La ricerca ha estratto dal catalogo 104906 titoli
L’introduzione di pratiche valutative può produrre nelle università cambiamenti istituzionali e organizzativi importanti. Il lavoro analizza, attraverso 50 interviste a personale accademico di tre aree disciplinari diverse e concentrandosi sul reclutamento, le risposte organizzative delle università. Queste possono essere molto diversificate, non collegate alla valutazione, inattese o anche imprevedibili e dipendere, perlopiù, dalle discipline.
Da campagna a isola di periferia
cod. 1792.85
L'attualità di Pitirim A. Sorokin
Pitirim A. Sorokin è stato un grande sociologo russo-americano che l’imperialismo culturale dello struttural-funzionalismo statunitense ha obliato nel corso della sua storia. Le sue teorie, però, e le sue tante ipotesi concettuali non possono, neppure oggi, essere abbandonate al loro destino. Questo volume a più mani, primo nel suo genere nel contesto italiano, propone un assaggio metodologico-contenutistico della sua sfaccettata riflessione sociologica.
cod. 1042.105
La sociologia integrale per lo studio dei disastri
Il volume sottolinea la necessità di evidenziare quanto, ancora oggi, a distanza di molti anni dalle teorie di Sorokin, sia valida la legge di diversificazione e polarizzazione degli effetti di calamità e quanto, nelle società colpite da disastri, prescindendo dalla loro natura, si registri sempre un “prima” e un “dopo”, divenendo prioritario affrontare il problema della fuoriuscita dall’emergenza, nonché delineare le dinamiche che caratterizzano le popolazioni nel momento in cui si cerca di dare un nuovo ordine, necessario per far fronte al mutato sistema dei bisogni.
cod. 1042.89
Trasformazioni sociali e pratiche motorie
Il rapporto fra sport e società rappresenta oggi una tematica emergente nelle scienze sociali e la multidimensionalità del fenomeno orienta verso la ricomposizione delle differenti prospettive disciplinari. Il volume affronta la pratica sportiva dai diversi punti di vista delle discipline, focalizzando una volta l’attenzione sulla relazione società-pratica sportiva e una volta sul valore educativo di questa o sulla sua funzione di identificazione nazionale e di prevenzione della violenza anche e attraverso le politiche attive dello sport.
cod. 1569.11
Partendo da una riflessione sulle trasformazioni di alcune strutture concettuali della società (spazio, tempo, comunicazione e conoscenza), il testo si interroga sul concetto di conoscenza con una prospettiva sociologica di ampio respiro, al fine di definire una visione d’insieme su come si connettono tutti gli attori coinvolti nei differenti processi di definizione e diffusione della conoscenza e su come questa permei la relazione persona-società.
cod. 1042.66
Il suicidio tra dato empirico e rappresentazione
Una rilettura del suicidio alla luce delle trasformazioni della società moderna. Il volume, in una prospettiva sociologica, studia il suicidio come strumento interpretativo della processualità e dei meccanismi di funzionamento e di costituzione della relazione persona-società, permettendo di comprendere così anche molte condotte di vita che, pur non essendo direttamente riconducibili al suicidio (guida ad alta velocità, anoressia, uso/abuso di sostanze psicoattive, ecc.), possono condurre alla morte delle persone che le mettono in atto.
cod. 1043.59
La riforma dell'assistenza pubblica a Salerno
cod. 1341.2.10
Il caso di studio della città di Acerra
Focalizzandosi sul caso della città di Acerra, il volume ha inteso studiare i processi migratori in relazione all’integrazione nei territori di approdo, con particolare attenzione ai contesti dis-urbani, ovvero quelle realtà all’apparenza urbane, perché con alta concentrazione di abitanti o a ridosso di città metropolitane, ma che in realtà mantengono per la gran parte le dinamiche e le caratteristiche delle aree rurali o delle comunità.
cod. 1043.88
Ri-comporre le differenze
Obiettivo del volume è di costruire una riflessione sull’alterità che permetta di esplorare i meccanismi che si instaurano su piani differenti (individuale, sociale e culturale) ogniqualvolta la relazione è con un “Altro da Sé”: dai sentimenti di apertura e curiosità che fondano per esempio le politiche dell’accoglienza e dell’integrazione a sentimenti di manifesta intolleranza, che spingono a discriminare l’altro, inteso come diverso ovvero come colui che appartiene a ciò che è “non familiare”.
cod. 1781.2
Per una pedagogia del lavoro e delle organizzazioni
Il libro, rivolgendosi a studiosi, ricercatori, professionisti del mondo del lavoro e della formazione, vuole offrire un’occasione di riflessione intorno alla Pedagogia del lavoro e delle Organizzazioni, muovendo da una breve ricostruzione dei processi di trasformazione che investono la società contemporanea, con una specifica riflessione sulla costruzione del pensiero generativo come chiave pedagogica per un ripensamento della flessibilità del lavoro/ non-lavoro fino alla definizione del concetto di organizzazione come categoria pedagogica.
