RISULTATI RICERCA

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Based on the framework of design-based comparative advantage, in which the dynamic fit between the organizational capabilities of manufacturing sites and the architectures of products and processes affects the competitiveness of the sites and industries, the paper describes and analyzes various issues in the world automobile industry. The current U.S. auto crisis is seen as a long-term consequence of the gap between the division-of-labor type capability and the integral-type architecture of small cars. The competitiveness of the Japanese in the small car market of the late 20th century is illustrated as the fit between the path-dependent accumulation of coordination-type organizational capability and the stricter safety-energy-environmental constraints imposed upon automobiles by the advanced nations. The possibility of commoditizing the automobiles is discussed from the modularization viewpoint, indicating the modular nature of the locally-designed Chinese vehicles and the integral nature of an Indian low-cost vehicle. The architectural differences between pure electric vehicles and hybrid vehicles are emphasized as the paper discusses the potential and the limitations of the former. Toyota’s recent recall problem is seen as the problem of product complexity overwhelming the company’s organizational capability in design.

Gianfranco Bettoni, Alberto Gandolfi

Compliance & Management

L'intelligenza delle regole per il vantaggio competitivo

Il primo volume dedicato alle nuove funzioni del Compliance Management: perché e come introdurlo nelle organizzazioni.

cod. 100.861

Riccardo Cruzzolin

Complicità e dissonanze nella ricerca di campo

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 3 / 2014

L'articolo vuole offrire una riflessione sulle difficoltà incontrate dall'autore nel corso dell'indagine etnografica svolta, dal 2010 al 2013, presso la comunità peruviana di Perugia. Traendo spunto dai lavori degli interpretativisti, ma anche dalle suggestioni di Holmes, Rosaldo e Duranti (in particolare sui temi della riflessività e della complicità), l'autore vuole commentare due momenti critici della storia dei rapporti con i suoi informatori. Innanzitutto vuole offrire una riflessione sulle aspettative incorporate nei rapporti che egli ha stabilito con gli informatori più importanti, aspettative tradite dal modo in cui questi informatori si rivolgevano a lui e lo definivano. Poi vuole riportare le difficoltà da lui incontrate nei momenti di feedback. Muovendo dal desiderio di rendere il suo lavoro più dialogico, si è invece scontrato con il disappunto di alcuni informatori, che avrebbero preferito da parte sua una postura più accademica, meno dialogante, poiché un atteggiamento più aperto era destinato, per loro, a minare l'attendibilità del suo lavoro e a fare venire meno il rapporto di complicità che avevano stabilito con lui.

Giuseppe Ruggiero, Maura Ruggiero

Comporre e ricomporre. La natura musicale della psicoterapia

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2022

Nel presente contributo gli Autori propongono alcune riflessioni sulla natura musicale della psicoterapia, coerentemente con un modello estetico della clinica relazionale con l’individuo, la coppia e la famiglia. Tale modello mette in evidenza la ricchezza delle qualita ritmiche e musicali della relazione intersoggettiva, accostando lo sviluppo del processo terapeutico alle caratteristiche della musica jazz e al rapporto tra esecuzione e improvvisazione. Una serie di dialoghi tra "un padre e una figlia", ispirati ai celebri metaloghi di batesoniana memoria, arricchiscono i contenuti del testo.

Antonella Marchetti, Edoardo Bracaglia

Comportamenti a rischio e autolesivi in adolescenza

Il questionario RTSHIA di Vrouva, Fonagy, Fearon, Roussow

La versione italiana del questionario RTSHIA (Risk-Taking and Self-Harm Inventory for Adolescents) ideato da Ioanna Vrouva, Peter Fonagy, Pasco R.M. Fearon, Trudie Roussow, e utilizzato per la valutazione dei comportamenti a rischio e autolesivi in adolescenza.

cod. 1305.174

Nel presente contributo vengono discusse alcune spiegazioni dei comportamenti a rischio durante l’adolescenza che chiamano in causa il ruolo delle relazioni sociali (come fattore di rischio o di protezione) nell’ambito di diversi contesti di vita: la famiglia, il gruppo dei coetanei, il vicinato e la comunità. Si sottolinea l’importanza di dedicare maggiore attenzione all’analisi delle loro interconnessioni e allo studio di contesti tradizionalmente meno considerati come quelli della comunità, alla luce anche dei più recenti approcci alla prevenzione e promozione della salute nell’ambito della psicologia della salute di comunità.

