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Luigi Solano, Michela Di Trani, Rosa Ferri, Alessia Renzi

Offrire risposte dove emerge la domanda: lo psicologo di base nell’assistenza sanitaria primaria

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2015

Spesso l’intervento clinico avviene o su disturbi ormai conclamati (quindi tardivamente), o attuando programmi di prevenzione in assenza di qualunque domanda, pratica di ridotta utilità e non priva di rischi. È noto d’altra parte come al - meno il 50% delle richieste che le persone rivolgono ai medici di Medicina Generale, dietro la proposta di un sintomo somatico, esprimono disagi di tipo relazionale/ esistenziale, spesso in fasi molto precoci, in cui l’intervento potrebbe essere breve ed agevole: non sempre però il medico è in grado di offrire una risposta, e quindi finisce per ricorrere all’effettuazione di analisi e alla somministrazione di farmaci di cui per primo riconosce la dubbia utilità. Una risposta mediante invio ad uno psicologo appare problematica data la difficoltà ad identificare sia i pazienti da inviare che modalità di invio opportune. L’accettazione di un invio da parte del paziente appare comunque poco probabile, nel momento che il contatto con uno psicologo è tuttora gravato da forte stigmatizzazione sociale. Viene quindi descritta un’iniziativa, attuata dalla Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute della Sapienza di Roma, di inserimento di psicologi specializzandi negli studi di Medici di Medicina Generale, nel consueto orario di ambulatorio, in copresenza con il medico. Questa pratica ha permesso di realizzare un approccio olistico e precoce al disagio presentato, senza la necessita di una richiesta specifica da parte del paziente. In un piccolo numero di casi, e stato proposto ed attuato un approfondimento piu formale con lo psicologo in tempi e spazi separati. I casi clinici sono stati sempre discussi tra i due professionisti e supervisionati in riunioni almeno quindicinali da un docente della Scuola. Finora l’esperienza, che dura da 14 anni, ha coinvolto 18 psicologi specializzandi, per 3 anni ciascuno, in studi medici di Roma e centri limitrofi; ha mostrato di essere del tutto fattibile, pur richiedendo un certo periodo di "rodaggio" tra le due figure professionali. I pazienti hanno accolto con molto favore la presenza dello psicologo e, come atteso, hanno adottato spontaneamente un approccio molto piu ampio al proprio disagio. In due casi in cui e stato possibile avere i dati, si e registrata una sensibile diminuzione della spesa farmaceutica, rispettivamente del 17 e del 14%. Una vignetta clinica illustra come la scoperta e la narrazione di una difficile situazione di vita presente dietro un sintomo somatico non solo abbia portato alla risoluzione del sintomo stesso, ma abbia facilitato l’attraversamento di una importante fase del ciclo di vita da parte di una adolescente.

Rosa Ferri, Alessia Carleschi

Lo sviluppo socio-emozionale nella prima infanzia.

Applicazione di uno strumento di osservazione nell'asilo nido

In questo libro vengono descritti i principali studi e contributi di ricerca, presenti nella letteratura internazionale degli ultimi venti anni, in merito allo sviluppo socioemozionale nella prima infanzia e ai relativi strumenti di osservazione e valutazione.

cod. 1305.113

Ausilia Sparano, Paola Epifani, Daniela de Berardinis, Rosa Ferri

La costruzione di un servizio per le famiglie dei bambini nati pretermine: un’esperienza di promozione della salute

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2011

La nascita pretermine è un evento che può compromettere sia la salute che lo sviluppo cognitivo ed affettivo del bambino ed incidere sulla relazione tra bambino e genitori. L’esperienza descritta riguarda la costruzione di un servizio di accoglienza e consulenza psicologica dedicato alle famiglie dei bambini nati con grave prematurità. Il servizio, nato dalla collaborazione tra psicologi e neonatologi dell’Ospedale Fatebenefratelli di Roma, è basato sul monitoraggio dello sviluppo globale dei nati con età gestazionale < 32 settimane fino ai 5 anni. Questo ha come obiettivi: valutare lo sviluppo del bambino, facilitare l’elaborazione dell’evento traumatico e fornire consulenza alla coppia genitoriale sulle problematiche legate allo sviluppo. I colloqui prevedono quattro fasi: a) Accoglienza dei vissuti e delle rappresentazioni dei genitori; b) Osservazione dell’interazione genitori-bambino; c) Interazione tra psicologo e bambino attraverso il gioco strutturato; d) Restituzione e confronto sulle risorse e le competenze del bambino e dei genitori. Nella nostra esperienza l’intervento precoce favorisce l’integrazione e il benessere globale del pretermine e della famiglia.

Maria Antonietta Serra, Rosa Ferri

Implicazioni psicologiche del tumore al seno e strategie di intervento

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2006

As to the examination of the psychological reactions and adaptation to the breast cancer diagnosis in women, several studies have been carried out in the past. Hitting the breast, a significant organ for women as well as a femininity, seductiveness and motherhood symbol, breast carcinoma gives rise to a deep psychological unease. This uneasiness appears through anxiety, depression, anger and fears which are connected to the disabling surgery, disease relapse and death. In addition to this there are life-style changes related to physical illness, sexual and conjugal problems, and the impossibility to do normal daily activities. The evidence of the interrelation between breast cancer and emotional, cognitive and behavioural problems in women shows the need of psychotherapeutic interventions able to face such uneasiness. These interventions may be individual or involve the whole family; they may be performed in group or in an integrated way. Therefore this article, based on a critical review regarding several past researches, is directed to explain the psychological impact that the breast cancer has on women and as a consequence to propose probable intervention strategies, in particular as to the aforesaid integrated model.

Rosa Ferri, Arturo Orsini

Quando i bambini crescono

Guida alla valutazione del comportamento psicosociale nell'infanzia e nella pre-adolescenza

cod. 1305.12

Maria Di Nocera, Rosa Ferri, Monica Vaillant

Handicap, sport e qualità della vita

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2000

Per una persona disabile, il sentimento di autoefficacia e di autostima può rimanere basso, influenzando in modo negativo, i vari aspetti della vita dell’individuo e la stessa spinta motivazionale ad intraprendere nuove attività ed esperienze. Si crea, in questo modo, un circolo vizioso nel quale la persona con disabilità si percepisce, trovando anche conferma dai feedback che riceve dall’esterno, come impotente a "colmare la differenza" e, quindi, non adeguata socialmente. La ricerca che presentiamo ha l’obiettivo di dimostrare come lo sport, nel nostro caso il nuoto, possa migliorare la Qualità della vita delle persone con disabilità, sia dal punto di vista fisico che psicologico. È stata svolta un’intervista a 20 disabili che praticano il nuoto, alcuni a livello agonistico altri principianti, cercando di indagare diversi aspetti della loro vita e l’importanza che lo sport ha assunto per loro. Analizzando il contenuto delle risposte, è possibile supporre che l’attività sportiva offra alle persone con handicap la possibilità di sperimentarsi in situazioni nuove, nelle quali sentirsi capaci e soddisfatti di se stessi, vivendo esperienze di gruppo ed individuali, sia di condivisione che di competizione.

Rosa Ferri, Anna Scala

Insieme al nido

Gli asili nido del Comune di Roma: una guida per i genitori

cod. 1411.1.1

Anna Contardi, Stefano Vicari

Le persone Down

Aspetti neuropsicologici, educativi e sociali

cod. 1240.106