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Vittorio Gallese, Michele Guerra

Corpo a corpo. Simulazione incarnata e naturalizzazione dell’esperienza filmica

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2014

Recenti scoperte neuroscientifiche, tra cui quella dei neuroni specchio, hanno fortemente influenzato il dibattito sulla cognizione spaziale, l’azione, le emozioni e l’empatia, tutti aspetti recentemente riconsiderati dagli studi sul film. Questo articolo si concentra sul ruolo che la teoria della simulazione incarnata - elaborata a partire dalla scoperta dei neuroni specchio - svolge nell’esperienza filmica. È stato proposto che la simulazione incarnata costituisca un meccanismo funzionale di base del cervello umano. Grazie ad un formato rappresentazionale corporeo condiviso, mappiamo le azioni altrui sulle nostre rappresentazioni motorie. Ci chiediamo quanto questo meccanismo sia rilevante per l’esperienza filmica, riconsiderando sia le teorie classiche che quelle più recenti sul film che in qualche modo hanno anticipato la simulazione incarnata. Vaglieremo la nostra ipotesi attraverso l’analisi stilistica di due sequenze tratte da Notorius di Alfred Hitchcock e Il grido di Michelangelo Antonioni.

Massimo Recalcati

Corpo e angoscia

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 1 / 2007

During the Fascist regime, apart from the totalitarian organizations, the Italian Catholic Action was the only one mass association allowed to lead its own activities and to set up its own youth pedagogical path, manly model and sport education. The «Grande Pedagogo» used the myth of war and the fascination of sport to create the ideal warrior. Church tried to present its own manly model, inspired by the Catholic tradition and faithful to Christian values. This «apostle of love» couldn’t, however, totally refuse the physical and spiritual ideal of the Fascist «new Italian». The characteristics of the manly model which prevailed during the Thirties presented some cultural aspects of the inheritance common to both Catholics and Fascist. Only from 1938, when the harmony between Church and Fascist State broke, young Catholics seemed to undress their warrior uniforms. Nevertheless it’s undeniable that, till then, the model proposed by the Fascist movement, based on war, sport and moral perfection, seemed to have such an attraction that anyone couldn’t escape.

Nel periodo pandemico da SARS-CoV-2, molti individui hanno vissuto profondi mutamenti nel loro vivere quotidiano. Questi cambiamenti hanno coinvolto non solo la nostra quotidianità ma anche il numero e le manifestazioni psicopatologiche che i clinici si trovano a dover affrontare. Un dato allarmante è l’aumento della frequenza di disturbi dell'alimentazione così come del fenomeno del Non-Suicidal Self Injury (NSSI) negli adolescenti. Sembra esserci un comune denominatore tra queste due manifestazioni psicopatologiche, un filo conduttore, tra il corpo e il gesto autolesivo, nel corso del tempo nella nostra società "consumistica": l’abbandono del tempo lento, riflessivo, introspettivo in favore della velocità e dell'alacrità dell'azione, che analizza e inganna rapidamente e immediatamente. L’offerta di una soluzione immediatamente pronta e disponibile, come il nuovo oggetto da conseguire e possedere, certamente lenisce il disagio, ma allo stesso tempo esilia il soggetto dal suo vero Sé, si allontana dalla sua ruvidezza, smussa gli spigoli senza tuttavia livellarli. In un'epoca in cui il trascorrere del tempo appare e deve essere sempre più veloce e più tumultuoso per far fronte al tempo che viene ulteriormente accelerato verso un obiettivo indefinito, secondo una pratica consumistica che non può consentire pause o rallentamenti, il corpo "fisico e materiale" sempre immediatamente disponibile si afferma come un luogo privilegiato ed esclusivo da cui versare l'unguento lenitivo, la "pozione magica" che risulta drammaticamente disfunzionale.

