"Giocare" in analisi ha a che fare con a) l’ascoltare il discorso dell’inconscio come se virtualmente qualsiasi cosa riflettesse il sogno della coppia o del campo analitico, b) l’interpretare il processo dell’analisi non come un rettificare le distorsioni di transfert ma come un promuovere trasformazioni, c) l’adoperare uno stile semplice, diretto e spontaneo di conversazione con il paziente. Nel nuovo paradigma della psicoanalisi, che si può definire non più epistemico ma ontologico, cioè diretto non tanto a svelare contenuti rimossi ma a promuovere nuove funzioni, la psicoanalisi dei bambini, in cui il gioco ha un posto così rilevante, fa da modello alla psicoanalisi degli adulti. I concetti di attività, vitalità, intensità, curiosità, piacere, esplorazione, spontaneità, apertura, ecc. diventano elementi che idealmente dovrebbero essere presenti in qualsiasi analisi. Nel gioco tutto è finzione e si gioca in due. Giocare serve a far crescere la mente passando per momenti di sintonizza zione emotiva (at-one-ment). Da qui la necessità per l’analista di disporre di concetti aggiornati per intuire cosa succede sul piano inconscio e condiviso della relazione.