RISULTATI RICERCA

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Claudio Girelli

Cooperare è un'impresa

Promuovere cultura cooperativa per creare sviluppo e innovazione

Una riflessione interdisciplinare, frutto di un percorso di ricerca-formazione, sulle differenti dimensioni che attiva il cooperare. Convergono qui riflessione psicologica, sociologica, economica e pedagogica con l’obiettivo di individuare le specificità del cooperare come impresa, come valorizzazione del lavoratore in quanto persona e del contesto in quanto ambito di impatto dell’azione economica.

cod. 1529.2.122

Pierluigi Musarò

Cooperare per lo sviluppo. Partecipazione o mestiere (im)possibile?

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 123 / 2011

Il saggio analizza i cambiamenti intervenuti nella cooperazione internazionale allo sviluppo e, in particolare, la difficoltà di lavorare oggi come operatore dello sviluppo. Dopo una breve rassegna delle fasi che hanno caratterizzato l’ascesa del movimento umanitario, il saggio esplora le principali problematiche legate alla "professione" di quanti operano nelle Ong, evidenziando come molti di questi organismi abbiano subito oggi un processo di burocratizzazione, finendo di conseguenza sotto accusa per il loro eccessivo allontanamento dalla società civile.

Matteo Bolocan Goldstein, Giorgio Monaci

Cooperare per lo sviluppo.

Reti di attori e valorizzazione dei territori nel milanese

cod. 365.212

Giuseppe Cappiello, Paola Garrone, Paolo Nardi

Cooperation in the initial stages of infrastructure projects: a conceptual model and surv ey of Italian utility managers

ECONOMICS AND POLICY OF ENERGY AND THE ENVIRONMENT

Fascicolo: 1 / 2013

This paper examines the role of collaborative initiatives in local infrastructure projects. It seeks to establish that cooperation between local governments, utilities, and other stakeholders has the potential of reducing the transaction costs that hinder the early stages of infrastructure investments. Having developed a conceptual model of cooperation between local actors in infrastructure projects (CLAIP), a survey was designed to obtain evidence of the main benefits and costs of collaboration in the construction of local water and transport infrastructure. The findings that emerge from managers’ opinions confirm that one of the main benefits of collaborative initiatives is the opportunity to acquire and transfer know-how in areas of the project containing problems or risks. CLAIP may also prove useful as a means of strengthening project governance, and increasing public acceptance of the facilities involved. Among the respondents, the managers who are most positive about CLAIP are likely to work in small and privately-owned or public-private utilities.

Alessandro Pirani, Francesco Zanoni

Cooperative e città.

Pratiche innovative della cooperazione di abitazione nei processi di sviluppo urbano

Lo studio fornisce una serie di spunti utili per tracciare possibili future strategie imprenditoriali e associative, nonché una argomentazione degli strumenti operativi e delle metodologie cosiddette di urban management individuate come le più adeguate in relazione al contesto territoriale e culturale nel quale la Confcooperative si trova ad agire.

cod. 1810.2.11

Giulia Peruzzi, Valeria Piro

Cooperative e lavoro migrante in agricoltura e nella logistica

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2024

Il contributo esamina il ruolo delle cooperative come declinazione dell’intermediazione di manodopera migrante nel settore agricolo e logistico del Veneto. Le ricerche hanno eviden- ziato come in diversi settori siano presenti “cooperative di convenienza”, costruite per favo- rire i processi di outsourcing delle aziende, generando spesso situazioni di precarietà nelle condizioni di lavoro. L’analisi approfondisce le specifiche modalità di funzionamento delle cooperative in questi due settori ed evidenzia come le cooperative – coinvolte in una relazione di intermediazione costantemente in tensione tra formalità e informalità, libertà e coercizione – siano diventate una forma di mediazione particolarmente diffusa nel mercato del lavoro del Veneto.

Ryan B. Stoa

Cooperative Federalism in Biscayne National Park

AGRICOLTURA ISTITUZIONI MERCATI

Fascicolo: 2 / 2014

Biscayne National Park is the largest marine national park in the United States. It contains four distinct ecosystems, encompasses 173,000 acres (only 5% of which are land), and is located within densely populated Miami-Dade County. The bay has a rich history of natural resource exploitation, but aggressive residential and industrial development schemes prompted Congress to create Biscayne National Monument in 1968, followed by the designation of Biscayne National Park in 1980. When the dust settled the state of Florida retained key management powers over the park, including joint authority over fishery management. States and the federal government occasionally share responsibility for regulating natural resources, but Biscayne National Park represents a unique case study in cooperative federalism. This article explores these cooperative federalism contours in order to assess whether the park’s management paradigm provides a model worthy of replication. A diverse range of materials were reviewed for this project, including literature and jurisprudence on traditional models of cooperative federalism, federal natural resources laws, national park regulations and policy, Biscayne National Park’s statutory frameworks and legislative history, state and federal management plans, inter-agency communications, and direct stakeholder interviews. They combine to tell a story of cooperative federalism that has been frustrating and, at times, incoherent. But the story also shows that shared responsibility over fishery management has produced beneficial results for the park and its stakeholders by forcing state and federal officials to work together on planning and enforcement, diversifying human and financial resources, and incorporating federal, state, and local interests into park management and policy. The research suggests that future applications of the Biscayne National Park model of cooperative federalism, in which states and the federal government share joint authority over marine resources in some capacity, may enjoy similar success.

