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Franco Ferrarotti

Confine, frontiera, Stato-nazione

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2019

Il contributo propone un’analisi di alcuni passaggi significativi nell’evoluzione semantica, ma anche storico-sociale, dei concetti di "confine" e "frontiera", all’in-terno di una più ampia riflessione sui destini dello "Stato-nazione". Malgrado lo scenario contemporaneo sia caratterizzato da nuovi fermenti sovranità, occorre mettere al centro il dialogo, in quanto via obbligata e garanzia di conservazione dell’umanità.

Il saggio propone un’analisi dei legami tra confine, identità e memorie nella Venezia Giulia, e in particolare nel Goriziano, durante l’amministrazione del Governo militare alleato (Gma). In qust’area questo periodo è cruciale per la definizione della linea di confine tra Italia e Jugoslavia. Per la popolazione, è un momento di passaggio da un sistema di identità plurime, fluide e cangianti a una contrapposizione nazionale e politica alquanto netta. Anche in seguito ai traumi subiti negli anni precedenti, infatti, gli individui e i gruppi riformulano i parametri per definire se stessi e "gli altri" selezionando eventi e momenti della storia passata e ponendoli a fondamento della propria identità. Tali dinamiche si riflettono sull’affermazione di memorie differenti e spesso antitetiche. L’autore studia sia la dimensione pubblica/istituzionale, sia quella privata delle emozioni, dei sentimenti, delle singole scelte quotidiane principalmente attraverso l’analisi delle interviste e dei racconti di vita dei testimoni: fonti orali che vengono confrontate e fatte interagire con i documenti ufficiali che descrivono l’attività del Gma e le relazioni tra questo e i diversi gruppi nazionali e culturali presenti sul territorio.

Barbara Continenza, Elena Gagliasso

Confini aperti.

Il rapporto esterno/interno in biologia

Rimettere in discussione il rapporto tra interno ed esterno nel mondo vivente implica ripercussioni tutte da scoprire nei sistemi teorici e filosofici che ne sono cornice interpretativa, e può produrre ricadute future indirette sugli assetti sociali e culturali.

cod. 495.230

Paolo Cozzaglio

Confini borderline

Psicoterapia analitica intersoggettiva dei disturbi di personalità

Il disturbo borderline è la patologia di personalità più diagnosticata nell’attuale clinica psichiatrica. Questa nuova edizione aggiornata del volume ne descrive le caratteristiche distintive e il presupposto della cura: la funzione riflessiva, attività di sintesi tra coscienza e inconscio, il cui recupero consente al Soggetto di organizzare i confini della propria personalità e delle relazioni che intreccia. Un testo pensato per psicoterapeuti, medici, psicologi e psichiatri, ma anche tutti coloro che operano nel campo della salute mentale o vogliono conoscere la psicopatologia e la cura dei disturbi di personalità.

cod. 1250.273.1

Paola Guglielmotti

Confini dal medioevo

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 135 / 2012

L’autore fornisce una lettura critica del volume collettivo Confini e frontiere nell’età moderna. Un confronto tra discipline, curato da Alessandro Pastore (2007), privi- legiando la trattazione dei contributi dedicati ad antropologia, geografia e storia del diritto. Sottolinea l’efficace funzione introduttiva rispetto alla collana rivolta allo studio confini e propone una considerazione dei problemi relativi al loro sviluppo impostata sul lungo periodo e in una prospettiva multiscalare.

Fortifications, walls, high technology: until today the presence of walls among nations and among communities, is very thick. If the fallen of Berlin’s wall, in 1989, had been welcomed from the world public opinion, this way of division has increased: Ceuta and Melilla, Cisgiordania, Cyprus, Morocco-Western Sahara the list could be continued. From both parts of every wall growth opposite memories, hostile identities: building a wall is more easy, than pulling down it.

Carla Locatelli

Confini di genere e generi di confini: genealogie postmoderne

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 18 / 2012

Alla luce delle molteplici valenze che il termine "genere" ha assunto storicamente, si rivisitano qui i suoi limiti semantici, non solo in relazione a dicotomie tradizionali (sesso/genere; maschile/femminile), ma anche a grappoli di concetti prodotti in diverse discipline e prassi che ne hanno appropriato valenze specifiche, funzionali a diverse "volontà di sapere". Prassi emancipatorie ed epistemologie decostruttive producono discorsi con finalità radicalmente diverse: la realizzazione di progetti politici e/o la decostruzione della rappresentazione di genere. Il saggio cerca di delineare la co-esistenza di teorizzazioni e pratiche nella realtà contemporanea e gli effetti che producono nel pensare identità e sessualità.

Francesca Romana Lenzi

Confini etnici, segregazioni simboliche. Il caso di Roma tra enclaves e diffusione urbana

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2019

Le teorie sociologiche hanno registrato la mutazione della città dalla prima alla seconda modernità, un passaggio che ha comportato l’indebolimento della valen-za delle variabili ecologiche di Wirth (1938) di fronte alle nuove forme di urbane-simo. Insieme ai processi di diffusione urbana e di dispersione dei confini della cit-tà, si è affermata una crescente ambivalenza di essa come luogo di appartenenza e, insieme, di segregazione, come spazio sociale fluido e complesso contenente processi di aggregazione e di disgregazione sociale. In tale contesto, i confini etnici possono essere osservati alla stregua di simboli primari della città nella seconda modernità (Sassen, 1994). L’intenzione di questo saggio, a partire da un percorso di ricerca sul quadrante Est di Roma (Cipollini e Truglia, 2015), ampliato all’ana-lisi, attualmente in corso, sul quadrante Sud , è di operare un’esplorazione dei con-fini metropolitani in riferimento all’insediamento residenziale delle popolazioni straniere, rilevando territori etnici spazialmente continui o enclaves delimitate da margini e confini simbolici o meno.

