RISULTATI RICERCA

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Luca Martignani

Presentazione

SOCIOLOGIA E POLITICHE SOCIALI

Fascicolo: 2 / 2019

Francesco Antonelli

Some Hypotheses on Gender, Radicalization and Jihadism. A Qualitative Research on Experts

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2019

The aim of this paper is to present the results of a qualitative research that have involved some European Civil Experts, about current relationship between women and violent radicalization. After having defined the crucial concept of vio-lent radicalization and discussed some evidences about current female violent Ji-hadism, findings of the qualitative are presented. In general, the opinions of our experts are divided into three positions: first: in radicalization process, gender is represented as a marginal dimension; Second: Gender is represented as climax be-tween several contradictions of radicalization process; third: Gender as the "new frontier of terrorism".

Cristina Sofia, Barbara Mazza, Milena Cassella

Esperienze di innovazione didattica: le prospettive dei docenti

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2019

Il contributo illustra le prime risultanze di una ricerca esplorativa sull’innovazione didattica. Nell’ambito della ricerca sono state realizzate delle interviste in profondità ai docenti universitari che hanno consentito di ricostruire una definizio-ne di innovazione didattica che, sebbene sia parziale e provvisoria, si fonda sulle esperienze maturate in ambito professionale e tiene conto delle potenzialità e dei limiti del contesto accademico italiano.

Renato Fontana, Erika De Marchis, Elena Valentini

Prove tecniche di didattica innovativa. Il punto di vista degli studenti del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2019

L’articolo presenta i risultati di una ricerca sui processi e contenuti della didattica che comportano sostanziali cambiamenti nella gestione della formazione universitaria. Attraverso l’approfondimento di un caso di studio incentrato sulle attività didattiche in sperimentazione presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricer-ca Sociale della Sapienza, si intende studiare come le innovazioni di pratiche didattiche, modelli di insegnamento e stili di condivisione del sapere modifichino la funzione dell’educazione e dell’apprendimento, e quali percezioni ne hanno gli studenti.

Graziano Lori , Luigi Lucchetti

Stress e suicidi nelle forze di Polizia: riflessioni pratiche ed esperienze sul campo

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2019

Gli operatori che intervengono in situazioni di emergenza, compresi i poliziotti, sono esposti a degli eventi a forte impatto emotivo definiti "eventi critici di servizio". Questi incidenti critici possono provocare un particolare stato di disagio psicologico, nonostante il soggetto metta in atto naturalmente delle strategie di coping. C’è poi la delicatissima tematica del suicidio nelle Forze di polizia che si rivela argomento molto complesso, sia sotto il profilo strettamente scientifico che rispetto alla delicatezza mediatica che riveste, con il rischio di cadere negli opposti della cortina di silenzio da un lato, e della ricerca di un capro espiatorio istituzionale a tutti i costi dall’altro. Il suicidio inoltre, e in particolare quello in divisa, è ancora fortemente condizionato dallo stigma, il marchio che più o meno apertamente viene attribuito a chi si toglie volontariamente la vita e ai suoi familiari. In quest’ottica, risulta fondamentale da una parte un approccio obiettivo e trasparente, come quello che informa l’iniziativa recentemente assunta dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza di costituire un Osservatorio Permanente Interforze sul fenomeno dei suicidi, dall’altra in un ottica preventiva, la sperimentazione di modelli di prevenzione, come quello basato sulla comunicazione fra pari che può rappresentare un fattore di protezione nei confronti dello stress, in particolare acuto da eventi critici. I gruppi di sostegno tra pari hanno il compito di fornire un primo aiuto psicologico e di gestione della crisi, finalizzato a prevenire, monitorare e intervenire nei casi di bisogno.

