Mari Discordi

Per un'antropologia della pratiche e delle rappresentazioni

Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche. Textbook, strumenti didattici
Dati
pp. 220,      1a edizione  2015   (Codice editore 633.11)

Mari Discordi. Per un'antropologia della pratiche e delle rappresentazioni
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 32,00
Disponibilità: Buona


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Codice ISBN: 9788891711298

In breve

In questo volume si indaga, in una prospettiva antropologica, l’articolarsi di una congerie di moderne e odierne rappresentazioni del mare che talora dal mare paiono prescindere, sovente tendenti a sovrapporre e imporre agli spazi meteomarini logiche impropriamente desunte dalla terra ferma, che confidano nei “magici” poteri di una tecnologia altamente raffinata e informatizzata che dovrebbe mettere al riparo da ogni incognita.

Presentazione del volume

Da guardinga e prudente, la relazione che l'uomo ha tradizionalmente cercato di intessere con il mare si è fatta, in epoca industriale, "prestazionale", velocistica e tecnologica. Il mare sembra farsi dimensione finalmente domesticabile. Le rive vedono la trasformazione dei radi centri rivieraschi dediti alla pesca in rutilanti, frivole stazioni balneari, mentre gli specchi d'acqua antistanti divengono spazi di manovra per i dorati mondi delle regate e poi dell'offshore. La "presa di possesso" del mare continuerà sotto la sua superficie con la pesca subacquea e lo snorkeling, mentre windsurf e flyboard useranno invece la distesa equorea quale trampolino per "involarsi".
In questo volume, con attenzione alle recenti, tragiche e grottesche vicende della "Concordia", si indaga, in una prospettiva antropologica, l'articolarsi di una congerie di moderne ed odierne rappresentazioni del mare rispetto ad esso, appunto, discordi, perché sovente tendenti ad imporre agli spazi meteomarini logiche desunte dalla terra ferma.
Si tratta di rappresentazioni, peraltro riprese anche da pittura, letteratura e cinema, che risultano condizionate da una comune stereotipia di fondo che assume la terra quale "pietra" di paragone per prendere le misure all'acqua, costringendola sotto i suoi domini concettuali e definitori, con le arrischiate conseguenze del caso.

Alberto Baldi insegna Antropologia culturale, Etnografia visuale e nuovi media e Museografia antropologica e multimedialità presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II; nel medesimo ateneo è direttore del Centro interdipartimentale di ricerca audiovisiva per lo studio della cultura popolare e del Laboratorio di documentaristica antropologica. Tra gli altri interessi, l'attenzione per le culture del mare nasce con la tesi di dottorato, reiterandosi in ulteriori pluriennali ricerche sulle problematiche della pesca nel Mediterraneo commissionate dalla UE e dal Ministero delle risorse agricole ed alimentari. Saggi sul mare sono stati pubblicati in riviste antropologiche italiane, francesi, spagnole, canadesi e messicane.

Indice


Incipit
In un mare di terragnoli ed ondivaghi preconcetti genia di inesorabili naufragi
(Celesti abissi; La conchiusa, sigillata domesticità della nave, presunto argine all'indomabile impetuosità dell'onda; In absentia maris: definite indefinitezze della nave passeggeri; Nave o non nave: questo il dilemma; Stazze arroganti: la terraferma sale a bordo e dilaga sul mare; A picco)
Il turismo sbarca sul bagnasciuga e s'imbarca per diletto
(Primigenie, terricole, pedestri e campestri invasioni delle spiagge; Le patinate, smaltate, scintillanti, effimere parate nautiche dello yachting)
Terrestri crociere, città flottanti
(Accelerazioni del vapore e ritmi cadenzati della vita di bordo: un paradosso risolto con l'intrattenimento declinato nell'opulenza e nella fatuità; Dimenticarsi del mare sotto i piedi; Dalla teatralizzazione degli ambienti agli intrattenimenti teatrali, ginnici, equestri e campestri del transatlantico; Se la crociera è lungo costa, la vista della terra soppianta gli artificiosi intrattenimenti di bordo; L'odierna crociera: lucente fasmatropio, giostra nella giostra, affollata caleidoscopica Babele; Quell'insostenibile leggerezza del navigare)
Dipingendo dalla riva: mari lindi e pinti, forse finti
(Il mare sfaccettato riverbero dell'inconscio; Le molteplici raffigurazioni realistiche di un mare irreale; I mari calligrafici della pittura devozionale; Da atmosfera marina realisticamente raffigurata ad atmosfera trasfigurata dell'anima; Pennelli sotto il pelo dell'acqua; Il mare quale minuto segno nella grafica pubblicitaria)
Il mare d'oggi quale performativa, esibizionistica palestra acquatica di massa
(Tutti marinai, anzi, meglio, "capitani"; Dal mare di sopra al mare di sotto; Dall'auto alla barca "guidando" come su una strada, circonfusi nel lusso; La vela d'élite e di massa tendenzialmente e variamente snobistica; Vele volanti per mari non sempre accondiscendenti)
Vistosissime, ottenebrate visioni del mare
(Vistosità chiaroscurale; Vistosità policroma e sgargiante; Vistosità relazionale; Vistosità prestazionale, cinetica ed agonistica; Vistosità morfologica; Vistosità dimensionale; Vistosità snobisticamente smorzata; Costruita e dilagante vistosità di un mare non visto)
Bibliografia
Strabici, capziosi sguardi sul mare
(Didascalie e referenze; Commentario).