RISULTATI RICERCA

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1. Quale l’atteggiamento del giurista davanti a un diritto "punitivo" sempre più illiberale? / 2. Dal diritto "punitivo" dell’annientamento e del nemico al diritto "punitivo" dell’esclusione e dell’indebolimento / 3. I caratteri strutturali del diritto "punitivo" dell’esclusione e dell’indebolimento / 4. Il rapporto tra scienza penalistica e diritto dell’immigrazione e la difficoltà ad affrontare i "reali" problemi di garanzia (4.1. I problemi di legittimità costituzionale posti dal diritto "punitivo" dell’esclusione / 4.2. I problemi di legittimità costituzionale posti dal diritto "punitivo" dell’indebolimento) / 5. I mezzi di tutela: tra giudici dei diritti e giudice delle leggi.

Roberto Barzanti

Etica e filologia

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 158 / 2017

Mario Mirri, pur evocando un’esperienza generazionale, tratteggia di ognuno dei protagonisti una sua peculiare fisionomia, sottolineando le posizioni etiche che portano alla scelta antifascista. L’attrazione ideologica verso il Pci di Togliatti e la versione storicistico-gramsciana del marxismo si fa netta e deriva dal clima prevalente nella Normale guidata da Luigi Russo. Secondo Mirri, la principale finalità propugnata dall’affiatato quartetto fu semplicemente quella «di portare in primo piano il ruolo della cultura, e di conseguenza, le responsabilità dell’uomo di cultura». Due sono le linee perseguite con costanza: l’autonomia della ricerca storico-filologica e il dovere di accordare un autentico primato all’etica, al di là di ogni calcolo di potere.

Roberto Basile, Cristiana Donati, Rosanna Pittiglio, Maria Savarese

Dinamiche dell’occupazione e struttura produttiva locale in Italia

SCIENZE REGIONALI

Fascicolo: 2 / 2015

Utilizzando dati censuari a livello di Sistema Locale del Lavoro, analizziamo l’effetto della struttura produttiva locale sulla crescita dell’occupazione in Italia durante il periodo 1981- 2008. L’Italia rappresenta un caso di studio interessante data l’elevata eterogeneita spaziale nelle performance del mercato del lavoro e la forte presenza di distretti industriali, aree altamente specializzate in cui le economie Marshalliane tendono ad amplificarsi. L’analisi empirica, condotta attraverso l’uso di modelli semiparametrici geoadditivi, consente di identificare importanti non linearita nella relazione tra la struttura produttiva locale e la crescita dell’occupazione, di verificare la performance relativa dei distretti industriali e di controllare l’effetto dell’eterogeneita spaziale non osservata.

Roberto Basile, Marianna Mantuano

La concentrazione geografica dell’industria in Italia: 1971-2001

SCIENZE REGIONALI

Fascicolo: 3 / 2008

Questo lavoro propone un’analisi della distribuzione spaziale dell’industria in Italia basata sul numero di addetti alle unità locali insediate nei Sistemi Locali del Lavoro, rilevati dai Censimenti dal 1971 al 2001, e su una metodologia di analisi statistica (Exploratory Spatial Data Analysis), che integra misure di concentrazione e dipendenza spaziale con tecniche non parametriche di stima della densità. Per l’aggregato manifatturiero, i risultati suggeriscono il passaggio da un modello di tipo gerarchico, centrato tra Piemonte e Lombardia, ad uno più complesso, di tipo policentrico, caratterizzato da processi di diffusione per contagio. L’analisi estesa a livello settoriale mostra inoltre una notevole eterogeneità di comportamento dei diversi comparti industriali. Parole chiave: Concentrazione, Italia, Exploratory Spatial Data Analysis

