RISULTATI RICERCA

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Habermas points out the asymmetry by which political liberalism has so far included, as part of its own early stage of development, metaphysics while excluding, as falsehood, religious faith. The transformation of the early myth into the classical logos transformation which took place around 500 a.C. poses metaphysics and religion as developing in parallel. Still today, religion and faith appear to be dramatically involved in the conflicts which oppose particular values to general norms, ethical pluralism to legal and moral egualitarism. The defeatism of secular reason appears clearly, Habermas suggests, both in the postmodern version of Enlightment dialectics and in the moral relativism of scientific positivism. Against such defeatism he invokes a new covenant between faith and reason. Both parties must abandon their dogmatism though: religion has to recognize science advancements and the universalism of moral and legal reason. While secular reason should not act as a judge of religious truths. A double process of reflection which at present cannot be taken for granted

Antonio Di Campli

Contro l’imperialismo intellettuale dell’urbano

TERRITORIO

Fascicolo: 104 / 2023

La nozione di ‘urbano’ e quella a lei prossima di ‘città’ hanno da tempo assunto la funzione di vassoio portaoggetti per un insieme di assunti, ipotesi e strategie operative su una varietà di ambienti e stili di vita. Le crisi ecologiche, le politiche infrastrutturali o dell’abitare tendono quasi sempre a essere affrontate come questioni urbane. Allo stesso modo, problemi di giustizia spaziale sono quasi sempre interpretati come inerenti al ‘diritto alla città’. È tempo di riconoscere alla nozione di ruralità la stessa complessità e densità che oggi esprime il concetto di urbano, mettendo in discussione i punti di vista da cui il rurale è oggi pensato e prodotto, mettendo a nudo la brutalità e, al tempo stesso, la debolezza dell’urbano.

Laboratorio della Mente Il Museo

Contro l’invisibilità un museo di narrazione. Il Museo Laboratorio della Mente

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2013

Molti musei nascono per un lucido disegno istituzionale, altri per la perseveranza e la passione di qualche persona che, avendo a cuore una memoria, un’eredità culturale, non solo trova le risorse perché l’iniziativa si avveri, ma crea le condizioni umane affinché la cosa possa avere vita e sviluppo: volontà, passione, complicità sono infatti fattori essenziali che occorre mobilitare in un’avventura complessa come questa. L’esperienza progettuale e realizzativa del Museo Laboratorio della Mente della ASL Roma E nasce da queste componenti virtuose che si accompagnano alla particolare adesione che il tema della malattia mentale richiede. Nasce anche dal bisogno, in questi tempi di oblio, di mantenere memoria delle modalità ingiuste con cui questa sofferenza è stata affrontata istituzionalmente e dalla necessità di rievocare le soluzioni inedite e rivoluzionarie interpretate dall’esperienza di Franco Basaglia. Urgenze che impongono, tra l’altro, una ricerca accurata di concezioni espositive originali e in grado di esprimere al meglio questi temi.

Andrea Di Nicola

Contro la criminalità organizzata in Europa.

Una prima valutazione delle politiche penali ed extrapenali

Il volume presenta alcuni esempi, europei e nazionali, di ricerca applicata che hanno a oggetto la costruzione di metodi e di indicatori per valutare politiche contro la criminalità organizzata, sia penali sia extra-penali. Nel libro si dibatte non tanto di “cosa funziona e perché” contro la criminalità organizzata, quanto degli strumenti che la comunità scientifica ha a disposizione per determinare “cosa funziona e perché”, se sono sufficienti ed eventualmente come migliorarli.

cod. 287.28

Sergio Mauceri

Contro la deriva scissoria. Le funzioni dei big data nelle strategie integrate di ricerca sociale

SOCIOLOGIA E RICERCA SOCIALE

Fascicolo: 109 / 2016

Despite the undoubted benefits of Big Data, it may also pose the risk of a new divisive drift within social sciences. In the long term, the Big Data revolution could in fact lead to an eclipse of primary data collection procedures, with inevitable damage to the productivity of social research. This paper reconstructs a typology of strategies to integrate Big Data with conventional research pathways, re-evaluating the forgotten lessons of the American Schools of Chicago and Columbia. The typology is constructed by combining two criteria: the function of Big Data and the time order.

