Un'indagine sull'esperienza del quadriennio 1998-2001
cod. 1261.12
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Un'indagine sull'esperienza del quadriennio 1998-2001
cod. 1261.12
Il rapporto tra contrattazione sociale territoriale e welfare locale vanta in Italia una lunga storia. Essa racconta di come il sindacato sia riuscito ad accrescere nel tempo la sua capacità di azione in ambito sociale, ampliando i temi di interesse, modificando, almeno in parte, strumenti e obiettivi della rappresentanza nonché i luoghi della propria legittimazione. Questa storia oggi vive una stagione di rinnovamento: la contrattazione sociale si pone come obiettivo prioritario quello di contribuire alla costruzione di risposte ai cosiddetti nuovi rischi e bisogni sociali dei lavoratori e dei cittadini in una prospettiva universalistica. L’articolo esplora le condizioni che incidono sul perseguimento di tale obiettivo e sulle implicazioni che ne derivano per la rete di protezione sociale territoriale. La base empirica è costituita dall’analisi quantitativa degli accordi archiviati nell’Osservatorio sociale della contrattazione territoriale della Cisl, Fnp-Cisl e da un approfondimento qualitativo sul campo
cod. 1261.1
Con l’art. 62, d.l. n. 1/2012, il legislatore si pone l’obiettivo di disciplinare il mercato dei prodotti agroalimentari, oggi caratterizzato da forti squilibri. Per i contratti di questo settore, la norma prescrive l’obbligo di redazione in forma scritta, un determinato contenuto minimo ed il rispetto dei principi di trasparenza, correttezza, proporzionalità e reciproca corrispettività delle prestazioni. Al di là della pretesa che un singolo intervento riformatore possa da solo rivoluzionare il mercato, senza la necessità di introdurre soluzioni più strutturali, l’art. 62 presenta anche importanti aree di miglioramento in termini di formulazione giuridica. Rileva, comunque, come un primo tentativo con cui si prova a dare spazio ad una nuova forma di squilibrio che ha ad oggetto «le rispettive posizioni di forza commerciale» tra imprese che operano nel settore agro-alimentare. Per farvi fronte, il legislatore propone diverse soluzioni ove regole e principi cercano di convivere, rimettendo al lavoro dell’interprete la ricostruzione del rimedio effettivo in caso di violazione
Il contributo intende inquadrare dal punto di vista giuridico i contratti di area umida, esaminando anche il loro rapporto con i piani territoriali e urbanistici. L’articolo si struttura in tre passaggi. Il primo si focalizza sulla disciplina dei contratti di aree umide. La seconda sezione si concentra sulla loro efficacia. Il terzo conclusivo paragrafo discute il rapporto tra contratti di area unida e strumenti di pianificazione.
Il quadro nazionale e comunitario degli strumenti e delle esperienze di riqualificazione fluviale impone la necessità di operare con un approccio intersettoriale. In questa logica, i contratti di fiume (CdF) possono conciliare gli interessi locali e costruire strategie integrate di riqualificazione dei territori fluviali. In assenza di una normativa nazionale sui CdF, il paper mette in luce i punti di forza e le debolezze di alcune esperienze italiane. È stata elaborata quindi una proposta metodologica per la costruzione partecipata di un CdF, che muove dal coinvolgimento degli attori sociali locali per la costruzione di strategie multi-settore con riferimento al territorio del Torrente Tinella.
Muovendo dalla messa a fuoco della nozione di "locazione turistica", l’analisi dei testi normativi emanati nel periodo dell’emergenza consente di esaminare gli effetti che l’epidemia, bloccando l’attività turistica, ha determinato sui contratti di locazione legati al turismo. L’esame è condotto in una duplice prospettiva: la sorte di contratti di locazione conclusi dal turista, per i quali è esplicito lo scioglimento per impossibilità sopravvenuta; le vicende delle locazioni concluse in vista della successiva locazione turistica, per le quali possono essere adottati rimedi diversi, diretti a governare il sopravvenuto squilibrio delle prestazioni.
Contratti di Programma and Multinational Companies: Barilla Case-study - Objectives The study aimed at evaluating the socio-economic effectiveness of Contratto di Programma signed with Barilla according to the following perspectives: a) additionality; b) local impact; c) effects on the beneficiary (Barilla). Methods Four research activities have been undertaken: 1. the analysis of Contratto di Programma: its origin, objectives, contents and evolution; 2. the firm: its history, performances and post-Contract conduct; 3. the local context and its performances; 4. the sector and its performances. The study has relied on the following sources: the official documentation concerning the Contratto di Programma; the economic press; the economic and financial reports of the companies belonging to the Barilla Group; the official statistics; interviews undertaken with Barilla, the local Administrations and the socioeconomic parties, the University of Foggia, the Government. The results of the study have been influenced by different factors: a) the multiregional approach of the CdP; b) the varies typologies of investment included in the CdP; c) the frequent changes that hare affected the content of the CdP; d) the reorganisation processes that have affected Barilla in that period. Results The study has brought to light various positive aspects concerning the effectiveness of this Contratto di Programma: on the one side, the public incentive has partially influenced the choices of the entrepreneur regarding the localisation of the investment, from the other side important effects have been determined on the local context, in particular on the quality and quantity of the generated employment. Moreover, the analysis of the impact of the CdP on the company has determined positive effects, in particular on process and product innovation (the Foggia plant was considered the jewel of the Group), that have contributed to maintain the competitiveness of the enterprise high. Conclusions Along with the positive effects reported above, some critical considerations concerning the characteristics of the Contratto di Programma emerged. The mechanisms of this incentive tool appeared not completely clear, in particular as far as the selection of the projects (and of the beneficiaries) concerned, with an important role of the so-called political control over decisions (that means a nearly total absence of predefined rules governing the process).
Il lavoro intende approfondire un’innovativa modalità di aggregazione: il Contratto di rete. Dopo aver fatto un breve cenno alle principali tappe normative, si fornisce una fotografia quantitativa dello strumento. Successivamente, la ricerca presenta i risultati di un’indagine qualitativa svolta su un campione di circa 300 imprese che coinvolgono 159 Contratti di rete. L’indagine è finalizzata ad individuare i principali motivi che hanno spinto le imprese a scegliere questo strumento; i relativi vantaggi e svantaggi; i giudizi e le aspettative sulla performance di alcune variabili aziendali; i rapporti con il sistema bancario. Da ultimo, si è cercato di indicare alcune misure di politica industriale sulla base dei suggerimenti forniti dalle stesse imprese intervistate. .