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The author investigates the "youth universe" in Italy; specifically, the hard relationship between it and politics and institutions, characterized by a lack of trust and credibility. The question of the absence of work makes the Italian case unique and exemplary: young people are precarious, inadequately paid. Unemployment, the late age to the first job and atypical contracts impoverish young people of the potential wealth they could carry around: innovation, change, planning, growth and future; all that exclude them from the country’s decision-making processes. Thus, housing autonomy and economic independence are postponed, hence the transition to adulthood. Deprived of the fixed points that guided previous generations, today’s young people do not recognize themselves into any ideology, do not feel represented by any political force. An investigation carried out close to the elections of March 4, 2018 confirmed what has been exposed so far and noted that the consequent discontent found a possibility of expression and change in the neophyte Movimento 5 Stelle. Therefore, it is appropriate to ask ourselves what are the motivations and conditions that have led young people, disappointed and disillusioned, to move away from "traditional politics". It is urgent to promote a cultural revolution to give young Italians the role of protagonists of present, backed by tradition but making space to the new and welcoming the future. Which role does the family play as the primary agency for political education? What proposal can make pedagogy of family educational relationships?

Roberta Caldin, Valeria Friso

Pedagogic commitment and prospects for integration of persons with disabilities into the labour market

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2019

In this paper we will investigate the latest Italian labour market intervention policies in favour of the commitment to make working contexts inclusive for all. These policies concern job seeking mechanisms, activation measures and income support, training to promote employability among persons with disabilities, as well as interventions supporting business contexts. The Italian idea starts from the perspective driven by the awareness that the question of work is linked to personal well-being and the possibility of increasing social participation, which is a decisive dimension of the ICF classification. In Italy, for the first time in February 2017, the Madia Reform spoke of “Managers of integration processes for persons with disabilities”, and this figure is mentioned among the other new strategies to be implemented with a view to the integration of persons with disabilities into the labour market. The tasks of this professional figure are very similar to the idea of Disability and Inclusion Management, theorised for the first time in the 1980s as a useful methodology for reconciling the right to inclusion in the labour market of persons with disabilities and chronic illnesses with the need for efficiency of businesses.

Anna S. Rogers

Are Disney Characters ‘Frozen’ in Stereotypes? An Intersectional Analysis of Frozen

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2019

This paper analyzes changes and continuities in the popular princess characters created by the Walt Disney Studios, specifically in the 2013 movie Frozen. The analysis focuses on five themes suggested by an intersectionality framework: the historical and geographical contexts of Disney characters; the controlling images that are revealed; the power relations among the characters; the macro and micro conditions of Disney movies; and the intersection of gender, sexuality, race, and class in the portrayed characters. The main finding is that the traditional Disney princess has made way for a new and more modern princess character that seems to transcend the conventional stereotype of former characterizations. Yet, closer inspection of the Frozen movie also shows that a new stereotype has developed that depicts a princess as someone who merely thinks she is independent, but who often still needs to rely on a man

Michele Corsi, Massimiliano Stramaglia, Adrian-Mario Gellel

Editoriale.

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2019

Giuseppe Pizzolante

Recensioni

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: / 0

La rubrica "Recensioni" propone lo studio e l’approfondimento di testi le cui tematiche trattate sono centrali o afferenti all’area della psicologia analitica. Il proposito è valorizzare le caratteristiche salienti dei libri scelti attraverso un attento lavoro di sintesi ed ampli­fi­ca­zio­ne descrittiva dei loro contenuti

Maria Rita Porfiri

Proposte di libri, 2019

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: / 0

La rubrica contiene le novità editoriali e le più recenti pubblicazioni di opere di interesse dei lettori della rivista Studi Junghiani; essa consiste in una raccolta delle ultime uscite delle principali case editrici specializzate

