La ricerca ha estratto dal catalogo 105574 titoli
L’articolo esplora le condizioni lavorative dei giovani early school leavers in Italia in un periodo caratterizzato da una prolungata crisi economica e da un processo di dequalificazione della struttura occupazionale. Le analisi empiriche, basate sulle ondate 2005 e 2014 dell’indagine ISFOL-PLUS, rivelano che le opportunità di impiego dei giovani che hanno abbandonato precocemente il sistema formativo sono notevolmente peggiorate nel tempo, sia in termini assoluti che nel confronto con coloro che hanno raggiunto un diploma o una qualifica professionale. Fra le possibili determinanti di questo peggioramento, l’articolo discute la maggiore selettività del gruppo degli early school leavers ed il fenomeno dello "spiazzamento" dei lavoratori mediamente qualificati. I risultati mostrano inoltre marcate differenze di genere ed in particolare uno svantaggio moltiplicativo negli esiti occupazionali delle giovani early school leavers, ancora più marcato nel Mezzogiorno.
Le trasformazioni dei processi di valorizzazione che hanno innervato il passaggio dal capitalismo fordista-taylorista al capitalismo bio-cognitivo hanno posto in evidenza anche le trasformazioni del sistema di welfare. In questo saggio, intendiamo analizzare come le istituzioni di welfare si sono trasformate in fattori produttivi così da incidere sul meccanismo della valorizzazione capitalistica. A partire da quanto emerso nella indagine sul campo condotta in tre paesi pilota (Italia, Olanda, Croazia) dalla ricerca Horizon 2020 "Pie News", si può osservare come esistano all’interno del corpo sociale tentativi di sperimentazione dal basso, in grado di resistere alla crescente incertezza e insicurezza economica generata dai nuovi modelli di governance neo-liberale (Butler, 2015, Lorey, 2015). Da questo punto di vista, viene affrontato il tema della centralità della riproduzione sociale e della cura espropriate dai paradigmi produttivi contemporanei. Lungi dall'essere un semplice costo, la riproduzione e la messa a valore del vivente sta diventando, grazie anche allo sviluppo di forme private di assicurazione sanitaria e sociale, sempre più direttamente o indirettamente produttiva. In questo quadro, il paragrafo conclusivo è dedicato alla presentazione della proposta di Commonfare (Welfare del Comune), originata dall’analisi delle buone pratiche di welfare dal basso.
Negli ultimi anni, come conseguenza dei cambiamenti della struttura sociale e demografica del nostro Paese, si stanno diffondendo nuove forme di intervento sociale che, mobilitando risorse economiche non pubbliche, hanno cercato di integrare e sostenere il welfare state. Questo genere di interventi, oltre che rappresentare una nuova risposta alle necessità sociali degli individui, in alcuni casi hanno permesso la creazione di nuova occupazione e nuove figure professionali in ambito sociale. Un concreto esempio arriva dal welfare aziendale e occupazionale che, seppur non in maniera uniforme, sta crescendo a ritmi sostenuti in Italia. a sempre maggiore rilevanza di questo fenomeno ha portato alla nascita di un vero e proprio mercato fatto di società di consulenza, società di servizi e, soprattutto, di società provider. Al fine di cogliere le dinamiche in corso in questo mercato, anche in termini di occupazione, questo contributo intende concentrarsi in primo luogo su questi ultimi soggetti.
The article focuses on adult social care (ASC) in the United Kingdom (UK). The sector has undergone a radical transformation over the past thirty years, changing from a public ownership model to a "quasi-market’ model in which private companies undertake the provision of most care and support. This paradigm policy shift preceded attempts to introduce similar ideas in other policy areas in the UK, so to this extent ASC can be regarded as a pilot for more general social policies that have come under the umbrella term of "neoliberal". The paper offers an overview on the mechanisms linked regulation and privatization which leaded to an increase in the exploitation of labour on the UK care sector. In the case of adult social care, the ways in which ethical issues have been relegated to the status of market transactions has significantly shaped the way services are provided and how the workforce is recruited, trained and rewarded.
