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In questo lavoro l’Autrice affronta il delicato e difficile tema del trattamento dei minori autori di abuso sessuale su altri minori, sul quale sia in ambito clinico e giudiziario poco si è riflettuto sino ad ora. Rapportarsi con la figura dell’abusante, risulta, infatti, piuttosto sgradevole, anche nel caso in cui si tratti di un minore. Obiettivo dell’Autrice è anche sollecitare uno scambio ed un dialogo tra tutte le figure interessate. La decisione di affrontare il tema dell’abuso sessuale sui minori nasce dalle riflessioni maturate nel corso degli anni, operando in vari ambiti, istituzionali e non, sul tema dell’abuso. La scelta del focus sul trattamento dei minori abusanti scaturisce da un’altra esperienza: la richiesta di trattamento per alcuni ragazzi accusati di abuso, ricevuta da parte dei Servizi della Giustizia, deputati all’elaborazione dei loro progetti di Messa alla Prova. Ciò ha determinato l’impegno di pensare ad un modo di operare coerente con il modello di riferimento, quello strategico, e di formulare un intervento il più possibile efficace. Dal confronto e dalla riflessione comune di cittadini, istituzioni, sistema Giustizia ed operatori, potrebbero derivare nuove modalità e tipologie d’intervento, più efficienti e con una ricaduta positiva sia sulla vita di ogni singolo ragazzo che ne è coinvolto, sia sulla società nel suo complesso.
Gli psicofarmaci sono noti per indurre alterazioni nella funzione sessuale umana. La maggior parte della letteratura riporta come psicofarmaci responsabili di disfunzioni sessuali farmaco-indotte gli antidepressivi, in particolar modo gli Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina (SSRIs). Il litio è uno dei principali trattamenti a lungo termine nel trattamento dei disturbi affettivi, principalmente nel disturbo bipolare, ma sfortunatamente ci sono pochi lavori su gli effetti sessuali indotti dal trattamento con il litio. Questo studio è stato condotto su un campione costituito da 51 pazienti affetti dal disturbo bipolare, Tipo I e II, clinicamente stabili e in trattamento con il litio. Una significativa più bassa percentuale dei pazienti rispetto ai controlli ha riportato piacere (73% vs. 91%) e soddisfazione (57% vs. 83%) nelle attività sessuali. Circa il 20% dei casi ha riportato un peggioramento nella funzione sessuale dopo l’inizio della terapia con il litio, in particolare nell’eccitamento e nel desiderio.
Lo stress psicologico correlato alla condizione di infertilità, la finalizzazione dell’atto sessuale alla riproduzione e l’interferenza dello staff medico nell’attività sessuale possono rappresentare nella coppia infertile fattori di rischio per la sessualità. Obiettivo della ricerca è stato lo studio del comportamento sessuale di 100 coppie candidate ad un programma di riproduzione assistita nei sei mesi precedenti alla consultazione. Il campione è stato suddiviso a seconda del fattore di infertilità di coppia ed i partner sono stati sottoposti ad una intervista semistrutturata, differenziata per genere, formulata in base ai criteri del DSM IV per la diagnosi delle disfunzioni sessuali. Alle coppie è stato inoltre richiesto, con un quesito posto sotto forma di domanda aperta, se ritenessero che la condizione di infertilità avesse modificato il loro comportamento sessuale. I risultati hanno evidenziato una maggiore incidenza di disagio e disfunzioni sessuali nelle donne infertili rispetto agli uomini. Il desiderio sessuale ipoattivo è la disfunzione sessuale che più frequentemente è stata correlata alla condizione di infertilità in entrambi i sessi. In conclusione sembra importante offrire alle coppie infertili afferenti ai programmi di riproduzione assistita un counseling sessuologico mirato alla prevenzione, alla diagnosi e al trattamento delle disfunzioni sessuali, anche in vista della relazione tra comportamento sessuale e fertilità.
La separazione coniugale è un evento che determina un mutamento della struttura della famiglia e priva i figli di quella unione familiare che rappresenta per loro il punto di riferimento per un corretto sviluppo psicofisico. Nel presente articolo prendiamo in considerazione l’evento della separazione con i suoi possibili effetti sui figli e l’intervento di mediazione familiare come sostegno alla relazione genitori-figli. Analizziamo i diversi modelli di mediazione familiare, considerando la variabile della presenza o meno dei figli in seduta di mediazione e le varie tecniche di ascolto dei bambini.
Questo articolo descrive lo sviluppo dell’identità di genere maschile. Viene evidenziata, in diversi ambiti, la maggiore propensione al rischio dei maschi rispetto alle femmine. Si propone il modello integrato di intervento come strumento di prevenzione.
Introduzione ed oggetto: La comorbidità tra disturbi psichiatrici e disfunzione erettile è una condizione clinica di particolare frequenza. La presenza di disturbi d’ansia e dell’umore in caso di malattie somatiche tende a complicarne il decorso e la gestione, incrementando le afferenze ai servizi di pronto soccorso e cura. Sintomi e disturbi psichiatrici influenzano la gestione del paziente affetto da DE. Obiettivo di questo studio era quello di valutare la componente psichiatrica di Asse I in pazienti con DE e ricercare quelle determinate dimensioni psichiche che possano influenzare il protrarsi dell’afferenza ambulatoriale.