RISULTATI RICERCA

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Monica Morganti

Conosci te stesso colorando i mandala

Una guida creativa alla Mandalaterapia. Con 35 mandala da colorare

I Mandala sono figure geometriche simboliche da sempre usate come strumenti di meditazione. L’Autrice illustra la loro storia dal buddhismo tibetano alla psicologia di Jung e insegna a realizzare un Mandala personale mostrando i benefici che ne possono derivare. Il volume vi insegnerà a usare la vostra immaginazione e a rivelare tutto il vostro potenziale interno, scoprendo voi stessi e rilassando la vostra mente. Un testo di grande utilità anche per psicologi, counselor e insegnanti che scopriranno come utilizzare questo strumento nei gruppi.

cod. 239.310

Silvia Gattino, Norma De Piccoli, Mariasusetta Grosso, Simonetta Miozzo, Gabriella Tanturri

Consapevolezza di genere in medicina, sessismo ed empatia. Un confronto tra professionisti e medici di medicina generale in formazione

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2019

Negli ultimi decenni in medicina vi è stata una crescente attenzione alle differenze di genere che ha portato a una maggior consapevolezza da parte di chi lavora in questo ambito circa l’importanza di un approccio gender oriented. Ciononostante, persistono pregiudizi e disugua-glianze di genere che influenzano la diagnosi, il trattamento e la gestione dei/delle pazienti. Il presente lavoro ha indagato il livello di consapevolezza di genere in 349 medici di medicina generale in attività o ancora in formazione che esercitano in Piemonte. Attraverso modelli di regressione è stata analizzata la relazione tra 3 dimensioni della consapevolezza di genere in ambito medico-clinico (1. sensibilità di genere, 2. adesione a stereotipi di genere relativi ai/alle pazienti e 3. relativi a donne e uomini medico) e atteggiamenti sessisti ed empatia verso i/le pazienti. I risultati hanno evidenziato che essere un medico in formazione è associato a una maggior sensibilità alle differenze di genere e a una minor tendenza ad aderire a stereotipi di genere nei confronti dei/delle pazienti. Anche una maggior disponibilità a prestare attenzione agli aspetti emotivi dei/delle pazienti è associata a una maggiore attenzione alla dimensione di genere. Inoltre, il sessismo è risultato un predittore significativo sia dell’adesione a stereotipi di genere verso i/le pazienti e sia verso gli uomini/le donne medico. Lo studio sottolinea la neces-sità di investire nella formazione, al fine di preparare professionisti in grado di cogliere le specificità degli individui, contribuendo a fornire a tutti un’assistenza appropriata e garantendo parità di salute tra donne e uomini.

Giulia Zucca, Oriana Mosca

Consapevolezza in apnea: un intervento di psico-promozione

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2025

L’apnea consiste nell’immergersi trattenendo il fiato sott’acqua, sperimentando sensazioni di sofferenza con il protrarsi dell’apnea che inducono una condizione di stress psicofisico. Per un minor consumo di ossigeno, occorre una capacità di mantenere presenza, calma e gesti tecnici adeguati. La ricerca evidenzia che la mindfulness può aiutare a combattere lo stress, aumentare l’auto-compassione e migliorare il benessere. Sono state proposte pratiche mindfulness come strumento utile sia alla promozione del benessere, della consapevolezza e della regolazione emotiva sia al miglioramento della performance atletica. Il percorso della durata di 6 settimane aveva l’obiettivo di fornire agli agonisti uno strumento utile alla gestione della prestazione sportiva, benessere eudaimonico, regolazione emotiva, e consapevolezza. Tra il 2022 e il 2023 è stato realizzato un gruppo di mindfulness con 12 soggetti partecipanti, composto da apneisti agonisti. Le misurazioni sono state effettuate prima, dopo l’intervento e di follow-up tramite la somministrazione dei questionari Five Facet of Mindfulness Questionnaire (FFMQ), Difficulties in Emotion Regulation Scale (DERS), Questionnaire for Eudaimonic Wellbeing (QBE) e la rilevazione dei tempi e distanze percorse in apnea. Sono state svolte correlazioni tra le variabili analizzate nei 3 tempi ed un’analisi della varianza entro i soggetti. Le analisi mostrano un miglioramento generale per tutte le variabili considerate con oscillazioni su specifiche sottoscale. È stata svolta un’analisi qualitativa per comprenderne le oscillazioni nei punteggi. L’approfondimento di questi risultati ottenuti a livello locale arricchirebbe gli interventi applicati allo sport basati sulla mindfulness e le sue applicazioni su traiettorie globali per costruire salute in campo apneistico.

