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Adriana Grotta, Ruggiero Lamantea, Paola Morra

Casi clinici

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 4 / 2019

Pier Francesco Galli, Alberto Merini

Tracce

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 4 / 2019

Dopo una nota introduttiva di Pier Francesco Galli, viene pubblicata la sua presentazione del libro di Sebastiano A. Tilli Al di là del principio di guarire. Riflessioni sulla cura, la psicoanalisi, la formazione analitica (Pisa: ETS, 2001). Questo testo, tra le altre cose, discute criticamente alcuni aspetti della formazione in psicoterapia, e si ricollega idealmente all’editoriale, sempre di Pier Francesco Galli, di questo n. 4/2019 di Psicoterapia e Scienze Umane.

Viene preso in considerazione il sogno del Conte Thun con l’intento di mettere in luce una possi-bile ricerca di Freud attraverso questo sogno su due eventi oscuri nel passato del padre: la secon-da moglie Rebekka e l’abbandono di Freiberg, la città natale di Freud. Si ritiene di poter indivi-duare nel contenuto manifesto del sogno alcuni riferimenti all’infanzia di Freud a Freiberg e al viaggio che condusse la famiglia prima a Lipsia e poi a Vienna, e numerosi riferimenti alla scena primaria cui con molta probabilità il piccolo Sigmund assistette ripetutamente nella prima infanzia.

Franco Maiullari, Bianca Maria de Adamich , Marica Fragapane

Il finalismo del sogno nella Psicologia Individuale di Alfred Adler

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 4 / 2019

Il finalismo psichico, inteso come prospettiva, progetto, vita orientata verso il futuro, è un principio generale del modello psicodinamico adleriano: esso opera a livello cosciente e inconscio, in modo esplicito e implicito, nella vita diurna così come nei sogni, ed è sempre riferito alla storia individuale, inserita in uno specifico contesto socio-culturale. Sulla base di queste premesse teori-che, nell’articolo: 1) viene posto il finalismo psichico in una prospettiva evoluzionistica; 2) ven-gono presentati alcuni sogni in cui il senso finalistico si esprime in modo pregnante; 3) si ipotizza che il sogno - e più in generale quella che si può chiamare capacità "fantasticonirica" dell’uomo - colori di sé la vita psichica con una funzione catalizzatrice, sia nell’arte (Nietzsche e l’orizzonte estetico) sia nell’arte di vivere (Adler e l’orizzonte psicodinamico e psicoterapeutico).

Erich Fromm

Il contributo delle scienze sociali all’igiene mentale (1951)

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 4 / 2019

In questo contributo, qui nella prima traduzione italiana, viene discussa la questione se la salute mentale possa o meno essere equiparata all’adattamento passivo alla società. La natura umana ha dei fondamenti unici e stabili, e questi possono essere soffocati dalle regole di una comunità che non li rispetti, provocando così delle patologie psicologiche manifeste o una patologia latente e inconscia che si manifesta nella forma di un rigido conformismo ai dettami sociali.

Lawrence Friedman

Gli articoli di Freud sulla tecnica: resoconto di una scoperta

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 4 / 2019

Gli articoli di Freud sulla tecnica vanno visti come un insieme unitario, come un libro dal titolo Tecnica della psicoanalisi. In genere si ritiene che questo libro dica come dovrebbe comportarsi uno vero psicoanalista, per cui gli analisti si chiedono se - e quanto fedelmente - dovrebbero "obbedire" a queste "regole" dettate un secolo fa. Ma non c’è un fraintendimento peggiore. Que-sto libro rappresenta la "spina dorsale" del resoconto di un esperimento fatto da Freud mentre cer-ca di individuare le variabili che attivano o inibiscono quel particolare fenomeno in cui per caso si era imbattuto. La sua scoperta riguarda un tipo di esperienza radicalmente nuova, che non ha a che fare con la teoria, l’efficacia terapeutica o la comodità del paziente, e spesso quello che vedeva andava contro le sue aspettative. Tecnica della psicoanalisi riporta soprattutto dei fatti, del tipo: "Ho notato che se fai X, accadrà Y". Leggendo il libro dall’inizio alla fine, si vede come Freud è andato a caccia delle operazioni che attivano quello strano e inafferrabile fenomeno chiamato psi-coanalisi. È questo il modo con cui il libro andrebbe insegnato.

