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The traits of the originality and at the same time of the weakness of a consolidated urban welfare model are recognised in recent social housing policies in Holland. This model recently went into crisis because it was over exposed to the negative performance of the property sector and weakened by government budget cuts. On the planning and local development front, the recent opening to private sector resources and more flexible methods of intervention, which also allow for innovation in forms of settlement, mark a new path, the special nature of which lies in the change from an almost exclusively negotiated implementation process to a more regulated one. The objective is greater protection of public interests in private sector redevelopments, pursued through ‘cost recovery’ and ‘land value increase’ estimates, which have a positive impact on the acquisition of areas and building rights for social housing.

Laura Pogliani

L’evoluzione del piano dei servizi

TERRITORIO

Fascicolo: 49 / 2009

The evolution of the services plan - The Lombard services plan defines operational criteria and policies designed to achieve the objectives of settlement quality and urban welfare. They are objectives which cut across the public-private relationship in the construction and improvement of settlement contexts. If quality of living in an area and the long term value of the urban asset depends on the capacity to achieve integrated development (housing, public transport and social services), then the centrality of this instrument is clear to see, with its ability to seize on local opportunities and community resources in its triple nature of a plan, a project and a programme. A number of positive experiences have developed in recent years, such as the Bergamo, Cremona and Monza plans which have introduced a new vocabulary and new ways of operating (competitions, settlement criteria, expected public performance and financial assessments) to strengthen bargaining capacities and competition in public strategies and policies.

Laura Pogliani

Forma e contenuti del ‘nuovo piano’. Il Congresso Inu di Ancona

TERRITORIO

Fascicolo: 46 / 2008

Form and contents of the ‘new plan’. The Inu (national institute of urban planning) Congress of Ancona - The Inu discussed the contents, methods and techniques of urban planning (structural and operational planning, urban planning compensation and private-public sector development balance, the environment and energy, joint metropolitan planning) against a background of current issues of local governance and the founding principles of modern urban planning, such as return, competition and community cohesion, the quality of settlements and environmental sustainability. The reasons for performing urban planning today depend to a large extent on the effectiveness of the regulatory processes which direct the joint use of public and private sector funding to improve the well-being of society.

Laura Pironi

Le politiche attive del lavoro in tempo di crisi

QUADERNI DI ECONOMIA DEL LAVORO

Fascicolo: 103 / 2015

Il tema delle politiche attive del lavoro è oggetto di discussioni accademiche e politiche da lungo tempo soprattutto in quei paesi dove il fenomeno della disoccupazione è più elevato e con aspetti di cronicità socialmente difficili da sopportare. La lunghissima fase di stagnazione economica che ha caratterizzato molti paesi occidentali a partire dal 2007 ha reso irraggiungibili gli obiettivi posti dall’Unione Europea in tema di crescita dell’occupazione giovanile e delle donne e reso difficile per gli Stati lo stanziamento di risorse economiche adeguate per sviluppare politiche attive del lavoro efficaci. La crescita dirompente della disoccupazione nei paesi più industrializzati, la difficile sostenibilità del welfare ed in particolare degli strumenti tradizionali di sostegno al reddito dei lavoratori delle imprese in crisi, ha reso urgente, per i vari governi, rivedere le politiche per il lavoro adottando modelli di flexicurity e più in generale di welfare to work e incentivare il Life Long Learning. Nell’articolo si analizza pertanto l’impatto della crisi economica sull’occupazione, sul welfare in Italia ed in alcuni paesi europei, le politiche attive e passive del lavoro attuate nei suddetti paesi con particolare riguardo al tema della flexicurity e alla riforma dell’apprendistato come strumento di inserimento lavorativo sia dei giovani che devono entrare e rimanere nel mercato del lavoro, sia dei lavoratori che devono cambiare radicalmente il proprio percorso lavorativo per non rimanerne esclusi. I recenti interventi del governo italiano accumunati sotto il titolo di jobs act sono un chiaro tentativo di sviluppare anche in Italia politiche attive sul modello promosso dall’Unione Europea. Rimane però ancora molta strada da percorrere per favorire l’inserimento lavorativo delle nuove generazioni ed il reinserimento delle persone che hanno perso il lavoro a causa della crisi economica in particolare sul fronte dei servizi per l’impiego che da troppo tempo svolgono un ruolo marginale e prevalentemente burocratico anziché favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Laura Petitta, Simona Manno, Anna Concetta Rinaldi

Job burnout in ambito socio-sanitario e produttivo: I call center sono i più bruciati?

