Seduzione e coercizione in Adriatico

Reti, attori e strategie

Autori e curatori
Contributi
Massimo Bucarelli, Giulio Cainelli, Annunziata de Felice, Antonello Scialdone, Giovanna Scianatico
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 160,      1a edizione  2009   (Codice editore 1136.80)

Seduzione e coercizione in Adriatico. Reti, attori e strategie
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Codice ISBN: 9788856813616
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In breve

Ripercorrendo la complessa trama dei rapporti con le nazioni dei Balcani occidentali, emerge come da parte italiana vi siano state una costante attenzione e una continuità d’interessi verso quelle regioni. Ma forte è l’impressione che la politica italiana, nelle relazioni interadriatiche, il più delle volte abbia tentato di adottare modelli riconducibili alla politica di potenza. Il volume affronta la questione in un’ottica interdisciplinare e invita a valorizzare di più le reti, le risorse e gli attori in campo.

Presentazione del volume

A ripercorrere la complessa trama dei rapporti politici, economici e culturali, che il nostro paese ha intessuto con le nazioni dei Balcani occidentali, emerge con chiarezza come da parte italiana vi siano state una costante attenzione e una continuità d'interessi verso quei popoli e quelle regioni. L'impressione che se ne ricava tuttavia è che non sempre il mondo politico (ad eccezione di qualche istituzione locale) abbia affiancato e sostenuto con una concreta e fattiva azione di governo le iniziative portate avanti dagli attori economici e culturali italiani; in molte occasioni e in numerose circostanze, le reti economiche e culturali tra le due coste del mar Adriatico sembrano essersi sviluppate per proprio conto, senza impulsi centrali e in assenza di ben definite strategie nazionali. Ma ancora più forte è l'impressione che la politica italiana, nelle relazioni interadriatiche, il più delle volte abbia tentato di adottare modelli riconducibili alla politica di potenza, basati su imposizioni forzose e su coercizioni, avvertendo come limite insopportabile la nostra incapacità a fare sistema paese.
In realtà in alcuni scenari internazionali (soprattutto in quelli caratterizzati da conflitti etnici e rivalità nazionali), dove gli obiettivi prioritari sono legati alla promozione dello sviluppo e della democrazia, e alla costruzione di buone relazioni tra Stati e genti vicine, forse questo nostro limite può rivelarsi invece una risorsa. Un paese con "ambizioni nazionali deboli" e che si sforza invece di usare al meglio il soft power che possiede e che quindi lascia un largo spazio di iniziativa alla sua società civile e agli attori locali può forse meglio contribuire al superamento di diffidenze e di resistenza che esistono in Adriatico e in altri luoghi vicini.
Il volume affronta con un'ottica interdisciplinare queste questioni e invita a valorizzare di più sia le reti - economiche e culturali - e sia le risorse e gli attori che sono in campo, senza rinunciare naturalmente alla speranza che prima o poi si possa arrivare a definire come paese una più precisa e condivisa idea di quello che è oggi il nostro interesse nazionale.

Franco Botta insegna Politica economica nella Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Bari. Da tempo dedica attenzione al potenziale di sviluppo - non solo economico - contenuto nelle relazioni di prossimità. Tra i suoi libri si segnalano Europa adriatica. Storia, relazioni, economia (curato con I. Garzia, Laterza, 2004) e La questione adriatica e l'allargamento dell'Unione Europea (curato con I. Garzia e P. Guaragnella, FrancoAngeli, 2007).

Indice



Franco Botta, Introduzione
Massimo Bucarelli, Un'amicizia tardiva: la politica jugoslava dell'Italia repubblicana (1945-1992)
Franco Botta, La differenza italiana nelle relazioni di prossimità
Giulio Cainelli , Annunziata de Felice, L'interscambio commerciale tra l'Italia e gli altri Stati adriatici
Giovanna Scianatico, Reti culturali. Il modello del Cisva
Antonello Scialdone, Percorsi migratori e rappresentazioni dell'accoglienza.







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