L’articolo esplora la discrezionalità degli operatori sociali (assistenti sociali, educatori, OSS e amministrativi) alla luce della street-level theory e del concetto di situated agency. Dall’analisi delle interviste somministrate in due servizi del Nord Italia emerge come la carenza di risorse rappresenti per gli operatori il più rilevante elemento dilemmatico, nonché il motore primo delle loro coping strategies: essa rende necessaria la selezione degli utenti e il razionamento; incide sulla discrezionalità, poiché riduce le opzioni di interventi erogabili e lo spazio di relazione con gli utenti; e, infine, rischia di trasformare il lavoro sociale in supporto relazionale. Anche in questa situazione, gli operatori sociali sembrano essere policy makers solo in un senso più ristretto rispetto a quello attribuito in letteratura, poiché non partecipano alla programmazione sociale e a quella del proprio servizio, rinunciando di fatto alla voice e all’advocacy politica.
This empirical contribution analyses the recent reforms of public social work and asylum seekers’ reception, aiming at interpreting their impact on social workers. We identified two case studies in the Municipality of Rome, a one stop shop for social services (PUA) and an asylum seekers’ reception centre (CAS), and enquired the increasing pressure exerted on workers by the performance-based approach to service management and by the reshaping of their role into controllers of social behaviours. Workers’ capability of being advocate of users’ needs seems to be confined to individualised spaces of autonomy, yet sustained by workers’ professional, moral and political values.
L’articolo si concentra su due linee di policy cruciali nel quadro attuale di riorga-nizzazione del welfare in Europa e in Italia: l’Investimento Sociale e l’Innovazione Sociale. L’obiettivo è illuminare le dinamiche che esse alimentano nel lavoro so-ciale e comprendere in che modo vi aprono campi di cambiamento, adattamento o resistenza relativamente a ruoli e competenze. Il punto di partenza è la duplice dinamica attraverso cui il dominio riconosciuto e trattato come "sociale" si espan-de, estendendosi ben al di là dei suoi confini tradizionali e assumendo al contempo significati più vaghi e sfocati. L’indagine poggia su due spaccati empirici: l’attuazione di una misura di contrasto alla povertà in un ambito territoriale lom-bardo; un progetto in corso a Milano dal 2015 volto a riconfigurare il rapporto fra domanda e offerta di servizi di cura nell’ambito di una più complessiva riorganiz-zazione del welfare municipale.
The purpose of the essay, introducing the special issue, is to shed light on the restructuring of social work in the context of more general transformations of work. Social work represents an important share of the contemporary job market, especially in the field of services, both in the public and private sectors (mainly education, health, social services). The article presents the different waves of transformation of welfare, from the ‘80s onwards, that have had a significant impact on social work. It starts with an overview of the international context, with specific attention to UK context where privatisation and restructuring of public and welfare state services has been most extensive; then it focuses on Italy, presenting the general features and directions of welfare restructuring taking place in the country and their impact on the care work sector. Finally, the article highlights some shared features and focuses of the different articles composing the Special Issue. Furthermore, it points at possible (and needed) development of the research on the issue: the need of new political narratives of welfare restructuring and developments, the need (and the current weakness) of the voice of social workers with regards to welfare system in the public debate and in policy making; the link between Street Level Bureaucrats’ practices and social services reorganisation and the systematic increase in the exploitation of labour that linked regulation and privatization dynamics.
L’articolo analizza le molteplici trasformazioni che riguardano il lavoro e la sua regolazione in Italia. Con una attenzione particolare a dare conto delle forme concrete con cui le forme variegate del lavoro vengono regolate e anche rappresentate, fuori e dentro i luoghi di lavoro, l’articolo prende in esame i principali nodi critici che insistono sulle nuove domande di protezione e rappresentanza. Da qui nella seconda parte vengono identificati i possibili spazi di ri-regolazione a disposizione delle istituzioni e degli attori collettivi.
Nell’ambito del corso di laurea in Scienze della Formazione primaria il laboratorio è non solo "officina di metodo", ma anche spazio formativo privilegiato per l’interconnessione tra saperi disciplinari e saperi pedagogico-didattici. Muovendo da questa cornice teorica, il contributo presenta l’esperienza di apprendimento proposta agli studenti del quarto anno del corso di laurea dell’Università di Enna nell’ambito del laboratorio di didattica della storia. Sul piano metodologico, attraverso la promozione di una embodiment cognition e la valorizzazione di esperienze apprenditive "open air", l’immersione nella storia e l’esplorazione delle fonti diventa occasione di interconnessione inedita tra presente e passato.
L’articolo presenta gli esiti di una micro ricerca qualitativa sull’implementazione di un modello di PDP (Professional Development Planning) ideato come strumento di Work-Integrated Learning e ispirato al Capability approach.
