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Riccardo Ortolani

Agenti microbici e sviluppo del sistema immunitario del bambino

PNEI REVIEW

Fascicolo: 1 / 2018

L’essere umano è evoluto e continua ad evolvere in un mondo di microrganismi. Si tratta più di una simbiosi che di una competizione in quanto entrambe le parti traggono vantaggio da questa "convivenza". Il microbiota rappresenta infatti una parte importante del nostro corpo, dalla pelle al tratto gastrointestinale, e il numero totale delle cellule batteriche supera quello delle cellule umane. Il microbiota è molto importante per la competizione con i microrganismi patogeni e per lo sviluppo e l’equilibrio del sistema immunitario. Alcuni virus hanno integrato i loro genomi nel genoma umano. Altri virus, specialmente gli herpes virus, causano un’infezione persistente che richiede il controllo del sistema immunitario per tutta la vita. Una piccola parte dei microbi è, o può diventare, patogena: questo dipende dai microbi ma, più frequentemente e in misura maggiore, dall’ospite stesso. Dati epidemiologici sulla mortalità infantile in Europa, dalla seconda metà del XIX secolo fino a dopo la seconda guerra mondiale, mostrano chiaramente come l’impatto di alcuni agenti patogeni sulla mortalità infantile diminuì costantemente in conseguenza del miglioramento delle condizioni di vita. Dati epidemiologici della seconda metà del XX secolo mostrano una correlazione inversa tra incidenza di alcune comuni malattie infettive e l’incidenza di alcune malattie immunomediate: si tratta di una semplice coincidenza o si può ipotizzare un qualche tipo di relazione causale?

Riccardo Pacifico

Per un'archeologia della pratica analitica

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 2 / 2003

Richiamandosi alle indagini e al metodo archeologici di Foucault, il testo cerca di mettere a fuoco il rapporto tra nascita della pratica analitica e tradizione clinica medico-psichiatrica, leggendovi il venire a confronto di due sistemi semiotici, due regimi di visibilità e dicibilità, e dunque due saperi confinanti ma discontinui, la cui demarcazione chiede peraltro di essere continuamente riverificata. In questa prospettiva, l’articolo, ben lontano dall’esaurire il suo argomento, e gli interrogativi da esso implicati (si può parlare, a rigore di termini, di una clinica psicoanalitica ? Perché Freud smette ad un tratto, e così presto, di scrivere resoconti analitici ?), ne ricava e prospetta un’ulteriore linea di ricerca. Quella cioè di un ripensamento archeologico interno alla storia della pratica analitica, capace di distinguere, tra le trasformazioni che non hanno smesso di movimentarla, le revisioni che restano inscritte nel suo campo istitutivo da quelle che, rispetto all’operazione freudiana, rappresentano mutazioni o sconfinamenti ad essa inconciliabili.

Riccardo Pacifico

Bion: i miti come modelli dell'esperienza analitica

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 4 / 2000

Bion: i miti come modelli dell'esperienza analitica ABSTRACT: The categories of myth, mythical and mythologic cross repeatedly, and in a significant way, Bion’s theoretic and clinical thought. The article, besides displaying the elements of originality included in such relations (the distinction between private myth and general myth; the myth as narrative «costant conjunction», so as verbal algorithm; the factorization of the mythologic plots), tries to analyse the sense and the value which they assume within bionian psychoanalysis. So, on the one hand, along vertical, structural axis of the «grid», myths belong to a primitive stage or dimension of the psychic activity, to the work of alpha function: they are, as well as dreams, a kind of thought. On the other, along horizontal, functional axis of the diagram, the mythological materials canbe used, inside and outside of analysis, to bring on the emotional or cognitive notation, exploration and inquiry. In conclusion, the myths represent, both for the analyst and for the patient, the patterns, the narrative models which can reflect and synthetize experiences excited by psychoanalytic situation, particularly the experiences pertinent to the subject of the «curiosity», and to dangerous enterprise of the knowledge.

Riccardo Padovani

I limiti delle politiche di sviluppo per il Mezzogiorno: questioni di governance e prospettive del federalismo fiscale

QA Rivista dell’Associazione Rossi-Doria

Fascicolo: 2 / 2010

I limiti delle politiche di sviluppo per il Mezzogiorno: questioni di governance e prospettive del federalismo fiscale Questa nota, a partire dagli esiti della riflessione sulle politiche di sviluppo di Cannari et al. (2009) mira a evidenziare le deficienze quantitative e qualitative degli interventi ma anche a rilevare come cruciali gli effetti sfavorevoli di un disegno "debole" delle politiche generali nazionali. I limiti nella governance multilivello delle politiche di sviluppo offrono lo spunto per una riflessione più generale e più problematica sulle prospettive del federalismo fiscale, a partire dallo studio di Staderini e Vadalà (2009). La nota evidenzia che solo la riduzione del divario tra i redditi può condurre a una riduzione dei trasferimenti interregionali, che non ponga in discussione i diritti costituzionalmente garantiti.

Riccardo Paduano, Virginia De Micco, Ausilia Sparano, Rosa Spagnolo

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Fascicolo: 1 / 2023