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La bisessualità rappresenta un concetto dinamico e multiforme, la cui definizione oscilla da una posizione di residuo dell’onnipotenza infantile derivante dal possesso di una duplice identità a quella di condizione di stato originario, simbiotico, pregenitale ed indifferenziato; essa rappresenta una condizione intrapsichica, centrale nel processo di sviluppo e maturazione del soggetto, come si evince da un vasto numero di osservazioni cliniche, quali la presenza nello spazio psichico del soggetto d’identificazioni bisessuali, maschili e femminili, paterni e materni nonché la riflessione circa il fatto che ogni scelta oggettuale è bisessuale. Oltre a rappresentare un organizzatore dello sviluppo sessuale normale, la bisessualità assume una connotazione psicopatologica di rilievo, configurandosi come l’espressione di introietti di immagini parentali caratterizzate da uno stato fusionale con mancato conseguimento del processo di separazione ed individuazione e quindi delineandosi come spia di una più importante confusione identitaria in pazienti con organizzazione borderline di personalità. L’assunzione di un comportamento bisessuale può, inoltre, maturare all’interno di un meccanismo difensivo in cui l’eterosessualità è utilizzata per allontanare impulsi omosessuali, che sono depositari di intensa conflittualità. La bisessualità acquista l’ulteriore valenza di perversione sessuale, intesa come esperienza dell’Io, in cui gli elementi affettivi della relazione sono dissociati dalla componente sessuale corporea. Infine il concetto di bisessualità ricorre nel quadro dell’isteria, i cui sintomi possono essere considerati come l’espressione di una fantasia sessuale inconscia in cui la componente maschile e quella femminile coesistono in un’interazione dialettica.

Walter Nicoletti, Serafino Ricci, Loredana Petrone, Giuseppina Lalia

Mutilazioni genitali femminili e III millennio

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 1 / 2003

Questo articolo si propone di chiarire cosa siano le Mutilazioni Genitali Femminili, le varie forme, le motivazioni che fungono da supporto al perpetuarsi di tali pratiche nonché le conseguenze sessuali e psicologiche che vivono le donne che vi si sottopongono. È stata inoltre condotta una indagine esplorativa in collaborazione con la cattedra di Medicina Sociale dell’Università La Sapienza di Roma su quattro donne somale mutilate, presso la comunità somala presente a Roma. Da queste interviste si evince la forte influenza che il paese d’origine continua ad esercitare spingendo queste donne a perpetuare questa antica e cruenta tradizione.

Valeria Di Nicola, Giovanna Todarello, Orlando Todarello

Sessualità e riproduzione nelle donne con disabilità intellettiva e con sindrome di Down

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 1 / 2003

Gli Autori illustrano alcuni studi in tema di sessualità e riproduzione nelle donne con disabilità intellettiva e con sindrome di Down. Viene sottolineata la significativa maggiore complessità della condizione bio-psico-sociale del genere femminile rispetto a quello maschile. La conoscenza della complessità connessa alle differenze di genere può facilitare la pianificazione mirata degli interventi, ai fini della promozione di una maggiore partecipazione sociale e di una migliore qualità di vita delle persone con disabilità intellettiva.

Paolo Maria Michetti, Roberta Rossi, Daniele Bonanno, Massimo Zaccagnini, Andrea Tiesi, Chiara Simonelli

Sessualità ed emozioni: studio sull'associazione alessitimia e disfunzione erettile (DE)

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 1 / 2003

Il costrutto dell’alessitimia descrive un insieme di deficit della capacità di elaborare le emozioni da un punto di vista cognitivo, o in una più ampia accezione, un disturbo della regolazione affettiva. L’alessitimia è stata inizialmente considerata come tipica di pazienti con malattie psicosomatiche classiche. Gli studi successivi hanno messo in evidenza caratteristiche alessitimiche in numerose altre situazioni patologiche e nella popolazione generale. L’obiettivo dello studio qui presentato è stata l’indagine del costrutto dell’alessitimia in pazienti con DE sia nella forma psicogena primaria (DEPP) che in quella secondaria (DEPS).