RISULTATI RICERCA

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I fattori di rischio legati all’ambiente familiare e il disagio psichico sono da tempo identificati come fattori di rischio per i comportamenti devianti e la delinquenza durante l’adolescenza. Questo studio, in particolare, vuole mettere in evidenza la specificità delle esperienze sfavorevoli infantili vissute in un campione di giovani detenuti presso l’Istituto Penale Minorile di Palermo. Oltre alla presenza elevata di esperienze di trascuratezza emotiva e abuso fisico e psicologico si rilevano, in questo campione, percentuali elevate di sintomi psicopatologici, significativamente correlati ad un aumentato rischio di recidiva. I dati rilevati, oltre a consentire un avanzamento degli studi sul tema, offrono spunti di riflessione interessanti per la prevenzione e la presa in carico della devianza giovanile in ambito psicoeducativo, sociale e giuridico.

Claudia Perri, Antonello Taranto, Isabella Macina, Silvio Tafuri, Vittoria Infantino, Andrea Bosco, Alessandro Caffò, Ignazio Grattagliano

Minori e giovani adulti assuntori di sostanze stupefacenti e autori di reati: un’indagine in un Ser.T. della regione Puglia

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2019

Il disagio, il disadattamento e la condotta deviante dei minori, individui che entrano a far parte del circuito penale dai 14 ai 18 anni di età, è un fenomeno in crescita. L’obiettivo di ricerca degli autori è finalizzato ad esplorare e a proporre una ricognizione del complesso mondo dei minori e giovani adulti assuntori di sostanze stupefacenti, con particolare riferimento ai reati commessi. La ricerca è stata condotta presso i Ser.T. di una delle Asl della regione Puglia, è stata fornita un’analisi descrittiva dell’intero campione con particolare attenzione alla situazione familiare, alla dipendenza, alla tipologia di sostanze assunte e ai reati commessi, valutando, inoltre, la prevalenza di crimini in base alla nazionalità e al genere. Il dipartimento di Giustizia italiana, oggi, una delle istituzioni penali maggiormente funzionanti, si è allontanato dal così detto "sistema chiuso", dove il carcere rappresentava l’unica soluzione, ed è diventato un sistema aperto alla condivisione di un lavoro terapeutico che ha come interesse la serenità e il reinserimento del minore autore di reato. Il lavoro si deve basare sull’ascolto e sull’integrazione, in particolare dei giovani stranieri, aiutandoli a rappacificarsi con la loro storia e a nutrire appartenenza con la nuova realtà.

Ernesto Mangiapane, Vincenzo David

Le dipendenze patologiche e il deficit della simbolizzazione in adolescenti a rischio

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2019

L’adolescenza e caratterizzata da molteplici processi trasformativi che possono portare l’adolescente ad utilizzare cio che Steiner1 definisce i "rifugi della mente". L’individuo trova sollievo dalla tensione, derivante dai cambiamenti, utilizzando un rifugio della mente. Se l’adolescente presenta un deficit della simbolizzazione, legato ad una disregolazione affettiva puo portare ad utilizzare costantemente per esempio l’addiction. La dipendenza patologica e in relazione con la difficolta sia di simbolizzare l’esperienza psichica sia la propria esperienza emotiva; in altri termini le ricerche mettono in evidenza come la dipendenza patologica non e altro che una condizione della disregolazione degli affetti, cioe la difficolta a riconoscere, mentalizzare, integrare le proprie emozioni.

Valerio Belotti, Diletta Mauri

Gioventù brevi. Care leavers e capacità di aspirare

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2019

I care leavers sono soggetti a una doppia vulnerabilita riconducibile all’essere giovani in tempi di perdurante incertezza e allo stesso tempo giovani senza relazioni familiari e una rete di welfare adeguate a sostenerli. Questa condizione sociale li spinge a "diventare grandi" molto prima dei loro coetanei, a dover rispondere agli imperativi dell’autonomia individuale in tempi ristretti e a bruciare gli snodi di una fase del corso di vita complessa, ma irripetibile. Nonostante cio, dalla ricerca presentata emerge una forte tensione verso il futuro che, seppur per alcuni appare ancora poco definito, diventa un’occasione di ricomposizione di una biografia fino ad oggi frammentata; un desiderio e una capacita di aspirare che diventa possibilita di riscatto su vari fronti e rispetto alle esperienze avute e subite. Un obiettivo che per diversi care leavers diventa una scommessa di vita. L’analisi e basata sulla ricerca svolta in accompagnamento alla costruzione partecipata del Care Leavers Network Italia promosso dall’Associazione Agevolando e ha interessato 84 care leavers coinvolti in 15 focus group e 190 care leavers che hanno partecipato alla survey nazionale svolta attraverso un questionario standardizzato.

