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Luca De Siena

Agglomeration Economies in the Italian ICT Sector: The Structural Features

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2019

This paper aims to analyse the structural features of the ICT sector in Italy, along with the presence of agglomeration economies. The adoption of principal component analysis (PCA) enabled us to highlight the specificities of the ICT sector in Italy. In particular, our study provides a picture of the features of the ICT sector in Italy as a whole, especially in the urbanized provinces. Moreover, this study reveals the existence of provinces characterized by a high level of competition where new firms tend to be localized. Finally, in line with previous literature on the topic, our empirical analysis shows that urbanized provinces in Italy are characterized by specialization in the ICT sector as well as a higher level of new firm birth.

Dalla fine del Novecento l’opera di Friedrich Ratzel suscita un discreto interesse. Ciononostante, il geografo tedesco sembra ancora un pensatore ambiguo, a meta tra scuole di pensiero e filoni di studio molto distanti tra loro. Lo scopo del presente saggio e contribuire a sciogliere alcune di queste ambiguita chiarendo uno dei punti piu problematici dal punto di vista epistemologico, ossia la sua collocazione rispetto al determinismo e al finalismo. La dimostrazione sara condotta limitatamente alla visione ratzeliana delle scienze della vita, in particolare analizzando i concetti di totalita, parte e organizzazione. Sara cosi enfatizzata la distanza di Ratzel dal determinismo, dal meccanicismo e, in generale, dal positivismo. Per fare questo, chiariremo in che modo il finalismo naturalistico del geografo tedesco sia basato sul concetto di autonomia dell’organismo.

Anna Paola Quaglia

"Uno spazio che muove": la politica affettiva di uno spazio collaborativo al tempo del capitalismo soft

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2019

Il presente contributo propone un’analisi della politica affettiva di uno spazio collaborativo milanese che realizza, materialmente, il contemporaneo discorso dell’innovazione. In particolare, si mostrera come la disposizione affettiva di serendipity imprenditoriale sia un vero e proprio oggetto di governo da parte dell’organizzazione e come lo spazio organizzativo si affermi quale meccanismo di potere primario di tale governo. La riflessione, frutto di un’osservazione etnografica, presenta un contributo critico in merito all’uso strategico dello spazio, misurandosi con i processi socio-materiali e con le micro-geografie affettive del potere di un luogo di lavoro iconico del capitalismo soft. Da una parte, la dialettica socio-spaziale sara analizzata a partire dalla cultura materiale del luogo di lavoro, dall’altra si mostrera come gli affetti leghino pratiche, spazi e discorsi, producendo cosi effetti politici. Da un punto di vista teorico, l’analisi desidera contribuire, in modo particolare, al nascente filone di ricerca delle geografie delle organizzazioni, proponendo una legittimazione dell’organizzazione quale oggetto di rilevanza euristica per la geografia.

Patrick Cherif

Il rap come geo-grafia? Coordinate metodologiche per un’analisi letteraria

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2019

ll rap, al pari di altre espressioni letterarie, può essere considerato come una geo-grafia, ovvero come una rappresentazione dello spazio. Pertanto, tra le rime di un testo rap è racchiusa una geografia letteraria i cui confini sono tracciati dall’immaginazione, dalla soggettività e dal punto di vista del narratore. Alcune metodologie critiche e teorie della letteratura permettono di indagare i meccanismi testuali implicati in tale rappresentazione e di scoprirne il significato profondo, sottolineando il processo di risignificazione a cui è sottoposto l’ambiente rappresentato.

A oltre quaranta anni dal decesso, Elvis Presley rimane una "icona americana intramontabile", grazie al ruolo degli impersonators, dei fan club attivi in tutto il mondo e, soprattutto, della Elvis Presley Enterprises (EPE), che gestisce i diritti musicali del cantante e l’amministrazione di Graceland, la sua villa di Memphis. Nonostante le centinaia di migliaia di visitatori che ogni anno vi si recano in pellegrinaggio, Graceland e rimasta a lungo isolata dal suo intorno territoriale, il quartiere di Whitehaven, che nel tempo ha subito un progressivo degrado. Solo recentemente la EPE ha dato vita a un imponente progetto che, tramite la realizzazione di un grande albergo, di un centro commerciale e persino di attivita manifatturiere, tutte legate alla figura di Elvis, dovrebbe avviare la rigenerazione del quartiere. In questo modo, Elvis, oltre a rimanere una icona culturale, si e trasformato anche in uno strumento per la riterritorializzazione di uno spazio urbano.