Pier Francesco Galli

Editoriale: Facite ‘a faccia feroce

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 4 / 2019

Questo editoriale, particolarmente lungo, mette in luce, sull’esempio dell’ambito sanitario, la contraddizione tra ideologia del controllo e pratica reale in uno Stato democratico che ancora attualmente, in molti settori, ritiene di governare i processi secondo la logica corporativa. Vengono di-scussi in modo critico alcuni aspetti del percorso che ha portato alla organizzazione della Educazione Continua in Medicina (ECM), mettendo in luce varie contraddizioni interne e l’inefficienza nel risolvere il problema della formazione continua dei professionisti della salute mentale, nonché la poca capacità di previsione da parte di coloro che la progettarono. Viene anche riprodotto integralmente un editoriale scritto da Pier Francesco Galli nel n. 4/2001 del Giornale Italiano di Psi-cologia (GIP), in cui venivano segnalate le criticità del sistema dell’ECM, e vengono riportati al-cuni brani dell’articolo di Ulrich Wienand "L’accreditamento dei professionisti: prospettive e rischi per gli psicologi italiani.. pubblicato nello stesso n. 4/2001 del GIP. Infine, vengono riprodot-ti brani di due scritti apparsi sulla rivista Quotidiano Sanità nel settembre 2019, rispettivamente di Massimilano Zaramella e Marco Castioni, con riferimento alla disamina del giurista Luca Benci.

A cura della Redazione

Convegni

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2019

A cura della Redazione

Recensioni

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2019

Rossella Spadola, Elisabetta Todaro

Le manifestazioni sessuali infantili

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2019

Le manifestazioni sessuali infantili sono state a lungo ignorate nella letteratura sullo sviluppo infantile, sia nelle matrici mediche che in quelle psicologiche. Una ipotesi sostiene che tale misconoscimento sia frutto dell’erronea equivalenza tra espressioni sessuali adulte e quelli dei minori; in tal senso, l’idea che la sessualità sia guidata dall’eccitazione e prenda avvio dagli organi genitali per essere diretta all’ottenimento del piacere rende difficile qualsiasi applicazione al mondo dell’infanzia. Grazie alla teoria dello sviluppo psicosessuale di Freud, è stata rico-noscibile non solo una netta differenziazione tra momenti del ciclo vitale umano, ma anche un valore della sessualità che non riguardasse la sola ricerca del piacere erotico. Attraverso l’analisi della sperimentazione sessuale infantile, infatti, è stato possibile assegnare alla sessualità molte altre funzioni, tra le quali: la sperimentazione di sensazioni, l’elaborazione delle esperienze relazionali, la ricerca di gratifi-cazione e la tolleranza alle frustrazioni. Nel presente contributo verranno discusse queste funzioni, assieme alla trattazione delle principali preoccupazioni degli adulti rispetto al management delle manifestazioni sessuali infantili, al fine di chiarire un percorso utile ed efficace per l’educazione sessuale infantile applicata ai temi del genere, della scoperta di sé e delle sensazioni corporee.

Luigi Lombardo, Roberta Rossi

Disabilità intellettive e sessualità

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2019

La sessualità è uno dei più importanti aspetti della vita umana e sebbene le persone con disabilità intellettive (ID) abbiano i medesimi bisogni sessuali rispetto ai soggetti non disabili, ancora oggi la loro sessualità è spesso limitata da atteggia-menti riluttanti e timori fondati su credenze irrazionali. Così la sessualità delle persone con ID è divenuta un "caso particolare" dal punto di vista medico, pedagogico, psicologico ed etico. Questa rassegna riassume le attuali conoscenze e gli eterogenei studi riportati in letteratura riguardo differenti aree della sessualità di adolescenti e adulti con ID. Vengono inoltre descritti e analizzati i comportamenti sessuali, le necessità di educazione alla sessualità e alla procreazione, i problemi rela-tivi alla violenza e all’abuso sessuale fra soggetti affetti da ID.

Giulia Fioravanti, Vanessa Banchi, Daniel Giunti

Genitori omosessuali con figli da precedenti relazioni eterosessuali: il ruolo dell’omofobia interiorizzata

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2019

Obiettivo del presente lavoro è esplorare il legame tra omofobia interiorizzata, consapevolezza del proprio orientamento sessuale, educazione religiosa e coming out in un campione di genitori omosessuali che hanno avuto figli all’interno di una relazione eterosessuale. Metodo: 32 madri lesbiche e 26 padri gay (età media 45.62±8.88 anni) hanno partecipato allo studio. Risultati: Il 46.6% del campione ha riferito di essere stato consapevole del proprio orientamento sessuale al mo-mento della relazione eterosessuale. L’orientamento sessuale maggiormente riferi-to nella dimensione del passato è stato "bisessuale" mentre nel presente e nell’ideale "omosessuale". Il campione riporta livelli più elevati di omofobia al momento della relazione eterosessuale rispetto al momento attuale (M±DS=2.47±1.03 e M±DS=1.53±.69). Tale differenza risulta statisticamente si-gnificativa sia nel campione totale (t (57)=7.42; p < .001), sia nei maschi e nelle femmine (t (25)=5.71, p < .001 e t (31)=4.85, p < .001). L’omofobia interiorizzata risulta associata al coming out con i figli, mentre non correla né con la consapevo-lezza né con l’educazione religiosa ricevuta. Discussione: I risultati forniscono un primo contributo allo studio di una popolazione ancor poco indagata dalla comu-nità scientifica.