Marina Gallozzi, Anna Bruno, Assunta Maglione, Greta Neri

Il gruppo al lavoro: narrazioni, sguardi divergenti, altri setting

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: / 0

L’articolo riporta l’elaborazione di un gruppo di lavoro svoltosi durante la giornata di studio dedicata al setting nella clinica junghiana contemporanea, tenutosi a Napoli nell’aprile del 2018. Vengono presentati due casi clinici attraverso una lettura delle peculiari caratteristiche assunte dal setting durante il trattamento e del senso che queste hanno avuto nella relazione analitica. Nel primo caso, l’e­la­bo­razione di contenuti legati al controtransfert vengono correlati alla possibilità di introdurre elementi della teoria della Psicoanalisi Multifamiliare in un lavoro individuale orientato analiticamente. Nel secondo caso, viene messa al centro della riflessione la problematica del denaro e del significato che può avere all’interno della relazione analitica in una continua dinamica di transfert e controtransfert. Infine, è riportato parte del fertile contributo dato dal gruppo al confronto, alla condivisione e alla riflessione clinica

Renata De Giorgio

Lucio Fontana: un artista che sarebbe piaciuto a Jung?

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: / 0

L’articolo indaga il valore e il senso complessivo della visione che Lucio Fontana, un artista-icona del XX secolo, propone dell’arte, dell’artista e dell’osservatore. Si evidenziano altresì i legami con la filosofia e la psicologia del profondo.

Il lavoro parla dei Gruppi Balint (con cenni sulla teorizzazione psicoanalitica di Balint), metodo di formazione utilizzato dalla sezione milanese dell’AIPA per la formazione in gruppo degli allievi in training. Si accenna al pensiero di Bion relativo alle dinamiche nei piccoli gruppi e alla teoria degli assunti di base, che ogni conduttore di gruppo deve avere ben presente. Si stabilisce infine un punto di incontro tra l’attenzione di Balint agli aspetti relazionali del rapporto terapeuta/pa­zien­te e il pensiero di Jung incentrato sulla metafora alchemica per rappresentare il processo che coinvolge insieme analista e paziente.

La psiche è un sistema aperto e complesso che vive di interconnessioni, in dialogo continuo tra sé, l’altro e l’ambiente. La salute e il benessere della psiche dipendono da queste interrelazioni, come la salute e il benessere dell’essere umano dipendono dalla possibilità di vivere in un pianeta sano, dalla consapevolezza di essere una forma vivente che respira, si nutre e cammina su un pianeta vivente. Psiche e ambiente dialogano in questa conferenza internazionale che ospita come relatore il President Elect IAAP Toshio Kawai nell’incontro con AIPA, CIPA e ARPA.

Il nostro articolo è un ampliamento della relazione che abbiamo tenuto del convegno "Art and Psyche: Conference IV. The illuminated imagination" organizzato dallo IAAP (International Association for Analytical Psychology), e svoltosi a Santa Barbara (California) lo scorso aprile. Vorremmo dare un contributo nell’ambito della riflessione sulla potenza evocativa e terapeutica delle immagini e con questo fine abbiamo provato a far dialogare pratica clinica e riflessione teorica, partendo dai contributi sull’argomento di C.G. Jung, D. Kalsched, V. Kast ed altri. Nell'esposizione si alterneranno momenti descrittivi, riguardanti un’esperienza di gruppo di psicoterapia espressiva (arteterapia) con donne rifugiate e vittime di tratta, e momenti di riflessione sulle possibilità che l’arte offre quale lingua comune, che permette di instaurare relazioni immediate, divenendo così strumento di integrazione. I materiali, il processo creativo e l’accoglienza ristabiliscono gradualmente un senso di controllo sugli eventi, andato perso col trauma: lavorare sulle proprie immagini offre delle possibilità riparative, a fronte degli effetti disintegrativi propri dell’esperienza traumatica. In questo modo si supera l'impasse di fronte al quale talvolta ci si trova quando si propone una terapia esclusivamente verbale a persone provenienti da altre culture e portatrici di gravi sofferenze

