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Cosimo Di Bari

Cartoon educativi e immaginario infantile

Riflessioni pedagogiche sui testi animati per la prima infanzia

I cartoon sono testi di animazione costruiti appositamente per l’infanzia, spesso definiti “educativi”: ma si tratta di una definizione utilizzata più da chi li produce che dagli esperti che sarebbero deputati a valutarli. Possiamo quindi considerarli realmente “educativi” dal punto di vista pedagogico?

cod. 449.15

Luca Bottini, Igor Costarelli, Luca Daconto

Casa e lavoro. Tipologie di smart workers durante il primo lockdown a Milano

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2022

L’articolo presenta i risultati di un’analisi dei profili degli smart workers a partire da un’indagine campionaria condotta su un campione di residenti del comune di Milano che nel corso della recente pandemia hanno lavorato da casa. La clu-ster analysis qui proposta raggruppa tre tipologie di smart workers sulla base della percezione di adeguatezza abitativa per il lavoro agile, dei diversi livelli di dotazione tecnologica, della qualità dell’alloggio, delle caratteristiche socio-economiche dei rispondenti: nuclei tradizionali, proprietari, con dotazione tecnologica media e adeguatezza degli spazi casalinghi; nuclei misti, in affitto, con dotazione tecnologica medio-bassa e adeguatezza dell’alloggio media; single, giovani adulti, con alta dotazione tecnologica e percezione positiva dell’adeguatezza degli spazi.

Lucia Carriera

Casa solo per un po’

Il ruolo educativo della dimensione domestica in comunità tra spazi, significati e pratiche

A partire da uno sguardo multidisciplinare posto al crocevia tra pedagogia e geografie, questo volume – rivolto a professionisti dell’educazione, studenti, insegnanti e studiosi – propone una riflessione sui costrutti di spazio, luogo e casa in relazione alla comunità per minorenni. Un invito a interrogarsi su come il “fare casa”, anche se solo per un po’, prenda vita nella pratica educativa quotidiana: tra panni sporchi, pentole sul fuoco, turni per la playstation e chiacchiere in pigiama.

cod. 1920.5

Questo contributo teorico, inserendosi nel panorama della geografia di genere e della famiglia, si propone di aprire il dibattito sul cambiamento di uso e significato dello spazio pubblico e privato durante il primo lockdown (marzo-aprile 2020) e su come tali cambiamenti abbiano modificato le pratiche di genere. Tali risemantizzazioni hanno visto la casa diventare luogo di condensazione di diverse attività, mentre lo spazio pubblico veniva dipinto e percepito come infetto e pericoloso. L’intento di questo contributo è quello di ripercorrere la letteratura che ha analizzato tali risignificazioni proponendo per gli studi futuri un focus su come sia cambiato il lavoro domestico adottando uno sguardo di genere, e indagando come nuove significazioni spaziali possano aprire la strada a nuove tipologie di performance di genere.

Emanuel Giannotti

Case dappoco. L’abitazione progressiva nell’esperienza cilena

TERRITORIO

Fascicolo: 60 / 2012

Elemental has recently reproposed the progressive dwelling as a means of addressing the problem of urban poverty. In Chile, this type of answer, based on the idea that a house is a process and not a fi nished object, has been experimented with since the 1950s and it has been implemented in numerous versions in relation to different social conditions, political demands and with respect to different background values. The progressive home is in fact open to various interpretations, not just with regard to the motivations which have supported it (which have ranged from pragmatic reasons to those of an ideological nature), but also because of the criticisms of it that have been made, which has raised doubts over its social effectiveness and the quality of the results. On the basis of various Chilean experiences, the paper considers the progressive dwelling in the light of certain critical issues that distinguish it.

The article is about research-training-intervention methodology applied to support Health Homes development in the Ferrara province. This methodology applied to health field combine Participatory Action Research and Permanent Education framework. Along the research muliti-disciplinar, intersectoral working groups were settled. Real case studies and specific tools were used to analyze health services delivery; evaluation and self evaluation about health services delivery and health professional competencies were fostered. Datas collected through the participative process pointed out the educational and training needs of the actors involved and group activities facilitated a peer educational process. Moreover these datas highlighted which organizational models could be adopted to support local health system transition.

Michele Ugolini

Case della Salute: condizioni di fragilità e occasioni di rigenerazione sociale e

TERRITORIO

Fascicolo: 97 Suppl. / 2021

La pandemia da Covid-19 ha evidenziato la centralità di un sistema efficace e diffuso di sanità territoriale.Le Case della Salute, strutture sanitarie dislocate nel territorio di molte regioni italiane appartenenti al settore dell’assistenza primaria, sono considerate, anche nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, gli strumenti fondamentali per promuovere un rilancio dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali nei territori. L’articolo analizza le esperienze più significative di promozione e redazione di linee guida per la progettazione di Case della Salute in Italia, e in particolare in Emilia-Romagna, con riferimento anche alla pionieristica esperienza inglese. Si propone un percorso progettuale per consolidare le Case della Salute quali luoghi collettivi di riferimento e occasioni di rigenerazione urbana, favorendone la transizione verso l’idea di Case della Comunità proposta dal PNRR.

Alessandra De Cesaris

Case iraniane

Il valore del vuoto

Nelle città storiche dell’altopiano iranico il tessuto urbano si è costruito attorno al vuoto; quello delle moschee, dei caravanserragli, delle madrase, e quello ‒ più minuto ‒ dei patii delle case. Il volume vuole mettere a confronto le idee, i punti di vista, le soluzioni progettuali di studiosi italiani e iraniani sulle possibilità di reintegrare nella forma della città contemporanea quei vuoti porosi che da un lato lasciavano respirare il tessuto urbano dall’altro rappresentavano spazi di aggregazione sociale all’interno sia della casa che del tessuto edilizio.

cod. 1098.1.4

Nausicaa Pezzoni

Case oltre-la-soglia. Un progetto dell’abitare per il terzo millennio

TERRITORIO

Fascicolo: 85 / 2018

"Case oltre-la-soglia" è un progetto che ha visto la trasformazione di alloggi pubblici ‘sotto soglia’ del quartiere Calvairate di Milano in spazi abitativi per minori stranieri non accompagnati, guidati in un percorso di auto-recupero dell’appartamento che avrebbero abitato fino al compimento dei diciotto anni. Esso introduce un’accoglienza fondata su un’idea di reciprocità, entro un’operazione culturale che unisce allo spazio architettonico opere artistiche site specific create per ciascuno degli alloggi. Oltre la soglia di un abitare come risposta al bisogno di un riparo, si delinea un modello inedito di incontro tra arte, architettura, discipline urbane e sociali. Innescando nuove forme di relazione tra migranti e spazio abitato, il progetto indica all’urbanistica una prospettiva di lavoro con cui trattare la dimensione di transitorietà che sempre più informa la città contemporanea.

Si possono realizzare politiche per la casa di tipo relazionale a partire da un’idea di abitare come processo? Le pratiche e le sperimentazioni avviate negli ultimi anni, in un contesto territoriale ben definito, confermano che questo è possibile e anche auspicabile. Il libro esplora i contorni di un nuovo paradigma di gestione sociale delle case popolari, che appare più adatto a confrontarsi con le trasformazioni sociodemografiche degli abitanti e con la totalità di attori, codici e funzioni che caratterizzano una nuova stagione delle politiche di welfare locale che opera per la prossimità e nella prossimità.

cod. 1561.114