La sicurezza urbana indivisibile.

Le politiche locali di prevenzione integrata

Autori e curatori
Collana
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 336,      1a edizione  2014   (Codice editore 287.45)

La sicurezza urbana indivisibile. Le politiche locali di prevenzione integrata
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In breve

Lo Stato, le Regioni e i Comuni devono costruire un forte partenariato per la sicurezza. È urgente disciplinare la sicurezza urbana nel suo carattere indivisibile, assegnare alle politiche di prevenzione lo spazio loro proprio, creare politiche integrate di sicurezza che prefigurano un leale partenariato, capace di coniugare competenze e sinergie e di dare slancio a una corresponsabilità non episodica, che affronti la sicurezza urbana nel coordinamento.

Presentazione del volume

Le leggi e le politiche italiane sulla sicurezza urbana sono scarsamente efficaci a causa di scelte affrettate, parziali ed emotive che hanno privilegiato interventi autoreferenziali e incapaci di incidere sui fenomeni complessivamente intesi.
Il carattere indivisibile della sicurezza urbana non è disciplinato dalla legge e le norme che vengono di volta in volta introdotte, anziché delineare un sistema, si riducono soprattutto a dare vita a nuove figure criminose, a nuovi istituti, ovvero a scelte di deterrenza simbolica per contrastare migrazioni illegali, prostituzione e tossicodipendenze.
Gli interventi che non fanno parte di un sistema di rimedi non potranno mai incidere sui tratti fondamentali della società insicura. La mancanza di norme adeguate ha rafforzato, per reazione, la consapevolezza del necessario cambiamento che si manifesta nella spinta dei Comuni a coordinarsi con l'azione dello Stato - che deve garantire la sicurezza pubblica - per dare incisività al controllo sociale dell'intero spazio della vita sociale, aumentare la coesione nella convivenza, costruire un ambiente urbano sostenibile e a misura d'uomo. Se la sicurezza urbana continuerà a restare divisa fra "attori" diversi non sarà possibile superare le difficoltà che rendono difficile creare sinergia tra impostazioni e tra funzioni che, per troppo tempo, non hanno saputo convergere adeguatamente sul problema.
Lo Stato, le Regioni e i Comuni devono costruire un forte partenariato per la sicurezza, come sta avvenendo in molti Paesi europei. È urgente disciplinare la sicurezza urbana nel suo carattere indivisibile, assegnare alle politiche di prevenzione lo spazio loro proprio, creare politiche integrate di sicurezza che prefigurano un leale partenariato, capace di coniugare competenze e sinergie e di dare slancio a una corresponsabilità non episodica, che affronti la sicurezza urbana nel coordinamento.

Giorgio Pighi è professore associato di Diritto penale nell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e avvocato penalista. Sindaco della città di Modena dal 2004 al 2014, è autore di numerose pubblicazioni sui temi della sicurezza urbana; vicepresidente, dal 2006, di Efus (European Forum for Urban Security), presidente, dal 2009, di Fisu (Forum italiano per la Sicurezza urbana) è, dal 2013, delegato nazionale per la Sicurezza, l'immigrazione e la legalità di Anci (Associazione nazionale Comuni italiani).