Francesca Romana Lenzi, Ketty Vaccaro

Il valore della multidimensionalità nell’approccio dell’urban health

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2019

Uno degli aspetti più qualificanti dell’approccio dell’urban health risiede nella sua capacità di considerare, in una chiave multidimensionale, gli effetti sulla qualità della vita e sulle opportunità di salute individuali e collettive, sia della dimensione territoriale che degli aspetti culturali e sociali. L’urbanizzazione rappresenta ormai un fenomeno strutturale crescente e di tipo trasversale (già nel 2014 più della metà della popolazione mondiale viveva nelle città e nel 2050 si stima che supererà i 2/3) con effetti epidemiologici tanto importanti quanto quelli legati all’invecchiamento demografico. L’impatto della urbanizzazione in termini di salute è ormai evidente in diversi studi che hanno preso in considerazione, a più livelli, le possibili conseguenze epidemiologiche della vita nella citta. Sono ormai noti i rischi per la salute legati all’organizzazione urbana, dalle malattie non trasmissibili (cancro, malattie cardiovascolari e respiratorie, diabete) alle malattie infettive, tipiche delle zone periferiche e degradate delle città. L’organizzazione della vita cittadina e i suoi assetti specifici hanno influenza anche su altri fattori di rischio, tra cui l’esposizione all’inquinamento ambientale, la sicurezza stradale, gli incidenti domestici, la violenza e tutta la gamma degli effetti dello stress e dell’isolamento sociale in termini di patologie mentali.

Francesca Romana Lenzi

Confini etnici, segregazioni simboliche. Il caso di Roma tra enclaves e diffusione urbana

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2019

Le teorie sociologiche hanno registrato la mutazione della città dalla prima alla seconda modernità, un passaggio che ha comportato l’indebolimento della valen-za delle variabili ecologiche di Wirth (1938) di fronte alle nuove forme di urbane-simo. Insieme ai processi di diffusione urbana e di dispersione dei confini della cit-tà, si è affermata una crescente ambivalenza di essa come luogo di appartenenza e, insieme, di segregazione, come spazio sociale fluido e complesso contenente processi di aggregazione e di disgregazione sociale. In tale contesto, i confini etnici possono essere osservati alla stregua di simboli primari della città nella seconda modernità (Sassen, 1994). L’intenzione di questo saggio, a partire da un percorso di ricerca sul quadrante Est di Roma (Cipollini e Truglia, 2015), ampliato all’ana-lisi, attualmente in corso, sul quadrante Sud , è di operare un’esplorazione dei con-fini metropolitani in riferimento all’insediamento residenziale delle popolazioni straniere, rilevando territori etnici spazialmente continui o enclaves delimitate da margini e confini simbolici o meno.

Roberto Cipriani, Uliano Conti, Francesca Greco, Francesca Guarino, Daniele Gulotta, Rosanna Memoli, Alessandra Sannella

Itinerari della Misericordia tra confini convivenze e sicurezza

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2019

Nell’indire il Giubileo Straordinario, Papa Francesco ha inteso rendere più evi-dente la missione della Chiesa di essere testimone della misericordia di Dio. L’Anno Santo ha portato milioni di pellegrini, compresi molti malati e disabili, a recarsi a Roma da tutto il mondo. Questo fenomeno di particolare interesse è stato indagato nel suo significato profondo attraverso un lavoro di ricerca condotto a livello nazionale con un approccio metodologico integrato che ha previsto l’utilizzo di una molteplicità di strumenti e tecniche quantitative, qualitative e vi-suali. Il presente lavoro propone una lettura del significato epistemologico della misericordia nell’anno giubilare per una pluralità di attori: pellegrini, professionisti della salute, malati, persone diversamente abili e accompagnatori.

Questo testo insiste sulla condizione dei minori allontanati dalle famiglie di origine e ospitati in contesti comunitari fino al compimento dei 18 anni. Ingresso nella maggiore età e dimissione dai circuiti di accoglienza non garantiscono affatto il raggiungimento di una piena autonomia, e ciò comporta i rischi di marginalizzazione cumulativa e di ulteriori disagi. Una norma recente disciplina anche per i care-leavers italiani l’accesso a benefici economici e prolunga l’offerta di tutele. La situazione nazionale viene analizzata alla luce di approcci della letteratura internazionale.