Il presente contributo mira ad analizzare le eventuali modifiche intervenute, negli ultimi cinque anni, nell’area della devianza minorile, e nel circuito penale, in risposta ad un vigoroso flusso migratorio di minori stranieri non accompagnati che ha interessato in particolar modo il territorio siciliano, modificando soprattutto la "geografia sociale" di piccoli centri abitati e marcando una distinzione tra minori stranieri di prima e di seconda generazione. Il rischio, tuttora molto alto, e che gli interventi successivi all’accoglienza di un msna, derivino in un nonsense che alimenta soltanto razzismo e odio nella comunita locale. L’immigrazione dunque, in qualche misura, sembra aver contribuito a modificare la tipologia e l’incidenza di alcuni reati, ma e realmente cosi? L’articolazione dei procedimenti giudiziari a sua volta in che modo ha risentito della nuova utenza minorile? Attraverso la lettura dei contesti sociali, l’analisi dei dati e il confronto multidisciplinare potranno generarsi utili spunti di riflessione sull’argomento.

Paola Bastianoni, Gisele Ronga

Adolescenti adottivi devianti: variabili di rischio e processi protettivi

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2019

Questo articolo discute la possibile correlazione tra adozione e comportamento deviante nell’adolescenza, considerando i fattori di rischio e i processi protettivi identificati dalla letteratura sul tema. Attraverso l’analisi di un caso vengono discusse le variabili familiari che la letteratura identifica come fattori di rischio per la radicalizzazione del comportamento deviante in adolescenza (conflitto e incoerenza disciplinare da parte dei genitori adottivi) e come fattori protettivi (comunicazione aperta e monitoring).

Nella sua riflessione l’autore prende in considerazione i presupposti per un intervento in favore degli adolescenti in conflitto con la legge a partire dal confronto con il lato negativo della personalità di ognuno e con le opportunità che possono essere offerte dall’incontro connotato dalla capacità di ascolto da parte di un "altro significativo". .

Maria Antonella Costantino, Stefano Benzoni, Anna Didoni, Antonella Di Troia, Anna Parascenzo, Francoise Peronace, Alessandro Chinello

Nuovi modelli per la valutazione di esito nelle situazioni psicosociali complesse

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2019

Gli autori approfondiscono il tema della valutazione di esito in situazioni psicosociali complesse. Evidenziano innanzitutto la necessità che essa avvenga tenendo conto delle diverse dimensioni coinvolte, dei diversi punti di vista di utente, contesto e operatori e dei punti di forza dell’utente e del contesto, con modalità partecipative. Descrivono poi un nuovo modello multidimensionale e multiassiale per la valutazione di esito, parte di un network collaborativo internazionale ed in corso di sperimentazione in Italia in particolare in minorenni con situazioni psicosociali che implicano elevato rischio di allontanamento dalla famiglia e istituzionalizzazione o ricovero ospedaliero, ovvero che sono già collocati in residenzialità educativa o terapeutica. Il modello Tcom (Transformational Collaborative Outcomes Management) è orientato alla individuazione delle priorità per gli interventi e alla costruzione di concordanza e partecipazione, consentendo così di diminuire la frammentazione e potenziare il buon funzionamento della rete territoriale, ed è maggiormente sostenibile rispetto ad altri strumenti, con una maggiore probabilità di poter essere progressivamente introdotto come strumento di routine per la valutazione degli esiti nella pratica quotidiana.