Riccardo Gramantier

Carl Gustav Jung e la Veggente di Prevorst

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: / 0

La figura di Justinus Kerner e la sua opera più famosa, La veggente di Prevorst, vengono spesso citate da Carl Gustav Jung. L'analista svizzero si interessò a questo caso clinico di possessione durante gli anni dei suoi studi universitari e nei primi anni della sua professione, quando si occupava di schizofrenia e praticava la psichiatria. Successivamente, quando aveva già formulato la sua teoria sulle personalità, ritornò a citare La veggente di Prevorst anche in maniera estesa, come fece durante i seminari del 1933-34 al Politecnico di Zurigo. Nel lavoro di Kerner Jung vedeva un antesignano della propria opera. Scopo di questo lavoro è presentare La veggente di Prevorst, spesso ricordata nel solo campo della parapsicologia, come scrittura di un caso clinico in senso moderno e, soprattutto, evidenziare come Jung sia stato influenzato da questo esempio di caso clinico proto-psicoanalitico.

Angelo Picerno

Il pagamento e la valenza simbolica del denaro nella pratica analitica

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: / 0

Cosa significa rispondere ad una regola analitica circa l'uso del denaro e la gestione del pagamento nella pratica clinica? E con quali criteri è opportuno stabilirla ed applicarla? Nel pieno riconoscimento dei validi, seppur pochi, contributi teorici di ordine tecnico, l'autore prende le mosse da due esperienze cliniche di lavoro, per delineare e mettere a punto la possibilità di un approccio che consideri più aspetti nella definizione di una "buona regola di pagamento", capace di favorire un dialogo tra prassi già validate e generalmente accettate ed un principio più squisitamente junghiano, che riconosce all'unicità dell'incontro con l'altro e alle risonanze interne dell'analista una valida cornice epistemologica entro cui inserire - leggere ed utilizzare in chiave simbolica - criteri, potenzialità e limiti di regole che nascono ed evolvono con il naturale dispiegarsi dei singoli percorsi d'analisi.

From a historical perspective, psyche is seen to have changed from an open system in the premodern time to a closed one in modern time. This has brought a separation of nature and psyche; Science has the nature as object, psychology only copes with the inside of person. The process of internalization seems to be changing in the postmodern time. The inner life is shown to all over the world via internet, twitter, etc. Psyche is again becoming an open system. To have some hints on contemporary situation Japanese culture and history are compared. There still remains premodern understanding of psyche and nature in Japan. But Japanese art such as gardening and ikebana show that a unique process of internalization has happened by way of making exquisite miniatures of nature. There is a growing tendency in the postmodern age not to decide and to be involved. This can be called a "contingent" attitude (Agamben). According to the modern understanding of psyche, psyche and environment are separated. But the postmodern situation makes again a world possible where everything is connected. This may be a chance to contribute to global and environmental problems from the psychotherapy

Giulia Pelosi, Gabriella Catalano, Rosa Vitale, Caterina Parisio, Barbara Paoli, Alessandra Del Rosso

Recensioni

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 45 / 2019

Giampaolo Salvatore, Paolo Ottavi, Raffaele Popolo, Giancarlo Dimaggio

La relazione terapeutica nella terapia metacognitiva interpersonale

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 45 / 2019

La ricerca empirica mostra un’associazione stretta tra buon funzionamento della relazione terapeutica e buon esito del trattamento. L’attenzione alla relazione terapeutica è uno dei fulcri della terapia metacognitiva interpersonale (TMI). In questo articolo, dopo aver sintetizzato gli aspetti fondamentali del modello, descriveremo come in TMI il lavoro sulla relazione si intrecci con l’utilizzo di tecniche esperienziali quali immaginazione guidata e role playing, finalizzate a promuovere nel paziente la comprensione del suo mondo interno e il cambiamento clinico. Forniremo una serie di esemplificazioni cliniche al fine di descrivere come la relazione sia nel contempo: 1) strumento per favorire l’accesso ai contenuti psicologici rilevanti; 2) strumento per favorire un’esperienza emozionale correttiva; per esempio, in molti casi l’utilizzo di una tecnica esperienziale mette il paziente in condizione di contattare parti di sé libere dalla patologia, e di sperimentare la relazione terapeutica come fonte di speranza e sostegno all’autonomia; 3) oggetto di intervento in caso di rotture della relazione, anche nei casi in cui tali rotture sono la conseguenza dell’utilizzo di tecniche esperienziali. Nel complesso, mostreremo come il processo terapeutico in TMI sia mosso dalla capacità del terapeuta di muoversi agilmente tra l’utilizzo di tecniche volte a esplorazione e cambiamento, e focus sulla relazione