The diagnosis of breast cancer, the subsequent treatment and the surgery often cause a deep wound and a change in women self-image. In our survey we intended to analyze the rela-tionship with their own body in breast cancer women, examining their participation in an arts, dance and movement project. The perception of the body in the women was detected with the focus group methodology and through the analysis of documents (letters to their bodies). The collected data confirmed the problematic relationship of the women with their bodies. A significant contribution in constructively tackling the difficulties was provided by the planned activities, which were found capable of generating help to write the new body text.

Stefania Brun

Corpo e contratto di lavoro alla luce del potenziamento bio-tecnologico

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 187 / 2025

Il contributo indaga il fenomeno del potenziamento delle capacità psicofisiche del lavoratore consentito da una serie di strumenti bio-tecnologici e farmacologici con lo scopo di indagarne la praticabilità entro la relazione contrattuale di lavoro e, ancor prima, sul mercato. Al riguardo, la rassegna parte dal presupposto che i principi posti dalle Supreme Corti a fondamento della liceità del fenomeno in seno alla società civile attraverso la valorizzazione del principio di autodeterminazione della persona (al potenziamento) non sono direttamente trasponibili nell’ambito della relazione contrattuale di lavoro. Dopo aver fornito una breve tassonomia del fenomeno, i dubbi circa la compatibilità del ricorso al potenziamento in ambito lavorativo vengono affrontati distinguendo l’ipotesi del potenziamento posto in essere sua sponte dal lavoratore da quella che vede quest’ultimo indotto a potenziarsi su richiesta del datore di lavoro.

Anna Maria Nicolò, Laura Accetti

Corpo e diniego: l’enigma transgender

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2022

In adolescenza, più che in ogni altra età della vita, il corpo e le sue vicissitudini assumono un’importanza strutturante. Le trasformazioni puberali danno vita a nuove sensazioni, mutano la percezione delle distanze interpersonali, modificano la rappresentazione di sé, cimentano l’identità. Mostrando come questo processo segua un percorso il cui esito non può essere dato per scontato, le due autrici esplorano le origini del senso di sé nel corpo e dell’immagine corporea, interrogandosi su quelle esperienze in cui il corpo è vissuto come un nemico o un estraneo da ripudiare, attaccare o modificare. Il ripudio del corpo può riguardare un dubbio identitario profondo ma è anche indice di gravi carenze nell’Handling e nella funzione di specchio della madre, del corpo e delle esperienze del bambino. L’esemplificazione clinica relativa all’analisi con un ado-lescente transgender mostrerà le vicissitudini di una profonda distorsione nell’immagine del corpo, e il suo legame con un rispecchiamento materno come forma di diniego verso il sesso del bambino.

Bernard Andrieu, Vincenzo Cicchelli

Corpo e gioventù nella sociologia francese

SOCIOLOGIA E POLITICHE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2006

The aim of this article is to give a better understanding of the way in which French sociologists have studied the cultural relevance of body among young people. The paper starts by taking into account some epistemological limits and difficulties due to the nature of this object. Then it offers a historical account of the encounter between body and youth in sociological researches. Finally, it underlines three major paradoxes concerning the relevance of the body in French society (i.e., the tension between individual freedom and social conformity, the quest for performance and intimacy, the idea that body is becoming socially tougher and more malleable at the same time) and discusses the most important topics concerning the representations of body among young people as they are dealt with by current French works.

L’articolo è diviso in due parti. Nella prima l’autore descrive la complessità dei trattamenti virtuali in cui telefoni e altri strumenti o piattaforme informatiche vengono utilizzate per simulare il lavoro analitico che fino a poco tempo avveniva quasi esclusivamen-te in compresenza corporea nello studio analitico. Ipotizza altresì la perdita di differenziazione tra le differenti terapie psicodinamiche quale effetto di una difesa imitativa. Nella seconda parte clinica evidenzia come il trattamento psicoanalitico in presenza sia essenziale per cogliere le comunicazioni inconsce di stati precoci della mente che si esprimono, nel rapporto transfert/controtransfert, attraverso comunicazioni inconsce corporee.

