Immaginando Buenos Aires.

Ceti medi e modernità urbana

Autori e curatori
Contributi
Gary McDonogh
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 144,      1a edizione  2016   (Codice editore 1562.37)
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Immaginando Buenos Aires. Ceti medi e modernità urbana
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In breve

Attraverso una ricerca etnografica multisituata condotta nella Buenos Aires di fine Novecento, questo libro traccia il discorso variegato - e talvolta contradditorio - sulla modernità che emerge dalle aspirazioni e dalle ansie di una classe media sempre più impoverita dalle politiche neoliberiste del governo di Carlos Menem.

Utili Link

Sociologia Urbana e Rurale Recensione (di Rossana Galdini)… Vedi...
Storia Urbana Recensione (di Alessandra Terenzi)… Vedi...

Presentazione del volume

Attraverso una ricerca etnografica multisituata condotta nella Buenos Aires di fine '900, il volume traccia il discorso variegato - e talvolta contradditorio - sulla modernità che emerge dalle aspirazioni e dalle ansie di una classe media sempre più impoverita dalle politiche neoliberiste del governo di Carlos Menem. La modernità ivi descritta non è quindi semplicemente una fase storica o sociologica né un paradigma filosofico, ma una costellazione ideologica ricca di contraddizioni che si manifesta attraverso l'esperienza quotidiana. Incarnata per alcuni dall'apertura neoliberista ai mercati mondiali e dalla spettacolarizzazione degli spazi urbani destinati ai consumi di lusso, la modernità di Buenos Aires sottende per altri il privilegio storico delle classi medie di origine europea, colorandone al contempo le ansie per il proprio impoverimento e per la vicinanza crescente con il sottoproletariato urbano. Invocare la modernità, per chi si oppone al neoliberismo di Stato, significa invece lottare per la democrazia, per la trasparenza e per la liberazione da un governo corrotto e semiautoritario.
Il filo rosso che lega i capitoli di questa etnografia è il ruolo dello spazio urbano come dimensione attraverso la quale ansie, desideri, nostalgia e ribellioni si manifestano quotidianamente. La città è il fondale plastico e cangiante per pratiche sociali la cui natura pubblica è intensamente visiva e non di rado spettacolare. È attraverso la visibilità di cose e persone -attraverso la performance, l'arte pubblica e l'architettura, ma anche i modi di rapportarsi ai luoghi del quotidiano - che i gruppi sociali oggetto del libro esprimono le proprie cosmologie politiche. Le narrative urbane e le azioni collettive inscenate nella città-palcoscenico contribuiscono quindi a sancire non solo universi morali, ma anche forme di appartenenza e di esclusione sociale.

Emanuela Guano è docente di Antropologia urbana presso il Dipartimento di Antropologia della Georgia State University (USA). Il suo lavoro di ricerca affronta il tema della città come costrutto sociale, culturale e politico e quello delle classi medie come attori urbani globali. Ha pubblicato numerosi articoli su riviste internazionali di antropologia, sociologia, geografia, folklore e comunicazione, ed è autrice di Creative Urbanity: An Italian Middle Class in the Shade of Revitalization (University of Pennsylvania Press, 2016).

Indice

Gary McDonogh, Prefazione
Introduzione
Entrando e uscendo dalla modernità
Modernità di importazione
La cittadinanza negata
A passeggio per la Boca
Come rovinare lo spettacolo del presidente
Conclusione
Riferimenti bibliografici.