Silvia Fornari, Elisabetta Ruspini

Educazione contro la violenza di genere per bambini e bambine, ragazzi e ragazze. Buone pratiche

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2019

La violenza di genere è l’espressione più evidente delle discriminazioni e op-pressioni esercitate da un genere rispetto ad un altro e una grave violazione dei diritti umani. La prevenzione e lotta alla violenza di genere è un processo complesso, che richiede la presenza e l’impegno di tutte le istituzioni e tutte le agenzie di socia-lizzazione. Partendo da queste considerazioni il saggio discute il ruolo giocato dalla scuola e dall’Università nel contrastare la violenza di genere attraverso percorsi educativi e lavoro di rete.

Laura Guercio

Il ruolo delle donne nel garantire il diritto alla sicurezza

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2019

C’è un comune denominatore che accomuna i movimenti estremisti e le azioni da questi commessi in Nigeria, come nel Nord Iraq, ovvero in Syria, Somalia, Pakistan. Sebbene possano mutare le località geopolitiche e le denominazioni di tali gruppi radicali, la agenda di questi ultimi rimane invariata sul tema delle donne e sulla condotta nei loro confronti. Limitare l’accesso delle donne alla educazione, restringere la loro partecipazione nella vita politica ed economica, sopprimere la loro identità e autonomia attraverso la violenza fisica e psicologica. Di queste violazioni, frutto di un conservatorismo fondamentalista, si nutrono gli estremisti di ogni religione a fronte dei quali, invece, la promozione delle donne come motrici di pace e sicurezza deve essere una delle risposte della comunità internazionale contro la radicalizzazione. Questo lavoro intende esaminare il ruolo sociale delle donne nella prevenzione delle forme estreme di violenza e nella promozione della sicurezza e della pace anche attraverso l’analisi degli strumenti giuridici internazionali che tale ruolo hanno riconosciuto e consacrato. Può esistere una effettiva sicurezza sociale senza il coinvolgimento delle donne nei processi decisionali? Questa è la domanda cui questo lavoro intende rispondere, anche attraverso l’analisi di una delle esperienze più recenti di partecipazione delle donne a quello che è considerato uno dei fenomeni sociali e politici tra i più rielevanti degli ultimi anni: le Primavere arabe che nel 2011 hanno investito la Regione del Nord Africa e del Medio Oriente, altrimenti detta area Mena.

Raffaele Federici

Accordi di convivenze. I suoni, i contatti, i luoghi cum finis

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2019

Questo articolo è un tentativo di analizzare la produzione musicale come una metafora per costruire una mappa più fluida e flessibile per comprendere l’idea della convivenza umana e consente la possibilità di aprire contemporaneamente un dialogo critico sulle migrazioni. La comprensione ereditata di appartenenza storica, sociale, culturale e politica, invariabilmente congelata nella stasi di un nazionalismo istituzionale, disseminata nella legislazione, nei libri di testo, nei media, nei costumi e nei legami sociali, è qui esposta a impreviste domande.

I "vecchi"confini tra formazione scientifica e formazione umanistica (falsa dicotomia, 1996) sono di fatto completamente saltati, in conseguenza delle straordinarie scoperte scientifiche e delle continue accelerazioni indotte dall’innovazione tecnologica che rendono ancor più ineludibile l’urgenza di un’educazione/formazione alla complessità e al pensiero critico (logica). Quelli che, attualmente, riconosciamo e consideriamo come limiti e confini, non soltanto quelli tra i diversi campi della conoscenza, possono, devono diventare aperture, percorsi, opportunità. È tempo di ripensare l’architettura complessiva dei saperi, è tempo di ripensare educazione e formazione per abitare i confini.

Annamaria Rufino

Inimicus hostis. I populismi mediatici dell’epoca medio-globale

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2019

Il contributo analizza alcuni profili del terrorismo e dei fenomeni migratori collocandoli in un ambito interpretativo che ha, come categoria dominante e comune, quella dell’estraneo o del nemico come fonte di insicurezza. Da questo punto di vista, la comunicazione gioca un ruolo fondamentale nella costruzione dell’immagine pubblica del terrorismo e dei migranti, insieme alla dimensione del rischio. Assistiamo, infatti, a una vera e propria autogenerazione "virale" del-l’insicurezza, da cui i sistemi sociali non possono difendersi. Non c’è nulla di più populistico e pericoloso della comunicazione della paura. Tanto più se disseminata con immagini e parole che arrivano direttamente, senza mediazioni, all’im-maginario individuale e che, troppo spesso, determinano reazioni altrettanto violente e aggressive. In conclusione, il contributo propone una riflessione legata alla ridefinizione delle capacità connettive dell’identità sociale, in termini di residenza, con l’obiettivo di limitare l’effetto devastante occupato dai populismi comunicativi imperanti.