Chiara Quarta, Maria Grazia Porpora, Chiara Simonelli, Filippo Maria Nimbi

Fattori cognitivi nella sessualità di donne con endometriosi: uno studio comparativo

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2019

L’endometriosi è una patologia ginecologica cronica spesso associata ad una forte compromissione della vita sessuale, prevalentemente caratterizzata dall’esperienza di dolore genito-pelvico durante i rapporti. L’obiettivo dello studio è stato quello di esplorare la relazione che intercorre tra disfunzioni sessuali e fatto-ri cognitivi nelle donne affette da endometriosi. Si vuole comprendere se schemi cognitivi, pensieri automatici e sistemi di credenza siano associati al funzionamen-to sessuale. Lo studio è stato condotto su 76 donne che hanno compilato un que-stionario self-report per indagare, nello specifico, l’assetto cognitivo tramite il Que-stionnaire of Cognitive Schema Activation in Sexual Context (QCSASC), Il Se-xual Modes Questionnaire (SMQ) e Il Sexual Dysfuncional Beliefs Questionnaire (SDBQ). I risultati emersi suggeriscono come nell’endometriosi gli aspetti cognitivi correlati alle disfunzioni sessuali possano influenzare la percezione che le donne hanno di sé, del vivere con la patologia e delle modalità per fronteggiarla. Appro-fondimenti futuri potrebbero contribuire ad una maggiore comprensione dell’impatto che questa patologia ha sul benessere sessuale, sulla qualità della vita, e così indirizzare verso un intervento più appropriato ed efficace.

Elisabetta Todaro, Marco Silvaggi, Valentina Rossi, Francesca Aversa, Filippo Maria Nimbi, Roberta Rossi

Le nuove tecnologie nell’educazione sessuale: un problema o uno strumento di intervento?

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2019

I social media e le comunità online sono diventati importanti canali di comunicazione per i giovani. L’uso massiccio di queste tecnologie ha dato origine a un dibattito internazionale sui potenziali effetti sulle relazioni e sulla sessualità. Lo scopo di questo contributo è studiare i vantaggi e i limiti dei social media come fonte formale e informale di informazioni sulla sessualità; un ulteriore scopo è quello di discutere l’impatto delle tecnologie sui giovani e sui professionisti coinvolti nei programmi di educazione sessuale. Il metodo utilizzato per la realizzazione del presente lavoro è stata una revisione della letteratura scientifica nel periodo da gen-naio 2006 a maggio 2017. Nonostante gli adolescenti siano molto interessati alla salute sessuale, la mancanza di un’educazione sessuale on-line chiara e scientifica può portare a confusione e ansia sulla sessualità. Per questo motivo, le agenzie deputate alla promozione della salute raccomandano l’uso della tecnologia da parte degli operatori sanitari; contrariamente a questo indicato, però, la tendenza dei professionisti della salute è di un uso dei social media prettamente in un contesto privato, ma non in un contesto professionale. Sulla base della letteratura consultata, è apparso che i social media vengono studiati attualmente soprattutto per le informazioni di cui si fanno portatori e non per le esperienze che veicolano per i fruitori. La maggior parte degli interventi di educazione sessuale online sono focalizzati sulla prevenzione del comportamento a rischio degli adolescenti anziché sulla promozione del benessere sessuale; considerando l’utilità dei social media nell’educazione sessuale, viene presentato uno strumento tecnologico progettato dall’Istituto di sessuologia clinica di Roma da utilizzare durante le sessioni di educazione sessuale. In futuro dovrebbe essere utilizzato un approccio critico per promuovere un uso più sicuro dei social media, nel quale le emozioni ed i sentimenti connessi all’utilizzo di tali strumenti possano essere approfonditi dai giovani attraverso i percorsi di intervento promossi dai professionisti.

A cura della Redazione

Norme redazionali

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 3 / 2019

A cura della Redazione

Recensioni

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 3 / 2019