Maria Cristina Florini, Caryn Vallesi, Carla Baldassarri

Comportamenti aggressivi e episodi di violenza a danno degli operatori sanitari: intervento di prevenzione e contrasto

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2019

L’articolo tratta l’allarmante fenomeno della violenza sul luogo di lavoro, in particolare in ambito sanitario, da parte di pazienti/utenti/familiari a danno degli operatori sanitari. Anzitutto viene presentata la tematica dal punto di vista teorico e attraverso dati relativi alla frequenza e alla diffusione a livello internazionale. Segue una sezione dedicata alla sicurezza e alla prevenzione del rischio nelle organizzazio-ni, dunque alle indicazioni ministeriali, alle responsabilità dei datori di lavoro, alle politiche aziendali e ai programmi di prevenzione e gestione implementabili. A questo fine, è opportuna una collaborazione multidisciplinare, col coinvolgimento dei servizi aziendali maggiormente implicati nella problematica. Alla luce del fatto che la violenza sul luogo di lavoro si ripercuote negativamente non solo sui singoli operatori, ma anche sui team e sull’organizzazione, gli interventi di prevenzione e contrasto vanno realizzati in un’ottica di riduzione del disagio lavorativo e di promozione del benessere organizzativo. Nella seconda parte dell’articolo viene introdotta l’esperienza di un’Azienda Sanitaria del Centro-Nord Italia, che ha avviato un percorso di prevenzione e gestione dei comportamenti aggressivi a danno degli operatori sanitari. Dopo aver delineato finalità e obiettivi, contenuti e struttura dell’intervento, vengono illustrate la metodologia e la tipologia di didattica adottata in aula. Il percorso si costituisce di una parte teorica, di laboratori esperienziali e di incontri di debriefing per gli operatori vittime di violenza. Oltre al resoconto sul clima d’aula e sugli ele-menti del percorso emersi come migliorabili, risulta interessante riportare i principali contributi emersi dai partecipanti, ossia riflessioni e proposte raccolte e riferite alla Direzione Aziendale.

Scopo. Questo articolo si pone lo scopo di descrivere un intervento diretto ad una persona con disturbo Borderline di Personalità e Disabilità Intellettiva di media gravità e di valutare gli esiti rispetto a: comportamenti autolesivi, richieste d’aiuto appropriate e capacità di auto monitoraggio. Metodo. È stato utilizzato un intervento integrato con tecniche di tipo Comportamentale e Cognitivo condotto dall’équipe riabilitativa a seguito di valutazione funzionale del caso con modello Comportamentale ABC (Antecedenti, Comportamenti, Conseguenze) con una paziente di 19 anni con Disturbo Borderline di Personalità e Disabilità Intellettiva. L’intervento è stato progettato con modelli di condizionamento operante secondo i princìpi comportamentali che si avvalgono del rinforzo per l’apprendimento di nuove abilità. Sono stati inoltre utilizzati de-gli interventi di tipo cognitivo volti a sviluppare nella persona una maggior consapevolezza dei propri limiti e delle strategie di intervento da utilizzare per gestire la crisi. Ha partecipato al presente lavoro l’intera équipe riabilitativa presente nelle 24 ore della Residenza Sanitaria per Disabili (RSD) V.M.; l’intervento ha avuto la durata di 1 anno. Risultati. Si osserva estinzione dei comportamenti autolesivi e delle manifestazioni emotive incontrollate come urla e pianti, inoltre sono aumentate le richieste d’aiuto adeguate. Da aprile 2021, visto il buon livello di compenso raggiunto, si è deciso per una riduzione della terapia farmacologica. Conclusioni. L’intervento si è dimostrato efficace a livello di decremento di comportamenti problema ed apprendimento di abilità di auto regolazione, inoltre i risultati ottenuti hanno condotto ad un primo decremento della farmacoterapia assunta. Il lavoro offre spunti di riflessione relativi all’efficacia dell’intervento con persone che presentano Disabilità Intellettiva e disturbo Borderline di Personalità in contesto residenziale.