Lorenzo Bagnoli

Sanremo: città della canzone italiana

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2019

Sanremo e riuscita progressivamente ad assumere, dalla prima edizione del Festival della canzone italiana (1951), l’indiscutibile ruolo di capitale della canzone per l’intero Paese. In questo articolo si affronta il peso dell’evento turistico musicale annuale nei processi di territorializzazione e ri-territorializzazione urbana, suddividendo in decenni gli anni dal 1951 a oggi e dedicando a ognuno di essi un approfondimento specifico sulla situazione turistica della citta. Dall’analisi di dati quantitativi e qualitativi emerge la rilevanza che il turismo della canzone continua tuttora ad avere non solo per l’immagine ma anche per la geografia urbana di Sanremo.

Le pratiche effimere possono essere inaspettatamente realizzate in contesti urbani, mettendone in discussione lo spazio pianificato, programmato e controllato dalle politiche. Appropriandosi di uno spazio esistente attraverso tattiche territoriali, esse costruiscono nella pratica uno spazio altro, differente per usi, potenzialita, accessibilita, norme. Questi spazi, prodotti in processi plurali, vengono realizzati attraverso la contestualizzazione e la relazione tra siti fisici, corpi in movimento, atmosfere, istituzioni, componenti sociotecniche. In questo contributo, nato da una ricerca etnografica svolta nel contesto della breakdance a Milano, si intende partire dall’importanza della musica e del suono in queste pratiche, evidenziandone i modi con cui, attraverso i paesaggi sonori generati, le pratiche ricostruiscono gli usi degli spazi. In particolare, ci si concentrera su un caso specifico, il mezzanino della fermata di Porta Venezia della linea metropolitana, per evidenziare come queste pratiche agiscano nella formazione di territori interstiziali e nella ridefinizione di nuovi immaginari urbani.

Chiara Giubilaro, Valeria Pecorelli

El nost Milan: il rap dei ‘nuovi italiani’, tra riappropriazioni urbane e rivendicazioni identitarie

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2019

Fin dai suoi esordi, la cultura hip-hop è stata attraversata da una forte connotazione in senso spaziale, che ne ha variamente contraddistinto i diversi elementi. La città post-industriale, specie lungo i suoi margini e nei suoi interstizi, rappresenta infatti un sito cruciale a partire dal quale la storia ma, soprattutto, la geografia del rap sono andate col tempo costruendosi. Obiettivo di questo articolo è di riflettere criticamente sulla relazione fra rap e spazi urbani in Italia alla luce delle complesse costruzioni culturali, sociali e politiche che la sottendono, con particolare riferimento a due rapper milanesi della cosiddetta generazione dei nuovi italiani, Zanko e Ghali. Le forme di resistenza vernacolare veicolate da precise scelte linguistiche, l’immagine della città trasmessa attraverso videoclip e social media, i riferimenti geografici disseminati nelle canzoni e nelle performance sono solo alcuni dei terreni su cui la nostra ricognizione verrà condotta.

A cura della Redazione

Rassegne / Recensioni

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 126 / 2019

Rassegne: Planning for Transition. - La conferenza AESOP 2019 (di Laura Fregolent e Francesco Musco)

Angioletta Voghera, Margherita Destudio

Il Piano delle Compensazioni Ambientali del fiume Stura di Lanzo. Sperimentazioni metodologiche

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 126 / 2019

Il Piano delle Compensazioni Ambientali della Stura di Lanzo " prima esperienza italiana " è uno strumento strategico e innovativo per la valorizzazione del paesaggio e della biodiversità. In sinergia con il Contratto di fiume, il piano prevede, a partire dalla valutazione, azioni sistemiche e puntuali di rinaturazione e di valorizzazione paesaggistica di aree pubbliche o private degradate che possano costituire nodi prioritari per l’attuazione della rete ecologica e paesaggistica.

Caterina Quaglio

Il Progetto Speciale Periferie di Torino. Una nuova narrazione possibile?

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 126 / 2019

Cosa rimane della stagione delle iniziative area-based di rigenerazione dei quartieri pubblici? Spostando l’attenzione dalle politiche alla concreta attuazione di un programma area-based e ai suoi impatti nel lungo termine, il saggio ritorna su un’esperienza più volte presentata come un esempio paradigmatico nel panorama italiano, il Progetto Speciale Periferie di Torino. La ricerca riprende così alcuni fili poco indagati di una storia che potrebbe avere ancora qualcosa da insegnare.

Massimo Battaglia, Chiara Certomà, Marco Frey

A Critical Interpretation of the "Quality of Place". Between Attractiveness and Post-rurality in Chianti

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 126 / 2019

The scientific community has been increasingly focusing on development opportunities for rural areas, most notably with the identification of attractiveness factors such as potential drivers of growth and improvement of "quality of life". This paper contributes to the debate by proposing the adoption of a post-rurality approach in the interpretation of local development paths and social relations among local socio-economic stakeholders, as well as their participation in local area governance. The Chianti Classico wine-growing area in Tuscany, Italy, is presented as a case study.