Fabio Dovigo, Clara Favella

Confini immaginari

Arte e intercultura in una prospettiva inclusiva

Il volume mostra come l’intreccio di arte, intercultura ed educazione possa dare origine a esperienze didattiche e buone prassi in grado di favorire processi attivi di inclusione e apprendimento, rivolgendosi quindi ai futuri insegnanti oltre che ai docenti in servizio.

cod. 1115.22

Nicola Pasini

Confini irregolari.

Cittadinanza sanitaria in prospettiva comparata e multilivello

Il volume affronta, in ottica comparativa, le principali questioni riguardo alla cittadinanza sanitaria nei diversi ordinamenti statuali e sovranazionali, e si focalizza sull’articolazione territoriale del processo decisionale in una dimensione multilivello, analizzando le diverse politiche sanitarie regionali rivolte agli immigrati, regolari e non.

cod. 907.45

Gabriele Pasqui

Confini milanesi.

Processi territoriali e pratiche di governo

cod. 130.13

Rosita Garzi, Renato Infante

Con-fini organizzativi. Definizione e misurazione del benessere sul lavoro nelle forze di Polizia

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2019

Sebbene in letteratura ci siano questionari utili per indagare lo stress lavorativo generale, somministrabili a qualsiasi categoria di lavoratori, sono ancora pochi gli strumenti per la valutazione degli stressor tipici delle professioni d'aiuto a elevato rischio, come le forze dell’ordine. La panoramica metodologica qui proposta presenta alcuni tra i principali strumenti di rilevazione del benessere organizzativo applicabili o già applicati ai contesti delle forze di polizia con tutte le difficoltà di censimento. Nonostante ci sia una certa validazione proveniente dagli studi sul campo, sono stati rilevati alcuni limiti nelle diverse ricerche relative alla valutazione dello stress nelle forze dell’ordine. In ogni caso, a parte le evidenze metodologiche su cui occorre ancora lavorare, resta evidente un problema, quello della ricerca applicata, della possibilità di monitorare e misurare costantemente un fenomeno ancora troppo sottovalutato ma comunque ricorrente nelle organizzazioni di Polizia, quello dei rischi psico-sociali, dello stress, del malessere e del burnout tra gli operatori.

Paola Scalari

Confini permeabili Una ricerca gruppale sull’affido familiare

GRUPPI

Fascicolo: 1 / 2009

Permeable borders. Group research on child fostering - Child fostering is an important resource, as it guarantees that every child has the right of living in a family environment; however, it is also an ambiguous reality because in each minor it involves an emotional controversy among the various groups the child belongs to. In order to understand the complex dynamics of this group interaction, the city of Venice has formed a research group that is coordinated with an operating technique. Indeed, the coordinated group allows its members to learn not only by helping them to reason on the subject, but also by offering them an experience that allows them to live, feel, appraise, touch, share, and analyze what is being dealt with. In fact, the participants have directly experienced the grief of separation, the fear of the new, the confused anxiety caused by the decomposition of old thoughts, the effort involved in migration, the revelation of the importance of the sense of belonging, the transformative potential of each experience. Thus, they have searched for new ideas thanks to the function of a coordinator that is able to combine consideration for the emotional world of the participants and for their conscious conversing. Thus, the emotional experience of the "puer" - which is a part of everyone - has been brought to light. The incomplete parts, the undeveloped potential, the new resources are, in fact, reactivated, and have been able to evolve so as to further an innovative plan for child fostering.

Parole chiave: affido familiare, confini, identità migranti, lutto, trasformazione, apprendimento.

Key words: child fostering, limits, migrant identities, mourning, change, learning.

Francesco E. Iannuzzi, Devi Sacchetto

Confini produttivi e confini lavorativi. La multidimensionalità dell’outsourcing nel capitalismo contemporaneo

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 164 / 2022

L'outsourcing ha conosciuto una forte espansione negli ul-timi decenni, diffonden-dosi trasversalmente in diverse aree, imprese e settori. La sua capacità di adattarsi a mutevoli situazioni sociali e nor-mative lo ha reso lo strumento principale dei processi di ristrutturazio-ne produttiva, finendo per essere considerato una forma paradigmatica dell'organizzazione del capitalismo contemporaneo. Sebbene gran parte dell’attenzione nella letteratura sociologica sulle implicazioni dell'ester-nalizzazione sia stata posta sulla trasformazione dei regimi contrattuali, sulle con-dizioni di lavoro e sulla rappresentanza, noi evidenziamo co-me l'outsourcing ab-bia conseguenze significative anche su altre dimen-sioni del rapporto di lavoro, tra cui il processo lavorativo, la determina-zione della retribuzione e la composizione della manodopera. Riveden-do e combinando alcuni filoni della letteratura, soste-niamo quindi che il carattere paradigmatico dell'outsourcing, oltre alla sua grande diffusione a livello globale, va ricercato nella sua capacità di innescare processi di trasformazione multipli e concatenati che modificano profondamente il rapporto di lavoro.

Le attuali condizioni delle citta della MENA region pongono serie domande sui processi di progettazione in termini di possibili strategie di ricostruzione. Le condizioni di tabula rasa offrono molte possibilita, ma la struttura della proprieta e un grave ostacolo a una ricostruzione sostenibile. L’articolo analizza l’evoluzione dei confini urbani nelle citta siriane prima, durante e dopo la guerra, ripercorrendo i processi di metamorfosi urbana dettati da cause economiche, sociali e storiche.