Il progetto "Giovani e fumo" è stato concepito ed organizzato con lo scopo di sensibilizzare i giovani verso il problema del fumo. A tal fine è stata allestita in via sperimentale una comunicazione con gli studenti della facoltà di Economia dell’Università di Verona, preceduta da un’indagine statistica volta a delineare i loro atteggiamenti nei confronti del fumo. Scopo principale dell’indagine è stato evidenziare gli elementi fondamentali su cui impostare una comunicazione in grado di suscitare l’interesse dei soggetti interessati, stimolare una riflessione ed instaurare un dialogo. I dati sono stati raccolti mediante la somministrazione di un questionario ad un campione statistico della popolazione di interesse, e sono successivamente stati elaborati con metodi statistici elementari (per i primi risultati descrittivi) ed avanzati (per le informazioni più complesse relative agli atteggiamenti nei confronti del fumo). In questo lavoro, dopo alcune considerazioni descrittive di carattere generale, è illustrata l’applicazione dell’analisi delle corrispondenze multiple, una tecnica statistica in grado di analizzare le interazioni binarie esistenti all’interno di un gruppo di variabili qualitative, evidenziando quali modalità delle diverse variabili contribuiscono maggiormente alla connessione esistente tra le stesse. Dai risultati di tali elaborazioni emergono considerazioni interessanti, e per certi versi inattese, su quali siano le motivazioni che maggiormente potrebbero indurre i fumatori intervistati a riflettere sulla possibilità di smettere di fumare.

Alessandra Di Porto

Comportamenti demografici degli stranieri in Italia

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 4 / 2001

Dalla metà degli anni ‘80 l’ISTAT ha inserito nelle schede di rilevazione delle nascite il quesito sulla cittadinanza dei genitori, consentendo, a partire da questo momento, la lettura di alcuni comportamenti demografici degli stranieri. Nel 1984, primo anno in cui i dati sono disponibili, le nascite da almeno un genitore straniero erano 5415, pari allo 0,9% sul totale delle nascite re-gistrate in Italia. Nel 1988 si arriva ad 8126 nascite con un incremento del 50% in quattro anni, e nel 1995 si arriva a 21.499 nascite (4,1% sul totale), con una quadriplicazione dell’impatto percentuale nel corso di dieci anni. All’interno di questi comportamenti demografici particolare attenzione va dedicata ai matrimoni misti. Nelle coppie di genitori, nelle quali i partner italiani sono maschi, questi hanno figli prevalentemente con donne originarie di paesi a sviluppo avanzato o dell’America Latina. Le donne italiane appartenenti a coppie miste hanno figli, oltre che con uomini originari di PSA o dell’America Latina, con quelli nati nei paesi dell’Africa settentrionale (soprattutto marocchini e tunisini). Caratteristica delle coppie di genitori appartenenti a due culture differenti (rispettivamente paesi a sviluppo avanzato e paesi in via di sviluppo,in particolare, soprattutto nel caso di coppia formata dal padre italiano e dalla madre straniera), sono alcuni indicatori di disagio e di ritardo nello sperimentare gli eventi demografici. Le percentuali di aborti, di nascite illegittime o riconosciute da un solo genitore, sono particolarmente alte per questa tipologia di coppia e ciò coinvolge anche le donne che provengono da culture che disapprovano tali pratiche. Indubbiamente gli studi fin qui condotti indicano che questa pista conoscitiva, seppure da perseguire con maggiore organicità, è quanto mai fruttuosa per conoscere meglio la popolazione immigrata in Italia.

Marcello De Rosa

Comportamenti di consumo e prodotti alimentari nuovi

ECONOMIA AGRO-ALIMENTARE

Fascicolo: 3 / 2001

The aim of the paper is to analyse the consumer’s behaviour in the case of new food products. The theme of novelty has not been deeply analysed in the literature, even if recently we can observe the growth of new theories within the traditional structure. The theoretical starting point is Lancaster’s theory, which considers not goods but their characteristics (for example, taste, smell). Consumer’s reaction to novelty is object of a conjoint analysis in which the launch of a new product, buffalo meat, is investigated. The method permits to show the mix of characteristics that maximizes utility function, showing the relative percentage weight on the total consumer’s utility. The results underline the necessity of an in-deep analysis of consumers to get the right information for marketing strategies, above all in the case of food products, characterized by the figure of a conservative consumer.

Consumption behaviors, identity and working experience in contemporary society: a complex relation Following the suggestions of Codeluppi we find in the postmodern society a major difficulty in people biography to build their identity. This identity crisis is not only an individual but a nation identity crisis. The postmodern society ties the identity question to that of consumption so that to purchase is in the same time to build pieces of identity. In spite of the increasing importance of consumptions in identity and social building, the author stress the work role as relevant mechanism both for production and consumption of identity. Therefore our society is focused on production and consumption. They live together, side by side, and it is important not polarize that two social forms.