Andrea Bertucci, Stella Conte, Carla Meloni

Cooperative learning, soggetti inesperti e numerosità del gruppo: un confronto tra singoli, coppie e gruppi

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2009

Sessantadue studenti frequentanti la scuola media sono stati coinvolti in questo studio. Nessuno dei soggetti aveva mai lavorato precedentemente con attività di apprendimento cooperativo. Accertato che non fossero presenti problemi di natura cognitiva, i soggetti sono stati casualmente assegnati alle condizioni di apprendimento individuale (gruppo di controllo), apprendimento cooperativo in coppia e apprendimento cooperativo in gruppo con l’utilizzo del metodo dell’interdipendenza dei ruoli. Durante la prova sperimentale, il compito dei soggetti è stato quello di apprendere, lavorando nella condizione alla quale sono stati inizialmente assegnati, un contenuto inerente l’educazione alla salute e rispondere individualmente ad un test di comprensione sui contenuti appena appresi. È stato inoltre chiesto agli studenti di esprimere il loro grado di accordo con due affermazioni circa la piacevolezza del lavoro svolto e la percezione di aver raggiunto l’obiettivo richiesto. I risultati mostrano come i soggetti assegnati alla condizione di apprendimento cooperativo in coppia abbiano ottenuto risultati significativamente superiori al test di apprendimento, un maggiore gradimento verso il lavoro svolto e una maggiore percezione di aver raggiunto gli obiettivi richiesti.

Francesco Contò, Mariantonietta Fiore

Cooperative strategies and value creation in sustainable food supply chain.

Proceedings of the 54th SIDEA Conference - 25th, SIEA Conference Bisceglie/Trani, September 13th - 16th 2017

This book contains the proceedings of the LIV Conference SIDEA and the XXV Convention SIEA, with the formula of a joint Conference titled “Cooperative strategies and value creation in sustainable food supply chain”. Cooperation in all its forms represents a valuable paradigm to define new horizons of development and build new organizational models of value creation according to a sustainable approach not referred to a single unit, but to the entire supply chain. The thematic areas have allowed us to investigate the issue in all its aspects, starting from the analysis of the main production and consumption models, up to organizational models, forms of territorial, sectoral and environmental cooperation, and policies with which to add value to the supply chain.

cod. 10365.25

Lo scopo del lavoro è analizzare la legislazione in materia di cooperative e le possibilità di sviluppo delle stesse in Polonia di fronte alle nuove sfide della Politica agricola comune (cambiamenti climatici, energie rinnovabili, gestione delle risorse idriche, biodiversità, misure di accompagnamento nel settore lattierocaseario, innovazione, misure per il latte introdotte a seguito della riforma del settore e l’abolizione delle relative quote entro aprile 2015). L’analisi si concentra su questioni specifiche inerenti alle cooperative agricole in Polonia, tra le quali la tipologia delle stesse e le loro basi giuridiche. Inoltre, si analizzano anche gli obiettivi della Politica agricola comune per il periodo 2014-2020 e il loro impatto sullo sviluppo del movimento cooperativo in Polonia. Infine, il saggio analizza la più recente disciplina delle cooperative in Italia.

L’articolo mostra l’importanza della cooperazione internazionale per il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, approfondendo il progetto EATHEN, svolto in Nepal nel triennio 2019-2022. Il progetto, finanziato dall’Unione europea nel programma Erasmus+ Capacity Building in the field of higher education, mirava a sviluppare politiche per l’accesso equo agli studi universitari di studenti nepalesi con disabilità o provenienti da gruppi emarginati e zone remote del Nepal. Nell’articolo sono riportati alcuni nodi tematici riguardanti l’attuale situazione del Nepal rispetto all’educazione e all’inclusione e vengono ripresi i punti principali di sviluppo del progetto EATHEN, analizzandone le tappe, gli elementi di cambiamento e gli ostacoli riscontrati durante il periodo della pandemia. La presentazione del progetto è l’occasione per esporre alcune riflessioni più generali riguardanti il senso della cooperazione internazionale per le università, all’interno della cornice di una Terza missione volta a contribuire al bene pubblico.