Titolo Rivista GRUPPI
Autori/Curatori Giovanni Di Stefano
Anno di pubblicazione 2026 Fascicolo 2024/2
Lingua Italiano Numero pagine 16 P. 136-151 Dimensione file 0 KB
DOI 10.3280/gruoa2-2024oa22926
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L’articolo esplora il ruolo dei dispositivi esperienziali analitico-gruppali di ampio formato – gruppi mediani e Large Group – nella formazione alla psicoterapia contemporanea. Muovendo dallo scenario delle società ipermoderne e dalla crisi delle forme tradizionali di trasmissione del sapere clinico, si argomenta come l’epistemologia della complessità e la tradizione analitico-gruppale convergano nel richiedere dispositivi formativi che operino per immersione nell’esperienza e non per accumulo di nozioni. Attraverso la teoria del Large Group (De Maré, Kreeger), il concetto di inconscio sociale (Hopper e Weinberg) e la riflessione sull’estensione della psicoanalisi (Kaës), si sostiene che i formati allargati costituiscano strumenti elettivi per accedere a dimensioni della vita psichica – l’inconscio sociale, il campo istituzionale, le dinamiche della cittadinanza – non raggiungibili nel piccolo gruppo. L’articolazione tra setting di diverso formato configura un microcosmo formativo nel quale il futuro psicoterapeuta allena il rapporto tra soggettività, appartenenza e alterità, sviluppando quella postura riflessiva e complessa qui definita “saperci fare” nella clinica contemporanea.
Parole chiave:Training psychotherapists in the age of complexity: the role of median and Large Group experiential devices in group-analytic training
Giovanni Di Stefano, Formare psicoterapeuti nell’epoca della complessità: il ruolo dei dispositivi esperienziali mediani e larghi nella formazione analitico-gruppale in "GRUPPI" 2/2024, pp 136-151, DOI: 10.3280/gruoa2-2024oa22926