Roberto Basile, Marianna Mantuano

Politiche di sviluppo regionale in Italia: obiettivi, strumenti e risultati

ARGOMENTI

Fascicolo: 5 / 2002

This work tries to assess the extent in which the recent regional policy promotes convergence among Italian regions. In particular, it analyses the policy carried out in favour of a) the mobility and the flexibility in the labour market and b) the industrial development. As far as the labour market is concerned, the paper concludes that policy makers have acted more in favour of the flexibility, rather than of the geographical mobility of the labour force. As regards the industrial policy, the strength of the large amount of incentives adopted to support the development of clusters of small and medium sized firms seems to be weakened by the scarce selectivity of the intervention. Furthermore, the policy measures aimed at attracting investments from large domestic and foreign firms in the least developed areas still appear insufficient. The constraints imposed by the European Union in the interpretation of State Aids also hamper the introduction of particular fiscal advantages for the Mezzogiorno. Finally, the work discusses the potential negative effects of the decentralization process on regional disparities.

Roberto Basile, Marianna Mantuano

Divari di sviluppo e politiche regionali: i risultati di alcune simulazioni

ARGOMENTI

Fascicolo: 4 / 2002

The first part of this paper focuses on long-term regional economic development in Italy, using the most reliable and updated data at both NUTS 1 (Mezzogiorno and North-Center) and NUTS 2 (the twenty regions) level for the period 1963-2001. Regional development paths are studied by using a simple decomposition of per capita income into a series of employment and labour productivity. The results of the exercise reveal a complex pattern of changing forces resulting in uneven convergence and highlight the importance of employment performance for the evolution of regional disparities in income per capita. The rest of the paper analyses the relation between regional economic development and public policies. In particular, counterfactual policy experiments have been carried out to evaluate the impact of two different instruments (public work expenditure and direct incentives) The results show that only a largely differentiated public expenditure in infrastructural programs between Mezzogiorno and Centre-North can allow Southern regions to achieve a fast convergence process.

Roberto Basso

Acque torbide

RIVISTA ITALIANA DI COMUNICAZIONE PUBBLICA

Fascicolo: 41-42 / 2010

Roberto Battista Polillo

Allergie vere e immaginarie

Il sistema immunitario e l’influenza dell'ambiente e del contesto sociale

Termini come “difese immunitarie” e “allergia” sempre più vengono utilizzati surrettiziamente per “creare” nel campo dell’alimentazione nuovi miti razionali in cui una serie di nutrienti o elementi presenti nei cibi sono diventati fonti di allergie “immaginarie” o intolleranze, da sostituire con nuovi stili e consumi alimentari. Si evita così di affrontare le cause delle allergie “vere” – di tipo respiratorio o alimentare – in cui l’ambiente, il cambiamento climatico, gli stili di vita e il contesto sociale giocano un ruolo di rilievo. In questo libro si cerca di fare luce su tali argomenti, offrendo a tutto il personale sanitario, medico e non medico, un’esaustiva chiave di lettura.

cod. 1370.58

Roberto Benaglia, Manuela Petrolini

Dalmine: un programma di azionariato per obiettivi strategici

L’IMPRESA AL PLURALE

Fascicolo: 7-8 / 2001

Roberto Benaglia e Manuela Petrolini raccontano le vicende dell’azionariato dei lavoratori alla Dalmine, iniziate con un accordo che, a differenza di altri, aveva come obiettivo la partecipazione per materie e in sedi strategiche.

Roberto Beneduce

Antropologia medica critica: sentieri di ricerca

SALUTE E SOCIETÀ

Fascicolo: 3 / 2015

Critical medical anthropology explores multiple domains of healing practices, suffering, as well as of the medical knowledge. This article takes in consideration two main issues. First, it examines the contradictions of medico-psychiatric diagnostic apparatus (diagnostic proliferation; the litany of psychological test and scales; the imagined objectivity of categories and methods whose "destiny effects" are evident when they contribute to label marginal and subaltern groups, such as the immigrants), as well as their colonial genealogy when applied to the field of migration. Secondly, the article emphasizes dimensions often forgotten in healing and suffering narratives. The author remembers the value of hope, once we assume it as a practice able to build "new communities of care" (Mattingly), able to resist both to institutional violence and aloneness often present in chronic suffering.