Premio Siped 2023
cod. 1163.7
The aim of this paper is to summarizes the findings of a qualitative research on subjectivity of knowledge workers with reference to the main organizational studies. The analysis takes as its main methodological references Bourdieu’s "Practical Reason" and the Italian tradition of social enquiry and co-research and is based on interviews with knowledge workers who make of knowledge creation, development and transmission their own strengths, with particular reference to jobs in the field of the new media and information technologies in Turin. The substantive categories of the narratives revolve around the informal nature of relations what has proved crucial for an understanding of the modus operandi and the organizational implications. There is a sort of compulsive, lively and coactive sociality, in which the norm is to be in the network. Knowledge work often informally connects people and objectives in a porosity of fluid roles among various projects. Being in the network, an informal area of temporary roles with temporary rights and duties, seems be the tipical condition. Elevated informality, self-exploitation, but also immedesimation. The jobs are insecure but with substantial motivational and emotional rewards, and lower pay is accepted even when great commitment is demanded. It is a type of working condition which, with its characteristics, would appear nowadays as typical in an upper level of work, that of knowledge working, as were long-term relationships, high salaries, proceduralisation, repetitiveness of tasks and alienation in the type of work prevalent in the large enterprise in the Fordist phase.
Se all’inizio della pandemia ci chiedevamo se non fossimo in presenza di una ristruttura- zione delle relazioni di classe entro l’ambito domestico, che provava a fare delle case un laboratorio per il capitale, oggi abbiamo moltissimi elementi per mappare questa controver- sia. Risollevare lo sciopero femminista dopo la pandemia aggiunge elementi pratici e rifles- sivi per confrontarsi su questo piano. La domanda è come continuare a costruire un sinda- calismo che travalichi la cornice della domanda delle lavoratrici salariate per portare l’agilità e l’astuzia della lotta rivendicativa sui terreni della riproduzione sociale: casa, salu- te, istruzione, cura, sicurezza nei quartieri. In alleanza con i lavoratori e le lavoratrici di ogni settore, ma al tempo stesso raggiungendo un’agenda che va oltre perché include abi- tanti dei quartieri, utenti, inquiline, lavoratrici precarizzate. È una domanda-orizzonte che sorge perché, quando ci fermiamo, produciamo anche il tempo per l’invenzione politica.
I processi di precarizzazione sono stati indagati attraverso due principali linee di indagine. La prima - sviluppata principalmente nel campo della sociologia economica - si concentra sulla "precarietà" del lavoro (precarity), investigata nelle dimensioni strutturali che hanno progressivamente eroso il regime occupazionale fordista per una parte crescente della forza lavoro. La seconda linea di indagine riflette invece sull’ontologia precaria del soggetto contemporaneo e sulla precarietà esistenziale (precariousness) che permea l’intera vita degli individui. Partendo dai risultati di una serie di ricerche condotte principalmente in Italia, questo articolo inquadra la precarietà in termini di produzione di soggettività, anche alla luce del contesto pandemico, e discute di potenziali forme di resistenza attraverso la cura, la prossimità e la costruzione di relazioni sociali basate sull’incontro affettivo e dei corpi.
Questo articolo si basa sull’interpretazione dei risultati di una ricerca qualitativa volta a investigare l’esperienza vissuta da professori e docenti nel periodo della normalità pandemica (e post), sviluppata prevalentemente in Italia, ma integrata con esperienze di vissuti europei e statunitensi. L’analisi si focalizza su due aspetti: da un lato, dal punto di vista teorico, la possibile alternativa all’egemonia degli obiettivi di apprendimento finalizzati e feticizzati dalla dimensione della “misurabilità” e del raggiungimento dei risultati orientati riduttivamente alla valutazione e alla performatività di un modello di istruzione iperindustrializzato. Dall’altro, sulla base dei risultati di una ricerca empirica esplorativa, investiga come a chi lavora nella formazione superiore e universitaria sia richiesto di adattarsi ai formati previsti nell’insegnamento mediato: i lavoratori sono quindi “spinti” ad operare in termini di soggettività neoliberale, mobilitando in maniera performativa forme acritiche di auto-attivazione di risorse comunicative, relazionali e personali.