Silvano Tintori

Contro la falsificazione del ‘contemporaneo

TERRITORIO

Fascicolo: 76 / 2016

Contro l’ostracismo delle autorità di tutela del patrimonio naturale e culturale verso ciò che esula da tracciati precostituiti. Tre le parole chiave desunte dal pensiero della crisi e dall’ermeneutica filosofica: interazione o uscita da un rapporto monodirezionale fra soggetto e oggetto; linguaggio come dimora aperta dell’essere; disoccultamento in quanto ricerca di una essenza irreale, ma universale e necessaria nella costituzione dell’esperienza (Husserl) che, disgiuntamente ma parallelamente alla decostruzione (Heidegger), esige e sorregge la critica di una storia e di un costruire contraffatti attraverso la falsificazione del ‘contemporaneo’. Dal ripensamento del concetto di Modernità durante il secondo dopoguerra all’appressamento allo spazio interculturale, avanzato recentemente dagli ermeneuti del ‘non identico’, autocostruzione e riciclaggio dei materiali prodotti dalle demolizioni offrono alla tutela possibilità di cammino verso l’autenticità

Chiara Borelli, Eleonora Marocchini, Mariangela Scarpini

Contro la normalizzazione delle identità dissidenti: riflessioni pedagogiche a partire dalla neuroqueerness

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2024

Il presente contributo intende muoversi tra il passato e il presente delle pratiche di cura per mettere in luce alcuni nodi problematici legati a consuetudini educative violente volte alla normalizzazione delle identità e dei corpi di coloro che divergono dalla normalità statistica e dai canoni di ciò che viene considerato accettabile o consono in un dato contesto. Si sceglie di focalizzarsi in particolar modo sulla storia e sulle esperienze di persone neurodivergenti e di persone queer, due gruppi sociali marginalizzati a vari livelli, e sull’intersezione storica e concettuale delle pratiche rieducative violente che entrambi i gruppi hanno subito e continuano a subire, sia separatamente che nella loro intersezione (identità neuroqueer). Con la consapevolezza che l’intento normalizzante e di inquadramento all’interno di canoni prestabiliti – che spesso sfocia in pratiche più o meno esplicitamente violente, inquadrabili all’interno della pedagogia nera – si applichi anche a molteplici altre categorie di persone, l’affondo su identità neurodivergenti e su identità queer funge da esempio emblematico che intende invitare a una riflessione e a una profonda messa in discussione delle finalità della pedagogia e delle pratiche educative e di cura, evidenziando e problematizzando anche le questioni di potere al loro interno.

Carlo Formenti

Contro la retorica dell’economia della conoscenza

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 133 / 2014

L’articolo si propone di analizzare criticamente i limiti e le contraddizioni di un paradigma che raggruppa una costellazione di narrazioni teoriche - postoperaisti, apologeti della New Economy, teorici del "capitalismo personale" e del lavoro autonomo di seconda generazione, ecc. - che utilizzano alcune categorie comuni: economia della conoscenza, economia del dono, knowledge workers, moltitudine, classe creativa, ecc. La critica verrà condotta riproponendo il punto di vista analitico fondato sul concetto di composizione di classe. Si tratta, com’è noto, di una categoria che ha svolto un ruolo centrale nella storia del pensiero operaista, il quale la utilizzava per "leggere" la stratificazione sociale attraverso un duplice criterio: quello del posizionamento di un determinato strato nell’organizzazione del processo produttivo (composizione tecnica) e quello delle sue pratiche conflittuali (composizione politica). Si tratta di uno strumento teorico che consente di articolare le categorie marxiane di classe in sé e classe per sé, adattandole a un contesto storico in cui la relazione fra identità di classe e soggettività politica tende a divenire meno visibile e scontata.