Rosita Garzi, Renato Infante

Con-fini organizzativi. Definizione e misurazione del benessere sul lavoro nelle forze di Polizia

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2019

Sebbene in letteratura ci siano questionari utili per indagare lo stress lavorativo generale, somministrabili a qualsiasi categoria di lavoratori, sono ancora pochi gli strumenti per la valutazione degli stressor tipici delle professioni d'aiuto a elevato rischio, come le forze dell’ordine. La panoramica metodologica qui proposta presenta alcuni tra i principali strumenti di rilevazione del benessere organizzativo applicabili o già applicati ai contesti delle forze di polizia con tutte le difficoltà di censimento. Nonostante ci sia una certa validazione proveniente dagli studi sul campo, sono stati rilevati alcuni limiti nelle diverse ricerche relative alla valutazione dello stress nelle forze dell’ordine. In ogni caso, a parte le evidenze metodologiche su cui occorre ancora lavorare, resta evidente un problema, quello della ricerca applicata, della possibilità di monitorare e misurare costantemente un fenomeno ancora troppo sottovalutato ma comunque ricorrente nelle organizzazioni di Polizia, quello dei rischi psico-sociali, dello stress, del malessere e del burnout tra gli operatori.

Tullio Del Sette

Con-fine di sicurezza. Dibattito e azioni sul rischio stress nelle forze di polizia

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2019

Il rischio di stress tra gli appartenenti al mondo professionale della sicurezza è da tempo oggetto di studi e di lavoro di sociologi, psicologi e psichiatri, oltre che posto al centro dell’attenzione delle Istituzioni appartenenti al Comparto della si-curezza e difesa. Il presente contributo illustra dunque il dibattito sul tema dello stress tra gli ap-partenenti al mondo professionale della sicurezza concentrandosi da una parte sui principali interventi normativi e regolamentari che hanno, negli anni, affrontato la questione; dall’altra sui cambiamenti avvenuti nel mondo della sicurezza a livello organizzativo delle procedure, dei mezzi e dei sistemi. Uno speciale focus di atten-zione è, infine, dedicato a un cambiamento culturale che sposta l’attenzione dal-l’operatore della sicurezza (definito dalla funzione, selezionato, formato e adde-strato per adempiere a determinati compiti e assolvere alle responsabilità) alla per-sona, da analizzare nella sua totalità per essere in grado di offrire un sostegno con-creto rispetto al rischio stress.

Dario Antiseri

Considerazioni epistemologiche sul "confine" tra "società aperta" e "società chiusa"

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2019

Il contributo analizza alcuni profili interpretativi relativi ai concetti di società aperta e chiusa, con un riferimento alla riflessione di Karl Popper. È possibile, infatti, riferirsi ai lavori del filosofo di origine austriaca proprio nel nesso di relazione tra fallibilità della conoscenza umana e apertura della società. La consapevolezza dei limiti epistemologici del pensiero, infatti, deve spingere verso la formulazione di forme di organizzazione societaria di tipo aperto e democratico. Particolare attenzione deve inoltre essere posta nei confronti di quei sistemi filosofici che, ponendo in essere un elemento di necessità nel divenire storico-politico, rischiano di essere la base fondante di una chiusura della società in senso autoritario.

Franco Ferrarotti

Confine, frontiera, Stato-nazione

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2019

Il contributo propone un’analisi di alcuni passaggi significativi nell’evoluzione semantica, ma anche storico-sociale, dei concetti di "confine" e "frontiera", all’in-terno di una più ampia riflessione sui destini dello "Stato-nazione". Malgrado lo scenario contemporaneo sia caratterizzato da nuovi fermenti sovranità, occorre mettere al centro il dialogo, in quanto via obbligata e garanzia di conservazione dell’umanità.

Simone Mulargia, Sabina Curti

Introduzione

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2019