Vittorio Lingiardi, Giuseppe Di Cicilia

La relazione terapeutica: quando una relazione diventa veicolo di cambiamento?

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 45 / 2019

Cosa fa di una "relazione" una relazione che cura? La ricerca sul funzionamento e l’efficacia della psicoterapia, in termini sia clinici (effectiveness) sia statistici (efficacy), continua a rappresentare uno dei temi principali della letteratura scientifica. Inizialmente studiata solo in ambito psicoanalitico, negli ultimi anni la relazione terapeutica è stata approfondita anche da altre prospettive teoriche. Alleanza terapeutica, azione terapeutica, relazione reale, transfert, risposte emotive del terapeuta, caratteristiche del paziente, caratteristiche del terapeuta, attaccamento, sistemi motivazionali interpersonali: sono questi alcuni degli ingredienti attivi della situazione clinica. Oggi tutti concordano nell’affermare che la relazione terapeutica è il prodotto dell’incontro tra due soggettività, quella del paziente e quella del terapeuta. La diade terapeutica si ritrova costantemente a co-costruire lo spazio della cura in un’ottica bi-personale. In questo contributo verranno presentati e discussi gli aspetti principali che caratterizzano la relazione terapeutica in una prospettiva d’integrazione tra ricerca empirica e pratica clinica.

Paolo Migone

La relazione terapeutica nella tradizione psicoanalitica

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 45 / 2019

La discussione sulla teoria psicoanalitica dei fattori terapeutici viene brevemente rivista, a partire dalla posizione di Freud, attraverso i Simposi sui fattori curativi ai due Congressi dell’International Psychoanalytic Association (IPA) di Marienbad nel 1936 e di Edimburgo nel 1961 (dove vi fu un punto di svolta), fino alle posizioni all’interno della psicoanalisi contemporanea. Contrariamente a quanto in genere si creda, Freud dava molta importanza al ruolo della relazione tra paziente e terapeuta, da lui ritenuta un potente agente terapeutico. In effetti, Freud non solo oscillava costantemente tra l’idea di considerare l’interpretazione cognitiva come il principale fattore curativo e l’idea che, invece, la relazione terapeutica avesse un ruolo importante, ma in diverse occasioni ha ammesso apertamente che la relazione con il paziente ed altri fattori emotivi (come identificazione, modellizzazione, ecc.) rivestivano un’importanza molto maggiore nel determinare il cambiamento del paziente.

Antonino Carcione, Antonio Semerari

I cicli interpersonali problematici nei disturbi di personalità

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 45 / 2019

In quest’articolo si discutono i cicli interpersonali problematici che insorgono tra terapeuta e paziente nel trattamento dei disturbi di personalità. I cicli interpersonali vengono affrontati da tre livelli teorici. In primo luogo presentiamo i costrutti che ci permettono di cogliere e descrivere il fenomeno e chiamiamo questo livello teorico: teoria dei fatti. Nel secondo livello teorico, che definiamo teoria della cura, discutiamo delle implicazioni che ha sul processo terapeutico il fenomeno dei cicli interpersonali. Verranno infine discusse le modalità con cui è possibile rendere effettive le potenzialità terapeutiche che l’accadere dei cicli interpersonali comporta. Questo terzo livello riguarda la teoria della tecnica.