Elena Dorato

Anziani & città: urbanistica per una nuova anzianità urbana. L’esperienza pilota di Bologna e Reggio Emilia

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 126 / 2019

Il contributo indaga le molteplici relazioni e i fattori di influenza che intercorrono tra la cosiddetta anzianità urbana e le caratteristiche della città. Con un approccio ecologico al tema, l’urbanistica è intesa come disciplina preventiva per eccellenza, capace di migliorare la qualità dell’invecchiamento della popolazione, contribuendo al mantenimento di salute, socialità e autonomia. Gli esiti della ricerca-intervento Anziani&Città sono presentati a supporto della discussione teorica.

Giovanni Carrosio

Conservazione o transizione? Le reti di teleriscaldamento tra città e campagna

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 126 / 2019

Istituzioni e attori industriali a livello europeo ritengono che le reti di teleriscaldamento possano svolgere un ruolo chiave nella transizione energetica. Abbiamo testato questa convinzione sul caso italiano, partendo da un censimento di tutti gli impianti esistenti. Abbiamo isolato due tipi di teleriscaldamento, urbano e rurale. Abbiamo scoperto che la dimensione territoriale e relazionale conta rispetto al ruolo ambivalente che il teleriscaldamento svolge nella transizione energetica.

Matteo Basso

La costruzione di Prosecco Town. Metamorfosi e inerzie di un modello di sviluppo territoriale

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 126 / 2019

Rifacendosi al concetto di planetary urbanization, il saggio esplora le forme di urbanità dei territori di produzione del Prosecco in Veneto. Immerso nei flussi globali di produzione del vino, il ritratto è quello di un territorio dinamico, tutt’altro che lento, remoto, a prevalente carattere rurale. L’obiettivo è indagare trasformazione e persistenza delle razionalità, dei valori e dei meccanismi del modello veneto di organizzazione economica e territoriale, qui travasati nel settore del vino.

Maria Cristina Gibelli

Grazie Eddy!

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 126 / 2019

Daniela Pajardi, Carlo Trionfi, Viviana La Spada, Stephanie Castoldi, Claudia Rubis, Monia Vagni

La decisione del giudice di fronte all’alta conflittualità genitoriale: quando ricorrere alla coordinazione genitoriale

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 3 / 2019

Sempre più spesso le separazioni altamente conflittuali richiedono l’intervento del Tribunale per tutelare l’interesse dei minori. La letteratura internazionale, infatti, mostra come l’esposizione ad alti livelli di conflittualità genitoriale sia un fattore di rischio per i figli. Si propongono alcuni indicatori di conflittualità, rischio evolutivo e capacità di cura dei bisogni dei figli, come supporto, per il giudice e gli operatori, nella scelta degli interventi giudiziari e psicosociali più idonei. Si delineano vantaggi e finalità di interventi tradizionali (come la consulenza tecnica d’ufficio e la mediazione) e dell’innovativa pratica della coordinazione genitoriale.

Daniela D’Elia, Annamaria Scapicchio, Marta Sisto

L’assessment psicodiagnostico di bambini vittime di Adverse Childood Experience (ACE): discussione di un caso clinico

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 3 / 2019

Il presente contributo descrive alcune Esperienze Avverse Infantili (ACE) e, in particolare, come valutarle (Malacrea, 2007) attraverso l’utilizzo di strumenti su tre livelli (a "basso", "medio" e "alto" impatto diagnostico) e considerando due assi di osservazione: quello dei comportamenti manifesti e quello dei vissuti (il "mondo interno"), garantendo in tal modo un’ampia cornice di elementi clinici da utilizzare in un ragionamento diagnostico complesso e articolato. Tra gli strumenti utili a una valutazione articolata, il Trauma Symptom Checklist for Young Children (TSCYC; Briere, 2005) è una checklist di 90 item che valuta la sinto-matologia post-traumatica acuta e cronica in bambini dai 3 ai 12 anni, elaborata da Briere nel 2005 e di recente convalidata e pubblicata in Italia. Si presenta l’utilizzo di questo strumento in un caso clinico: Giulia, 6 anni, sottoposta a valutazione psicodiagnostica specialistica per sospetto abuso sessuale. Il TSCYC ha permesso di riscontrare specifici indicatori di un funzionamento post-traumatico e appare particolarmente utile all’interno del processo di ragionamento diagnostico, per individuare la presenza del funzionamento post-traumatico e per poterne definire le caratteristiche principali.