Gianluca Gini

Il cyberbullismo

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2019

Il cyberbullismo riguarda l’insieme dei comportamenti di prevaricazione messi in atto da uno o piu ragazzi/e a danno di un altro ragazzo o ragazza mediante l’uso delle nuove tecnologie (smartphone e Internet). Esso puo essere considerato una sottocategoria del bullismo, che si aggiunge alle forme "tradizionali" del bullismo fisico, verbale e indiretto/sociale. Con il bullismo tradizionale, il cyberbullismo condivide le caratteristiche di intenzionalita, persistenza nel tempo e disequilibrio di potere tra cyber-bullo e cyber-vittima. Tuttavia, vi sono anche alcune caratteristiche peculiari, dovute in particolare a come i meccanismi della comunicazione mediata dalle tecnologie influenzano le relazioni interpersonali. Tra queste, per esempio, vi sono la distanza fisica tra aggressore e vittima, una maggiore sensazione di anonimato da parte del primo e un pubblico potenzialmente infinito.

Maria Girolama Caruso, Loredana Cerbara, Antonio Tintori

Stereotipi, bullismo e devianza a scuola. Identikit degli studenti italiani

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2019

I giovani vivono oggi una realta sociale complessa nella quale la diversita e i rapporti sociali possono assumere significati diversi in funzione del contesto culturale e familiare di appartenenza. Le opinioni piu cristallizzate, che influenzano il comportamento e le scelte personali relativamente allo studio, al lavoro e agli stili di vita, si introiettano nel corso dei primi anni di vita e sono parte integrante di condizionamenti sociali estremamente pervasivi che contribuiscono alla formazione del se sociale e alla strutturazione del senso di appartenenza. La scuola e oggi un grande laboratorio sociale, ove e possibile rilevare gli eterogenei atteggiamenti giovanili, le dinamiche relazionali che si instaurano tra studenti e studentesse, la devianza e i comportamenti a rischio. Con l’ausilio di rigorosi metodi di analisi statistica, questo articolo analizza alcuni dati dell’indagine "Giovani alla prova" (Gap) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, mostrando l’esistenza di cinque tipologie di studenti: gli intolleranti, i devianti, i qualunquisti, gli equilibrati e i virtuosi. Il documento pone l’accento sull’opportunita di adottare un approccio didattico maggiormente olistico, al fine di contrastare la devianza e contenere l’influenza dei condizionamenti sociali che incidono sulla percezione della diversita, sul senso critico e sulla costruzione consapevole del futuro.

Gli adolescenti con disturbi psichiatrici sono in aumento su tutto il territorio nazionale, con incremento consistente degli accessi in Pronto Soccorso, dei ricoveri ordinari e dei collocamenti in residenzialita terapeutica. Uno degli aspetti di "novita" in questo ambito riguarda la crescente multiproblematicita, gravita e complessita dei quadri clinici. Tra le sfide principali, sviluppare modalita di intervento che consentano di tenere insieme interventi disturbo-specifici basati su evidenze scientifiche e la promozione di strategie di sistema volte a promuovere i punti di forza e i fattori di resilienza dei soggetti, la partecipazione attiva di utenti e famiglie alle cure, l’implementazione sistematica di strategie per la valutazione di esito.

Maria Vittoria Randazzo

Le nuove forme di comportamenti devianti

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2019

L’articolo presenta una descrizione dei nuovi comportamenti devianti cercando di analizzare il fenomeno sia per quanto riguarda le condizioni psichiche in cui si trova l’adolescente che agisce tali comportamenti, sia nel tentativo di comprendere quali possano essere gli interventi utili a prevenire il fenomeno.

L’Autore prenderà in esame le garanzie processuali riconosciute al minore, indagato o imputato, confrontando la disciplina europea - con particolare riferimento alla Direttiva (UE) 2016/800 ed alla Decisione Quadro 2002/584/GAI - con l’ordinamento interno. Analizzato il livello di tutele offerte al minore dal Legislatore italiano, si individuerà in quale direzione si dovranno muovere gli interventi legislativi de iure condendo che coinvolgeranno la giustizia minorile.

Michele Panzavolta

L’enigma del diritto penale minorile comparato

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2019

L’Autore muove dalla constatazione del carattere enigmatico del diritto penale minorile, refrattario ai criteri di classificazione, per cogliere le ragioni di questa caratteristica, in una panoramica comparata che pone a confronto diversi possibili modelli per analizzare la relazione che si stabilisce tra l’inquadramento astratto ed il funzionamento concreto dei sistemi.