Kavot Zillén

Conscientious objection to abortion in Sweden. A commentary on the Swedish Labour Court Grimmark case, AD 2017 nr 23

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 156 / 2017

Per assicurare l’effettivo godimento della libertà di religione e di coscienza del personale medico e sanitario, alcuni paesi europei hanno sviluppato e adottato norme che conferiscono a tali professionisti il diritto di rifiutare di partecipare a certi servizi medici e sanitari, per motivi religiosi, un diritto conosciuto anche come diritto all’obiezione di coscienza nei servizi medici e sanitari. Attualmente, in Svezia, non esiste un diritto del personale medico e sanitario di rifiutarsi di prestare - o partecipare a - procedure mediche contrarie al loro credo religioso o morale. Tuttavia, recentemente la questione dell’obiezione di coscienza è stata sollevata in Svezia a seguito del desiderio di svariate ostetriche di non prendere parte a procedure di aborto, in quanto in contrasto con le proprie convinzioni religiose. In questo commento, la questione dell’obiezione di coscienza all’aborto in Svezia è esplorata analizzando un recente caso sollevato di fronte al Tribunale del lavoro svedese (AD 2017 n. 23), concernente un’ostetrica, Ellinor, a cui era stato rifiutato l’impiego in svariate cliniche per donne sulla base della sua obiezione di coscienza all’aborto. Il caso è analizzato con particolare attenzione alle due questioni centrali trattate dal Tribunale del lavoro: la libertà di religione e il divieto di discriminazione per motivi religiosi.

Cristina Bonucci

Conscio latente e inconscio manifesto. Ian Mc Ewan: Il giardino di cemento

INTERAZIONI

Fascicolo: 2 / 2021

Attraverso lo sguardo di quattro ragazzi, improvvisamente orfani di entrambi i genitori, Io scritto traccia e ritesse la mappa dei difficili rapporti di famiglia e delle difficoltà della crescita, laddove il sotteso si impone, e prende il sopravvento, a scapito delle difese.

Giuseppe Trautteur

Consciousness, illusory freedom, double feel

PARADIGMI

Fascicolo: 3 / 2015

A proposito della coscienza si è scritto molto, sia in articoli scientifici, sia in libri destinati a un più vasto pubblico. Il tema risale almeno a Cartesio e Spinoza e fu già ammirevolmente trattato da Huxley (1974). L’opinione corrente, largamente condivisa, considera che le relative difficoltà tecniche, ma ancor più quelle metodologiche, sono talmente difformi da quelle della normale impresa scientifica da richiedere una completa revisione di ciò che si intende con "conoscere" e "spiegare". Prendendo come un dato non ulteriormente analizzato l’esperienza in prima persona della coscienza, queste sparse osservazioni cercheranno di estrarre ciò che è conosciuto della coscienza in terza persona, distinguendolo prudentemente da ciò che ne viene detto in modo più incerto e talvolta infondato. Ulteriormente il libero arbitrio, una componente importante della comune concezione di coscienza, verrà espunto dalla coscienza fenomenica perché non esiste. In conseguenza ciò che rimane da spiegare è l’incorreggibile illusione di scegliere liberamente, nonché le conseguenze etiche, giuridiche e psicologiche di una tale illusione

Barbara Barbieri, Marco Luciano Zurru, Paolo Cossu, Maria Luisa Farnese

Conseguenze della CIGS negli assistenti di volo: quando un futuro buio porta a stress e burnout

