terms of institutional overlap (family versus business) that causes processes of instability, conflicts, divisions and crisis, both inside the family and between owners and managers.

Our paper, after an extremely literature recap, aims at proposing a different point of view on the corporate governance dynamics in family business and a different path to understand the change processes into this organizations adopting a Situationist View of the Organizations (SVO) that is focused on the continuous work of two processes: action and institutionalization, that build, break and rebuild social reality.

Under this point of view some topics - institutional processes, coalitional games and power dynamics - suggest different considerations about the processes of governance and power. The concept of actor (or strategic actor) is of particular relevance. It refers to an individual (human actor) or, more often, a coalition of individuals able to act strategically for the protection of their specific interests. The concept of strategic actor goes far beyond the organizational boundaries, as often a coalition is composed by both internal and external members.

Alessandro Zattoni

The evolution of corporate governance in Italy: formal convergence or path-dependence?

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2019

In this study, we explore the recent evolution of the Italian governance model, in order to better understand the triggers and the consequences for all stakeholders. In more details, we start highlighting the evolution of the national regulatory environment, in term of both corporate law and good governance code. Then we focus on three key elements of the corporate governance of Italian listed companies, i.e., the ownership structure, the board of directors, and the executive compensation. For each element, we present their traditional and current characteristics.

Salvatore Esposito De Falco

Editoriale

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2019

Gennaro Iasevoli

Book reviews

MERCATI & COMPETITIVITÀ

Fascicolo: 4 / 2019

Cesare Amatulli, Matteo De Angelis, Carmela Donato

Communicating the luxury dream: The moderating role of brand prominence on the effect of abstract versus concrete language on consumer responses

MERCATI & COMPETITIVITÀ

Fascicolo: 4 / 2019

The present research considers the effect of using relatively more abstract versus concrete language on consumers’ attitudes toward a luxury product and their willingness to buy it. More specifically, the present research investigates the moderating role of brand prominence on the effect of using abstract versus concrete language on consumers’ responses. The results of two experiments demonstrate that abstract language leads to higher product attitude and willingness to buy compared to concrete language when brand prominence is low but not when it is high. Implications of this research for theory and practice as well as its limitations are discussed.