Ranieri de Maria

Corpo e individuo nel Welfare State: pubblici poteri e dignità umana

RIVISTA TRIMESTRALE DI SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE

Fascicolo: 2 / 2012

Negli ultimi anni i media e la politica si sono occupati spesso delle vicende del corpo, a volte di mero interesse individuale. Ciò probabilmente deriva dall’attitudine crescente del Welfare State ad occuparsi della vita e della salute degli individui, e dalla tendenza alla socializzazione del corpo, sul quale è stata costruita una vera e propria economia. Correlatamente, l’attribuzione alla medicina di compiti sociali ulteriori rispetto alla cura della salute ha contribuito al processo, stabilendo inoltre dei modelli di "normalità" da promuovere e imporre. Se da un lato la compressione indebita di spazi di privatezza da parte dello Stato può violare la dignità umana e rompere il contratto sociale, la crisi dello Stato sociale apre importanti interrogativi sul futuro.

Nicoletta Diasio, Simona Tersigni

Corpo e infanzia in situazione migratoria

INTERAZIONI

Fascicolo: 1 / 2014

La prospettiva di questo articolo si situa nell’ambito di una sociologia e antropologia dell’infanzia che sottolinea la capacità che bambine e bambini hanno di agire su di sé e sugli altri, di produrre cultura e di dar forma alle strutture e alle dinamiche sociali. Una risorsa centrale di tale capacità d’azione è il corpo, in quanto costruzione discorsiva ed esperienza quotidiana di trasformazione. Nei bambini la dimensione d’incompiutezza propria alla condizione umana e fonte di pratiche culturali e sociali di soggettivazione, si rende più visibile. Crescere si configura come un lavoro complesso in cui interagiscono l’interiorizzazione di tecniche del corpo e forme personali di creatività, in cui il corpo incompiuto funziona come risorsa identitaria e di agency. Lungi dall’essere soltanto il luogo d’iscrizione delle identità e delle differenze, il corpo costituisce anche il luogo della loro fabbricazione: i bambini sono quindi attivi nella costruzione, riproduzione e interpretazione delle differenze tra sé e gli altri. Dopo una sintesi critica degli approcci fondati sull’analisi della vulnerabilità dei bambini migranti, richiedenti asilo o "discendenti" d’immigrati, questo articolo si interroga sulle modalità dell’agency infantile nel campo migratorio e nei processi di etnicizzazione che ne conseguono.

Amedeo Santosuosso

Corpo e libertà: un seminario e alcune questioni di prospettiva

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 6 / 2000

Riproduzione umana tecnologizzata e decisioni in tema di salute e cure dei minorenni: due temi centrali nel campo della bioetica. Su questi argomenti l’idea tradizionale di soggetto debole da tutelare entra in conflitto con quella di autodeterminazione suscitando numerosi interrogativi: l’autodeterminazione implica la proprietà di sé? Chi sono gli altri di fronte ai quali l’autodeterminazione si arresta? L’autodeterminazione si addice ai minori? E da quale età? E su cosa? Nella riproduzione assistita vi è un soggetto debole da tutelare? Nella riproduzione assistita l’autodeterminazione di chi è in gioco? Dove è lo scandalo nelle nuove forme di riproduzione? L’autodeterminazione viene dalle donne o va attribuita alle donne?

Francesco Paolo Romeo

Corpo e metafore per l’apprendimento esperienziale

Progetti, pratiche e studi di caso

Superando la dicotomia tra teorie e prassi e andando oltre la polarizzazione sulla sola dimensione cognitiva della persona, il volume propone forme di apprendimento che sappiano utilizzare il corpo e la metafora formativa in senso inclusivo. Un testo pensato per insegnanti di ogni ordine e grado, dell’area sostegno e non, ma anche per educatori, facilitatori e quanti si propongano di costruire contesti inclusivi per ogni età della vita.

cod. 1750.41