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 2 / 2015

Il lavoratore in cassa integrazione è, a tutti gli effetti, in una condizione di job insecurity (insicurezza occupazionale), in quanto vive una situazione di minaccia di perdita del lavoro, temporanea o definitiva. La job insecurity è, per i lavoratori, un vissuto particolarmente intenso durante i cambiamenti e le crisi aziendali, definibile come la percezione e la preoccupazione di non poter mantenere la propria condizione lavorativa. Se gli studi sulla job insecurity hanno inizialmente riguardato quasi esclusivamente i giovani e i precari che dovevano entrare nel mercato del lavoro, con la crisi del 2008 e la conseguente stagnazione e recessione economica, essa sta interessando sempre di più tutte le fasce d’età e lavoratori con contratti lavorativi stabili e lunga anzianità organizzativa, con implicazioni differenti in termini di conseguenze per gli individui. A livello italiano i contributi sono ancora esigui, poiché solo recentemente il fenomeno sta assumendo dimensioni rilevanti, anche perché le politiche sociali e legislative hanno cercato di tutelare, almeno fino alla fine degli anni Ottanta, i contratti a tempo indeterminato, e quindi la sicurezza del posto di lavoro. Da allora a oggi il mondo del lavoro in Italia ha subito radicali cambiamenti, dovuti alla globalizzazione e alla conseguente necessità delle organizzazioni di doversi riposizionare nel mercato, che hanno generato smarrimento e una percezione di minaccia per gli attori coinvolti. La presente ricerca si è focalizzata sullo studio di alcuni effetti della job insecurity (stress generale percepito, burnout, prospettiva occupazionale futura) in una specifica professione del trasporto aereo civile, gli Assistenti di volo, operanti in una compagnia aerea italiana che dal 2011 ha una procedura di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) in corso. Lo studio, condotto su un campione di 113 Assistenti di volo, intende indagare la relazione tra job insecurity e alcune variabili di malessere lavorativo individuale: stress generale percepito e burnout. Inoltre è stata utilizzata la prospettiva occupazionale futura come variabile "esplicativa" (mediatore) della relazione causale tra job insecurity e i due outcomes considerati, ipotizzando che l’insicurezza circa la propria condizione lavorativa inducesse una riduzione delle aspettative positive circa il proprio futuro lavorativo e che, a sua volta, tale riduzione favorisse sia un aumento dello stress nella vita dei lavoratori, sia un aumento del burnout lavorativo. I risultati confermano l’ipotesi di una relazione positiva tra le variabili prese in esame. È possibile dunque sostenere che lo status di cassa integrato costituisca uno stressor intenso e duraturo, percepito come minaccioso rispetto alla propria condizione occupazionale e che induce vissuti di impotenza nei lavoratori. La percezione di incertezza porta ad assumere un atteggiamento negativo verso il futuro, che a sua volta genera una percezione di stress nelle situazioni di vita e dà origine a burnout lavorativo.

Ken Rigby, Philip Slee, Graham Martin

Conseguenze della relazione inadeguata con i genitori e della vittimizzazione da parte dei pari sul benessere psicologico degli adolescenti

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 2 / 2008

Conseguenze della relazione inadeguata con i genitori e della vittimizzazione da parte dei pari sul benessere psicologico degli adolescenti Previous studies have indicated significant associations between relatively poor mental health of children and both perceived negative parenting and exposure to peer victimization at school. This paper examines their relative contribution to the mental status of adolescent school children. Questionnaires were administered to Australian school children (N=1432) aged 1216 years. These contained reliable self-report measures of mental health (the GHQ) parental bonding (the PBI) and degree of peer victimization. As predicted, multiple regres- sion analyses indicated that low levels of perceived parental care, high parental control and frequent peer victimization were each significantly and independently associated with relatively poor mental health. Together, they accounted for some 17% and 27% of variance in the mental health status of adolescent boys and girls, respectively. Theoretical and practical implications of these findings are considered. Limitations of the study are also discussed. Keywords: Parental bonding; Peer victimization; Mental health; Adolescence.

Daniela Carpenzano, Enrica Ciucci

Conseguenze della ricerca delle origini negli adulti adottati. Una analisi della letteratura scientifica

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 3 / 2022

Il presente contributo contiene una riflessione sul tema della ricerca di informazioni riguardo alle proprie origini adottive e rispetto alla possibilità di contatto con i genitori di nascita, da parte di adulti che sono stati adottati; in particolare, indaga e discute le conseguenze sul benessere psicologico e la salute mentale del soggetto adulto che ricerca informazioni sulla propria adozione e sull’identità della famiglia di nascita. L’attenzione si focalizzerà anche sulla complessità di questo processo di ricerca e/o di contatto evidenziando sia il ruolo di variabili connesse al soggetto che avvia la ricerca sia di variabili legate al suo contesto.

Renato Fontana, Elena Valentini

Conseguenze della valutazione

Idee e pratiche dei docenti universitari nelle scienze sociali

Il libro nasce da una ricerca che presta attenzione alle idee e alle pratiche della vita quotidiana di coloro che fanno attività scientifica e didattica nell’accademia e ha l’intento di scandagliare le conseguenze prodotte dalle riforme che hanno messo in discussione i fondamenti epistemologici dall’origine fino ai tempi moderni. Non un libro sulla valutazione tout court, dunque, bensì un volume sulle conseguenze della valutazione subite dai docenti universitari nel settore delle scienze sociali.

cod. 634.11

Anne Galiegue, Jean-Luc Bernaud, Cindy Carrein

Conseguenze dell'anticipazione dei bias psicosociali nel corso del colloquio di restituzione

RISORSA UOMO

Fascicolo: 4 / 2007

Many studies have attempted to examine psychosocial bias in the evaluation or in the appropriation of information relative to the personality. The present study evaluates the consequences of preliminary contact on the existence of the Barnum effect on client behaviors during feedback interviews. Two groups were compared, one of which was preemptively informed of the existence of a bias, the other not. The results show the implication of the client’s self-evaluation, as well as the client’s speech and behavior during the interview. Both groups emerged as comparable, except for the duration of the interview. The study takes an in-depth look at the topic of anticipating psychosocial bias during a feedback interview.