RISORSA UOMO

Fascicolo: 4 / 2011

This contribution has investigated job burnout and interpersonal strain by administering a self-report questionnaire to 1032 subjects from healthcare (503) and productive organizations (529), and, within the latter, 159 from a call centre. Two ANOVAs investigated the differences related respectively to the type of organization: (a) healthcare and productive organizations; (b) healthcare, call centres and other productive organizations. Surprisingly, healthcare organizations display lower levels of job burnout and interpersonal strain as compared to the productive organizations. Nevertheless, call centre’ operators, separated by the other productive organizations, displayed higher levels of job burnout and interpersonal strain as compared to employees from other productive organizations, and especially by those from the healthcare settings.

Laura Petitta, Anna Concetta Rinaldi, Simona Manno

Job burnout ed efficacia personale negli operatori penitenziari

RISORSA UOMO

Fascicolo: 2 / 2009

Job burnout ed efficacia personale negli operatori penitenziari - This contribution has investigated job burnout, interpersonal strain and self-efficacy, by administering a self-report questionnaire to 130 correctional officers. Two ANOVAs investigated the differences related respectively to the type of contact between operators and prisoners, direct versus indirect, and to job position. Four simple regressions examined the role of self-efficacy as a predictor of burnout and interpersonal overload. Overall, the correctional who have a direct contact with prisoners do not display different levels as compared to the others. With regard to the job position, the educators display lower levels of professional efficacy as compared to the assistants, supervisors and inspectors. Finally, self-efficacy is a significant predictor of burnout and interpersonal strain.

Keywords: job burnout, interpersonal strain, self-efficacy, correctional officers.

Parole chiave: job burnout, sovraccarico relazionale, efficacia personale, operatori penitenziari.

Laura Persichini, Chiara Del Barna

Facilitare i facilitatori: il ruolo di Altravisione nell’integrazione delle competenze non cognitive a scuola

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2023

Il presente commento all’articolo di Braibanti, Gagliardi, Di Trani e Bertini (20022) vuole mettere in evidenza come l’esperienza di Al-travisione, particolare modello di parivisione (Caruso, 2002) facilitata da un collega esperto, si configuri come meta-contenitore dove riflet-tere sul posizionamento dello psicologo a scuola e sulla valorizzazione delle risorse presenti al fine di promuovere l’integrazione di compe-tenze non cognitive all’interno dell’intero contesto scolastico e non solo rispetto alle caratteristiche individuali e personologiche sulle qua-li la legge proposta sembra concentrarsi.

Laura Perls, Milan Sreckovic

Vivere al confine

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 2 / 2013

Bernd Bocian introduce l’intervista a Laura Perls che Milan Sreckovic condusse nel 1987, dai temi ancora attuali. In essa si rintracciano interessanti spunti storici e autobiografici che mettono in connessione la psicoterapia della Gestalt e il lavoro dialogico di Martin Buber e della psicologia della Gestalt. La cornice teorica di riferimento così delineata chiama Laura a puntualizzare passaggi fondanti della tecnica terapeutica, ripercorrendo la teoria del sé e il fare diagnosi in quello che è l’approccio esistenziale, esperienziale e sperimentale della psicoterapia della Gestalt.

Laura Perini

Un’azione parlante per entrare in contatto con il mondo inaccessibile di Galatea

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2017

La terapeuta ripercorre il lavoro di psicoterapia psicoanalitica svolto con Caterina, una giovane ragazza, che non aveva mai rivelato il suo mondo interiore a nessuno. L’offerta di una tisana calda rappresenta una svolta nella terapia con questa ragazza, così coartata e raggelata internamente e costituisce ciò che Racamier definisce un "atto parlante", un messaggio agito fatto di gesti che sono capaci di assumere un significato non verbalizzabile e offrirsi come un elemento ponte che serve per creare un contatto che è prettamente simbolico.