Il presente articolo, a partire da un’introduzione teorica di fondo e dalla presentazione dei risultati della prima edizione del progetto triennale SBAM! Sport, Benessere, Alimentazione, Mobilità a Scuola realizzato in Puglia, focalizza la propria attenzione sulle sue possibili prospettive didattiche. Il percorso di ricerca longitudinale qui presentato, il quale ha avuto come obiettivi educativi la promozione di stili di vita attivi e di corrette abitudini alimentari, ha messo in luce anche la necessità di ri-pensare i contesti di apprendimento-insegnamento, sdoganandoli da un certo modo di intendere la conoscenza ancora in una veste troppo parcellizzata. Se un’esperienza di questo tipo ci ha consentito di comprendere meglio alcune criticità in termini di qualità e quantità dell’educazione fisica a scuola, ma non solo, ci sembra necessario tendere ad approcci didattici integrati e multicomponenti che sollecitino i soggetti a pensarsi in termini di corporeità sistemiche, nell’ottica di un’adeguata promozione di comportamenti proattivi e di abitudini preventive che siano foriere di una crescita in salute più consapevole e che accompagnerà il soggetto per tutta la vita.
Il contributo presenta una ricerca sui bisogni e le difficoltà degli studenti del primo anno dei corsi di studio in Astronomia, Fisica e Scienza dei Materiali dell’Università di Padova. Le ricerche più recenti sui bisogni degli studenti evidenziano l’importanza della conoscenza del contesto per il successo formativo e lo sviluppo di competenza. L’indagine ha coinvolto 253 studenti nell’a.a. 2016-17 ed è stata realizzata con il supporto di un gruppo di tutor esperti di ciascun contesto. I risultati evidenziano bisogni sia accademici, sia personali, sia didattici, con differenze nei tre contesti ma anche con la possibilità di individuare alcuni elementi comuni. In primo luogo, il problema del metodo di studio sembra strettamente connesso con le difficoltà disciplinari. Di conseguenza, in questi contesti è necessario legare a doppio filo il supporto disciplinare con quello formativo/personale. In secondo luogo, emerge il tema della progettazione del proprio futuro, soprattutto nei contesti caratterizzati da interdisciplinarità o da carenze nell’orientamento in ingresso o in itinere. Alla luce di questi risultati proponiamo la progettazione di azioni contesto-specifiche, con la collaborazione di esperti di diversi ambiti e che siano condivise con tutti gli attori coinvolti nel supporto agli studenti.
The current era of globalization, international programs, and international student mobility has resulted in a changing demographic in classrooms across Italian universities. While we know that international students come to universities with various cultural, linguistic, and academic backgrounds, this diversity in the student population poses benefits and challenges for instruction as faculty seek to provide effective teaching in their classrooms. As well, university instructors participate within a variety of communities of practice that may (or may not) help them to prepare to teach diverse populations of students. The current study, a component of a larger research project funded by the U.S. - Italian Fulbright Commission, investigated the professional development topics and formats in which university instructors at the Università degli Studi di Padova engage to teach such diverse student populations. This research assists in identifying models, content, and contextual factors of informal and formal faculty development currently in Italy. The findings offer culturally nuanced insights for instructor professional development during a period of internationalization efforts and increased international student mobility.
The purpose of this study was to gain a better understanding of the experiences of marginalized statistical minority student’s ability to be successful at a rural Predominately White Institution in the United States. The experiences were examined from three contexts, (1) access, (2) retention, and (3) campus climate. Social Justice and its impact on retention were explored using a qualitative approach. Afrocentrism and Critical Pedagogy was used as guiding theoretical frameworks.
L’autrice prende spunto per questa Connessione, dalla pubblicazione, a oltre settanta anni dalla prima, di una nuova edizione ampliata e commentata del classico lavoro di Michael Balint Medico, paziente e malattia. Profondamente consapevole dell’importanza che esso ha rivestito per tanti professionisti della salute fisica e psichica: medici in primo luogo, ma anche infermieri, psicologi e assistenti sociali, discute l’attualità del modello Balint, alla luce dei molti cambiamenti so-ciali, culturali e tecnologici sopravvenuti nel frattempo, trovandola intatta e forse addirittura accresciuta.
In questo breve resoconto si tenterà di rendere una idea dello svolgimento delle Giornate di Fiesole intitolate a Franco Fasolo, giunte nel 2018 alla V edizione. Il tema della supervisione e della intervisione è stato affrontato provando a tenere insieme campo teorico e campo esperienziale, formazione e ricerca, sperimentazione di modelli consolidati e nuovi, per comporre sul campo indicazioni, setting, modelli di valutazione, attraverso una ricerca-azione.