RISULTATI RICERCA

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Michela Lazzaro, Antonino Giancontieri, Jacopo Santambrogio, Alessandro Santarone, Marco Di Sarno, Fabio Madeddu

Confronto tra pazienti psichiatrici autori di reato e non autori di reato: uno studio trasversale in una struttura riabilitativa

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 1 / 2023

La presente ricerca si configura come uno studio pilota all’interno di 5 strutture psichiatriche: due CPA (comunità protetta ad alta intensità assistenziale e media intensità riabilitativa), due CRA (comunità protetta ad alta intensità riabilitativa e ad alta intensità assistenziale) e un Centro Diurno (CD), di natura esplorativa, che ha l’obiettivo di individuare le possibili differenze tra pazienti psichiatrici autori di reato e pazienti psichiatrici non autori di reato sulla base di diversi indici psicopatologici. Sono stati raccolti dati anamnestici, sociodemografici (anno di nascita, genere, stato civile, nazionalità, livello di istruzione), clinici (diagnosi psichiatrica, anno della presa in carico nei servizi pubblici, struttura di residenza e di provenienza, condizione familiare e della rete parentale/sociale), criminologici (esito perizia psichiatrica e medico legale, numero di reati commessi, tipo di reato, pericolosità sociale, misura di sicurezza, misura di protezione giuridica) e psicopatologici in un gruppo di pazienti psichiatrici residenziali. Lo studio ha coinvolto 29 pazienti residenziali adulti (Metà= 44,86). Le informazioni cliniche e sociodemografiche di base sono state recuperate dalle cartelle cliniche e dal sistema di archivio informatizzato. Inoltre, i partecipanti hanno risposto a una batteria di questionari auto-somministrati (SCID-5-PD-SPQ, SD-3, SCL-90-R, AUDIT, CAST e DAST, TAS-20, BIS-11, WHOQL-Breef) e ad una intervista strutturata (C-SSRS, versione breve). La diagnosi più riscontrata nel campione totale è disturbo dello spettro schizofrenico (65,5%), mentre tra i pazienti autori di reato (N=16), che hanno commesso mediamente 2,44 reati a testa, i reati di furto o rapina sono i più comuni (24,1%). I risultati evidenziano delle differenze tra i due sottogruppi del campione: in merito alle variabili sociodemografiche, un basso livello di istruzione correla con l’aver commesso un reato. Per quanto riguarda le variabili cliniche, un pregresso abuso di sostanze in anamnesi e alti livelli di psicopatia sono associati all’aver commesso un crimine, mentre tratti di personalità e/o sintomi internalizzanti sono più marcati nel gruppo dei non autori di reato, suggerendo che potrebbero fungere da fattore di protezione per il comportamento criminale.

Loris Vezzali, Dora Capozza, Rossella Falvo

Confronto tra strategie di contatto in contesti di lavoro

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2009

Nella presente ricerca, si è analizzata l’efficacia di alcuni modi di contatto nel migliorare le relazioni tra Italiani e immigrati. In particolare, si sono confrontate la teoria del contatto intergruppi (Brown e Hewstone, 2005), il modello dell’identità dell’ingroup comune (Gaertner e Dovidio, 2000), il modello dell’identità duplice (Gaertner et al., 2000). Lo strumento utilizzato era un questionario. I partecipanti, tutti Italiani, erano lavoratori di aziende in una regione del Nord. L’ipotesi era che la salienza dell’identità comune sarebbe stata la modalità di contatto più efficace per migliorare le relazioni tra Italiani e immigrati entro il contesto di lavoro. La generalizzazione degli effetti del contatto alla categoria generale degli immigrati avrebbe dovuto, invece, essere più forte quando, negli incontri tra lavoratori italiani e stranieri, era saliente l’identità duplice. I risultati hanno confermato l’ipotesi relativa all’efficacia dell’identità comune, anche se non si sono rilevati i previsti effetti di moderazione. Sono state, infine, discusse le implicazioni pratiche e teoriche dei risultati ottenuti.

Luigi Tagliabue

Congedo

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 1 / 2017

Ettore Casari

Congedo

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 3 / 2007

Paola Pierucci

Congiunture e dinamiche di una regione periferica.

L'Abruzzo in età moderna e contemporanea

I saggi contenuti nel volume si concentrano sull’analisi di questioni legate alla storia dell’Abruzzo tra il xvi e il xix secolo. Attraverso indagini condotte su fonti d’archivio e bibliografiche, sono state studiate tematiche di carattere storico, sociale ed economico che hanno messo in risalto le peculiarità e le dinamiche dello sviluppo dell’economia regionale, nel più ampio contesto del Mezzogiorno in età moderna e contemporanea.

cod. 1501.142

Sara Genny Chinnici, Andrea De Lorenzo Poz, Fabiola Maggio

Congressi

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 1 / 2024

Fabiola Maggio, Dario Davì

Congressi

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 1 / 2023

In tempore belli. La funzione della psicoterapia in tempo di guerra. Mondello, 3-4 febbraio 2023

Vergogna e dignità nella clinica e nella società in tempo di guerra: riflessioni gestaltiche e psicoanalitiche. Workshop internazionale con Lynne Jacobs. Milano, 11-12 novembre 2022

Alessia Repossi , Elisa Spini

Congressi

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 2 / 2021

A cura della Redazione

Congressi

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 1 / 2021

Federica Sciacca, Rosanna Militello

Congressi

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 1 / 2020