Indice

Sicurezza e controllo sociale nella dimensione locale
(Sicurezza urbana, controllo sociale e convivenza; Sicurezza urbana e "resilienza" della società; Realizzare sicurezza garantendo uguaglianza e giustizia; La dimensione locale del controllo sociale; Sicurezza urbana, politiche integrate, principio di sussidiarietà; Norme giuridiche, norme consuetudinarie, costume sociale; La sicurezza urbana tra politiche, regole sociali e divieti; Sicurezza indivisibile e leggi sulla prevenzione integrata; Limiti costituzionali ai "divieti locali" e valore delle regole sociali; Regole sociali e comportamenti corretti nello spazio pubblico; Funzione propositiva e regolatrice delle regole sociali; Regolazione formale ed informale nella convivenza. La depenalizzazione; Norme giuridiche, regole sociali e buone prassi; La necessaria "frammentarietà" del sistema)
Le politiche di sicurezza urbana tra Stato, Regione e Comune
(Sicurezza urbana: il "punto di vista" del governo locale; Superare l'antitesi tra politiche locali e sicurezza; "Sicurezza" e "rischio" nel contesto urbano; Politiche locali di sicurezza, oltre i pragmatismi ed i pregiudizi; Profilo politico e profilo sociale della sicurezza urbana; Il ruolo delle Regioni: allargare l'orizzonte di rimedi e strategie; Integrare la prevenzione dell'insicurezza e la politica criminale; La sicurezza urbana tra controllo sociale, politiche comunali e cittadinanza attiva; Sicurezza pubblica e urbana: la necessaria modifica delle norme; Sicurezza pubblica e urbana: prevenire la rivendicazione diffusa; Sicurezza urbana ed azione amministrativa; Sicurezza e legalità; Costruire il ruolo dei Comuni nella sicurezza urbana integrata)
La dimensione locale della sicurezza urbana tra leggi, politiche e divieti
(Sicurezza indivisibile e politiche di prevenzione specifiche ed integrate; In particolare: specificità ed integrazione di "esigenze locali"; La faticosa nascita di nuove norme sulle politiche locali di sicurezza; Comandi anziché norme per la sicurezza urbana: le ordinanze ordinarie; La definizione di sicurezza urbana costruita sul contrasto e non su contenuti e politiche; Il Sindaco "ufficiale di governo" o "rappresentante della comunità"; Divieti imposti dal Sindaco, sicurezza urbana e Costituzione; I nodi irrisolti della sicurezza urbana; Sicurezza urbana, sentimento d'insicurezza ed esposizione al rischio; La sicurezza urbana come elemento qualificante dello Stato sociale; Funzioni di polizia, amministrative, di polizia amministrativa; Coordinare Stato e Regioni (art. 118 Cost.) tra contrasto e prevenzione; Sicurezza urbana ed insediamenti abusivi)
Sicurezza urbana, controllo sociale e prevenzione oltre la dimensione nazionale
(L'evoluzione del problema della sicurezza urbana nel contesto europeo; Comuni, Stato sociale e sicurezza urbana nel contesto europeo; Sicurezza urbana: rischio e disvalore in ambito europeo; La sicurezza urbana elemento che qualifica lo Stato sociale; Prevenzione integrata: panorama europeo e realismo criminologico; I comuni europei tra sicurezza pubblica e politiche locali di sicurezza; "Mayor" inglese nella "Community Safety Partnership; "Maire" francese come "pivot de la politique de prévention dans la commune"; L'Italia verso una legge sulla sicurezza urbana di stampo europeo; Sicurezza urbana e coordinamento nella prospettiva europea; La polizia locale nel partenariato di stampo europeo; L'ordinamento della polizia locale nella prospettiva europea)
Le "forme di coordinamento" (art. 118 Cost.). Politiche di sicurezza e partenariato
(Il "partenariato", tratto distintivo della prevenzione integrata; Le relazioni locali tra i Comuni ed il sistema della sicurezza pubblica; Sistema penale, ultima ratio e politiche di sicurezza urbana; "Eterogeneità delle situazioni locali" ed appropriatezza delle sanzioni; Politiche integrate di sicurezza e profili critici delle migrazioni; Gli ostacoli al partenariato nella sicurezza urbana; I patti sulla sicurezza tra prefetti e sindaci; I regolamenti di polizia urbana; Cittadinanza attiva per la sicurezza tra partecipazione, volontari e "ronde"; Prevenzione e monopolio dello Stato nel contrasto ai fatti criminosi; Le forze armate nel controllo del territorio)
La sicurezza urbana nella contesa politica
(Lo scontro politico sui temi della sicurezza; Contrapposizione e consenso nei programmi sulla sicurezza urbana; Il punto di vista della destra; Il punto di vista della sinistra; Coinvolgimento nella prevenzione integrata di associazioni e volontariato; Sicurezza: "originale" e "copia"; Governo della sicurezza ed elementi di fondo condivisi; Sicurezza urbana e valore "simbolico" della risposta punitiva; Sentimento, allarme sociale, sicurezza percepita nella contesa politica; La "paura del rischio urbano" nel confronto politico).